L’esito della Chiesa

keep-calm-and-and-figure-out-where-to-goProporre un’uscita di scena pre-tribolazionista della Chiesa, che è “colonna e sostegno della verità” (1 Timoteo 3:15), equivale a scegliere un anti-climax, indegno ed estraneo rispetto a tutto ciò che la Bibbia rivela sul percorso cruciforme che rappresenta il rapporto di Dio con il Suo popolo, espresso nel corso di tutta la storia (“Non doveva Cristo soffrire …?”). I sofferenti santi della tribolazione non sono mai descritti come bersagli dell’ira divina, ma solo della persecuzione umana. Alcuni di essi saranno nascosti e nutriti (Isaia 26:20; Apocalisse 12:6); molti saranno tenuti in vita fino alla fine.

Possiamo dunque presumere che Dio stia aspettando la Chiesa? O è la Chiesa che sta aspettando di vedere la manifestazione della gloria di Dio? C’è un ordine necessario, ma Dio non si aspetta che la Chiesa raggiunga la propria posizione, così come non si aspetta che lo faccia Israele. Dio non si aspetta l’aiuto dell’uomo!

Se la storia ci ha insegnato qualcosa è che se Dio avesse dovuto aspettare un gesto da parte di Israele, avrebbe aspettato per sempre. No, mentre la sovranità del piano di Dio non annulla mai la responsabilità umana di soddisfare i necessari requisiti di giustizia, in base all’escatologia di Israele, la volontà e l’obbedienza del popolo attendono la manifestazione pratica della potenza divina. “Il tuo popolo si offre volenteroso quando raduni il tuo esercito” (Salmo 110:3; Geremia 31:18; Galati 1:15). E, straordinariamente, a quel giorno fatidico seguirà l’umiliazione della nazione con il castigo dell’Anticristo (Isaia 10:5; Geremia 30:14).

Certo, la Chiesa ha già in qualche misura raggiunto la sua divina “abilitazione” grazie al dono dello Spirito Santo; in caso contrario non sarebbe la Chiesa. Tuttavia, la potenza della Pentecoste non è caduta nel vuoto e possiamo essere sicuri che la volontà di Dio di manifestare la potenza di Cristo attraverso la Chiesa deve ancora vedere un crescendo di gloria, fino alla testimonianza del martirio finale, in amore e obbedienza, che si imprimerà potentemente nella coscienza di Israele, muovendo molti all’ira ed altri alla santa emulazione. Ma che si tratti di ira o emulazione, una Chiesa che si consideri giunta al suo status finale deve essere una Chiesa capace di provocare.

Così come la progenie della donna non è apparsa fino alla “pienezza dei tempi” (Galati 4:4), anche il compimento del piano di Dio per la Chiesa ha il suo tempo stabilito e noi siamo convinti che quel tempo coinciderà con il “lamento di Giacobbe” (Geremia 30:7; Daniele 12:1; Matteo 24:21). La Chiesa deve capire il momento e la natura di quel momento di crisi finale, cosa la provocherà e che cosa vi sarà in ballo al suo interno. Noi crediamo che questa “comprensione” (Daniele 9:25; 11:33; 12:3, 10) sia fondamentale e che avrà un ruolo trasformante per la Chiesa. Crediamo che la prima metà della settantesima settimana di Daniele avrà a che fare con il mettere la Chiesa in posizione per la sua testimonianza finale, che non a caso coinciderà con il momento in cui Michele getterà Satana sulla terra perché abbia inizio la grande tribolazione, il “poco tempo” del furore del diavolo (Daniele 12:7; Apocalisse 12:12; 17:10).

Teologicamente parlando, la Chiesa è la progenie della donna attraverso lo Spirito di Cristo, che risiede in tutto il popolo rigenerato di Dio sin dall’inizio (1 Pietro 1:11), così come Cristo in persona è la progenie della donna. Nata dal miracoloso concepimento della Parola (1 Pietro 1:23), la Chiesa è la pienezza di Cristo nel Suo popolo, attraverso il Suo Spirito (Efesini 1:23: Colossesi 1:18-19). Nella sua essenza, la Chiesa è miracolosamente concepita e venuta alla luce, come il Suo asceso Signore. Nessuno se non Cristo stesso, la Chiesa e ogni membro vivente che la compone, è nato dall’alto: “Non da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma da Dio” (Giovanni 1:13).

