Svelare i numeri dell’Apocalisse (XXI)

L’immagine della Bestia (parte 2)

immagine della bestia

Per comprendere ancor meglio cosa realmente significa adorare (o non adorare) l’immagine della Bestia, sarà utile effettuare un’ulteriore rivisitazione storica.

“Per comprendere le cause del successo della politica di Hitler, bisogna tornare indietro al Trattato di Versailles e alle misteriose associazioni che il dittatore attribuì alla religione cristiana. Hitler non era direttamente coinvolto in pratiche sataniche o culti ancestrali legati al mondo degli spiriti, benché sia vero che l’occulto fosse profondamente presente nel suo pensiero e nella sua visione della realtà. Tuttavia, il suo punto forte fu l’uso particolare che fece delle concezioni cristiane. Egli comprese la necessità di mobilitare grandi masse di persone e sapeva che solo la religione è in grado di fare tanto, perciò la utilizzò per assicurare seguaci alla sua causa.

“Inoltre, attraverso le sue dichiarazioni pubbliche, egli si dimostrò in grado di galvanizzare il popolo tedesco, lodandolo e sopravvalutandolo, per generare così in esso la lode e la sopravvalutazione di colui che ne era alla guida. Questo diede origine ad un popolo la cui immagine di se stesso poteva essere manipolata e trasformata in tutto ciò che il suo leader stabiliva. Il popolo tedesco venne trasferito in un diverso stato mentale, trasportato dal senso di disperazione ed estraniamento alla totale euforia ed auto-esaltazione.

“Adolf Hitler dichiarò: ‘La nostra rivoluzione è lo stadio finale di un’evoluzione che si concluderà con l’abolizione della storia. Il mio obiettivo ultimo è mettere in atto una creazione, un’operazione divina, una mutazione biologica che darà origine ad una esaltazione senza precedenti della razza umana e all’apparizione di una nuova razza di eroi, semidei, uomini con poteri divini. I miei stessi compagni non possono cogliere appieno i sogni che occupano la mia mente, né l’immagine dell’edificio che risulterà dalle fondamenta che saranno state a malapena gettate prima della mia morte. Il mondo ha raggiunto un punto di svolta e sta per affrontare uno stravolgimento che coloro che non sono iniziati non possono comprendere’ (Adolf Hitler, La Genesi del Superuomo).

“La filosofia del superuomo, ossia di una razza umana superiore, determinava che la concezione cristiana di un ‘altro mondo’ dovesse essere esclusa per privilegiare la realtà del mondo attuale moderno. Il ‘regno di questo mondo’, dunque, è ORA! Quindi era ovvio che fossero gli ebrei a divenire oggetto di disgusto, poiché la loro eredità è legata ad un altro mondo ed è in diretta competizione con il concetto di superuomo.

“Coloro che abbandonano la visione di ‘questo mondo’ sono destinati all’infelicità e all’insoddisfazione e sono, di conseguenza, inutili sulla terra. Il Cristianesimo stesso fu, infatti, un ostacolo non indifferente alle mire di Hitler, un ‘fatalismo’ a cui bisognava rinunciare o che doveva essere trasformato in una ‘nuova immagine’ in cui il motto ‘Dio è con noi’ sarebbe stato utilizzato per incoraggiare la venuta di un nuovo Millennio, con una nuova Germania alla sua testa! Niente più predicatori che affermano che ‘questo mondo non è la mia casa’; ora il grido ‘Heil Hitler!’ introduce direttamente alla ‘nuova terra’, oggi stesso.” (Ibid.)

Vediamo come inizia, in tal modo, ad evolversi “un’immagine”, ma sappiamo anche che ogni dittatore ha bisogno della giusta propaganda per portare avanti la sua visione. Hitler necessitava di una formula adeguata da propinare al popolo tedesco affinché questo si conformasse alla sua immagine e tale formula venne fornita dai piani del Ministro della Propaganda del Reich, Joseph Goebbels. Fu grazie al suo lavoro che poté attuarsi il riordinamento del popolo tedesco, che divenne ufficialmente Das Volk: l’immagine di Adolf Hitler!

“Quando si pensa al Führer ci si sente inondare di devozione dall’interno. Questa da sola giustifica il detto: ‘Hitler è la Germania e la Germania è Hitler’. Nessuno più di quest’uomo è mai stato tanto vicino al cuore del popolo, e lui stesso proviene dal popolo. Non è uno straniero, ma è nato come uno del popolo. Ha sofferto le privazioni del popolo ed ha vissuto la vita del popolo. Se oggi qualcuno chiedesse qual è il nome del milite ignoto tedesco, l’intera Germania risponderebbe: Adolf Hitler!

“Era la coscienza della nazione. La sofferenza e la sconfitta della nazione gridavano con la sua bocca e in lui si trasformava in parole la volontà di vivere della Germania, che riprendeva vita nell’ora dell’umiliazione più grande del paese. Adolf Hitler non ha mai detto nulla che la nazione non pensasse nel profondo del suo cuore. Non ha mai fatto nulla che la nazione non avrebbe voluto fare. Non è stato, non è e non sarà mai, un dittatore che impone la sua opinione personale o il suo desiderio di potere sulla nazione. Egli è solamente il Führer, e questo è il complimento più grande che si possa fare ad un uomo.

