Il destino della Chiesa

Andar sin destino...Ciò che in questa sede si è voluto più volte dimostrare è che il destino della Chiesa non è legato a un rapimento prima della tribolazione, ma ad una potente testimonianza (qui sulla terra) contro la “Grande Città” (Apocalisse 11:8) e alla proclamazione del messaggio della grazia di Dio (pur nel periodo più nefasto della storia).

Sono sempre più numerosi gli evangelici che si stanno cimentando con questa possibilità e anche tra le file dei pretribolazionisti più convinti vi sono quelli che stanno abbandonando la nozione di una Chiesa risparmiata dalle sfide connesse alla tribolazione.

Se da un lato è cresciuto il numero dei credenti che hanno aperto gli occhi alla verità, rimane ancora in piedi una pletora di insegnanti che affermano che un rapimento pre-tribolazione è più che naturale poiché alla Chiesa, costoro sostengono, è stato promesso di essere risparmiata “dall’ora del cimento”.  Per loro, i 7 anni di tribolazione equivalgono al tempo dello scatenamento dell’ira di Dio.

Pur tuttavia, dalle scritture emerge tutto un altro contesto a far da sfondo alla 70ma settimana di Daniele (i 7 anni di tribolazione) che produrrà una chiamata di anime a salvezza senza precedenti. Ecco emergere all’orizzonte un tempo di grazia sui credenti, così come un tempo di ira sui ribelli. Questo aspetto renderà la 70ma settimana di Daniele molto simile alle altre epoche della storia poiché vi saranno

  • persone che rifiuteranno l’offerta del perdono divino (e che quindi dovranno affrontare l’ira di Dio) e a
  • ltre che accetteranno la grazia di Dio sfuggendo così all’ira stessa
  • .

Ma per sostenere il caso del rapimento pre-tribolazione si citano spesso le parole di Gesù alla Chiesa di Filadelfia in Apocalisse 3:10:

Dato che avete ubbidito al mio commando di perseverare, vi risparmierò l’ora della prova che verrà su tutta la terra per mettere alla prova coloro che dimorano sula terra. 

Tuttavia ci sono degli ovvi  punti di debolezza nelle congetture dei sostenitori del pre-tribolazionismo, non ultima di esse lo scopo ristretto di questa promessa, cioè che sarebbe destinata solo ai vincitori, e non a tutti i credenti. Nel caso di Filadelfia la promessa è per tutta “quella” Chiesa a cui Dio possa rivolgere queste parole, ma solo per il fatto d’esser chiaramente composta da “vincitori”.

Messi alle strette, i sostenitori della teoria pre-tribolazionista sono costretti ad operare una distinzione tra due classi di credenti. Quelli estrani alla tribolazione (non partecipi alle sue sfide) e quelli “salvati” durante la tribolazione. Utilizzando questa scorciatoia, pensano di sfuggire alla critica solo per il fatto di riconoscere (almeno) la presenza di un gruppo di credenti nella tribolazione. Pur tuttavia, sostenere che i credenti salvati durante la tribolazione non sono inclusi nella Chiesa, ma solo singoli individui senza un’identità di gruppo, non è proprio un concetto accettabile!

In altre parole, è come se i i pre-tribolazionisti vogliano salvare la loro interpretazione a scapito del negare ai credenti (salvati per la fede in Cristo dopo l’inizio della tribolazione) di entrare a far parte del Corpo di Cristo! Ancora una volta l’idea è esagerata, perché da sempre, essere salvati significa essere salvati in Cristo, cioè nella Chiesa (che è il Corpo di Cristo). Come è possibile scindere le due cose?

Inoltre, se questi credenti in Cristo non sono parte della Chiesa, come possono aver comunione con il gruppo ad essa appartenente? Se non sono parte della Chiesa, dove li raggruppiamo? Con Israele? No, non è possibile, perché Israele non verrà ricostituito spiritualmente se non alla fine della tribolazione.

Costoro pensano che Dio abbia davvero formato un terzo gruppo, ma ancora una volta in questo concetto non c’è alcun fondamento. Dopo tutto, il libro dell’Apocalisse rivela solo 2 entità entro le quali (alla fine dei tempi) i credenti possono essere raggruppati: La Chiesa ed Israele.

Egli mi trasportò in spirito su una grande e alta montagna, e mi mostrò la santa città, Gerusalemme, che scendeva dal cielo da presso Dio, con la gloria di Dio. Il suo splendore era simile a quello di una pietra preziosissima, come una pietra di diaspro cristallino. Aveva delle mura grandi e alte; aveva dodici porte, e alle porte dodici angeli. Sulle porte erano scritti dei nomi, che sono quelli delle dodici tribú dei figli d’Israele. Tre porte erano a oriente, tre a settentrione, tre a mezzogiorno e tre a occidente. Le mura della città avevano dodici fondamenti, e su quelli stavano i dodici nomi di dodici apostoli dell’Agnello. Apocalisse 21:10-14

La Chiesa passerà per davvero la soglia della tribolazione ed i suoi lunghi 7 anni, testimoniando contro la Grande Città e predicando la grazia a chiunque voglia confessare i propri peccati ed usufruire della incommensurabile grazia di Dio.

È abbastanza semplice: essere salvati significa essere salvati in Cristo e cioè nel Corpo di Cristo, la Chiesa, quindi, se i credenti sono sulla terra durante la tribolazione, e senza dubbio questo è il caso in discussione, ci sarà con loro anche la Chiesa di Dio!

Quanto a quelli che rimangono ancorati alle ingiustificabili convinzioni pre-tribolazioniste noi sosteniamo che a loro accadrà come a Cristoforo Colombo, il quale, partito per cercare una nuova via per le Indie, scoprì tutta un’altra cosa.

Per dirla come Jean de La Fontaine,

spesso s’incontra il proprio destino nella via che s’era presa per evitarlo.

 

A cura di Sequenza Profetica