I tre angeli

i tre angeli

Dopo aver discusso l’identità dei 144.000 in Apocalisse 14:1-5, Giovanni considera il messaggio dei tre angeli che proclamano i giudizi di Dio (Ap. 14:6-11), mandati durante il primo annuncio del Vangelo eterno, predicato a tutti gli abitanti della terra per unire la buona notizia al giudizio imminente:

“Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo, recante il Vangelo eterno per annunziarlo a quelli che abitano sulla terra, a ogni nazione, tribù, lingua e popolo. Egli diceva con voce forte: Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l’ora del Suo giudizio. Adorate Colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque” (Apocalisse 14:6-7).

Il Vangelo eterno, il Vangelo della grazia di Dio, è intrinsecamente legato al sangue del patto eterno e si impernia sulla rivelazione di Gesù Cristo. Non si tratta del cosiddetto “Vangelo del Regno”, che annuncia una futura giustizia sociale che si compirà solo dopo il ritorno del Messia. In altre parole, il Vangelo dato a Paolo non derivava dal giudaismo, né aveva in esso le sue radici, ma proveniva direttamente dalla rivelazione di Gesù Cristo fatta a Paolo ben quattordici anni dopo la sua conversione, e di tale distinzione l’apostoli stesso fa menzione:

“Trascorsi quattordici anni, salii di nuovo a Gerusalemme con Barnaba, prendendo con me anche Tito. Vi salii in seguito a una rivelazione, ed esposi loro il Vangelo che annuncio fra gli stranieri … Vi ricordo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato, che voi avete anche ricevuto, nel quale state anche saldi … Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture … Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono; e la grazia Sua verso di me non è stata vana … ma la grazia di Dio è con me … così noi predichiamo, e così voi avete creduto” (Galati 2:1-2; 1 Corinzi 15:1, 3-4, 10-11).

“Or il Dio della pace che in virtù del sangue del patto eterno ha tratto dai morti il grande pastore delle pecore, il nostro Signore Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, affinché facciate la Sua volontà, e operi in voi ciò che è gradito davanti a Lui, per mezzo di Gesù Cristo; a Lui sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen” (Ebrei 13:20-21).

In che modo, dunque, sono salvati i gentili e gli ebrei, cioè gli abitanti della terra, prima dell’ira dell’Agnello e, in particolare, durante il periodo del “furore del Diavolo”? La risposta è semplice: sono salvati attraverso la predicazione del Vangelo eterno, il sangue del patto eterno, il sangue dell’Agnello grazie al quale essi vincono la Bestia, la sua immagine e il suo marchio!

Tutta la salvezza, tutta la speranza, fino alla resurrezione e al rapimento finale, è data dal sangue del patto eterno, racchiuso nella rivelazione di Gesù Cristo, che è morto e risorto, e solo attraverso di Lui noi possiamo ricevere la remissione dei peccati e il dono della vita eterna. E l’opera di rigenerazione attraverso lo Spirito Santo persisterà grazie al Vangelo eterno che verrà proclamato a tutta la terra. “E allora verrà la fine” (Matteo 24:29-31).

Le nostre cosiddette “radici cristiane” derivano direttamente dal trono, non dal monte Sinai, direttamente dal Signore Gesù Cristo seduto sul Suo trono celeste. E ciò non significa che dobbiamo “insuperbirci contro i rami”, poiché “se t’insuperbisci, sappi che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te” (Romani 11:18); ma ciò ha lo scopo di “provocare gli ebrei a gelosia” e portarli nella grazia di Dio attraverso il sangue del patto eterno.

Il secondo angelo presentato in Apocalisse 14 porta l’annuncio del giudizio riservato a Babilonia la grande:

“Poi un secondo angelo seguì dicendo: Caduta, caduta è Babilonia la grande, che ha fatto bere a tutte le nazioni il vino dell’ira della sua prostituzione” (Apocalisse 14:8).

