Svelare i numeri dell’Apocalisse (XII)

La Bestia che sale dall’abisso

UntitledCome se la terra, ora nel bel mezzo della settantesima settimana profetica, non avesse già abbastanza mali da dover sopportare, ecco accadere ora qualcosa a dir poco terrificante: “Guai a voi, o terra, o mare! Perché il diavolo è sceso verso di voi con gran furore, sapendo di aver poco tempo” (Apocalisse 12:12).

Eppure, siamo forse sorpresi del fatto che il Dragone, il Serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, con i suoi angeli, i principati e le potestà, si trovi ora sulla terra traboccante di rabbia e di furia pronta ad esplodere?

No di certo, poiché i due Testimoni hanno profetizzato senza sosta durante i precedenti 1260 giorni, cioè nella prima metà della settimana, diffondendo senza requie la testimonianza di Gesù e la coraggiosa e fiera testimonianza contro la “grande città”. Tale testimonianza viene descritta in Apocalisse 11 e continua in Apocalisse 12, dove la discendenza della Donna, cioè “coloro che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù”, ha continuato ad invitare, in tutto il mondo, vaste folle al pentimento dai peccati e dalla fornicazione e per molti, fin troppi, tale testimonianza ha costituito un tormento odioso da sopportare. Ora è giunto il momento della “retribuzione” e il “desolatore” si prepara a colpire questi eletti con le più terribili e crudeli forme di persecuzione che il mondo abbia mai visto.

Il Dragone ha un solo obiettivo, cioè fare loro guerra, sconfiggerli e ucciderli; egli è giunto con l’intento di andare a far guerra a quelli che restano della discendenza della Donna e gli è stato accordato di poter muovere guerra ai santi e di vincerli (Apocalisse 11:7; 12:17; 13:7).

La “grande tribolazione” di cui parla Gesù in Matteo 24:21 è giunta, ma coloro che vengono perseguitati sanno bene quello che accadrà, sanno che alla Bestia è stata data autorità di continuare per 42 mesi (Apocalisse 13:6-7), poiché nel corso della storia, sotto l’altare, le “anime di quelli che erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che gli avevano resa” chiedono al Giudice di tutta le terra di “fare giustizia e vendicare” il loro sangue; eppure essi devono attendere ancora un po’ sotto il quinto sigillo, “finché fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli, che dovevano essere uccisi come loro” (Apocalisse 6:10-11).

In altre parole, nel corso delle ere umane, gli eletti hanno sofferto duramente per la loro adesione all’unico vero Dio, ma ora a quelli già dipartiti si andrà ad unire una “grande moltitudine che nessuno può contare”, coloro che vengono dalla “grande tribolazione” di cui si parla in Apocalisse 7:9-17. Questa grande tribolazione, la seconda metà della settantesima settimana profetica di Daniele, è un preciso arco temporale caratterizzato dalla sofferenza inflitta agli eletti dal Dragone che è stato gettato sulla terra dal regno celeste, dove non potrà più avere accesso, né potrà più accusare i fratelli come ha fatto dal tempo di Giobbe fino ad ora.

Ad assisterlo in questo vile impegno di mettere a tacere i Testimoni, vi è il “cortile dei gentili”, il mondo terreno, coloro che calpesteranno la Città Santa per 42 mesi, che vedranno i corpi senza vita dei due Testimoni per tre giorni e mezzo, che “si rallegreranno di loro e faranno festa e si manderanno regali gli uni agli altri, perché questi due Profeti erano il tormento degli abitanti della terra” (Apocalisse 11:2, 9-10; 12:6, 14, 17; 13:5); questi “abitanti della terra” cospireranno per ridurre al silenzio “coloro che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù” (Apocalisse 12:17).

La chiusura di Apocalisse 12 non riguarda direttamente la “testimonianza di Gesù”, ma mostra l’immagine dell’essere che “si fermò sulla riva del mare”

“L’inizio del capitolo 13 si attacca direttamente all’epilogo del capitolo precedente. La divisione della Bibbia in capitoli è stata fatta dall’uomo per facilitare la ricerca dei passi nelle Scritture e, pur costituendo una necessità, non deve essere considerata ispirata. Il testo originale, nella sua prima forma, non presentava segni di interpunzione e le parole erano scritte in sequenza continua. Se si osserva un manoscritto originale del Nuovo Testamento si vede chiaramente come fosse assente la divisione in capitoli.

