I centoquarantaquattromila (parte 1)

144.000

Il libro dell’Apocalisse si presenta in una forma “tematica”, poiché la sequenza profetica che vi è descritta è esposta in modo ripetitivo, con flashback ricorrenti. Ad esempio, vediamo i due Profeti di Apocalisse 11, che prima soffrono la persecuzione della Bestia e poi trionfano su di essa dopo tre giorni e mezzo, al suono della voce che li chiama: “Salite quassù!” (Ap. 11:2, 7-8, 11-12), al momento della resurrezione/rapimento. Le cronologie (sequenze profetiche) sono subordinate ai temi ricorrenti, ma questi ultimi non sono subordinati alle cronologie, bensì amplificano la grande sequenza profetica.

Vediamo il medesimo tema dell’aperta persecuzione e della vittoria/resurrezione finale ripetersi in modo sequenziale in Apocalisse 13, dove alla Bestia “fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie. E le fu dato potere di agire per quarantadue mesi … Le fu pure dato di far guerra ai santi e di vincerli”. Ma poi c’è un flashback sui fatti descritti in Apocalisse 12, che a sua volta ripropone il tema precedentemente discusso in Apocalisse 11. Il capitolo 12 contiene al suo interno diversi di questi flashback. Allo stesso modo, in Apocalisse 12 e 13 viene ripetuto il tema dei santi che soffrono e superano la persecuzione, poiché leggiamo: “Allora il Dragone s’infuriò contro la Donna e andò a far guerra a quelli che restano della discendenza di lei che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù.” Ma prima di questo leggiamo: “Allora udii una gran voce nel cielo, che diceva: Ora è venuta la salvezza e la potenza, il regno del nostro Dio, e il potere del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte” (Apocalisse 12:17, 10-11).

Quindi, i temi della persecuzione, perseveranza e vittoria dei santi, sono ricorrenti e ripetuti. La Bestia che sembra vincere i santi, per poi invece essere vinta da loro, è precisamente la scena che vediamo in Apocalisse 15: “E vidi come un mare di vetro mescolato con fuoco e sul mare di vetro quelli che avevano ottenuto vittoria sulla Bestia e sulla sua immagine e sul numero del suo nome. Essi stavano in piedi, avevano delle arpe di Dio, e cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell’Agnello” (Apocalisse 15:2-3).

Lo stesso tema è esposto ancora al momento delle Nozze dell’Agnello, dove vediamo coloro che sono stati “decapitati” durante la grande tribolazione, che ora regnano con Cristo per mille anni: “E vidi le anime di quelli che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, e di quelli che non avevano adorato la Bestia né la sua immagine e non avevano ricevuto il suo marchio sulla loro fronte e sulla loro mano. Essi tornarono in vita e regnarono con Cristo per mille anni … Beato e santo è colui che partecipa alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la morte seconda, ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con Lui quei mille anni” (Apocalisse 20:4, 6).

Questa è la natura della testimonianza di Giovanni della rivelazione di Gesù Cristo, ossia la guerra tra i santi e la Bestia, la sua immagine e il suo marchio, e la loro vittoria e resurrezione!

Una mente “occidentale” tende a ragionare in termini di “cronologia lineare” e, benché in questo contesto possa trovare una simile struttura, nel senso che abbiamo un inizio (le chiese) e una conclusione (la Nuova Gerusalemme), nel mezzo di questi due estremi le cose si fanno un po’ “ingarbugliate”, poiché i vari temi tendono a “saltare” e a riproporsi in tempi diversi. Quindi, il lettore può vedere una scena di persecuzione seguita dalla vittoria sulle forze delle tenebre, seguita ancora da un flashback su un’altra scena di persecuzione, perseveranza, preservazione, profezia e resurrezione. Ciò può creare della confusione, ma è come quando una persona ha il proprio “caos domestico” all’interno del quale riesce a gestirsi perfettamente poiché sa dove si trova ogni cosa. Così è per Giovanni, che non ha problemi a saltare da un punto all’altro del “suo caos”, che in realtà è perfettamente strutturato per ottenere il proprio scopo.