Il nostro primo libro, scritto insieme a Dene McGriff e Doug Woodward, intitolato The Last Babylon, ha l’obiettivo specifico di dimostrare, attraverso la ricerca biblica e l’analisi della realtà geo-politica, che la misteriosa “Babilonia degli ultimi tempi” è nient’altro che l’America, la Nuova Atlantide definita da Sir Francis Bacon e identificata dai “liberi pensatori” massonici e luciferini, che sono stati ben contenti di porre le loro divinità greco-romane all’interno delle architetture più importanti e di corromperne la spiritualità con la diffusione delle mistiche religioni dei popoli Sumeri, Cananei e Fenici, così come degli occultisti dell’antica Babilonia caldea e degli stregoni dell’antico Egitto. Tuttavia, l’epoca moderna si attarda nel rendersi conto di quale sia l’identità attuale e finale della grande Babilonia, il luogo in cui questi contaminatori cananei e le loro relazioni con “l’esercito di lassù” attendono il giudizio finale.

“In quel giorno il Signore punirà nei luoghi eccelsi l’esercito di lassù, e giù sulla terra i re della terra; saranno riuniti assieme, come si fa dei prigionieri nel carcere sotterraneo; saranno rinchiusi nella prigione e dopo molti giorni saranno puniti. La luna sarà coperta di rossore e il sole di vergogna; poiché il Signore degli eserciti regnerà sul monte Sion e in Gerusalemme, fulgido di gloria in presenza dei Suoi anziani” (Isaia 24:21-23).

Essi saranno temporaneamente liberati dall’abisso sotto la quinta tromba, attraverso l’angelo che sale dall’abisso, Apollyon (Apocalisse 9:1-12), ma solo per diventare, in seguito, “il grande banchetto sacrificale” di Dio (Ezechiele 39:17; Apocalisse 19:17). Nel frattempo, il loro “spirito disincarnato” (cioè “gli osservatori” o “tori di Basan”, coloro che hanno schernito Gesù sulla croce – Salmi 22:12-13) collabora con il Principe delle tenebre nell’edificare la sua “età dell’oro” e la manifestazione finale della sua opera adultera: Babilonia la grande. Sorprende profondamente il vedere come questo tremendo revival di distruzione si sia insinuato in America sin dagli albori dell’epoca moderna.

Lo sviluppo della ricerca missilistica e aerospaziale, che è uno dei vanti della scienza americana, annovera tra i suoi capostipiti l’occultista Jack Parsons, che fu anche tra i fondatori del JPL (Jet Propulsion Laboratory) e direttore di quella che in seguito divenne la NASA. Parsons, a sua volta, ebbe come amico e mentore Alesteir Crowley, adepto di scuole misteriche e praticante di rituali e sacrifici di sangue, un uomo che era stato in contatto molte volte con entità spirituali che riteneva essere angeli. Crowley è stato definito il “padre del moderno satanismo”.

Jack Parsons scrisse, intorno agli anni Cinquanta, un testo dal titolo We Are The Witchcraft che recita:

“Siamo la più antica organizzazione al mondo. Tutte le altre organizzazioni ci hanno conosciuto, ma nessuna di esse ci appartiene; quando c’è troppa organizzazione, ce ne andiamo. Siamo dalla parte dell’uomo, della vita e dell’individuo. Quindi, siamo contro la religione, la morale e il governo. Perciò, il nostro nome è Lucifero. Siamo dalla parte della libertà, dell’amore, della gioia, del ridere e dell’ebbrezza divina. Perciò, il nostro nome è Babilonia. E quando quel verme dell’inferno, che è la Chiesa cristiana, porterà tutto l’Occidente sotto la schiavitù del peccato, della morte e del terrore, noi, e noi soltanto, porteremo speranza al cuore dell’uomo, nonostante la prigione e il patibolo.”

Questo è solo un piccolo assaggio del motivo per cui abbiamo intitolato il nostro libro “Ultima Babilonia: l’America e la venuta dell’Anticristo”, con particolare enfasi sul suo incontrovertibile e tremendo giudizio finale.