“Non c’è dubbio che tutti i manoscritti più antichi riportino il testo che dice che ‘egli si fermò sulla riva del mare’, non ‘io mi fermai’ (riferito a Giovanni), come alcuni traducono. Colui che si fermò sulla riva del mare non era Giovanni, ma il Dragone. Se lo uniamo al versetto precedente, leggiamo: ‘Allora il dragone s’infuriò contro la donna e andò a far guerra a quelli che restano della discendenza di lei che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù. E si fermò sulla riva del mare.’

“La posizione del Dragone rappresenta la connessione tra la guerra nei cieli e la guerra che sta per scoppiare sulla terra. Il Dragone, il Serpente antico, che è il Diavolo e Satana (Apocalisse 12:9), è la prima persona della triade satanica. Sappiamo che egli ha odiato Dio e si è ribellato contro di Lui, combattendo nei cieli una guerra contro gli angeli di Dio. Gettato fuori dai cieli, è giunto sulla terra ‘con gran furore, sapendo di avere poco tempo’ (Apocalisse 12:12). Come procede da questo momento in poi?” (Donald Grey Barnhouse, Revelation, An Expositional Commentary, Zondervan, 1971, pp. 233-234)

Rimane la domanda di tipo pratico: in che modo il Diavolo esprime la sua ira? Egli attende la Bestia che sale dall’abisso (Apocalisse 11:7) per infliggere il suo squallore su Israele e la Chiesa, poiché un’innegabile verità continua a persistere: perché i santi continuano a soffrire? La riposta è: perché non possono tacere! Essi persistono fieramente nel testimoniare a Colui che siede sul trono e la loro testimonianza è un tormento per gli abitanti della terra, poiché accusa la grande città, e costa assai cara.

Iniziamo a descrivere questa terrificante conflagrazione del male sulla terra e sul mare, luoghi da cui sale la Bestia, ripercorrendo il percorso svolto fino all’abominazione della desolazione, che è ciò che ci troviamo a fronteggiare ora, come ha detto Gesù: “Quando dunque vedrete l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo” (Matteo 24:15; Marco 13:14; Daniele 8:12-14; 9:27; 11:31; 12:11).

Cosa abbiamo qui? Questa è la prova inconfutabile che egli (la Bestia) “Stabilirà un patto con molti, per una settimana; in mezzo alla settimana farà cessare sacrificio e offerta; sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore … gli tolse il sacrificio quotidiano e sconvolse il luogo del suo santuario … a causa dell’iniquità; la verità venne gettata a terra; ma esso prosperò nelle sue imprese … ‘Fino a quando durerà la visione del sacrificio quotidiano, dell’iniquità devastatrice, del luogo santo e dell’esercito abbandonati per essere calpestati?’ … Per suo ordine, delle truppe si presenteranno e profaneranno il santuario, la fortezza, sopprimeranno il sacrificio quotidiano e vi collocheranno l’abominazione della desolazione … Dal momento in cui sarà abolito il sacrificio quotidiano e sarà rizzata l’abominazione della desolazione, passeranno milleduecentonovanta giorni.”

Ora, fratelli, circa la venuta del Signore nostro Gesù Cristo e il nostro incontro con Lui, vi preghiamo … Nessuno vi inganni in alcun modo; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e proclamandosi Dio … Infatti il mistero dell’empietà è già in atto, soltanto c’è chi ora lo trattiene, finché sia tolto di mezzo. E allora sarà manifestato l’empio … La venuta di quell’empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi” (Daniele 9:27; 8:11-13; 11:31; 12:11; 2 Tessalonicesi 2:2-9).

 Fortezza Antonia - Sequenza Profetica

Come mai l’Anticristo, che ha stipulato “un patto con molti per una settimana”, porrà fine al sacrificio e all’offerta, ossia ai riti sacerdotali degli ebrei, dopo la ricostruzione del loro terzo Tempio (che è precisamente il Tempio di cui si parla nel contesto della settantesima settimana di Daniele), commettendo di conseguenza “l’abominazione della desolazione” di cui parla il profeta Daniele?

Ciò che vediamo qui è l’esplosione della corruzione, talmente disgustosa e vile da dover essere chiamata “abominazione della desolazione”. No, non è la distruzione della Città e del Santuario di cui Gesù profetizzò la caduta avvenuta nel 70 d.C. per mano delle legioni romani di Tito (Matteo 24:1-2; Luca 21:5-6). Anzi, riguardo a ciò va detto che, tragedia delle tragedie, l’attuale Muro del Pianto sacro agli ebrei non è altro che ciò che resta della Fortezza Antonia lasciata come muta testimonianza della supremazia di Roma su Gerusalemme e sulla religione ebraica, presso il Tempio di Erode, i cui resti effettivi si trovano a sud della Moschea di Al-Aqsa.

