Il destino dell’Egitto

il destino dell'Egitto

In quel giorno, l’Egitto sarà come le donne: tremerà, sarà spaventato, vedendo la mano del Signore degli eserciti che si agita, che si agita minacciosa contro di lui. Il paese di Giuda sarà il terrore dell’Egitto; tutte le volte che gli verrà menzionato, ne sarà spaventato a causa della decisione presa contro di lui dal Signore degli eserciti.

(Isaia 19:16-17)

L’oracolo sull’Egitto non lascia gli egiziani in stato di sofferenza e agonia. Viene stabilito che il paese soffrirà sotto un padrone feroce, un re crudele che lo sottometterà e ridurrà in rovina, e le magie di Soan non serviranno a nulla. Quando, in 2 Efesini 3, Paolo menziona i due incantatori che sfidarono Mosè davanti al Faraone, Iannè e Iambrè, lo fa perché vuole sottolineare che negli ultimi giorni lo spirito di questi ribelli si leverà di nuovo e interesserà tutta la terra, ma si concentrerà in modo particolare sul suo punto d’origine, cioè Soan: da questo bisognerà stare in guardia!

E la contrapposizione tra l’Egitto (Soan/Tanis) e Giuda (Ebron, che fu presa da Caleb della tribù di Giuda, antenato di Davide e Gesù), approfondita in precedenza, ribadisce la superiorità del piano di Dio sull’arroganza delle forze di questo mondo e la vacuità dei tentativi di ergersi al di sopra dell’Eletto del Signore.

L’attuale crisi politica che affligge l’Egitto è destinata a crescere oltre misura man mano che l’oracolo sull’Egitto inizia a compiersi in concomitanza con l’oracolo contro Damasco. Sappiamo che Damasco è condannata alla rovina totale e che “cesserà di essere una città”, ma che ne sarà dell’Egitto? C’è solo morte e rovina ad attenderlo, oppure c’è speranza? Negli studi passati abbiamo anticipato che davanti a noi, nell’immediato futuro, si stagliano tre guerre profetiche, e chi scrive è convinto che esse avranno luogo entro i prossimi decenni. Sono:

  1. 1.     L’oracolo contro Damasco (Salmo 83; Zaccaria 9; Isaia 17; Abdia 1; Amos 1): sarà la settima fase del conflitto arabo-israeliano (1948, 1956, 1967, 1973, 1982, 2006 e 2011) e porrà Israele contro la Siria, il Libano (Hezbollah), Gaza (Hamas) e l’Autorità Palestinese, e si concluderà tra quest’anno (2013) e il 2018. Nella sua settima fase, cioè quella attuale, già iniziata da due anni, coinvolgerà anche l’Egitto.
  1. 2.     La guerra Gog-Magog contro l’Anticristo (Ezechiele 39:1-16): vedrà opporsi Gog e Magog, cioè i re del Nord (che comprende Turchia-Gomer, Togarma e Iran-Persia) e del Sud (che comprende Libia-Nord Africa e Cush-Etiopia o Sudan del Nord) contro l’Anticristo e la sua formidabile alleanza di potenze occidentali, nota come “navi di Tarsis”, unite con Seba e Dedan, ossia i popoli che anticamente occupavano l’attuale Penisola Arabica. Questa guerra precipiterà a causa della stipula di quello che viene descritto nella Bibbia come “patto con la morte e col soggiorno dei morti” (Isaia 28:15-18), che verrà concluso definitivamente “alla fine della guerra” (Daniele 9:26-27). Questo conflitto vedrà Israele alleato con l’Occidente, guidato dalle “navi di Tarsis”, che noi affermiamo essere gli Stati Uniti d’America. Questa guerra terminerà con la sconfitta totale dei re del Nord e del Sud e quel che ne risulterà porterà direttamente al terzo grande conflitto profetico.
  1. 3.     La campagna di Armageddon: questo conflitto viene menzionato in Daniele 11:44-45 e vi si allude nelle Scritture con termini come “giorno del Signore”, oppure “banchetto del sacrificio” (Ezechiele 39:17-20) o “gran banchetto di Dio” (Apocalisse 19:11-21), che indicano il culmine di questo epocale e lungo scontro. Esso coinvolgerà virtualmente tutte le nazioni della terra, le cui armate saranno radunate presso Gerusalemme, nella piana di Armageddon, e saranno spazzate via dal ritorno di Gesù, che poserà i piedi sul Monte degli Olivi da cui è asceso duemila anni fa (Zaccaria 14:3-4).

