Israele e la Chiesa

L’esito della Chiesa

Proporre un’uscita di scena pre-tribolazionista della Chiesa, che è “colonna e sostegno della verità” (1 Timoteo 3:15), equivale a scegliere un anti-climax, indegno ed estraneo rispetto a tutto ciò che la Bibbia rivela sul percorso…

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Dove Dio sta portando la Chiesa

Giovanni 21:18: “In verità, in verità ti dico che quand’eri più giovane ti cingevi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, stenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti condurrà dove non vorresti.”


La venuta del Messia

La radice di tutto l’antisemitismo sulla terra non è un segreto: è l’odio, la paura e il disprezzo del Messia che viene e che regnerà dal Trono di Davide. Colui che conclude gli eventi è il Messia. Il Messia verrà di nuovo e, in quell’occasione, non si presenterà come Servo Sofferente, ma come Re Conquistatore. Durante la Sua seconda venuta il Messia-Cristo sederà in giudizio. Questo mirabile evento avrà luogo sia in uno spazio-tempo terreno che celeste. Il Giorno del Giudizio si compirà, ma non in un giorno qualunque. Il giorno della resa dei conti avrà luogo in una data speciale del calendari ebraico, il Giorno dell’Espiazione. Il tramonto di quel giorno vedrà il cieli aprirsi come un rotolo di pergamena e lo spazio-tempo si schiuderà trasportandoci nel Giorno del Signore come in un vortice. In quel giorno Egli manderà i Suoi angeli alla mietitura: prima gli angeli dell’ira saranno liberati per raccogliere le zizzanie, poi gli angeli santi raccoglieranno il grano. Egli glorificherà il Suo Eletto nella Resurrezione-Rapimento e poi stabilirà il tanto atteso Millennio del Messia.


La prossima festività

Il Signore disse ancora a Mosè:
Parla ai figli d’Israele e di’ loro:
“Il settimo mese, il primo giorno del mese, avrete un riposo solenne,
che sarà ricordato con il suono della tromba,
una santa convocazione. Non farete nessun lavoro ordinario e
offrirete al Signore dei sacrifici consumati dal fuoco”.

Levitico 23:23-25


Yom Teruah e le festività di Israele

Durante un futuro Yom Teruah, in un giorno di luna nuova del mese di Tishri, gli shofar inizieranno a suonare come non hanno mai fatto. Quest’ultima, futura ed epica Festa delle Trombe, o Rosh Hashanah, esploderà davanti agli occhi del mondo e nel bel mezzo della storia sacra. Sarà un giorno straordinario tanto di festa che di allarme. I tempi stabiliti da YHVH-Dio nella profezia delle Settanta Settimane di Daniele, saranno riesumati per davvero. Tutto il popolo eletto di Dio, da entrambe le case di Israele, sarà “chiamato fuori”, convocato nell’assemblea solenne della nuova e migliorata ekklesia di Dio, la Sua nuova “congregazione”, “sinagoga” o “chiesa” della Settantesima Settimana. I santi grideranno a Dio e questo accenderà il fatidico “risveglio della fine dei tempi” visto da Gioele (Gioele 2:28-32).


Luce in fondo al tunnel

Per Dio esiste un’unica comunità di redenti, che oggi è la nuova “creazione” in Gesù Cristo il Messia. Questo però non offusca la realtà di una grande transizione verso la completezza, quando Israele e la Chiesa si incontreranno nella Nuova Gerusalemme.


I centoquarantaquattromila (parte 3)

Israele e la Chiesa sono 2, come i 2 Testimoni e 2 Profeti, i 2 olivi e 2 candelabri di Apocalisse 11, che testimoniano per 1260 giorni e perseverano nella persecuzione della Bestia per 1260 giorni o tre anni e mezzo o 42 mesi. Quindi, 1260 (giorni di testimonianza) + 1260 (giorni di persecuzione).