Purtroppo, quegli stessi ebrei che affermano che le parole di Gesù sono solo frottole, non si rendono conto che il loro Tempio si trova nella città di Davide parecchio a sud rispetto a dove si recano di solito a pregare, e che le loro preghiere vengono invece fatte presso la Fortezza di Marco Antonio, che fu il patrono di Erode ed ebbe fama di assassino di ebrei!

 Fortezza di Marco Antonio - Sequenza Profetica

Oggi, 21 marzo 2013, mentre questo articolo viene steso, all’orizzonte profetico si staglia, imminente, la prospettiva della settantesima settimana di Daniele, il cui inizio sarà annunciato dalla sottoscrizione di un trattato, un’alleanza strategica, tra quello che Daniele chiama “un re” e “i molti”, in allusione al futuro governo dell’Anticristo e “la città e il santuario”, cioè gli ebrei e Gerusalemme (Daniele 9:24-27; 11:16).

L’archetipo di questo re è stato Antioco IV Epifane, il cui tentativo di ellenizzazione dei giudei al tempo dei Maccabei (175-163 a.C.) finì con la rivolta di questi e l’eliminazione dal Tempio di tutte le abominazioni. Tale vittoria viene tutt’oggi celebrata nella festa dell’Hanukkah, nota anche come festa della Dedicazione (il 25 Kislev, che di solito cade nel mese di dicembre). Questa è una ricorrenza che sia ebrei che cristiani dovrebbero celebrare insieme, perché rappresenta una testimonianza anticipata della distruzione dell’Anticristo!

L’abominazione della desolazione di cui parla Gesù (Matteo 24:15) è inserita nel contesto della “fine dei tempi”, in cui il Tempio sarà un’altra volta testimone della fine dell’Anticristo. Tale evento, pertanto, presuppone la ricostruzione del Tempio ebraico stesso e la restaurazione dei rituali sacerdotali profetizzati in Daniele 8:12-14: vi saranno 2300 giorni di “sacrificio e desolazione”, ossia 1290 giorni di desolazione (Daniele 12:11) + 1010 giorni di sacrificio prima della “metà della settimana”, che segnerà l’abominazione della desolazione, la fine dei sacrifici.

Tutto ciò presuppone la riedificazione del terzo Tempio a Gerusalemme e la celebrazione della sua festa di Dedicazione. Poiché vi sono 1260 giorni nella prima metà della settimana di Daniele, possiamo semplicemente sottrarre da questi i 1010 giorni di sacrificio, arrivando così a 250 giorni dall’inizio della settimana, che, contando a ritroso dalla festa della Dedicazione (25 Kislev), ci portano fino alla Pasqua ebraica (14 Nisan), che rappresenta perciò l’inizio della settimana profetica. I 15 giorni rimanenti del mese di Nisan + i 25 giorni di Kislev e i 210 giorni (o 7 mesi) tra Nisan e Kislev, rappresentano i 7 mesi menzionati in Ezechiele 39:12 per la purificazione della terra dopo la guerra di Gog-Magog, che avviene nei primi 40 giorni della settantesima settimana. 40 giorni + 210 giorni (7 mesi) fino al 25 Kislev + 1010 giorni di sacrificio fino alla festa delle Capanne (15 Tishrei) = 1260 giorni, cioè la fine della prima metà della settimana, momento in cui l’Anticristo porrà fine al sacrificio e all’offerta commettendo l’abominazione della desolazione. Inoltre, dalla metà della settimana, vi sono altri 1290 “giorni di desolazione” (Daniele 12:11) che, aggiunti ai 1010 “giorni di sacrificio”, portano a 2300 “giorni di sacrificio e desolazione” (Daniele 8:12-14). Infatti, la seconda metà della settimana conterà 1260 giorni o 42 mesi o “tre giorni e mezzo” o “tre anni e mezzo” di “furore del Diavolo” (Apocalisse 11:12), dopo i quali avranno inizio i 30 giorni di desolazione fino al 1290° giorno, che si concluderanno con la venuta del Messia e dei Suoi santi in gloria e il conseguente periodo di benedizione di 45 giorni: “Beato chi aspetta e giunge a milletrecentotrentacinque giorni!” (Daniele 12:12), cioè 1290 giorni + 45 giorni = 1335 giorni.

