Israele e la Chiesa

ISRAELE E LA CHIESA

La storia di Giuseppe costituisce una delle vicende più appassionanti della Bibbia e ci fornisce prove notevoli del fatto che il Signore ha predisposto il Suo piano in contemporanea per Israele e la Chiesa. dal crogiolo della tribolazione, il Dio d’Abramo, Isacco e Giacobbe radunerà insieme i Suoi due testimoni, così come fece al banchetto di Giuseppe con gli ebrei (Israele) e gli egiziani (i gentili salvati da Giuseppe, cioè la Chiesa).

ISRAELE E LA CHIESA

Miles Stanford ha espresso un pensiero importantissimo dicendo che: “È assolutamente essenziale per il credente imparare la differenza biblica tra: 1) la propria relazione con la terra e il cielo; 2) la carne e lo spirito; 3) ebraismo e cristianità”. Io sono persuaso che questo sito riassuma non solo le “differenze tra”, ma conduca anche al successivo passo dell’accoglimento “dell’imperativo messianico” relativo all’imminente legame che questi due testimoni richiedono venga stipulato. Il “candelabro d’oro” di Zaccaria 4 illumina non solo le differenze tra i due (poiché essi mantengono la loro distinzione), ma illustra la loro relazione di “simbiosi divina” o comune testimonianza.

ISRAELE E LA CHIESA

Il punto è questo: la finale manifestazione, il compimento, della Città Santa, la Sposa, la Donna, la Nuova Gerusalemme, è costituita sia da ISRAELE (Apocalisse 21:12: “Aveva delle mura grandi e alte; aveva dodici porte, e alle porte dodici angeli. Sulle porte erano scritti dei nomi, che sono quelli delle dodici tribù dei figli d’Israele”) che dalla CHIESA (Apocalisse 21:14: “Le mura della città avevano dodici fondamenti, e su quelli stavano i dodici nomi di dodici apostoli dell’Agnello”).

ISRAELE E LA CHIESA

La reclusione in alcune pagine di deliberazioni non aiuta certo a guadagnare il tempo e lo spazio per sciogliere il nodo gordiano di confusione che circonda l’identità dei due testimoni; eppure, essi sono identificabili con precisione.

ISRAELE E LA CHIESA

Analizziamo ora il mistero circonda entrambi i testimoni nell’ambito di questi eventi: su ciò che si può affermare con certezza, rallegriamoci e accettiamolo; su ciò che troviamo discutibile, rimandiamone la comprensione, sapendo che è un mistero, o anche un “segreto”, come quello di Giuseppe, che si rivelò soltanto durante i sette anni di carestia che colpirono il mondo intero. In ogni caso, gli eventi ci condurranno insieme, che siamo pronti o meno, nonostante il timore o il sospetto che regnano tra noi.