Rabbini minacciano Kerry con “l’ira divina”

img480447La scorsa domenica, un gruppo di rabbini, della Commissione per la Salvezza della Terra e del Popolo di Israele, ha scritto una lettera al Segretario Generale di Stato americano John Kerry, avvisandolo di porre fine al suo “antagonismo” verso Israele.

I rabbini hanno criticato aspramente Kerry per il suo progetto di stanziare una capitale araba a Gerusalemme, a favore del Direttore dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas, e far rinunciare Israele agli accordi dell’armistizio stipulati nel 1949. Sabato, Kerry ha minacciato Israele di lanciare una campagna internazionale di boicottaggio nel caso in cui le trattative di pace falliscano, che si aggiunge alle precedenti minacce di una “terza Intifada” che ha lanciato lo scorso anno.

I vostri continui interventi miranti ad espropriare parti integranti della nostra Terra Santa per cederle alla banda terroristica di Abbas, equivalgono ad una dichiarazione di guerra contro il Creatore e Signore dell’Universo. Poiché Dio ha dato l’intera Terra di Israele in possesso perenne ai nostri antenati, Abramo, Isacco e Giacobbe, perché la trasmettessero in eredità perpetua ai loro discendenti, il popolo ebraico, fino alla fine dei tempi,” hanno esordito i Rabbini nella loro lettera.

La lettera è stata sottoscritta da: il Rabbino Gedalya Axelrod, capo emerito della Corte Rabbinica di Haifa; il Rabbino Yisrael Ariel, Direttore del Temple Institute; il Rabbino Ben Tziyon Grossman di Migdal Haemek; il Rabbino Shalom Dov Wolpo, Decano dell’Istituto per il Codice Completo di Maimonide; il Rabbino Yigal Pizam, Decano della Yeshivat Kiryat Shmuel.

Avvisando che i piani di Kerry costituirebbero per gli israeliti un’imminente minaccia alla sicurezza, portando l’esempio di Gaza, orami trasformatasi in una rampa di lancio per i missili, i rabbini hanno demolito il progetto di sradicamento immediato del “20% degli ebrei che vive attualmente, e produttivamente, in Giudea, in Samaria e nella Valle del Giordano.”

La lettera aggiunge che il progetto di Kerry “costringerebbe decine di migliaia di ebrei a lasciare le loro case e le loro vite, devastandoli finanziariamente, economicamente e psicologicamente, come è accaduto a coloro che sono stati scacciati dagli insediamenti della fertile Gaza, la gran parte dei quali ancora soffre dei rovinosi effetti dell’espulsione.”

Tracciando la storia del popolo ebraico, la lettera si rivolge direttamente a Kerry: “Se proseguirai in questa direzione distruttiva, ti assicurerai la rovina eterna nell’ambito della storia degli ebrei, per aver attirato una calamità sul popolo ebraico, come fecero Nabucodonosor e Tito, che distrussero la Città Santa di Gerusalemme e che, come punizione divina, portarono l’inevitabile rovina anche su se stessi.”

Per la potenza della nostra Santa Torah, ti ingiungiamo di cessare immediatamente ogni tentativo di chiudere queste disastrose trattative, in modo da evitare la severa punizione divina che colpirà chiunque ne sia coinvolto,” hanno avvertito i rabbini.

La lettera si conclude con un riferimento all’imminente festività ebraica di Purim, in cui si ricorda lo scampato genocidio del popolo ebraico, narrato nel libro di Ester, che fu pianificato da Haman e che ricadde sulla sua testa, poiché venne “impiccato proprio sulla stessa forca che aveva fatto preparare per Mardocheo, l’ebreo”.

Utilizzando le parole delle Scritture, i rabbini avvisano:

Fate pure dei piani e saranno sventati! Dite pure la parola, e rimarrà senza effetto, perché Dio è con noi(Isaia 8:10).

di Ari Yashar

Tratto da Arutz Sheva 7 IsraelNationalNews.com, Daily Israel Report

Edizione italiana a cura di Sequenza Profetica