Già martoriato da guerre civili, calamità economiche, dittature crudeli e, infine, dal re del Sud, che sarà senz’altro guidato dal re crudele in lega con i Paesi islamici, l’Egitto uscirà ulteriormente devastato dal conflitto contro Israele. Dal 2011 ad oggi la mano del Signore si è alzata contro l’Egitto, e noi crediamo che resterà alzata almeno fino al 2025, ossia per altri dodici lunghi anni di sofferenza. Ma questa non sarà la fine per il paese perché, dopo aver visto la morte, per lui ci sarà la vita:

In quel giorno, vi saranno nel paese d’Egitto cinque città che parleranno la lingua di Canaan e che giureranno per il Signore degli eserciti; una di esse si chiamerà: Città del sole. In quel giorno, in mezzo al paese d’Egitto, ci sarà un altare eretto al Signore; e presso la frontiera, una colonna consacrata al Signore. Sarà per il Signore degli eserciti un segno e una testimonianza nel paese d’Egitto; quand’essi grideranno al Signore a motivo dei loro oppressori, egli manderà loro un salvatore e un difensore a liberarli. Il Signore si farà conoscere all’Egitto e gli Egiziani, in quel giorno, conosceranno il Signore, gli offriranno un culto con sacrifici e offerte, faranno voti al Signore e li adempiranno. Così il Signore colpirà gli Egiziani: li colpirà e li guarirà; essi si convertiranno al Signore, che si arrenderà alle loro suppliche e li guarirà.

(Isaia 19:18-22)

La menzione delle “cinque città” dell’Egitto che giureranno per il Signore, riguarda un numero connesso con il giudizio di Dio. Il ritiro delle acque dopo il diluvio al tempo di Noè, infatti, durò 5 mesi (Genesi 8:3); inoltre 5 mesi sono il periodo in cui gli scorpioni affliggono, negli ultimi tempi, gli abitanti della terra con i loro tormenti (Apocalisse 9:10). In entrambi questi casi è il “giudizio delle nazioni” ad essere messo in luce. Nel passo di Isaia il “giudizio”, cioè la “distruzione”, si è già compiuto e 5 città egiziane parleranno la lingua di Canaan, cioè l’ebraico, poiché la terra di Canaan è la terra promessa e data ad Israele. Ciò mostra che, in futuro, l’Egitto sarà in pace con Israele e avrà superato il periodo buio per entrare nella luce e nell’armonia. Il Sole della giustizia, menzionato in Malachia 4:1-2, sarà giunto e avrà portato la guarigione sulle Sue ali, poiché è scritto chiaramente che l’Egitto, prima colpito, verrà anche guarito dal Signore (Isaia 19:22).

L’Egitto riceverà abbondanti benedizioni da parte del Signore degli eserciti e gli egiziani conosceranno il Signore e torneranno a Lui. La grande Piramide di Giza, che si trova presso la frontiera, cioè su quelli che erano i confini del paese nell’antichità, diverrà “un altare eretto al Signore”, compiendo definitivamente il proposito originale di questa costruzione, che è attualmente sprovvista del suo blocco di copertura, poiché essa non sta aspettando l’arrivo dell’Anticristo, che è l’Occhio di Horus, ma del Signore Gesù, che è la Pietra Angolare (Zaccaria 4:7)!

Tu hai fatto nel paese d’Egitto, in Israele e fra gli altri uomini, fino a questo giorno, miracoli e prodigi, ti sei acquistato un nome qual esso è oggi.

(Geremia 32:20)

Questo imponente segno nel paese d’Egitto, sarà un segno di testimonianza del Signore, ciò vuol dire che in quel giorno tutti ne comprenderanno il proposito eterno.

Perciò, Egitto, considera il destino che ti attende. La tua sofferenza attuale e futura non potrà essere paragonata alle benedizioni che ti attendono alla venuta del Messia, il Salvatore che ti libererà! Questa è la tua gloria futura:

In quel giorno, ci sarà una strada dall’Egitto in Assiria; gli Assiri andranno in Egitto, e gli Egiziani in Assiria; gli Egiziani serviranno il Signore con gli Assiri. In quel giorno, Israele sarà terzo con l’Egitto e con l’Assiria, e tutti e tre saranno una benedizione in mezzo alla terra.

Il Signore degli eserciti li benedirà, dicendo: “Benedetti siano l’Egitto, mio popolo, l’Assiria, opera delle mie mani, e Israele, mia eredità!”

(Isaia 19:23-25)

di Doug Krieger © the Tribulation Network – Edizione italiana a cura di Sequenza Profetica