“Qui risiede il segreto dell’indistruttibilità di Adolf Hitler e della sua opera, la garanzia che la strada da lui intrapresa non potrà essere alterata: cioè il fatto che non è più l’uomo Adolf Hitler, non è più la sua opera e non più la sua strada che si esprimono in lui. È la Germania stessa come nazione che si esprime in lui. In lui, la nazione ama se stessa, in lui essa insegue i suoi desideri più segreti, in lui i suoi pensieri più ambiziosi prendono forma. Ogni singolo individuo sente che è così ed è per questo che Adolf Hitler non è estraneo a nessuno e nessuno è estraneo a lui. Operai e contadini, premi Nobel e artisti, guerrieri e sognatori, uomini felici e persone disperate, tutti parlano con lui e tutti lo comprendono; egli capisce e viene capito a sua volta. Nessuno è intimidito di fronte a questo grande uomo e a nessuno viene imposto di seguirlo. Nessuno viene costretto, ma tutti sono chiamati, proprio come si viene chiamati dalla propria coscienza. Perciò non si ha altra scelta che seguire, per non sentirsi infelici ed in colpa nel proprio cuore. Quindi, ciò che accade è volontario e nessuna nazione sulla faccia della terra gode di maggiore libertà della Germania.” (Otto Dietrich, Il Führer e il popolo tedesco)

E infatti, a dispetto della relativamente piccola porzione di dissidenti, che resistevano al nazionalsocialismo al prezzo della propria vita, la quasi totalità della popolazione tedesca si schierò al fianco di Hitler, stregata da suo carisma. La concezione filosofica del superuomo, introdotta da Friedrich Nietzsche, divenne un ideale culturale e una possibilità scientifica, che diede origine a delle terrificanti sperimentazioni nel campo dell’ingegneria genetica per la letterale “produzione” di creature semidivine, aventi caratteristiche umane superiori da mettere al servizio dello Stato. E sappiamo tutti che la scienza moderna non è poi così lontana dalla realizzazione effettiva di un “uomo bionico”, un capolavoro della tecnologia prodotto con l’ausilio di una qualche forma di bio-sincronicità computerizzata.

“La scienza della sincronicità può essere definita come lo studio delle dinamiche dell’energia della materia (EM), che si verificano quando un sistema si forma, reagisce, interagisce, si sviluppa e si evolve per creare sistemi organizzativi man mano più complessi, interagenti tra loro.” (Emergent Culture, The Atomic-Molecular Foundations of a Social Chemistry)

Diversi autori dell’etere hanno individuato nel passo di Apocalisse 9:7-12 elementi che possono essere collegati all’idea della possibilità di un ibrido di natura tecnologica, una catastrofica realtà passata, presente e futura. Sarà questo ciò che risulterà dall’immagine della Bestia? È questo che Hitler e Nietzsche avevano in mente? Personalmente, non ho dubbi sul fatto che la corruzione della specie sia il fulcro di un piano diabolico di sovversione della razza umana, affinché questa venga “marchiata” per la sua distruzione definitiva.

Ma il raggiungimento delle masse richiede la creazione di un’immagine che sia accessibile e alle masse e che risulti a queste ultime legittima e ragionevole in relazione al tempo (critico) che si sta vivendo.

La nostra immagine dei supereroi si riferisce a degli esseri umani trasformati per far fronte a delle necessità, mentre gli esseri descritti in Apocalisse hanno un aspetto ben più sinistro di così. Ma ciò si abbina, del resto, alla natura contrapposta della Bestia rispetto a Cristo. Il Falso Profeta utilizzerà grandiosi mezzi di seduzione per ingannare le masse, un po’ alla maniera degli illusionisti: più si guarda da vicino, meno si vede (più si resta accecati dall’illusione).

Non fu l’ascesa repentina di Hitler al potere direttamente connessa al fascino che la sua immagine (cioè le sue idee, parole ed azioni) esercitò sulle folle? Le persone furono trasportate in uno “stupore hitleriano” dai trucchi del dittatore. Allo stesso modo, il Falso Profeta metterà in atto segni e prodigi per sedurre gli abitanti della terra.

La nozione che l’adorazione dell’immagine della Bestia si sia verificata nell’edificazione della statua di Hitler è quantomeno erronea e superficiale. È ovvio che ciò che viene descritto in Apocalisse 13 sarà ben più spettacolare e di vasta portata dell’edificazione di una semplice statua o, al più, di un ologramma computerizzato. Si tratterà di qualcosa che coinvolgerà popoli e masse di popoli che diverranno, essi stessi, “l’immagine riflessa” oggetto della loro adorazione.

Quindi, la Seconda Bestia/Falso Profeta, che sopravvive alla distruzione della prostituta di Apocalisse 17 e alla desolazione della grande città di Apocalisse 18, non può essere identificata in maniera semplicistica in personaggi chiave dell’attuale panorama religioso, come il Papa ad esempio, poiché si tratterebbe di bersagli piuttosto facili da colpire.

No, il Falso Profeta si nasconderà come Hitler nel suo bunker, insieme alla Bestia. Questi due elementi sono inseparabili e appaiono uniti nella loro opera di inganno e seduzione fino al momento della loro cattura, quando verranno gettati nello stagno di fuoco, dopo aver agito per tre anni e mezzo, in un crescendo di azioni empie che culminerà con il muovere guerra contro Gerusalemme e contro Colui che è sul cavallo con il Suo esercito:

E vidi la Bestia e i re della terra e i loro eserciti radunati per far guerra a Colui che era sul cavallo e al Suo esercito. Ma la Bestia fu presa, e con lei fu preso il Falso Profeta che aveva fatto prodigi davanti a lei, con i quali aveva sedotto quelli che avevano preso il marchio della Bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Tutti e due furono gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo.

(Apocalisse 19:19-20)

di Doug Krieger © the Tribulation Network

edizione italiana a cura di Sequenza Profetica

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