Quindi, la vita incarnata di Dio nel popolo di Dio è la caratteristica di base. Molti si affannano a ricercare prove di questa realtà in manifestazioni tangibili, in modo particolare nella manifestazione della potenza dello Spirito Santo. Qui dobbiamo metterci in guardia da un elemento davvero perverso della natura umana. Si tratta dello spirito di pretesa. Ma è anche una questione legata alla purezza dei motivi che ci spingono a ricercare prove schiaccianti dell’opera manifesta di Dio.

Un puro e sincero desiderio di vedere l’immensa gloria di Dio nella Chiesa potrà insegnare a contare sull’umiltà e sulla segretezza delle vie del Signore nei confronti del Suo popolo. Tranne che per motivi di giudizio, Dio tende di solito a tenere nascoste le maggiori manifestazioni della Sua potenza. Dio preferisce far venire “qualcosa di buono da Nazareth” (Giovanni 1:46) e nascondere la Sua gloria sotto una pelle di tasso. Come il Signore, anche la Chiesa è priva di bellezza esteriore o di attrattive agli occhi del mondo. La sua bellezza è nascosta e nota solo a Dio e a coloro che sono nati da Lui.

La Chiesa è forte solo quando è debole. È piena solo quando è vuota. La Chiesa dimostra la saggezza della croce nel suo rifiuto di tutte le false forme di potere, attraverso una rassegnata fede nel “Dio che risuscita i morti”. Una fede simile non può essere scossa da nessuna potenza terrena. È tanto libera di vivere che di morire.Se il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi” (Giovanni 8:36). La libertà vera è la libertà dell’amore che spazza via la paura (1 Giovanni 4:8).

È molto significativo il fatto che solo una Chiesa che è perfetta nell’amore può essere impavida di fronte alla morte, e questo è esattamente il modo in cui il libro di Daniele e l’Apocalisse dipingono i santi della tribolazione. Come Gesù imparò l’obbedienza dalle cose che dovette soffrire, così anche la Chiesa degli ultimi tempi sarà perfezionata attraverso la sofferenza. È un principio inviolabile della fede (Atti 14:22). Che si sia trattato di Giuseppe o di Davide (ma ci sono forse delle eccezioni?), le afflizioni dei figli di Dio hanno stabilito il percorso che Cristo, il Figlio Unigenito, ha compiuto definitivamente (“Non doveva Cristo soffrire …?”). Come Israele dovrà essere, e sarà, condotto alla fine della sua potenza terrena in preparazione della rivelazione di Cristo, così anche la Chiesa sarà portata all’esaurimento della sua forza. “Il giudizio deve cominciare dalla casa di Dio” (1 Pietro 4:17).

La domanda che segue è: che mezzo utilizzerà Dio per condurre la Chiesa alla sua destinata pienezza? In che modo ci porterà da qui a lì, come corpo? Possiamo credere a questa gloria “manifesta” per Israele, alla fine della sua tribolazione, ma non credere ad un simile esito per la Chiesa?

Se fossi un insegnante che deve assegnare un compito, mi piacerebbe raccogliere le impressioni collettive su ciò che la Bibbia dice riguardo a come Dio intende condurre la Sua Chiesa al compimento del suo destino escatologico in preparazione del ritorno di Israele.

Si noti che, nel momento stesso in cui la Chiesa viene glorificata, Israele viene convertito. La salvezza di Israele non avviene gradualmente, ma improvvisamente, tutta insieme e tutta in un unico momento (Isaia 59:21; 66:8; Ezechiele 39:22; Zaccaria 3:9; 12:10; Matteo 23:29; Atti 3:21; Romani 11:26; Apocalisse 1:7), al momento stabilito (Salmi 102:13; Daniele 9:24; 11:35). La salvezza di Israele nel giorno del Signore può essere paragonata alla divina e improvvisa conversione di Paolo sulla via di Damasco.

Si noti anche come la salvezza di Israele è collegata alla potenza del ritorno di Cristo e alla prigionia millenaria di Satana. Molto significativamente, la fine del mistero di Dio (Apocalisse 10:7) coincide con la distruzione del “velo che copre la faccia di tutti i popoli” (Isaia 25:7), e con il tempo di Satana, che inizia con la rivelazione del mistero dell’iniquità nell’incarnazione dell’Uomo di Peccato.

Qual è il ruolo della Chiesa, in qualità di testimone dell’Evangelo di Gesù, nel riportare Israele al Signore? Cosa farà Dio per portare la Chiesa al suo giusto posto, nello Spirito, in modo da poter colmare il vuoto di Israele durante i giorni di tribolazione?

 

Parte II di DOVE DIO STA PORTANDO LA CHIESA

di Reggie Kelly – edizione italiana a cura di Sequenza Profetica