Ma come inizia questa settimana?

Dopo essere atterrato in Israele il 20 marzo 2013, il presidente americano Obama, incontratosi con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che la sua prima visita ufficiale in Israele dopo la sua rielezione aveva lo scopo di “riaffermare il legame inscindibile tra le due nazioni … ribadire l’impegno dell’America per la sicurezza di Israele … poiché tremila anni fa il popolo ebraico viveva in quella terra, la curava e vi adorava il suo Dio”.

Entrambi i capi di stato hanno riaffermato la “soluzione dei due stati” per la pace, implicando che l’impegno reciproco è vitale per garantire la salvaguardia dello stato di pace (secondo l’analisi del Washington Post).

Intanto, Obama ha presentato una riflessione alquanto sospetta sui potenziali sforzi della Siria miranti all’utilizzo di armi chimiche per l’eliminazione dei “guerrieri per la libertà” o “ribelli” (in base a quale parte uno tiene), oltre 70.000 dei quali sono stati uccisi, 1 milione sono rifugiati e 2 milioni e mezzo dispersi. Damasco si sta rapidamente tramutando in un “ammasso di rovine” e la zona cuscinetto delle Nazioni Unite tra la Siria ed Israele è stata abbandonata.

Nonostante ciò, Obama ha detto che Israele è libero di proteggersi dalla minaccia nucleare dell’Iran, soprattutto considerando che l’obiettivo di “cancellare Israele dalle mappe” è sempre un chiodo fisso dei leader iraniani.

Ciò che non è stato colto dalla maggioranza dei media israeliani e occidentali, è stato il modo in cui Obama ha snobbato la Knesset israeliana ed ha espresso chiaramente il suo desiderio di passare sopra al vecchio corpo governativo in favore di “una nuova generazione di israeliani” al Centro Congressi di Gerusalemme, per poter raggiungere il cosiddetto “sogno di pace”. In altre parole, a dispetto di tutto il gran parlare riguardo al diritto di Israele di difendersi e al fatto che gli Stati Uniti gli “coprono le spalle”, il messaggio reale è stato fin troppo chiaro ed entrambi i capi di Stato sapevano bene quale fosse il vero intento della visita di Obama in Israele: saltare le “negoziazioni di pace”, aggirando il blocco costituito dalla “vecchia guardia” israeliana, appoggiando un gruppo di giovani sovversivi più conformi ai suoi gusti.

Francamente, il viaggio del presidente americano in Israele ha dimostrato la posizione e le aspettative della Casa Bianca. La data del 22 marzo, ultimo giorno di permanenza di Obama a Gerusalemme, è coincisa con la stessa “data biblica” dell’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme durante la festa delle Palme, prima della Sua morte durante la Pasqua.

Il 22 marzo di un altro anno, il 1980, si verificò l’inaugurazione del misterioso monumento massonico noto come Georgia Guidestones. Sono passati precisamente 33 anni da quando sono state poste quelle tavole incise che raccomandano una popolazione mondiale che non superi i 500.000.000 di abitanti. È interessante che un simile monumento genocida sia posto nella terra della libertà per eccellenza!

 georgia guidestones

Accanto ad una simile stranezza, troviamo di nuovo il numero 33, poiché dal 1948 ad oggi in Israele si sono susseguiti 33 governi. Tale numero riflette anche l’età di Cristo alla Sua crocifissione e, nemmeno a dirlo, l’elezione del nuovo papa è avvenuta il 13 marzo 2013 o 3 -13- 13, che mostra due volte il 33 e la somma delle cui cifre dà 11.

Prima di andare con il Signore, David Flynn ipotizzò che l’anno 2013 fosse intriso di significato profetico. In Apocalisse 12 si dice che la coda del Dragone “trascinava la terza parte delle stelle del cielo e le scagliò sulla terra”. Flynn vide queste “stelle” come le stelle coronanti il capo della Donna (Apocalisse 12:1) e ognuna delle 12 stelle rappresenterebbe una delle 12 costellazioni dello Zodiaco/Mazzarot tradizionale.

Guardando una mappa della grande precessione zodiacale di 25.920 anni, possiamo ricavare che ogni costellazione corrisponde ad 1/12 del percorso totale, ossia 25.920 / 12 = 2160 anni per ogni stella o costellazione che, moltiplicati per 4 (cioè un terzo delle stelle, cioè 12 / 3 = 4), danno 8640 anni. Di questi, 6660 anni si sono susseguiti fino al 33 d.C., anno della crocifissione di Cristo, perciò da lì in poi restano 1980 anni che devono passare prima che “un terzo delle stelle” venga “gettato sulla terra” (cioè 6660 anni + 1980 anni = 8640 anni).

