Posts Tagged ‘USA’

La lunga marcia verso la fine

Il declino sistematico degli USA non è cominciato con l’era di Obama, ma ha origini molto più lontane, ancora prima dell’era Nixon e della comparsa in scena del padre della globalizzazione, Henry Kissinger. Nel corso degli anni la popolazione occidentale statunitense è stata messa a tacere con enorme successo da quella troika tenebrosa composta da governo, mass media e istituzioni. Le cose sono man mano peggiorate sotto un altro pseudo cristiano, Jimmy Carter, allorchè contribuì alla caduta del regime dello Shah in Iran. Ciò successe per favorire la nascita della Repubblica ISLAMICA dell’Iran. Oltre a questo, l’anti israeliano Carter, fu il principale responsabile dell’indebolimento di Israele grazie al lancio delle false pretese di politica di pace in cambio di territori, priorità dell’agenda degli USA, UE e ONU da quei tempi ad oggi. Tutti i presidenti che si sono avvicendati dopo Carter (Reagan incluso, che mandò a liberare Yasser Arafat dopo che Israele lo aveva accerchiato a Beirut nel 1982) hanno favorito, in un modo o in un altro, l’agenda globale anti-Israele. Bush 1 e il suo segretario di stato James Baker erano apertamente anti-Israele. Bill Clinton gettò le basi per un accordo basato solo su concessioni territoriali. George Bush 2, pseudo cristiano repubblicano membro della setta segreta degli Skull & Bones, riuscì a portare avanti lo stesso programma senza tanti problemi perchè era percepito come conservatore.

No, la repubblica Americana non si è trasformata in un IMPERO nel giro di una notte. E’ la conseguenza  del sistema di governo bipolare che ingannava gli elettori quando pensavano di avere la possibilità di fare scelte sempre più democratiche. La bugia più grande alla quale molte persone hanno aderito è stata l’idea che questa religione morta e amorale dell’impero statunitense potesse essere importata in tutto il mondo per il bene dell’umanità. Quando Satana tentò Gesù nel deserto, lo fece offrendogli tutti i regni del mondo se solo si fosse prostrato davanti a lui. Anche oggi ci sta provando. Potrebbe essere che la prossima volta sia il turno di Sarah Palin. Comunque vada, sarà sempre un grande delusione per l’elettore democratico o repubblicano che sia, perchè per le sue malvagità e per l’arroganza con cui pretende e supporta la divisione di Israele sotto le mentite spoglie della Road Map, l’America è ormai entrata sotto la maledizione di Genesi 12:3, “maledirò chi ti maledirà“.

Data: venerdì 24 dicembre 2010 | Archiviato in: Attualità


Un messaggio da Israele per Obama

IMPARA PRIMA DI GIOCARE A FARE IL DIO CON LA NOSTRA TERRA!

In quel giorno avverrà che io farò di Gerusalemme una pietra pesante per tutti i popoli; tutti quelli che se la caricheranno addosso saranno interamente fatti a pezzi, anche se tutte le nazioni della terra fossero radunate contro di lei.

Zaccaria 12:3

Data: sabato 13 novembre 2010 | Archiviato in: Attualità


I traditori, le menzogne e la falsa pace

Essi curano alla leggera la piaga del mio popolo;
dicono: ‘Pace, pace’,
mentre pace non c’è. (Geremia 8:11)

Anzichè cercare la pace dal Dio di Israele, essi perseverano ad attingere sempre dalla stessa coppa ripiena di veleno, di inganno e di ipocrisia.
La Road Map tracciata dagli USA è una delle tante politiche destinata al fallimento (vedi Iraq, Afghanistan e la politica interna).

Israele si accontenta di menzogne e di un trattato fasullo di pace stipulato con la morte.
Una nazione che ha voltato le spalle a Dio non ha futuro. Eppure, anzichè seguire il Signore, Israele continua ad affidarsi a guide cieche che lo porteranno dritto per dritto alla rovina.

Data: martedì 7 settembre 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


Israele ieri, Israele oggi

GIUDICI 2

1 L’angelo del SIGNORE salì da Ghilgal a Bochim e disse: «Io vi ho fatto salire dall’Egitto e vi ho condotti nel paese che avevo giurato ai vostri padri di darvi. Avevo anche detto: “Io non romperò mai il mio patto con voi”; 2 e voi, dal canto vostro, non farete alleanza con gli abitanti di questo paese e demolirete i loro altari. Ma voi non avete ubbidito alla mia voce. Perché avete fatto questo? 3 Perciò anch’io ho detto: “Io non li scaccerò davanti a voi; ma essi saranno tanti nemici contro di voi e i loro dèi saranno, per voi, un’insidia”». 4 Appena l’angelo del SIGNORE ebbe detto queste parole a tutti i figli d’Israele, il popolo si mise a piangere ad alta voce. 5 Posero a quel luogo il nome di Bochim e offrirono là dei sacrifici al SIGNORE.