Il terzo angelo di Apocalisse 14 annuncia il giudizio che incombe su coloro che si sono arresi alla Bestia, alla sua immagine e al suo marchio. Infatti, dopo la caduta di Babilonia la grande, è inevitabile che ora tocchi a tutti i suoi adoratori, che hanno creduto al messaggio portato dal Falso Profeta:

“Seguì un terzo angelo, dicendo a gran voce: Chiunque adora la Bestia e la sua immagine, e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, egli pure berrà il vino dell’ira di Dio versato puro nel calice della Sua ira; e sarà tormentato con fuoco e zolfo davanti ai santi angeli e davanti all’Agnello. Il fumo del loro tormento sale nei secoli dei secoli. Chiunque adora la Bestia e la sua immagine e prende il marchio del suo nome, non ha riposo né giorno né notte” (Apocalisse 14:9-11).

Conosco molti “cristiani universalisti” che, purtroppo, credono che verrà un giorno, alla fine dei tempi, in cui tutte le anime saranno “riconciliate” con Dio, poiché non riescono a concepire l’idea che Dio possa permettere che coloro che sono stati “vittimizzati” dalla Bestia debbano ricevere la pena di dannazione e tormento eterni. Sono, in sostanza, impressionati in modo eccessivo dall’immagine dipinta nel passo di Apocalisse 14.

Amici, ci sono cose che vanno ben oltre la nostra comprensione e, personalmente, credo che questa sia una di quelle. La Bibbia è categorica e traiamo noi stessi in inganno nel pensare che “Dio non farebbe mai” ciò che Lui stesso afferma nella Sua Parola. Quello qui descritto è un giudizio assoluto ed inevitabile per coloro che avranno adorato la Bestia, la sua immagine e il suo marchio, non è solo una vuota e banale minaccia fatta per impressionare i bambini. È davanti a moniti come questi che dobbiamo seriamente riflettere sulla nostra posizione personale nei confronti di Dio, poiché non c’è nulla da prendere alla leggera. C’è un giudizio incontrovertibile che attende di compiersi. Possiamo riderci su ora, possiamo schernire ciò che la Bibbia dice, ma verrà il girono in cui non ci sarà nulla da ridere. Personalmente, non vorrei mai rischiare di arrivare a quel giorno e di trovarmi nelle mani di un Dio nel pieno della Sua ira.

La frase “adorare la Bestia, la sua immagine e il suo marchio” è ripetuta ben due volte in questi versetti, a sottolineare i destinatari di tale giudizio. È chiaro che l’umanità è fatta per adorare. Gli umanisti penseranno che tale asserzione rappresenti un insulto, che essi non adorerebbero mai nulla, per non parlare del “prendere il marchio” di qualcuno. Ebbene, il termine “adorare” si trova 24 volte nell’Apocalisse, di cui 11 in relazione all’adorazione dei demoni, del Dragone e della Bestia e la sua immagine (Apocalisse 9:20; 13:4 per due volte; 13:8, 12, 15; 14:9, 11; 16:2; 19:20; 20:4). Ancora una volta troviamo che il numero 11 è indicatore della ribellione, come per gli 11 figli di Canaan, l’11esimo corno (Anticristo) e il numero dei discepoli rimasti dopo il tradimento di Giuda Iscariota, ulteriore tentativo da parte di Satana di corrompere l’adorazione dell’unico vero Dio. Tale numero si contrappone in modo interessante all’adorazione dei 24 anziani, che è menzionata per 5 volte nell’Apocalisse (Apocalisse 4:10; 5:14; 7:11; 11:16; 19:4), o 5 x 24 (anziani) = 120 o 12. Troviamo ancora una volta la contrapposizione tra 12 e 11, cioè Dio contro Satana!

di Doug Krieger © the Tribulation Network – Edizione italiana a cura di Sequenza Profetica