Da una parte abbiamo il sesto sigillo e lo scatenarsi di fenomeni cosmici (come il sole che si oscura e la luna che diventa sangue) e ci viene detto che il grande giorno della Sua ira è giunto (Apocalisse 6:16), ma subito dopo ecco apparire questa strana “marchiatura” dei 144.000, 12.000 per ogni tribù di Israele. Quando è accaduto? Prima o dopo il gran giorno dell’ira? La risposta è dopo l’apertura del sesto sigillo e i fenomeni che annunciano l’ira di Dio con l’apertura del settimo sigillo nel capitolo 8.

Poi, nel capitolo 7 abbiamo, dopo la scena della marchiatura dei 144.000 sulla terra, la scena della “folla immensa che nessuno poteva contare, proveniente da tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue, che stava in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello … Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione” (Apocalisse 7:9, 14). Quando è accaduto? Prima o dopo il gran giorno dell’ira? E, dato che questi si trovano nei cieli, che ne è stato dei 144.000 segnati sulla terra? Fanno parte della grande moltitudine o si uniranno ad essa in Apocalisse 14:1-5, come suggeriscono alcuni, oppure rappresentano un gruppo “a parte” di 144.000?

Ed ecco la risposta: i 144.000 di Apocalisse 7:1-8 sono stati senza dubbio segnati prima del gran giorno dell’ira, in modo da non dover subire l’ira di Dio e dell’Agnello sulla terra.

So che sembra equivoco, ma quando giungiamo ad Apocalisse 8 troviamo che nei cieli si fa silenzio per circa mezz’ora e viene aperto il settimo sigillo (dopo l’annuncio del gran giorno dell’ira, cioè il sesto sigillo) e, semplicemente facendo due più due, concludiamo così che le sette trombe (che è un’unica tromba in realtà) iniziano a suonare. I 144.000 di Israele sono ormai stati segnati sulla terra e ora, durante l’intero settimo sigillo, il gran giorno dell’ira non solo è giunto, ma sta avendo luogo.

È dunque chiaro che l’immensa folla che viene dalla grande tribolazione di Apocalisse 7 non è coinvolta nel giorno dell’ira. Inoltre, le sette trombe che hanno iniziato a suonare, continuano a farlo durante tutto il periodo di tempo del gran giorno dell’ira, fino alla settima tromba che suona in Apocalisse 11:15 annunciando: “Il regno del mondo è passato al nostro Signore e al Suo Cristo ed Egli regnerà nei secoli dei secoli!” Essa può essere associata alle sette coppe/calici dell’ira di Dio (Apocalisse 15:7), che vengono riversate in Apocalisse 16, dimostrando che “l’ira di Dio” menzionata in quel contesto (Apocalisse 15:7) è lo stesso “gran giorno dell’ira” che troviamo in: Apocalisse 6:17; 8:5; 10:7; 11:13-15; 12:10-11; 14:17-20; 15:1, 6-8; 16:1-16; 17-19 (l’ira di Dio e dell’Agnello su Babilonia); 20:4.

Tutto questo andare “avanti e indietro” non è, dunque, il segno che l’autore aveva una mente disturbata, anzi, dimostra che abbiamo a che fare con una mente intensamente profetica, il cui annuncio di profezia era completamente inerente alla “parola di Dio e la testimonianza di Gesù”, il quale viene descritto come “il primo e l’ultimo … l’alfa e l’omega … l’inizio e la fine”. Perciò, Egli racchiude in Sé tutto il tempo e lo spazio, e quello che per noi rappresenta un “saltare” da una parte all’altra, non ha alcun effetto su di Lui, poiché tutto il tempo è sottoposto alla Sua immediata giurisdizione. Come abbiamo detto, l’aspetto cronologico di questi temi serve semplicemente come rinforzo al tema generale che viene illustrato.

