Fino alla morte

I. LA CHIAMATA AL MARTIRIO COME FONDAMENTO DELLA CRISTIANITA’ APOSTOLICA

UntoDeath_240pxIl Nuovo Testamento e la testimonianza della storia della Chiesa esaltano la chiamata al martirio, quale caratteristica fondamentale ed indispensabile per una cristianità apostolica autentica [1]. Esso è l’essenza della chiamata alla fede che esalta Cristo e l’obbedienza a Lui. Quando e dove questa chiamata è fedelmente esposta, appropriatamente enfatizzata e correttamente dimostrata, la Chiesa maturerà ed adempirà alla chiamata per cui è stata concepita. Dove e quando tutto questo non avviene, la Chiesa vivrà a un livello inferiore rispetto alle intenzioni di Dio, in uno stato di irrilevanza generale al cospetto degli uomini e delle potenze dell’aria. Come intendo dimostrare, la chiamata al martirio non è riservata alle nazioni e alle persone sottoposte a persecuzione, bensì è per ogni credente. Sebbene non tutti i credenti siano chiamati a dare testimonianza come martiri, ogni credente è chiamato ad abbracciarne la mentalità, ogni chiesa a parlarne ed ogni ministro a conoscere gli aspetti biblici a riguardo. Il vivere e il morire, è, in ultimo, nelle mani del nostro Maestro, e se non gli abbiamo ancora affidato questa decisione ci stiamo illudendo di essere suoi servi. [2] Fino quando viviamo condizionati dal pensiero di non essere chiamati anche ad una aspettativa del genere, vivremo senza il giusto antagonismo nel mondo, tentando di precludere ogni possibilità di poter morire della morte di Cristo. Così facendo ci saremo assicurati un destino di non-martiri [3]. Tale istinto di conservazione però, non beneficia coloro che adorano un Re crocifisso ed un Agnello immolato.

II. LA CHIAMATA AL MARTIRIO, UN CONTINUUM STORICO

Il martirio nel passato

In uno spazio di tempo concentrato, Giovanni il Battista, Gesù e Stefano furono uccisi. Le sanguinose esecuzioni di questi tre uomini stabiliscono un precedente per i credenti del primo secolo: per poter seguire Cristo si deve essere disposti a morire. L’importanza che il martirio aveva nella Chiesa antica è resa evidente dallo strabiliante fatto che essa seguì le orme e la fine di Stefano (supervisionata da Saulo, un altro futuro martire) nel fatto che quasi tutti i primi apostoli subirono una morte violenta. La storia della Chiesa indica che dei 12, forse solo Giovanni l’Amato, morì di morte naturale, tutti gli altri tinsero con il loro sangue gli estremi confini dell’Impero Romano.

Giacomo, il figlio di Zebedeo, fù il primo a conoscere la morte come “prezzo da pagare” quando Erode Agrippa lo giustiziò di spada a Gerusalemme intorno al 44 dC [4]. Filippo fù ucciso in Frigia nel 54’ dopo che gli ebbero legato la testa a una colonna mentre il suo corpo indifeso veniva lapidato. Nel 63’, Giacomo fratello di Gesù, fù gettato giù dal Tempio, lapidato e poi picchiato a morte con un bastone. Nel 64’ Barnaba venne trascinato fuori dalla città di Salamina a Cipro, poi bruciato. Lo stesso anno Marco fù condannato al palo e trascinato per le strade di Alessandria. Il suo corpo fù così straziato che non ce nera parte che non sanguinasse: morì prima di raggiungere il supplizio. La tradizione sostiene che Pietro fù crocifisso a testa in giù a Roma intorno al 67-68. Andrea fù crocifisso in Grecia. Giuda fù ucciso in quello che oggi è l’Iran e Tommaso versò il suo sangue nel lontano suolo dell’India. La morte di quei giovani uomini [5] e la decapitazione che seguì dell’apostolo Paolo segnarono l’inizio di un lungo periodo storico che arriva fino ai nostri giorni, in cui venne perpetrato il martirio dei cristiani.