6 Giosuè rimandò il popolo, e i figli d’Israele andarono ciascuno nel suo territorio a prendere possesso del paese. 7 Il popolo servì il SIGNORE durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, che avevano visto tutte le grandi opere che il SIGNORE aveva fatte in favore d’Israele. 8 Poi Giosuè, figlio di Nun e servo del SIGNORE, morì all’età di centodieci anni 9 e fu sepolto nel territorio che gli era toccato a Timnat-Cheres, nella regione montuosa di Efraim, a nord della montagna di Gaas.

10 Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri; poi, dopo quella, vi fu un’altra generazione che non conosceva il SIGNORE, né le opere che egli aveva compiute in favore d’Israele. 11 I figli d’Israele fecero ciò che è male agli occhi del SIGNORE e servirono gli idoli di Baal; 12 abbandonarono il SIGNORE, il Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto, e andarono dietro ad altri dèi, fra gli dèi dei popoli che li attorniavano; si prostrarono davanti a essi e provocarono l’ira del SIGNORE; 13 abbandonarono il SIGNORE e servirono Baal e gli idoli di Astarte.
14 L’ira del SIGNORE si accese contro Israele ed egli li diede in mano ai predoni, che li spogliarono; li vendette ai nemici che stavano loro intorno, in modo che non poterono più resistere di fronte ai loro nemici. 15 Dovunque andavano, la mano del SIGNORE era contro di loro a loro danno, come il SIGNORE aveva detto, come il SIGNORE aveva loro giurato; e la loro tribolazione fu molto grande. 16 Il SIGNORE allora fece sorgere dei giudici, che li liberavano dalle mani di quelli che li spogliavano. 17 Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi si prostituivano ad altri dèi e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via percorsa dai loro padri, i quali avevano ubbidito ai comandamenti del SIGNORE; ma essi non fecero così.
18 Quando il SIGNORE suscitava loro dei giudici, il SIGNORE era con il giudice e li liberava dalla mano dei loro nemici durante tutta la vita del giudice; poiché il SIGNORE aveva compassione dei loro gemiti a causa di quelli che li opprimevano e angariavano. 19 Ma quando il giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri, andando dietro ad altri dèi per servirli e prostrarsi davanti a loro; non rinunciavano affatto alle loro pratiche e alla loro caparbia condotta. 20 Perciò l’ira del SIGNORE si accese contro Israele, ed egli disse: «Poiché questa nazione ha violato il patto che avevo stabilito con i loro padri ed essi non hanno ubbidito alla mia voce, 21 anch’io non scaccerò più davanti a loro nessuna delle nazioni che Giosuè lasciò quando morì; 22 così, per mezzo di esse, metterò alla prova Israele per vedere se si atterranno alla via del SIGNORE e cammineranno per essa come fecero i loro padri, o no».
23 Il SIGNORE lasciò stare quelle nazioni senz’affrettarsi a scacciarle e non le diede nelle mani di Giosuè.

Data: sabato 4 settembre 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


Sheeple e l’inganno degli ultimi tempi

Sequenza Profetica

Il termine Sheeple è il frutto di una fusione tra le parole inglesi “sheep” (pecore) e “people” (gente). In pratica in italiano sarebbe traducibile con il termine “gregge umano”. È usato generalmente per indicare quelle persone che credono a qualsiasi cosa venga detta da parte di figure che stanno “in alto” lasciandosi andare alla loro guida, senza però preoccuparsi di sapere dove questa guida li porterà, e soprattutto, senza mai chiedersi chi c’è veramente sotto i suoi panni. Dunque, Sheeple sono tutte le persone che seguono ciecamente le loro guide senza mai metterle al vaglio. Così facendo, consentono alle autorità (in ambito politico o religioso) di insidiare la propria individualità umana.

(continua…)

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Quale guerra all’orizzonte?