Voglio solo aggiungere a questi calcoli una scoperta straordinaria, cioè il fatto che 864 costituisce il frattale del diametro del Sole (864.000 miglia) e si collega perfettamente con il significato del nome di Lucifero “stella del mattino” (Isaia 14:12) che è “caduto dal cielo”. Senza dubbio, in 2 Pietro 1:19, l’apostolo si riferisce al Sole della giustizia quando dice: “Fino a quando spunti il giorno e la stella del mattino sorga nei vostri cuori.”

Flynn continua:

“Nella navigazione, 33 gradi sul circolo terrestre corrispondono a 1980 miglia nautiche, ricavate moltiplicando 60 minuti (un’ora) per 33. Dunque, il numero esatto di minuti presenti in 33 ore è 1980, mentre 1980 anni sono gli anni da aggiungere ai 6660 anni trascorsi per arrivare ad 8640 anni. La maggior parte della coda del Dragone giace lungo i 6660 anni del circolo della grande precessione. Il numero di minuti presenti in 33 ore e 33 minuti è 2013, così come 2013 miglia nautiche corrispondono a 33,33 gradi del circolo terrestre.” (David Flynn, Temple at the Centre of Time, Anomalous Publishing House, 2008, pp. 204-207)

 La coda del dragone (Ap. 13) - Sequenza Profetica

L’aggiunta dei 1980 anni e la posa delle iscrizioni del Georgia Guidestones il 22 marzo 1980 mostra un parallelo rimarchevole, soprattutto se ulteriormente affiancato alla visita del presidente Obama a Gerusalemme, poiché 6660 anni fino al 33 d.C. + 1980 anni fino al 22 marzo 2013, pone la visita presidenziale al termine di “un terzo” delle costellazioni o stelle gettate sulla terra. Il che è particolarmente stupefacente se si considera che Flynn, nel 2008, non poteva avere idea di cosa sarebbe accaduto nel 2013 a Gerusalemme.

Il numero massonico di 322, espresso nella loro numerazione della Skull and Bones, rispecchia la stessa data del giorno 22 del terzo mese (marzo), cioè 3-22.

Infine, c’è una peculiare connessione tra il 21 dicembre 2012, fine del conteggio dei giorni secondo il calendario Maya e l’I Ching, e la data del 22 marzo 2013. Le due date sono separate esattamente da 91 giorni. Ebbene, 91 / 7 (giorni in una settimana) = 13 settimane, numero che indica l’apostasia e la ribellione nella Bibbia.

Possiamo dire che, in mezzo a tanto fumo, si trova anche del vero arrosto. Queste particolari e in qualche modo strane coincidenze continueranno a girare intorno all’Israele fisico, che si ritroverà sempre più circondato da nemici e sempre più dipendente da una delle nazioni più grandi del mondo, gli Stati Uniti d’America, e dal loro attuale leader, la cui politica “poco chiara” sembra mirante a voler tenere il proverbiale piede in due scarpe. A chi dovrà rivolgersi Israele per evitare di essere calpestato? Forse dovrà dirigersi verso un definitivo trattato “con la morte e il soggiorno dei morti”?

Tutto ciò può sembrare offensivo, ma il Dio di Israele non vuole certamente che Israele ponga fiducia in qualcuno oltre a Lui, eppure le profezie dicono che accadrà diversamente. Il nostro ultimo articolo mostrava la supremazia della Donna, la cui promessa originaria fu quella che avrebbe “schiacciato la testa del Serpente”, promessa che resta tuttora come memento del fatto che i tempi futuri richiederanno un nuovo intervento da parte del Figlio maschio che è stato rapito presso il trono di Dio, sottratto alla furia del Dragone. Le linee della battaglia si stanno definendo e, nel caso non si fosse notato, il Dragone sta per volgere l’attenzione alla Donna che ha partorito il Figlio e a coloro che costituiscono il rimanente della sua discendenza, che “osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù” (Apocalisse 12:17).

E mentre quel giorno si avvicina, possa Dio donarci chiarezza di visone e incoraggiamento tramite la Sua Parola.

di Doug Krieger © the Tribulation Network

edizione italiana a cura di Sequenza Profetica