Posts Tagged ‘nucleare’

Quale guerra all’orizzonte?

Scoppierà la guerra quest’estate? Tutti ne parlano, ma nessuno lo dice. In Israele la gente preferisce ancora credere che le potenze che vogliono stabilizzare il Medio Oriente siano più forti di quelle che lo vogliono destabilizzare. Ha fiducia nella deterrenza che sembra essere stata conseguita a nord e a sud con la seconda guerra in Libano (estate 2006) e la campagna anti-Hama a Gaza (gennaio 2009). Tuttavia, voci sempre più insistenti sembrano parlare di un prossimo ed inevitabile attacco nei confronti dell’Iran, anche se non si riesce a capire chi lo sferrerà per primo, Israele o gli Usa?

Secondo il sito italiano della repubblica islamica il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha denunciato l’intenzione di Stati Uniti di attaccare “almeno due paesi” nel Medio Oriente come parte di una campagna ostile contro la Repubblica islamica.Ahmadinejad ha detto che l’Iran ha delle informazioni molto precise sul fatto che gli americani stanno tramando un piano, secondo il quale sono pronti ad intraprendere una guerra psicologica contro l’Iran. “Abbiamo informazioni precise secondo cui gli Usa stanno progettando un nuovo piano per lanciare una guerra psicologica contro la Repubblica islamica”, ha affermato Ahmadinejad in un’intervista esclusiva rilasciata alla PressTv. “Hanno intenzione di attaccare almeno due paesi della regione entro i prossimi tre mesi”, ha aggiunto. “Gli Stati Uniti sono intenzionati ad attaccare due alleati dell’Iran nella regione i quali rappresentano naturalmente i principali nemici del regime sionista. Prima di tutto, gli americani vogliono ostacolare il progresso e lo sviluppo dell’Iran e nel secondo luogo cercano di aiutare Israele perché questo regime è ormai giunto ad un vicolo cieco e Washington pensa di poterlo salvare tramite un nuovo confronto militare nell’area”. Ha spiegato Ahmadinejad.

Di tutt’altro parere è Ray Mcgovern, ex agente della CIA, il quale, in un’intervista esclusiva al sito www.prisonplanet.tv, discute della probabilità che proprio in questo mese di agosto Israele sferri un’offensiva all’Iran.

Le parole di Fidel Castro invece fanno pensare ad un attacco congiunto all’Iran tra Usa e Israele: un intervento militare contro Teheran rappresenterebbe una catastrofe per l’umanità intera, con conseguenze difficilmente immaginabili. Israele che spinge per le sanzioni all’Iran ha centinaia di armi nucleari e non ha neanche firmato il trattato di non proliferazione. Navi e sommergibili di Stati Uniti e Israele sono già nel Golfo: la pretesa di ispezionare le navi iraniane potrebbe essere la scintilla di uno scontro armato.

C’è invece chi, come Fiamma Nirenstain, sta nel mezzo e sostiene che la guerra la farà Hezbollah in nome dell’Iran.

Data: venerdì 30 luglio 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


Medvedev scarica l’ex alleato

Il Giornale, 13 luglio

Medvedev scarica l’ex alleato, reo di aver protestato per il sostegno di Mosca alle sanzioni decise dall’Onu. Adesso, secondo il perverso principio che se lo dice chi fino ad ora aveva mentito o si sbagliava, allora è vero, non ci sarà più nessuno che potrà tirarsi indietro di fronte alla luce rossa sfolgorante che lampeggia dall’Iran. Perché adesso l’ha detto anche Medvedev, il presidente russo, e certo non senza il permesso di Putin: l’Iran sta per arrivare alla conclusione della sua corsa verso la bomba atomica. È, dice, «vicino al possesso del potenziale che in linea di principio potrebbe essere usato per la creazione dell’arma atomica». Linguaggio un po’ più diplomatico, ma chiarissimo. E la Russia, insieme alla Cina, prima che i pasdaran turco e brasiliano si ergessero al Consiglio di sicurezza contro le sanzioni, era stata sempre il principale nemico delle sanzioni stesse e il migliore amico dell’Iran, quello che metteva il bastone fra le ruote degli Usa per non arrivare mai a una chiara definizione del problema.

Ad esempio al consiglio del dicembre 2006 le sanzioni erano state alleggerite proprio a causa della pressione dei russi, ed era solo il primo dei quattro round sostenuti da Putin con i colori dell’Iran. Perché l’amicizia della Russia per l’Iran è un’amicizia strategica, legata all’antica suddivisione del mondo fra grandi potenze, e ancora più vecchia: la guerra fredda ancora esiste e implica che il Medio Oriente veda la Russia sempre schierata laddove prima si poteva trovare l’Urss, ovvero in un rapporto, certo oggi meno evidente, con le potenze antioccidentali contro Israele, vista come la longa manus americana.

L’amicizia russa con l’Iran è stata sempre molto concreta, fatta della costruzione dell’indispensabile impianto di Bushehr che da settembre sarà attivo, dall’invio costante di esperti di impianti nucleari, da trattati di compravendita d’armi come quello del sistema degli S300, il cui esito è ancora incerto, ma che è un terribile sistema di difesa terra aria destinato a coprire l’Iran con uno scudo invincibile contro eventuali attacchi ai suoi preziosi impianti.

