I centoquarantaquattromila (parte 3)

La Fondazione dello stato di Isrele (Sequenza Profetica)

La perseveranza dei santi

“Qui è la costanza dei santi che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù … Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essi si riposano dalle loro fatiche perché le loro opere li seguono” (Apocalisse 14:12-13).

La costanza o “perseveranza” di “coloro che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la fede in Gesù” (Apocalisse 12:17) ha come esito tale ricompensa! Anche in questo caso, il tema è ripetuto più volte, a mettere in luce la prospettiva di Dio: Israele (cioè “coloro che osservano i comandamenti di Dio”) e la Chiesa (cioè “coloro che custodiscono la fede in Gesù”), sono quelli che hanno conseguito la “vittoria sulla Bestia e sulla sua immagine e sul numero del suo nome” (Apocalisse 15:2) e “cantano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell’Agnello” (Apocalisse 15:3). Fin dal tempo di Abramo, Dio ha tenuto accesa la Sua testimonianza con Israele e la Chiesa: essi sono coloro che “aspettano la città che ha le vere fondamenta, e il cui architetto e costruttore è Dio” (Ebrei 11:10), fino al giorno in cui essi stessi diverranno tale città, la Nuova Gerusalemme, le cui porte recano i nomi dei 12 patriarchi (Israele) e le cui fondamenta recano i nomi dei 12 apostoli dell’Agnello (la Chiesa).

Come è possibile che Israele rappresenti una testimonianza durante il periodo in cui la Bestia gli muoverà guerra? Le potenze mondiali di oggi sono tutte accese contro Israele, pronte a reagire ed esplodere per ogni minima azione intrapresa dallo Stato ebraico, che sia inerente la sua politica estera o interna. L’attuale Stato di Israele, insieme all’incremento del ritorno degli ebrei da tutto il mondo, rappresenta il compimento della promessa del suo Creatore di riportare il Suo popolo nella Sua terra da tutte le estremità del globo.

“Così parla il Signore, Dio: Ecco, io prenderò i figli d’Israele dalle nazioni dove sono andati, li radunerò da tutte le parti, e li ricondurrò nel loro paese; farò di loro una stessa nazione, nel paese, sui monti d’Israele; un solo re sarà re di tutti loro; non saranno più due nazioni, e non saranno più divisi in due regni” (Ezechiele 37:21-22).

“E se, nonostante questi castighi, non volete correggervi per tornare a me, ma con la vostra condotta mi resisterete, anche io vi resisterò e vi colpirò sette volte di più per i vostri peccati” (Levitico 26:23-24).

Il verso del Levitico sta a significare che, se Israele si ostinerà nel proprio peccato, la sua punizione sarà “completa” (7), e risulterà nell’esclusione dalla propria eredità. Ma se colleghiamo questo verso ad Ezechiele 4:4-6:

“Poi sdraiati sul tuo lato sinistro, e metti su questo lato l’iniquità della casa d’Israele; per il numero di giorni che starai sdraiato su quel lato, tu porterai la loro iniquità. Io ti conterò gli anni della loro iniquità in un numero pari a quello di quei giorni: trecentonovanta giorni. Tu porterai così l’iniquità della casa d’Israele. Quando avrai compiuto quei giorni, ti sdraierai di nuovo sul tuo lato destro, e porterai l’iniquità della casa di Giuda per quaranta giorni: t’impongo un giorno per ogni anno.”

Il calcolo è semplice: 390 giorni + 40 giorni = 430 giorni, che sono equivalenti a 430 anni. Ma la cattività babilonese di Israele è durata 70 anni (Geremia 25:11-12; 29:10), quindi: 430 – 70 = 360 anni di punizione rimasti, dal decreto emanato nel 536 a.C. sotto il re persiano Ciro, che ordinò di liberare gli ebrei e permettere loro di tornare in patria.

Non può essere che la menzione di Ezechiele dei 390 anni (Israele) e 40 anni (Giuda) sia un’anticipazione dei due gruppi di 144.000 (Israele e la Chiesa) dell’Apocalisse? Gesù stesso, infatti, viene chiamato “Leone (cioè Re) della tribù di Giuda”. Consideriamo anche questo calcolo: 390 anni x 360 giorni (in un anno profetico) = 140.400 giorni o 144 (togliendo gli zeri); mentre 40 anni x 360 giorni = 14.400 giorni o, ancora, 144. Abbiamo, quindi, due gruppi di 144 o, se volete, di 144.000.