Il Martirio Oggi

Statisticamente parlando, il tema del martirio è oggi rilevante più che mai. Nel 2002 David Barrett stimò che circa 164,000 Cristiani sarebbero morti come martiri (solo in quell’anno), e che il numero medio di Cristiani martiri ogni anno sarebbe cresciuto fino a 210,000 entro l’anno 2025 [6]. Secondo la sua ricerca ci sono stati circa 45,400,000 martiri nel 20esimo secolo [7], questo significa che il secolo scorso ha visto più martiri di tutti i secoli precedenti messi insieme. Nel suo libro “I nuovi perseguitati”, il giornalista Italiano Antonio Socci sostiene che il 65% di tutti i martiri Cristiani sono stati assassinati nel 20 esimo secolo [8]. In nazioni come la Nigeria, l’Indonesia, le Filippine, il Bangladesh, l’Iran, la Colombia e la Corea del Nord, il martirio è una dura realtà da affrontare. Sorvolare l’argomento equivale a disonorare coloro che in questo momento sono minacciati a causa della loro fede in Cristo.

Mentre in Occidente potremmo credere che l’argomento del martirio sia marginale e irrilevante, la testimonianza degli uccisi della nostra generazione nel mondo ci spinge a riconsiderare la nostra posizione. Con l’aumento della violenza contro i Cristiani nelle nazioni, è probabile che coloro che rifiutano di considerare seriamente la questione del martirio siano quelli che stanno ai margini della vita cristiana, perciò irrilevanti perché essi stessi sono la minoranza.

Martirio Fino alla Fine

Le Scritture profetiche sono abbondantemente chiare sul fatto che il martirio avrà la sua maggiore espressione nella generazione del ritorno del Signore, nel periodo in cui tutto il mondo riceverà una testimonianza riguardo al Vangelo del Regno. [9]

La penetrazione del Vangelo in ogni nazione, tribù e lingua, avrà anche delle sanguinose ripercussioni. Questo non è per dire che il lavoro delle missioni negli ultimi tempi sarà infruttuoso, al contrario, uomini e donne da ogni nazione giureranno alleanza a Gesù, ma che la spinta finale all’evangelismo globale sarà contrastata con furia impetuosa.

Gesù disse che con la proclamazione del Vangelo del Regno sulla terra durante il tumultuoso periodo della tribolazione, tutte le nazioni avrebbero odiato i credenti e li avrebbero messi a morte [10]. L’impatto di questa ondata di persecuzione senza precedenti coinvolgerà le vite di seguaci di Cristo in “ogni nazione, lingua e tribù” [11]. Questa è una realtà profetica enorme, quando ogni nazione sarà macchiata con il sangue dei fedeli. Questi martiri degli ultimi tempi “usciranno dalla grande tribolazione” e saranno contati tra quelli che sono stati predestinati a ciò da Dio [12]. Il testo profetico parla di un flagello finale dove a un tiranno sarà data autorità di ”fare guerra ai santi e di vincerli” [13]. I Cristiani saranno dati nelle sue mani, li combatterà e li vincerà [14]. Durante il periodo finale della tribolazione il tiranno [15] distruggerà molti uomini e molti santi [16] e nella suo furiosa distruzione [17] molti cadranno uccisi o fatti prigionieri [18]. Il martirio riguarderà così tanti credenti in quell’ultima ora che Gesù ha dichiarato che sarà uno dei segni premonitori della sua venuta alla fine dei tempi [19]. Se ignoriamo o neghiamo il problema, saremo gli autori del nostro destino e saremo tra coloro che si troveranno impreparati a resistere all’incombente tempesta che sta per abbattersi su tutto il mondo.

III LA CHIAMATA AL MARTIRIO COME SPINTA ALLE MISSIONI

Nella Scritture troviamo una chiara evidenza nella lettera ai Filippesi e in 2 Timoteo. Dalla prigione Paolo scrisse alla congregazione e ad un giovane servo; alla prima disse “vivere è Cristo e morire è guadagno”, e che per lui “ tutte le cose sono un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, nostro Signore.” Ed al giovane disse “sopporta anche tu le sofferenze, come un buon soldato di Dio”.