Scoppierà la guerra quest’estate? Tutti ne parlano, ma nessuno lo dice. In Israele la gente preferisce ancora credere che le potenze che vogliono stabilizzare il Medio Oriente siano più forti di quelle che lo vogliono destabilizzare. Ha fiducia nella deterrenza che sembra essere stata conseguita a nord e a sud con la seconda guerra in Libano (estate 2006) e la campagna anti-Hama a Gaza (gennaio 2009). Tuttavia, voci sempre più insistenti sembrano parlare di un prossimo ed inevitabile attacco nei confronti dell’Iran, anche se non si riesce a capire chi lo sferrerà per primo, Israele o gli Usa?

Secondo il sito italiano della repubblica islamica il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha denunciato l’intenzione di Stati Uniti di attaccare “almeno due paesi” nel Medio Oriente come parte di una campagna ostile contro la Repubblica islamica.Ahmadinejad ha detto che l’Iran ha delle informazioni molto precise sul fatto che gli americani stanno tramando un piano, secondo il quale sono pronti ad intraprendere una guerra psicologica contro l’Iran. “Abbiamo informazioni precise secondo cui gli Usa stanno progettando un nuovo piano per lanciare una guerra psicologica contro la Repubblica islamica”, ha affermato Ahmadinejad in un’intervista esclusiva rilasciata alla PressTv. “Hanno intenzione di attaccare almeno due paesi della regione entro i prossimi tre mesi”, ha aggiunto. “Gli Stati Uniti sono intenzionati ad attaccare due alleati dell’Iran nella regione i quali rappresentano naturalmente i principali nemici del regime sionista. Prima di tutto, gli americani vogliono ostacolare il progresso e lo sviluppo dell’Iran e nel secondo luogo cercano di aiutare Israele perché questo regime è ormai giunto ad un vicolo cieco e Washington pensa di poterlo salvare tramite un nuovo confronto militare nell’area”. Ha spiegato Ahmadinejad.

Di tutt’altro parere è Ray Mcgovern, ex agente della CIA, il quale, in un’intervista esclusiva al sito www.prisonplanet.tv, discute della probabilità che proprio in questo mese di agosto Israele sferri un’offensiva all’Iran.

Le parole di Fidel Castro invece fanno pensare ad un attacco congiunto all’Iran tra Usa e Israele: un intervento militare contro Teheran rappresenterebbe una catastrofe per l’umanità intera, con conseguenze difficilmente immaginabili. Israele che spinge per le sanzioni all’Iran ha centinaia di armi nucleari e non ha neanche firmato il trattato di non proliferazione. Navi e sommergibili di Stati Uniti e Israele sono già nel Golfo: la pretesa di ispezionare le navi iraniane potrebbe essere la scintilla di uno scontro armato.

C’è invece chi, come Fiamma Nirenstain, sta nel mezzo e sostiene che la guerra la farà Hezbollah in nome dell’Iran.

Data: venerdì 30 luglio 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


Totale collasso economico: segnali d’allarme ovunque

Gli occhi di tutti sono puntati sulla situazione finanziaria della Grecia, ma non possiamo permettere che eolo, il vento della mitologia greca distragga la nostra attenzione dalle altre minacce che incombono all’orizzonte. Altrettanti sono i motivi di preoccupazione di un collasso finanziario di portata maggiore. Ad esempio il rischio di insolvenza di altre nazioni europee. Infatti, l’idea che l’instabilità della Grecia sia in qualche modo responsabile di un’instabilità nella zona Euro è semplicemente infondata, perchè altre nazioni UE hanno rischiato la bancarotta ancor prima della crisi del debito greco. Ad esempio la Spagna dopo aver perso credibilità in seguito al suo declassamento da parte dalle agenzie di rating internazionale. Portogallo, Italia, Irlanda e Regno Unito non sono da meno. Poi c’è la Cina con i trilioni di debito USA nelle sue casse, sempre più orientata ad abbandonare il dollaro come riserva monetaria a favore della propria moneta nazionale (Yuan). Dovesse verificarsi questa ipotesi, sarebbe un disastro per il dollaro e l’economia globale. Anche la moneta brasiliana da segnali di allarme. E’ molto più debole e non può continuare, al pari di quella di altre nazioni del sudamerica, a reggersi appoggiandosi al dollaro statunitense. Infine ci sono segnali provenienti dal mercato americano e dall’alto tasso di disoccupazione mondiale che precludono la prossima fine dell’era di deflazione programmata e all’inizio di un inevitabile periodo di iper-inflazione incontrollabile. Questi ed altri segnali di allarme ci dicono che il sistema finanziario è in una fase di malattia acuta. Come un malato terminale cerca di prendere le ultime boccate d’aria, così si sta comportando il mercato monetario e finanziario. Pian piano l’ossigeno finirà e tutto il mondo si sveglierà di fronte ad una tragica realtà:

E udii come una voce in mezzo alle quattro creature viventi, che diceva: «Una misura di frumento per un denaro e tre misure d’orzo per un denaro…..». Apocalisse 6:6

Un giorno non molto lontano, ci vorrà il salario di un’intera giornata lavorativa per l’acquisto di beni di prima necessità. E’ ORA DI COMINCIARE A INVESTIRE PER IL CIELO!