I centoquarantaquattromila (parte 2)

In Apocalisse 14:1-5 troviamo una scena “celeste” molto simile, che è senza dubbio la rappresentazione dei 144.000 della Chiesa nei cieli. Quello che si vede in quest’ultimo passo è il monte Sion celeste, non quello sulla terra, e questi 144.000 non si trovano sulla terra, ma nei cieli, a differenza dei 144.000 che sono stati segnati in Apocalisse 7:1-4 (Israele)


I centoquarantaquattromila (parte 1)

Al sesto sigillo e lo scatenarsi di fenomeni cosmici (come il sole che si oscura e la luna che diventa sangue) ci viene detto che il grande giorno dell’ira di Dio è giunto (Apocalisse 6:16), ma subito dopo ecco apparire questa strana “marchiatura” dei 144.000, 12.000 per ogni tribù di Israele. Quando è accaduto? Prima o dopo il gran giorno dell’ira?


Da Soan a Ebron

Un discendente dei gentili, Caleb figlio del chenizeo Gefunne, divenne parte integrante della tribù di Giuda, da cui discese Gesù, il “leone di Giuda” (Apocalisse 5:5)! In Caleb possiamo vedere un’anticipazione straordinaria di come gli incirconcisi gentili, stranieri di nascita, sono stati inclusi nella cittadinanza di Israele e nei patti della promessa, in Cristo Gesù (Efesini 2:11-13).


Le radici dell’antisemitismo

Se la causa dell’antisemitismo è davvero sociologica, allora la fondazione di uno stato ebraico avrebbe dovuto portare verso la risoluzione del problema. Ma se la causa di base è spirituale, la fondazione dello stato ebraico non ha risolto il problema, ma lo ha intensificato inserendovi un nuovo bersaglio per l’odio: la nazione ebraica. La fondazione dello stato di Israele ha solo provveduto, nell’antisionismo, un nuovo e più “politicamente corretto” nome a sostituzione di antisemitismo. Fin dalle sue origini, l’antisemitismo ha avuto una sola fonte, Satana, spinto dalla certezza che Colui che è il suo distruttore, il Messia, sarebbe giunto attraverso un popolo preparato da Dio in modo speciale.


Svelare i numeri dell’Apocalisse (VII)

Entrambi i gruppi sono divinamente segnati: l’uno (Israele) sulla terra, in attesa della venuta del loro e nostro Messia; l’altro (la Chiesa) risorta e rapita nei cieli, in cima al monte Sion, portata via dall’ira di Dio. Israele sulla terra e la Chiesa nei cieli. Qui parliamo della preservazione del Signore e della Sua parusia, poiché la terra ora attende i 30 giorni del pronunciamento del Suo giudizio su Babilonia, dopo che la testimonianza dei due Testimoni è stata deposta nonostante la loro persecuzione, come fu per Gesù e la Sua testimonianza. Israele, nella sua rappresentanza di 144.000 persone, è miracolosamente preservato e la Chiesa è stata risorta e rapita.


Dei due un solo uomo (II)

Lui, infatti, è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto uno solo e ha abbattuto il muro di separazione abolendo nel suo corpo terreno la causa dell’inimicizia, la legge fatta di comandamenti…


Dei due un solo uomo

Il muro di separazione tra giudei e gentili è stato abolito da Gesù. Il muro di separazione tra Israele e le altre nazioni non c’è più per chiunque entri nel nuovo patto. Non c’è alcun muro di separazione nel regno della grazia tra giudei e gentili. Gesù ordina di predicare il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, il che significa dare anche alle nazioni la possibilità di entrare nel nuovo patto sulla base del suo sacrificio.

E’ in questo ambito che giudei e gentili si possono incontrare, non sulla base del patto della legge che li aveva divisi, ma sulla base dell’opera compiuta da Cristo.


I due testimoni e gli altri due uomini …

Questo scritto si vuole incentrare sull’insistenza del Falso Profeta nel tenere separati e in ostilità reciproca i suoi accusatori, coloro che possono testimoniare contro la sua corrotta macchinazione e contro l’Anticristo/Bestia che egli serve, in modo che al momento del giudizio essi non possano nuocergli. Perché se i due Testimoni si troveranno insieme nello stesso momento, allora la sua condanna sarà sicura!