Svelare i numeri dell’Apocalisse (XVII)

Cristo e l’Anticristo

Apocalisse (www.sequenzaprofetica.org)

Il 1260 è, come abbiamo in passato considerato, la misura designata dall’altezza, larghezza e profondità dell’immagine vista nella pianura di Shinar, nonché il numero dei giorni compresi in entrambe le metà della settimana profetica. È il periodo dell’opera dei due Testimoni (Apocalisse 11:3) e di preservazione nel deserto della Donna (Apocalisse 12:6).

Inoltre, 1260 sono i giorni effettivi di ministero del Signore Gesù dal momento del Suo battesimo il 10 Tishri, giorno dell’Espiazione, alla Sua entrata in Gerusalemme il 10 Nisan. Abbiamo calcolato in precedenza che nei Vangeli viene menzionato che Gesù festeggia quattro Pasque, una festa della Dedicazione e una festa delle Capanne, per un totale di 7 giorni di festività, se si comprende anche il giorno dell’Espiazione in cui si battezza.

Ciò che è rilevante è che dal 10 Tishri (Espiazione) al 10 Nisan (entrata in Gerusalemme come Messia e Principe) passano 180 giorni, e dalla prima alla seconda Pasqua altri 360 giorni, dalla seconda alla terza Pasqua altri 360 giorni e dalla terza alla quarta Pasqua altri 360 giorni, per un totale di 180 + 360 + 360 + 360 = 1260 giorni di ministero di Gesù.

Se calcoliamo il numero di ore in questo lasso di tempo abbiamo:

1260 giorni x 24 ore = 30.240 ore

È incredibile ritrovare qui il perimetro della base della grande Piramide di Giza, ossia 3024 piedi, che rappresenta l’attesa del Messia e del giudizio di Dio sulla terra.

Queste 30.240 ore possono essere così divise:

30.240 (ore) / 2,1 (piedi del Cubito Sacro) = 14.400

Senza considerare le “unità di misura” qui utilizzate, e osservando solo i valori numerici, troviamo in questo modo il 144 dei cubiti delle mura della Nuova Gerusalemme (Apocalisse 21:17), o 144 x 2,1 piedi = 302,4 piedi, che mostra di nuovo le 30.240 ore del ministero di Gesù e la misura del perimetro di base della Piramide di Giza. Inoltre:

30.240 ore x 60 minuti (in un’ora) = 1.814.400 minuti

Che mostra la sequenza di 18 e 144, ossia la misura lineare in miglia della Nuova Gerusalemme (18) e la misura in cubiti delle sue mura (144), dimostrando che il ministero di Gesù sulla terra aveva come scopo ultimo la Città Santa (il 18 è visto in Apocalisse 21:16 e il 144 in Apocalisse 21:17).

Infine, il ministre terreno di Colui che viene portando la guarigione sulle Sue ali, cioè il Sole della giustizia (Malachia 4:1-2), compie appieno il Suo piano divino poiché:

1.814.400 minuti x 60 secondi = 108.864.000 secondi

Qui troviamo la sequenza di 18 e 864, cioè la Nuova Guerusalemme (18) insieme al Sole della giustizia, rappresentato dall’864, frattale del diametro del Sole in miglia. Tale misura è manifestata anche nella stessa base della Piramide di Giza in quanto: 3024 piedi (perimetro di base) x 12 pollici = 36.288 pollici x 3 (cubo) = 108.864 pollici o 756 piedi (lato di base) x 12 (lati del cubo) = 9072 piedi x 12 pollici = 108.864 pollici. Anche qui troviamo la sequenza del 18 e dell’864 e lo scopo del ministero del nostro Signore sulla terra.

Il Sole della giustizia viene per la Sua Sposa, la Nuova Gerusalemme! Che contrasto con la contraffazione del 1260 vista nella misurazione dell’idolo d’oro. L’immagine della Bestia imposta dal Falso Profeta coincide con i 42 mesi in cui “le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie. E le fu dato potere di agire per quarantadue mesi”. Questi 42 mesi sono i 1260 giorni del furore del Diavolo contro i santi dell’Altissimo che avranno perseverato. Che contrasto!