Data: mercoledì 2 giugno 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


Per cos’era il premio Nobel? (3)

Fonte: InfoWars

Gli analisti militari russi riferiscono oggi al primo ministro Putin che il presidente USA Barack Obama ha diramato l’ordine al comandante del Comando Settentrionale (USNORTHCOM), il generale Gene Renuart dell’Air Force statunitense, di “cominciare immediatamente” ad aumentare il numero dei militari di un milione di unità, a partire dal 30 gennaio 2010. Questi rapporti mettono in guardia sullo scoppio previsto di una guerra civile negli Stati Uniti prima della fine dell’inverno.

Stando a questi rapporti, Obama ha avuto nelle settimane precedenti “numerosi” meeting con il suo consiglio di guerra su come gestire al meglio l’attesa implosione del sistema bancario nazionale mentre, al contempo, tentava di mantenere l’egemonia militare statunitense sul mondo, in quella che gli analisti militari russi definiscono “l’ultima mossa strategica” il cui successo è “lontano dall’essere accertato”.

E come “ultimo stratagemma” Obama, continuano i rapporti, annuncerà a tutta la nazione, la prossima settimana, che ha intenzione di ampliare l’entità delle forze militari USA in Afghanistan con diecimila soldati, usando allo stesso tempo il loro schieramento come “copertura” per far tornare in USA più di 200.000 altri soldati supplementari americani da più di 800 basi disposte in più di 39 Paesi nel mondo, portando il numero di queste forze in America a più di un milione. Numero che, a detta dell’esercito USA, sarà in grado di contenere “l’esplosione di violenza” che si prevede farà inquietare le persone quando scopriranno che la loro economia è alla bancarotta.

Questi rapporti, inoltre, affermano che Obama cercherà, allo stesso tempo, di preservare il suo Paese dalla disgregazione violenta. Le diecimila truppe aggiuntive che invierà in Afghanistan devono essere inviate a Kandahar, dove gli americani e i loro alleati NATO daranno vita all’ultimo tentativo di mettere al sicuro il loro gasdotto TAPI (TAPI (Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan e India). Questo, senza i Paesi occidentali e a causa della grave mancanza di risorse alternative di energia, poiché sono stati estromessi dai grandi fornitori dell’Asia centrale (che sia la Russia sia la Cina stanno tentando di assicurarsi), sono preoccupati crollerà del tutto.

A rendere la situazione USA (e, di conseguenza, anche quella dell’Occidente) ancora peggiore, ci sono nuovi rapporti provenienti dall’International Energy Agency. Questi affermano che, “dietro pressioni” del governo USA, (l’agenzia) ha “deliberatamente sottovalutato” il profilarsi di una carenza mondiale di petrolio, per paura di scatenare il panico comprandolo, e facendo crescere i timori americani sulla fine della supremazia del petrolio, poiché ciò minaccerebbe il loro potere all’accesso alle ultime risorse di petrolio rimaste nel mondo.

Tra le manovre più spaventose del “gioco alla fine” fatte da Obama nel tentativo di proteggere l’egemonia statunitense sul mondo, c’è quella della mossa incommensurabilmente distruttiva di far affondare nel debito altri 3.5 trilioni di dollari, il che fa crescere l’ammontare totale del debito USA verso i cittadini e il mondo alla cifra mai toccata prima di più di 106 trilioni di dollari.

Le azioni di Obama sono diventate così allarmanti (specialmente da quando sono state imitate da tutte le autorità Occidentali) che il direttore del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Dominique Strauss-Kahn, la scorsa settimana ha avvertito che le “azioni di stimolo” dell’Occidente (che essenzialmente consistono nello stampare moneta senza che ci sia nulla a sostenerla), sono diventate ora una “minaccia alla democrazia”, poiché si prevede che milioni di persone reagiranno con violenza nei confronti dei loro governi e contro coloro che hanno rubato i loro soldi e il loro futuro.