Perché Dio menzionerebbe 390 anni e 40 anni, che sono entrambi uguali a 144? È la punizione completa (7) ideata solo come punizione in se stessa, oppure rappresenta il castigo del Signore per uno scopo più alto della mera amministrazione della pena? Forse la separazione tra Giuda ed Israele ha a che fare con un obiettivo profetico ben più profondo di quel che pensiamo, come la chiamata di un popolo di Dio in mezzo ai gentili, per amore del Suo nome, perché essi siano inclusi nella “cittadinanza di Israele” e vadano a formare i due gruppi profetici di 144.000.

È solo ora che entra in gioco il passo in Levitico 26: prendiamo i rimanenti 360 anni x 7 (cioè sette volte) = 2520 anni, frattale del Cubito Sacro da 25,20 pollici. Ciò significa anche che 2520 anni x 360 giorni = 907.200 giorni, ossia 9072, frattale della misura cubica della Piramide di Giza, la cui base misura 756 piedi x 12 (lati del cubo) = 9072 piedi. Rappresenta il perfetto “altare dedicato al Signore ai confini dell’Egitto” (Isaia 19).

Il decreto di Ciro fu emanato diversi anni dopo la conquista di Babilonia da parte dei Medi e Persiani sotto il re Dario, nel 538 a.C. Dario morì nel 536, anno del decreto di Ciro. Quindi, 536 sono gli anni trascorsi tra il ritorno degli ebrei nella loro terra alla nascita del Messia. Se contiamo gli anni del calendario gregoriano dal 34 d.C. (togliendo i primi 33 anni di vita del Messia) ad oggi, abbiamo un totale di 1980 anni (2013 – 33 = 1980), a cui dobbiamo aggiungere i precedenti 536 anni ottenendo: 1980 + 536 = 2516 anni, a cui mancano 4 anni per raggiungere i 2520 anni. Poiché ora siamo nel 2013, possiamo aggiungere tali 4 anni arrivando alla fine del 2017 o inizio del 2018, anno che abbiamo in precedenza posto come inizio della settantesima settimana di Daniele!

Utilizzando l’anno del calendario gregoriano (o solare), formato da 365,2524 giorni, allora i 2520 anni (o 907.200 giorni) diverrebbero 2483,2332 anni perché: 5,2524 x 2520 = 13.236,048 giorni da dividere per 360 giorni (un anno del calendario ebraico) = 36,7668 anni da sottrarre agli originali 2520 anni = 2483,2332 anni. Se sottraiamo a questi ultimi i 536 anni “prima di Cristo” arriviamo a 1947 + anni, che porteremo a 1948 per arrotondare, giungendo esattamente all’anno (e forse all’esatto mese) della nascita dello Stato di Israele. Dunque, dalla fine del 536 a.C., inizio del regno di Ciro, si sarebbe compiuto esattamente il periodo di punizione di 7 volte espresso in Levitico 26:23-24 in relazione ad Ezechiele 4:4-6, sottraendo i 70 anni di cattività di cui parla il profeta Geremia. Si noti che in questi calcoli i 33 anni di vita del Messia rientrano nella cronologia dei 2483,2332 anni che vanno dal 536 a.C. al 2018 d.C. (il 2018 è ottenuto calcolando in anni profetici da 360 giorni).

Ma, a dispetto della “distrazione cronologica”, questi calcoli sono così precisi che non possono non infiammare la nostra passione per “Israele e la Chiesa” in quanto prove della Sua fedeltà verso di noi. Inoltre, Israele e la Chiesa sono 2, come i 2 Testimoni e 2 Profeti, i 2 olivi e 2 candelabri di Apocalisse 11, che testimoniano per 1260 giorni e perseverano nella persecuzione della Bestia per 1260 giorni o tre anni e mezzo o 42 mesi. Quindi, 1260 (giorni di testimonianza) + 1260 (giorni di persecuzione) = 2520 giorni. Ma 2 + 2 = 4: come mai ognuno dei Testimoni è in realtà due? Ovviamente, perché 2 è il numero della testimonianza nelle Scritture.

Se il numero rappresentativo della Nuova Gerusalemme è 18 (poiché 12.000 stadi x 660 piedi in uno stadio = 7.920.000 piedi x 12 lati = 95.040.000 piedi / 5280 piedi in un miglio = 18.000 miglia o 18), allora quando vediamo i 2 olivi e i 2 candelabri dobbiamo vedere il 4, poiché 4 x 2520 (periodo completo di testimonianza e persecuzione/perseveranza) = 10.800 o 18 (togliendo gli zeri).

Non possiamo guardare a queste cronologie e questi calcoli e bollarli come “casuali”. C’è fin troppo in ballo qui. I santi che perseverano sono la Sposa dell’Agnello, la Nuova Gerusalemme!

parte 1; parte 2 

di Doug Krieger © the Tribulation Network – Edizione italiana a cura di Sequenza Profetica ©