I centoquarantaquattromila (parte 2)

(144.000)

Ora vorrei proporre quella che ritengo essere la sequenza di eventi che troviamo in Apocalisse 14. La prima immagine che ci appare è quella dei santi risorti/rapiti da Adamo fino alla fine della settantesima settimana di Daniele. Quindi abbiamo di fronte a noi una scena nel contesto del “monte Sion celeste”, poiché leggiamo in Ebrei 12:22-23: “Voi vi siete invece avvicinati al monte Sion, alla città del Dio vivente, la Gerusalemme celeste, alla festante riunione delle miriadi angeliche, all’assemblea dei primogeniti che sono scritti nei cieli, a Dio, il giudice di tutti, agli spiriti dei giusti resi perfetti.”

In Apocalisse 14:1-5 troviamo una scena “celeste” molto simile, che è senza dubbio la rappresentazione dei 144.000 della Chiesa nei cieli: “Poi guardai e vidi l’Agnello che stava in piedi sul monte Sion e con lui erano centoquarantaquattromila persone che avevano il Suo nome e il nome di Suo Padre scritto sulla fronte … Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono, davanti alle quattro creature viventi e agli anziani. Nessuno poteva imparare il cantico se non i centoquarantaquattromila, che sono stati riscattati dalla terra … Essi sono stati riscattati tra gli uomini per esser primizie a Dio e all’Agnello. Nella bocca loro non è stata trovata menzogna: sono irreprensibili.”

Quello che si vede in quest’ultimo passo è il monte Sion celeste, non quello sulla terra, e questi 144.000 non si trovano sulla terra, ma nei cieli, a differenza dei 144.000 che sono stati segnati in Apocalisse 7:1-4: “Vidi quattro angeli che stavano in piedi ai quattro angoli della terra, e trattenevano i quattro venti della terra perché non soffiassero sulla terra, né sopra il mare, né sugli alberi. Poi vidi un altro angelo che saliva dal sol levante, il quale aveva il sigillo del Dio vivente; e gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso di danneggiare la terra e il mare, dicendo: Non danneggiate la terra, né il mare, né gli alberi, finché non abbiamo segnato sulla fronte, con il sigillo, i servi del nostro Dio! E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati di tutte le tribù dei figli d’Israele.”

Personalmente, sono sempre sbalordito quando qualcuno interpreta questi due gruppi di 144.000 di Apocalisse 7 e 14 solamente come Israele o solamente come la Chiesa, cioè come un gruppo unico.

Questo approccio “o l’uno o l’altro” non concepisce l’evidente verità che il primo gruppo di 144.000 trovato in Apocalisse 7 rappresenta l’Israele della carne, che viene segnato sulla terra e preservato dall’ira dell’Agnello, mentre i 144.000 di Apocalisse 14 sono la rappresentanza della Chiesa, giunta sul monte Sion celeste subito dopo gli eventi di Apocalisse 11-13, in cui leggiamo:

“Perciò rallegratevi, o cieli, e voi che abitate in essi! Guai a voi, o terra, o mare! Perché il Diavolo è sceso verso di voi con gran furore, sapendo di aver poco tempo … E quando avranno terminato la loro testimonianza, la Bestia che sale dall’abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà … Chi è simile alla Bestia? e chi può combattere contro di lei? E le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie. E le fu dato potere di agire per quarantadue mesi … le fu pure dato di far guerra ai santi e di vincerli … Allora il Dragone s’infuriò contro la Donna e andò a far guerra a quelli che restano della discendenza di lei, che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù … Ma dopo tre giorni e mezzo uno spirito di vita procedente da Dio entrò in loro; essi si alzarono in piedi e grande spavento cadde su quelli che li videro. Ed essi udirono una voce potente che dal cielo diceva loro: Salite quassù. Essi salirono al cielo in una nube e i loro nemici li videro … Allora udii una gran voce nel cielo, che diceva: Ora è venuta la salvezza e la potenza, il regno del nostro Dio, e il potere del Suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte” (Apocalisse 12:12; 11:7; 13:4-5, 7; 12:17; 11:11-12; 12:10-11).

Chiedo scusa per questo “saltellare” tra i tre capitoli, ma è l’unico modo che abbiamo per comprendere da dove si materializza questo gruppo di 144.000 che troviamo sul monte Sion celeste insieme all’Agnello. Essi sono lì come risultato della “prima” (in tempo e spazio) resurrezione, cioè sono le “primizie”, di cui leggiamo in Apocalisse 20:4-6: “Poi vidi dei troni. A quelli che vi si misero seduti fu dato di giudicare. E vidi le anime di quelli che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, e di quelli che non avevano adorato la Bestia né la sua immagine e non avevano ricevuto il suo marchio sulla loro fronte e sulla loro mano. Essi tornarono in vita e regnarono con Cristo per mille anni. Gli altri morti non tornarono in vita prima che i mille anni fossero trascorsi. Questa è la prima risurrezione. Beato e santo è colui che partecipa alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la morte seconda, ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui quei mille anni.”