he has been enoughDopo aver sentito parlare di Hudson Taylor nel 1887 riguardo le missioni di frontiera, la giovane Amy Wilson Carmichael si convinse che il Signore la stava chiamando alle nazioni ed a una vita nel ministero. Presto lasciò l’Irlanda imbarcandosi su una nave. Una donna non sposata di 20 anni verso una terra ostile e lontana dalla quale non fece più ritorno. Dopo aver trascorso più di 55 anni in Asia senza mai un congedo, ella vide il suo Creatore faccia a faccia attraverso una morte naturale all’età di 83 anni. Fù sepolta in India nei pressi di un’abbeveratoio per uccelli domestici non volendo una lapide sulla sua tomba. Sulla propria vita scrisse,

La notte che salpai per la Cina, il 3 marzo 1893, umanamente ero a pezzi e non mi ripresi mai più

sotto quell’aspetto; ma Egli mi è bastato”. [20]

La chiamata al martirio dovrebbe essere un’ambita spinta per il movimento nei campi missionari negli ultimi tempi. Senza una simile consacrazione non potremo rispondere alle sfide finali che devono affrontare le missioni nel mondo.

Globalmente ci sono più di 6,000 gruppi di persone mai raggiunte dal Vangelo, con una popolazione di oltre 2 miliardi di abitanti, il più vasto blocco religioso su questa mappa rappresenta l’Islam. Solo l’1% dei missionari Cristiani vanno in missione tra i Musulmani (1,800 di missionari in totale), cioè un missionario per ogni 550,000 Musulmani! Per ogni Mormone che avete mai incontrato ci sono 130 Musulmani nel mondo.

Il nostro contributo all’evangelizzazione di coloro che nel mondo stanno morendo spiritualmente [22] sarà proporzionale alla nostra convinzione, che è molto più necessario esporre le nostre vite [23] anziché preservarle per far conoscere la fama di Gesù ed il suo potere salvifico a tutte le genti.

Senza tale ferma convinzione non potremo mai rispondere alla chiamata di Dio.

di Dalton Thomas 

edizione italiana a cura di Sequenza Profetica

[1] Con “Cristianità apostolica” intendo “il tipo di Cristianità abbracciata dagli apostoli, insegnata e dimostrata”. In Giuda 3 ci viene comandato di “combattere strenuamente per la fede che è stata trasmessa ai santi” all’inizio dagli apostoli. [2]Luca 14:27

[3]Craig Hovey. Condivisione nel Corpo: una teologia del Martirio della Chiesa di Oggi (p18) Edizione Kindle.
[4] Atti 12:2
[5]I dettagli dell’esecuzioni si possono trovare nel primo capitolo di Lo specchio dei Martiri, Herald Press (VA), 2 Edizione Ristampa (Dicembre 1938)
[6] Barrett, “Tavola annuale di statistica sulla missione globale: 2002, Bollettino Internazionale della Ricerca Missionaria 26, no1 (Gennaio 2002) 23.
[7]Barrett, George T. Kurian e Todd M. Johnson, Enciclopedia Cristiana Mondiale: Uno studio di Chiese e Religioni a confront-AD 30 a 2200,vol.1 (Oxford: Oxford University Press,2001), 11.
[8]EWTN, 10 Maggio 2002, articolo online http://www.ewtn.com/vnews/getstory.asp?number=26402
[9] Matteo 2414
[10]Matteo 249-14
[11]Apocalisse 7:9-14
[12] Apocalisse 6:9-11
[13] Apocalisse 16:7
[14] Daniele 7:21-25
[15] “Uomo di peccato” è il titolo che Paolo dava all’uomo a cui comunemente ci si riferiva come “l’anticristo” o “la bestia”.
[16] Daniele 8:24
[17] Daniele 11:44
[18] Daniele 1133-34
[19] Matteo 24:3-14
[20] Un’opportunità di morire: La vita e eredità di Amy Carmichael, di Elisabeth Elliott, Fleming H. Revell 23esima stampa, Giugno 2003, p.64
[21] dall’articolo Considera di nuovo la tua vocazione, accessibile online Nov. 2011(http://www.i2ministries.org/index.php?option=com_content&view=article&id=13:consider-again-your-vocation&catid=27:articles-category&Itemid=72
[22] Matteo 24:9-14
[23] Atti 20:24