Dall’entrata trionfale di Gesù alla conclusione dei Suoi 1260 giorni di ministero, alla fine della sessantanovesima settimana, Egli ha completato 483 anni profetici delle “settanta settimane” profetizzate in Daniele 9:24-27, cioè 69 settimane x 7 anni = 483 anni x 360 giorni = 173.880 giorni fino alla soppressione dell’Unto (Daniele 9:26).

Vorrei che fosse chiaro come nessuna parola e nessun numero citato nelle Scritture siano superflui. Infatti, Egli fu appeso alla croce tra la sesta (6) e la nona (9) ora, cioè tra le 12:00 e le 15:00 in base al tempo “solare”. Vediamo come il 6 e il 9 formino il 69 della sessantanovesima settimana e 6 x 9 = 54, mentre 6 + 9 = 15. In entrambi i casi vediamo come il Suo scopo ultimo sia la Nuova Gerusalemme, sia nel 54, che rappresenta il frattale della società ideale di Platone, sia nel 15 che rappresenta la misura del lato della Città Santa in base ad Apocalisse 21:16: cioè 12.000 stadi ossia 1500 miglia (12.000 stadi x 660 piedi = 7.920.000 piedi / 5280 piedi = 1500 miglia), cioè 15.

Abbiamo anche calcolato, in precedenza, le “tre ore” (dalla sesta alla nona) trascorse sulla croce, cioè 3 ore x 60 minuti = 180 minuti, cioè il 18 della Nuova Gerusalemme, e 180 minuti x 60 secondi = 10.800 secondi, di nuovo il 18 della Nuova Gerusalemme. Inoltre, i tre giorni e tre notti in cui il corpo di Gesù fu nella tomba, ci danno: 24 ore x 3 giorni = 72 ore x 60 minuti = 4320 (frattale del raggio del Sole) minuti x 60 secondi = 259.200 secondi, dove 2592 è frattale dei 25.920 anni della Grande Precessione degli equinozi, che Egli ha posta come corona sulla testa della Donna di Apocalisse 12.

Torniamo ora alla “riva del mare”, dove abbiamo in precedenza lasciato il Dragone, che resta in piedi a vedere la Bestia che sale dal mare. Ma si limita a vedere solamente? Egli è stato appena gettato dai cieli sulla terra ed un gran furore lo invade (Apocalisse 12:12). Ma egli ha “poco tempo” per compiere la sua rivalsa sulla terra, e più precisamente 42 mesi di tempo (Apocalisse 11:2 e 13:5); o tre giorni e mezzo (Apocalisse 11:7, 9 , 11); o 1260 giorni (Apocalisse 12:6; Daniele 12:11); o un tempo, dei tempi e la metà di un tempo (Apocalisse 12:14; Daniele 7:25 e 12:7). Questa è ovviamente l’ultima metà della settantesima settimana. Eppure resta la domanda: cosa fanno il Dragone e la Bestia insieme sulla riva del mare? E quand’è che l’Anticristo è passato ad essere la Bestia e, soprattutto, perché?

Sappiamo da 2 Tessalonicesi 2:2 che il “giorno di Cristo” o “giorno del Signore” non giungerà prima che sia giunta l’apostasia. Ciò significa che il gran giudizio di Dio e l’ira dell’Agnello non si verificheranno prima di questo “allontanamento dalla fede”, lo stesso menzionato in 1 Timoteo 4:1:

Ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni.

Dunque, il giorno del Signore, che è lo stesso dell’ira dell’Agnello, avrà luogo quando:

Farò prodigi nei cieli e sulla terra: sangue, fuoco, e colonne di fumo. Il sole sarà cambiato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e terribile giorno del Signore.

(Gioele 2:30-31)

Questo linguaggio è lo stesso utilizzato in Apocalisse 6:12-17, in cui l’ira dell’Agnello è giunta:

Guardai di nuovo quando l’Agnello aprì il sesto sigillo; e si fece un gran terremoto; il sole diventò nero come un sacco di crine, e la luna diventò tutta come sangue; le stelle del cielo caddero sulla terra come quando un fico scosso da un forte vento lascia cadere i suoi fichi immaturi. Il cielo si ritirò come una pergamena che si arrotola; e ogni montagna e ogni isola furono rimosse dal loro luogo … “Cadeteci addosso, nascondeteci dalla presenza di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello; perché è venuto il gran giorno della Sua ira. Chi può resistere?”