In Apocalisse 7:1-8 Israele viene segnato sulla terra, ma subito dopo assistiamo alla resurrezione della grande folla, la stessa che viene rappresentata con i 144.000 di Apocalisse 14:1-5: “Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione. Essi hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello … Perciò sono davanti al trono di Dio” (Apocalisse 7:14-15). Sì, e il trono di Dio è il monte Sion celeste! Come si fa a non differenziare la terra e il cielo? Un gruppo (Israele) è sulla terra, mentre l’altro è nei cieli (cioè i santi risorti da Adamo alla fine della settantesima settimana). La scena presentata in Apocalisse 14:1-5 comprende tutti i santi: coloro che sono vissuti prima del Messia e coloro che sono vissuti dopo il Messia. I primi guardano davanti a sé la croce (i santi dell’Antico Testamento), i secondi guardano indietro alla croce (i santi del Nuovo Testamento, la Chiesa del Dio vivente), ma entrambi i gruppi sono stati redenti tra gli uomini.

Perciò, cari fratelli, non complichiamo il concetto di “prima resurrezione”, poiché alla fine della settantesima settimana si ode la voce e il suono dell’ultima tromba:

“Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati … Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con Lui quelli che si sono addormentati. Poiché questo vi diciamo mediante la parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore” (1 Corinzi 15:51-52; 1 Tessalonicesi 4:14-17).

Quante resurrezioni ci sono? La risposta è semplice ed evidente: una sola. Viene chiamata “prima”, che in greco significa anche “migliore” o “superiore” in ordine e qualità. Non pensiamo nemmeno per un istante che questi 144.000 descritti come “redenti tra gli uomini” e “primizie” siano diversi o altri rispetto ai risorti dei brani di Corinzi e Tessalonicesi. Sono gli stessi, essi sono: “Una voce dal cielo simile a un fragore di grandi acque e al rumore di un forte tuono … come il suono prodotto da arpisti che suonano le loro arpe … Cantavano un cantico nuovo davanti al trono … Una folla immensa che nessuno poteva contare, proveniente da tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue, che stava in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, vestiti di bianche vesti e con delle palme in mano … Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione. Essi hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello … essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte … Le anime di quelli che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, e di quelli che non avevano adorato la Bestia né la sua immagine e non avevano ricevuto il suo marchio sulla loro fronte e sulla loro mano … Questa è la prima risurrezione … E vidi come un mare di vetro mescolato con fuoco e sul mare di vetro quelli che avevano ottenuto vittoria sulla Bestia e sulla sua immagine e sul numero del suo nome. Essi stavano in piedi, avevano delle arpe di Dio, e cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell’Agnello” (Apocalisse 14:2-3; 7:9, 14; 12:11; 20:4-5; 15:2-3).

Non ci sono resurrezioni multiple, c’è una sola, unica, superiore resurrezione dei giusti, e non può esservene una precedente, segreta, che abbia luogo appena prima dell’inizio della settantesima settimana di Daniele. La verità è davanti a noi, eppure c’è chi continua a negare la pura e incontrovertibile Parola di Dio, alimentando un grande inganno che lega e trattiene dalla vera testimonianza di Gesù, la fede per cui vale la pena vivere e morire. La nostra speranza è proprio nella resurrezione, per cui siamo pronti a sopportare fino alla fine.

Apocalisse 14 contiene anche una panoramica dei temi dell’Apocalisse riscontrati in tutto il libro. Consideriamoli in ordine:

  1. Apocalisse 14:1-5 – La scena celeste dei 144.000 rappresentanti dei risorti/rapiti, coloro che non hanno adorato la Bestia, tutti i santi da Adamo alla fine della settantesima settimana di Daniele.
  2. Apocalisse 14:6-7 – Il primo angelo: la predicazione del Vangelo eterno e l’anticipazione del giudizio imminente. Pentimento e giudizio durante la settantesima settimana.
  3. Apocalisse 14:8 – Il secondo angelo: il giudizio di Babilonia la grande.
  4. Apocalisse 14:9-11 – Il terzo angelo: il giudizio di tutti coloro che hanno adorato la Bestia e la sua immagine.
  5. Apocalisse 14:12-13 – Riflessione su coloro che non hanno adorato la Bestia e la sua immagine, i vincitori, l’Israele e la Chiesa redenti nel corso delle epoche fino alla fine della settantesima settimana.
  6. Apocalisse 14:14-16 – La mietitura della terra da parte del Figlio dell’Uomo: questa è la resurrezione di coloro che hanno creduto nel Vangelo eterno, focalizzata sulla settantesima settimana della profezia di Daniele.
  7. Apocalisse 14:17-20 – Il giudizio della terra: la raccolta della vigna terrestre che viene gettata nel gran tino dell’ira di Dio dopo la conclusione della settantesima settimana di Daniele, tra il 1260esimo e il 1290esimo giorno (Daniele 12:11; Apocalisse 8-9; 11:13).

parte 1; parte 3

di Doug Krieger © the Tribulation Network – Edizione italiana a cura di Sequenza Profetica