Tuttavia, purtroppo per i cittadini statunitensi, l’avviso del FMI è caduto nel vuoto in USA, dove il presidente della Federal Reserve Bank di St. Louis, James Bullard, continua a dire questa settimana che gli USA continueranno le loro “azioni di stimolo”, perché queste darebbero maggiore flessibilità a chi attua i piani politici ed economici USA”. Una dichiarazione tanto più assurda quanto più la si vede nell’ottica dei debiti precedenti ancora non pagati e pendenti sull’economia americana, che attualmente non è in grado di pagare in alcun modo.

Sulla capacità dei giganti bancari occidentali di poter salvare le economie dei loro Paesi si sono scagliate novità ancora peggiori questa settimana, quando il gigante del rating Standard & Poors lancia l’allarme secondo cui “ogni singola banca in Giappone, USA, Germania, Spagna, Italia, comprese le 45 sparse nel mondo della S&P, rimangono in pericolo”. Un avviso che ha indotto una delle banche più grandi d’Europa, la Société Générale, a mettere in guardia i suoi clienti affinché si preparino al “collasso economico globale”.

Ai timori di Obama per il fatto che gli USA possano entrare in una guerra civile dopo che l’entità delle devastazioni e dei saccheggi subiti da queste persone ad opera delle loro banche sarà nota, si aggiungono ora tristi prove che mostrano la probabilità che ciò accada presto, specialmente nei nuovi sondaggi. I grafici mostrano infatti che la percentuale di gradimento di Obama tra i bianchi americani è scesa attualmente al 39%. Un numero reso più significativo se si pensa che i bianchi in america costituiscono il 74% dei 398 milioni di cittadini stimati. Oppure più inquietante, quando si legge nei rapporti che “più di 220 milioni di americani sono armati fino ai denti e pronti a esplodere”.

La popolazione bianca degli USA è diventata talmente spaventata che al momento dell’insediamento di Obama alla presidenza è stato nominato “il venditore di pistole dell’anno” dall’Outdoor Wire, il servizio di informazione elettronica quotidiana dell’industria dell’outdoor, che riferisce di “acquisti da panico” di armi e munizioni da parte di coloro che sono spaventati dalla distruzione del loro Paese per mano di un uomo che non è neanche cittadino statunitense, ed è stato loro imposto dalle elite che cercano di renderli schiavi.

Sebbene la prossima guerra civile in USA sia stata virtualmente ignorata dai loro mezzi di propaganda, lo stesso non può dirsi della Russia, dove un analista politico di spicco, il Prof. Igor Panarin ha a lungo messo in guardia per il fatto che il tumulto economico negli USA ha confermato la sua convinzione di vecchia data secondo la quale gli USA si dirigono verso il crollo, e si divideranno in parti distinte.

Il Professor Igor Panarin ha aggiunto nel suo monito che “il dollaro USA non è garantito da nulla. Il debito estero del Paese è cresciuto come una valanga, sebbene nei primi anni Ottanta non ci fosse debito. Nel 1998, quando per la prima volta ho fatto questa previsione, aveva superato i 2 trilioni di dollari. Ora è di più di 11 trilioni. Questa è una piramide che può solo crollare.”

Ciò che rimane da vedere, e tali rapporti non lo prevedono, è se i cittadini-soldati degli USA spareranno e uccideranno i loro conterranei nel conflitto che si profila. Ma se dobbiamo basarci sulla storia, questa ci mostra chiaramente che sarà così, poiché la nazione americana, una volta grande, continua ad affondare a capofitto nell’abisso della storia. Possa Dio avere pietà di tutti loro.

Data: domenica 23 maggio 2010 | Archiviato in: Attualità


Per che cos’era il premio Nobel? (1)

Obama lancia un massivo raggruppamento di navi da guerra di fronte all’IRAN. Secondo fonti militari vicine ai servizi di intelligence israeliani, l’amministrazione Obama avrebbe optato per un rafforzamento di mezzi aeri e navali militari USA nella regione del Golfo Persico, oltre che per un nuovo contingente di 6000 Marines. La mega portaerei Harry S. Truman è salpata dalla base navale di Norfolk, Virginia, venerdì 21 maggio, e andrà ad affiancare la nave da guerra Dwight D. Eisenhower già presente nel golfo. Per la prima volta, sotto il comando delle forze militari statunitensi si aggregherà anche una nave tedesca, la fregata FGS Hessen. Si tratta anche della prima volta che Obama, da quando è stato eletto 14 mesi fa, ha inviato delle truppe di rinforzo nel Golfo Persico.

Fonte: debka.com

Data: giovedì 20 maggio 2010 | Archiviato in: Attualità