(Apocalisse 6:12-17)

E lo stesso linguaggio utilizzato qui:

Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle; sulla terra, angoscia delle nazioni, spaventate dal rimbombo del mare e delle onde; gli uomini verranno meno per la paurosa attesa di quello che starà per accadere al mondo; poiché le potenze dei cieli saranno scrollate. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole con potenza e gloria grande.

(Luca 21:25-28)

E qui:

Urlate, poiché il giorno del Signore è vicino; esso viene come una devastazione dell’Onnipotente. Perciò, tutte le mani diventano fiacche, ogni cuor d’uomo viene meno. Sono colti da spavento, sono presi da spasimi e da doglie; si contorcono come donna che partorisce, si guardano l’un l’altro sbigottiti, le loro facce sono facce di fuoco. Ecco il giorno del Signore giunge: giorno crudele, d’indignazione e d’ira furente, che farà della terra un deserto e ne distruggerà i peccatori. Poiché le stelle e le costellazioni del cielo non faranno più brillare la loro luce; il sole si oscurerà mentre sorge, la luna non farà più risplendere il suo chiarore.

(Isaia 13:6-10)

Sì, il giorno del Signore giungerà quando si verificheranno questi eventi atmosferici terribili e questi grandi mutamenti cosmici, ma non prima che sia manifestata l’apostasia, l’opera completa del Falso Profeta, e non prima che sia manifestato “l’uomo di peccato”, il “figlio della perdizione” (2 Tessalonicesi 2:3), ossia la seconda desolazione.

Ci si chiede: quanto tempo dopo la seconda desolazione giungerà il giorno del Signore? Immediatamente dopo o, piuttosto, dopo che saranno trascorsi i tre anni e mezzo della seconda metà della settantesima settimana di Daniele?

Non è l’Anticristo stesso che, con la sottoscrizione del trattato, dà inizio alla settimana e, a metà della stessa, pone fine al sacrificio (Daniele 9:27, 8:12-14, 11:31, 12:11)? Non è proprio allora che avviene l’abominazione della desolazione?

Ebbene sì. E questo è lo stesso momento in cui ha inizio il “gran furore del Diavolo”, che permane nella Bestia e nel suo regno di 42 mesi (Apocalisse 12:12, 13:15).

Poiché il giorno del Signore è l’ira dell’Agnello, essa e il gran furore del Diavolo sono eventi indipendenti, e poiché sappiamo che la Bestia regnerà per 42 mesi, allora è logico che la manifestazione del “figlio della perdizione” avrà luogo a “metà della settimana” e che solo allora esso sarà chiamato Bestia, dopo che i Testimoni avranno profetizzato per 1260 giorni: questa è, infatti, la prima menzione della Bestia che troviamo (Apocalisse 11:3, 7).

Come è stato possibile che la testimonianza e la profezia, per effettuare le quali l’Angelo potente ha dato autorità ai Testimoni per 1260 giorni, abbiano avuto luogo durante i giorni di “furore del Diavolo”? Soprattutto pensando che è stata dato loro potenza per compiere prodigi e sconfiggere chiunque li ostacolasse?

No, il furore del Diavolo non giunge fino alla fine della loro testimonianza, solo allora la Bestia sale dall’abisso per far loro guerra, sconfiggerli ed ucciderli. Questo tempo di persecuzione non può essere contemporaneo al tempo della testimonianza.

Quindi, il giorno del Signore viene dopo che l’uomo di peccato si è rivelato, dopo che ha avuto sfogo il furore del Diavolo, e coloro che credono che il rapimento degli eletti avrà luogo subito dopo la rivelazione del figlio della perdizione devono accettare che la “persecuzione dei santi dell’Altissimo” è il furore del Diavolo e non l’ira dell’Agnello, e che le Scritture attestano che la purificazione dei santi proseguirà fino alla fine della settimana e solo allora avrà luogo il rapimento. Allora si aprirà il settimo sigillo, si verificheranno le ultime sette piaghe, l’ira dell’Agnello, il banchetto sacrificale di Dio, nonché il raduno delle armate dei gentili presso la piana di Armageddon!