I grandi temi dell’Apocalisse sviluppano la cronologia del libro e, all’interno di tali temi, le cronologie sono facilmente riconoscibili. I temi principali includono:

  1. La rivelazione di Gesù Cristo e la Sua relazione con le chiese, Israele e il giudizio.
  2. La vicenda delle due città, cioè Babilonia contro Gerusalemme, la grande città contro la Città Santa, Sodoma e Gomorra contro Israele e la Chiesa.
  3. La sala del trono di Dio e dell’Agnello e la relativa “corte” formata dagli angeli, i 24 anziani e le 4 creature viventi e, alla fine, la grande folla che nessuno può contare.
  4. Il tribunale cosmico in cui l’Anticristo/Bestia, il Falso Profeta, l’immagine e il marchio della Bestia, insieme alla grande città tripartita di Babilonia (religiosa, commerciale e politica) rappresentano l’accusato e Israele e la Chiesa, i due Testimoni, rappresentano il querelante.
  5. La Babilonia religiosa/apostata contro i santi perseveranti e vincitori.
  6. Il furore del Diavolo contro l’ira di Dio e dell’Agnello.
  7. Gli abitanti della terra contro gli abitanti dei cieli, ossia le menti terrene contro quelle celesti.
  8. I 12 patriarchi/12 apostoli contro l’11esimo corno, oppure i 10 re/corni contro il 12.
  9. La Donna di Apocalisse 12 e 21 contro la prostituta di Apocalisse 17.
  10. L’adorazione dell’immagine della Bestia contro l’adorazione da parte dei santi, la Sposa del Messia, che è l’immagine di Cristo.
  11. Il giudizio della Babilonia tripartita in risposta alle sofferenze, le preghiere e la perseveranza dei santi.
  12. L’Anticristo/Bestia contro il Messia/Figlio dell’Uomo, Leone della tribù di Giuda.
  13. La testimonianza/mietitura/folla che nessuno può contare/l’arcangelo Michele contro il cortile dei gentili e le forze demoniache/il Dragone o Serpente antico.
  14. L’Agnello contro il Dragone.
  15. Coloro che trionfano e coloro che non trionfano.
  16. La resurrezione del giusto contro la resurrezione dell’ingiusto.
  17. Il grande tribunale di Cristo e il gran trono bianco del giudizio.
  18. Lo stagno di fuoco contro la ricompensa eterna.
  19. Il Regno millenario del Figlio di Davide contro il regno della Bestia.
  20. I regni di questo mondo contro il Regno del nostro Signore e del Suo Cristo.
  21. Il Falso Profeta contro lo Spirito Santo, i “sette spiriti”.
  22. L’Eterno Dio contro il Dragone, il Serpente antico, chiamato Diavolo e Satana.

Vi sono anche altre giustapposizioni, o parallelismi, ma quelle sopra menzionate sono le più importanti tra le tematiche che si ripetono in tutta l’Apocalisse. Possono essere espresse in molti modi, tra cui quella che preferisco che mi piace chiamare “le 12 P” dell’Apocalisse:

  1. Purificazione (dei santi);
  2. Perseveranza (dei santi);
  3. Preservazione (della Donna nel deserto e di quelli che partecipano alla resurrezione/rapimento);
  4. Persecuzione (dei due Testimoni);
  5. Prevaricazione (vittoria dei fratelli sul loro accusatore, cioè la Bestia, la sua immagine e il suo marchio, tramite il sangue dell’Agnello e la parola della loro testimonianza);
  6. Profezia (contro la grande città portando la testimonianza di Gesù);
  7. Proclamazione (del Vangelo e della mietitura della fine dei tempi);
  8. Pronuncia (del giudizio da parte del Giudice di tutta la terra su Babilonia la grande);
  9. Preghiera di supplica (da parte dei martiri e corrispondente vendetta da parte dell’Eterno);
  10. Preghiera di adorazione (da parte di coloro che cantano i cantici di Mosè e dell’Agnello, gli anziani, le creature viventi, la grande folla, gli angeli);
  11. Premio (come Paolo, i vincitori attendono la loro ricompensa);
  12. Paradiso (la Nuova Gerusalemme, la Sposa del Messia).

Di nuovo, questi punti rappresentano solamente l’elenco dei temi più importanti tra quelli presenti nel libro.

parte 2; parte 3

di Doug Krieger © the Tribulation Network – Edizione italiana a cura di Sequenza Profetica