La Russia aveva anche, sola con la Cina e alcuni paesi islamici, riconosciuto la legittimità del nuovo governo iraniano nel giugno 2009, quando tutto il mondo ribolliva di indignazione per la repressione delle folle nelle piazze, con assassini e sequestri: ma il viceministro degli esteri russo Sergey Ryabkov aveva proclamato che le elezioni iraniane erano solo una questione interna. E per ringraziare subito dopo Ahmadinejad si è recato a Mosca e svariati trattati e accordi sono stati firmati. Solo pochi mesi fa, nel dicembre 2009, il rappresentanti russo all’AIEA ha preso una posizione più guardinga del solito verso «documenti segreti» che dimostravano la costruzione di un’arma nucleare.

La Russia di Putin ha cominciato ad adombrarsi seriamente contro Ahmadinejad quando egli ha osato protestare e persino minacciare l’alleato di sempre al momento in cui Putin ha deciso per le sanzioni all’ultimo round del Consiglio di Sicurezza il 9 giugno: la logica dell’orgoglio russo ha avuto il sopravvento, l’Iran non può sognarsi di gestire contro la Grande Madre Russia il nuovo potere islamista, che oltretutto a causa dei molteplici conflitti russi con l’Islam, per esempio in Cecenia, è un tasto molto doloroso. Inoltre anche Putin e Medvedev, come Obama, specie dopo le ultime indagini dei servizi segreti (Leon Panetta, direttore della CIA, ha annunciato da una settimana che l’Iran può già costruire due bombe), hanno afferrato il rischio non più rimandabile di un Iran che non ha dato il minimo segno di apprezzare la linea morbida in tutti questi mesi ed anni di insistenze occidentali e di gentilezze russe. Obama si è ricreduto evidentemente in base a informazioni definitive e anche la Russia ha compreso di conseguenza, e un po’ forse in concorrenza rispetto alla leadership mondiale, che con amici come l’Iran è molto meglio affidarsi ai nemici.

Israele, di fronte a una situazione di questo genere, potrebbe credere più serenamente in una politica globale di sanzioni serie, che sottraggano all’Iran i suoi commerci internazionali e l’acquisto della benzina che non è in grado di produrre da sola, e di cui la Russia era fornitrice insieme alla Cina. Oppure, può leggere in questa stretta globale che si consolida, l’annuncio che la distruzione degli impianti non è ormai un’ipotesi così fantasiosa e solitaria, e che forse non è l’unico Paese che ci sta pensando.

Data: giovedì 15 luglio 2010 | Archiviato in: Attualità


Crescita del prezzo dell’oro indicatore dei tempi

Le sorelle Aden hanno ragione (http://www.adenforecast.com/), l’oro sta per prendere una curva iperbolica! La crisi della Grecia ha innescato una vera e propria corsa all’oro. Nell’ultimo mese la domanda è cresciuta in modo ancor più esponenziale. Tra i compratori emergenti ci sono anche Cinesi e Indiani.

Secondo GOLDEN TIMES la crescita dell’oro delle ultime settimane è davvero incredibile. Investitori e governi di ogni paese stanno puntando sull’oro perchè lo considerano la riserva di valore più affidabile del momento. Nel corso dei secoli l’oro ha avuto un ruolo molto importante nel sistema monetario mondiale. L’oro cominciò ad essere usato in modo diffuso come moneta corrente nel 1816 in Inghilterra che adottò il sistema del Gold Standard”. Successivamente fu seguita da altri paesi (Germania nel 1872 USA nel 1900). Con questo sistema le monete nazionali erano convertibili in oro. La coniazione era libera e l’oro, sia in forma di moneta o di oro grezzo poteva essere liberamente importato ed esportato. Il tasso di cambio fra le monete di diversi paesi si manteneva stabile in quanto poteva variare solo entro una parità fissa che oltre la stabilità dei cambi assicurava l’equilibrio degli scambi internazionali.

Ma dov’è il problema in tutto questo? Semplicemente nel fatto che l’oro è sempre stato un indicatore dei tempi e anche di calamità incombenti. Se il prezzo dell’oro dovesse aumentare vertiginosamente, vorrebbe dire che un collasso economico globale sarebbe alle porte, o ancor peggio una probabile guerra mondiale!

Data: giovedì 24 giugno 2010 | Archiviato in: Attualità


Per cos’era il premio Nobel? (2)

Fine della guerra fredda, politica nucleare, attacco preventivo all’Iran. L’ambiguità della politica del premio Nobel per la pace, Barack Hussein Obama obbedisce alla logica del potere “intelligente”, che mira al consenso utilizzando la tattica del bastone e della carota. E’ possibile che nessuno non sia riuscito ancora a vedere il cavallo bianco dell’Apocalisse, uscito alla conquista con un arco, ma senza frecce?

Apocalisse 6:2 “Guardai e vidi un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli venne fuori da vincitore, e per vincere”.

Data: domenica 23 maggio 2010 | Archiviato in: Attualità