Il nome di “figlio della perdizione” (2 Tessalonicesi 2:3) viene attribuito ad un solo personaggio nella Bibbia, cioè Giuda Iscariota. Ma è solo quando Satana entrò in Giuda (Luca 22:3, 6) che egli diviene figlio della perdizione, poiché prima di allora non avrebbe potuto avere questo nome. La parola “perdizione” utilizzata in greco, si può tradurre come “distruzione”, e questo ci dà un indizio importante: la distruzione va oltre la redenzione. Inoltre, come vedremo, “il loro re era l’angelo dell’abisso il cui nome in ebraico è Abaddon e in greco Apollion” (Apocalisse 9:11), che significa “distruzione”.

Quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e proclamandosi Dio.

(2 Tessalonicesi 2:3-4)

E la bestia che era, e non è, è anch’essa un ottavo re, viene dai sette, e se ne va in perdizione [lett: distruzione].

(Apocalisse 17:11)

Ad entrare nel corpo dell’Anticristo è lo stesso Apollion, il distruttore, l’angelo dell’abisso di cui si parla in Apocalisse 9:11; 11:7; 13:7; 17:8.

Vi sono due termini greci utilizzati per indicare il “tempio”: naos e hieron. In Giovanni 2:14-15 Gesù caccia i mercanti dal tempio fisico di Gerusalemme, ossia lo hieron, ma quando parla del “tempio del Suo corpo” ai versetti 19 e 21, viene usato il termine naos, ossia la parte più interna e sacra del tempio stesso, dove si adora. Lo hieron è l’edificio sacro nella sua interezza fisica, mentre la parte interna e sacra è il naos. Qui Gesù fa una profonda distinzione tra queste due parti e parla della Sua morte e resurrezione, non della caduta del Tempio di Erode.

Quindi, quando Satana entrò in Giuda Iscariota, dove andò esattamente? Vi sono molte diverse interpretazioni riguardo alla menzione di “ciò che lo trattiene” che troviamo nel passo di 2 Tessalonicesi:

Ora voi sapete ciò che lo trattiene affinché sia manifestato a suo tempo. Infatti il mistero dell’empietà è già in atto, soltanto c’è chi ora lo trattiene, finché sia tolto di mezzo. E allora sarà manifestato l’empio, che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della Sua bocca, e annienterà con l’apparizione della Sua venuta. La venuta di quell’empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi.

(2 Tessalonicesi 2:6-9)

Cosa o chi che trattiene “l’uomo di peccato”? E quando sarà il tempo della manifestazione di quest’ultimo? Queste due cose sono ovviamente collegate, poiché l’uomo di peccato verrà quando ciò che lo trattiene sarà eliminato. E quando l’empio sarà manifestato, il Signore lo distruggerà alla Sua venuta.

Dunque abbiamo due fasi: nella prima, ciò che trattiene la persona in oggetto viene eliminato, e noi supponiamo che sia lo Spirito Santo, ma di ciò parleremo tra poco; nella seconda, la persona in questione acquisisce il nome di “figlio della perdizione”. Come fu per Giuda Iscariota sarà anche per l’Anticristo: esso sarà chiamato Bestia, figlio della perdizione, quando Satana entrerà in lui.

Giuda fu senz’altro il “figlio della perdizione”, ma non fu “la Bestia”, titolo che sembra invece peculiare solo di un individuo nella Bibbia, cioè l’Anticristo che compie l’abominazione della desolazione. Infatti, nel passo di 2 Tessalonicesi 2, quando viene detto che egli si pone a sedere nel tempio di Dio, è usato il termine naos. Ciò significa che Satana non viene più trattenuto da “ciò che lo trattiene”.

“Lo spirito dell’uomo è una lucerna del Signore” (Proverbi 20:27) e l’uomo è costituito di “spirito, anima e corpo” (1 Tessalonicesi 5:23).

