Dopo la primavera araba

Non esiste una “primavera araba” per sé, semmai, si potrebbe parlare di “mannaia araba” dato lo spargimento di sangue tra fratelli della stessa fede.

Ciò vale per l’Egitto di oggi così come per tutti quei moti di insurrezione che nell’inverno 2010/2011 portarono i giornalisti di tutto il mondo  a parlare di movimento di “pacifica rivoluzione”, che i fatti di adesso, stanno appieno rivelando, se ce ne fosse ancora bisogno, quelle che sono state le assurde pretese dell’umanitarismo moderato islamico per un piano di islamizzazione del mondo. Le false guerre per la libertà e la democrazia hanno solo fatto luce sull’inganno del fondamentalismo fanatico religioso, che oramai si trova a fare i conti con l’inevitabile giudizio di Dio per il perpetrare della propria menzogna.

A questo punto è logico domandarsi se dopo la primavera araba egiziana si possa parlare di giudizio di Dio?.Di giudizio sulla menzogna islamica? Di giudizio per l’odio nei confronti di Israele e per i vari tentativi di sterminio del popolo ebraico nel corso della storia?

 

Dopo la primavera araba, cosa rimarrà dell’antico rancore verso il popolo del patto?

Il contenuto profetico di Ezechiele 35 dovrebbe far riflettere riguardo tale inevitabile giudizio.

Poiché hai avuto una inimicizia senza limiti
e hai abbandonato i figli d’Israele in balìa della spada
nel giorno della loro calamità,
nel giorno che l’iniquità era giunta al colmo;
per questo, com’è vero che io vivo”, dice il Signore, DIO,
“io ti lascerò nel sangue, e il sangue t’inseguirà;
poiché non hai odiato il sangue,
il sangue t’inseguirà.
Ridurrò il monte Seir in una solitudine, in un deserto,
e ne sterminerò chi va e chi viene.
Io riempirò i suoi monti dei suoi cadaveri;
sopra i tuoi colli, nelle tue valli, in tutti i tuoi burroni
cadranno gli uccisi dalla spada.
Io ti ridurrò in una desolazione perenne,
le tue città non saranno più abitate,
e voi conoscerete che io sono il SIGNORE.
Poiché hai detto: ‘Quelle due nazioni e quei due paesi saranno miei,
noi ce ne impadroniremo’
(e il SIGNORE era là presente!),
com’è vero che io vivo”, dice il Signore, DIO,
“io agirò con l’ira e con la gelosia
che tu hai mostrate nel tuo odio contro di loro;
e mi farò conoscere in mezzo a loro,
quando ti giudicherò.
Tu conoscerai che io, il SIGNORE,
ho udito tutti gli insulti
che hai proferiti contro i monti d’Israele,
dicendo: ‘Essi sono desolati;
sono dati a noi, perché ne facciamo nostra preda’.
Voi, con la vostra bocca, vi siete inorgogliti contro di me
e avete moltiplicato contro di me i vostri discorsi.
Io l’ho udito!”
Così parla il Signore, DIO:
“Quando tutta la terra si rallegrerà,
io ti ridurrò in una desolazione.  Siccome ti sei rallegrato
perché l’eredità della casa d’Israele era devastata,
io farò lo stesso di te:
diventerai una desolazione, o monte Seir,
tu e Edom tutto quanto;
e si conoscerà che io sono il SIGNORE”».

Ezechiele 35

di Sequenza Profetica (29-07-2013)