Nell’ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò: “Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno.” Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato.

(Giovanni 7:37-39)

Lo Spirito sarebbe stato dato un giorno, ma quando? Dopo la Sua resurrezione Gesù apparve ai discepoli:

Allora Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi”. Detto questo, soffiò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo”.

(Giovanni 20:21-22)

Gesù gli rispose: “In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio … In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito”.

(Giovanni 3:3, 5-6)

È dunque lo spirito dell’uomo ad essere investito quando lo Spirito di Dio viene soffiato in lui, così un nuovo uomo è nato dall’alto.

Questo “santuario dello Spirito”, riservato per lo Spirito di Dio, è un possesso di ogni essere umano, ma lo spirito dell’uomo non è “nato di nuovo” finché l’acqua della Vita non lo rigenera, dando origine alla vita eterna, che è di ogni uomo nato dallo Spirito di Dio.

Quando ciò che trattiene Satana viene eliminato, allora nasce una spregevole creatura, la Bestia che sale dall’abisso. Satana entra nell’Anticristo e ne dissacra lo spirito umano dall’interno del tempio (naos) del suo corpo, un gesto decretato dall’azione del Diavolo, ma destinato alla distruzione definitiva.

Quindi questo essere spregevole, il distruttore, il desolatore, che osa sedere nel tempio (naos) di Dio e proclamarsi Dio, sarà consumato dalla venuta del Figlio dell’Uomo. E l’azione dissacrante contro il tempio di Dio sarà in parallelo con la dissacrazione del terzo Tempio ebraico dedicato al Dio d’Israele, un tempio fisico (hieron) dove l’Anticristo si recherà durante la festa delle Capanne a “metà della settimana”.

Come mai sei caduto dal cielo, astro mattutino, figlio dell’aurora? Come mai sei atterrato, tu che calpestavi le nazioni? Tu dicevi in cuor tuo: “Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell’assemblea, nella parte estrema del settentrione; salirò sulle sommità delle nubi, sarò simile all’Altissimo”.

(Isaia 14:12-14)

Ricordiamo ciò che accadde all’arrogante Nabucodonosor, re di Babilonia:

“Non è questa la grande Babilonia che io ho costruita come residenza reale con la forza della mia potenza e per la gloria della mia maestà?”

Il re aveva ancora la parola sulle labbra, quando una voce venne dal cielo e disse: “Sappi, o re Nabucodonosor, che il tuo regno ti è tolto; tu sarai scacciato di mezzo agli uomini e abiterai con le bestie dei campi; ti daranno da mangiare erba come ai buoi, e passeranno sette tempi sopra di te, finché tu riconoscerai che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e lo dà a chi vuole”. 

Nello stesso istante quella parola si adempì su Nabucodonosor. Egli fu scacciato di mezzo agli uomini, mangiò l’erba come i buoi, il suo corpo fu bagnato dalla rugiada del cielo, i capelli gli crebbero come le penne delle aquile e le sue unghie diventarono come quelle degli uccelli.

(Daniele 4:30-33)

Non è forse questo l’archetipo che cerchiamo, il re di Babilonia, il re di Tiro, abbassato al livello delle bestie dei campi per “sette tempi” (probabilmente sette anni)? In Daniele 4:34 vediamo che, “alla fine di quei giorni”, il re alzò gli occhi al cielo e riconobbe la vera Maestà di Dio. Perciò i “tempi” possono essere visti indifferentemente come “giorni” o “anni”, esattamente come accade anche nella settantesima settimana di Daniele 9:24-27, in cui 1 settimana = 7 giorni o 7 anni. Quindi 3 giorni e mezzo = 3 anni e mezzo = 1260 giorni = 42 mesi = un tempo, dei tempi e la metà di un tempo.

Questo archetipo del regno dell’Anticristo/Bestia durante la settantesima settimana o 2520 giorni, mette in evidenza non solo il regno di Babilonia, ma più propriamente il re di Babilonia.

Poi vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e sulle teste nomi blasfemi.

(Apocalisse 13:1)

Continua …

di Doug Krieger © the Tribulation Network

edizione italiana a cura di Sequenza Profetica