Svelare i numeri dell’Apocalisse (VIII)

L’Angelo potente

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Piazzata tra la sesta e la settima tromba di Apocalisse 9:13-21 e Apocalisse 11:15, nel mezzo del giudizio di Babilonia e l’ira dell’Agnello, troviamo la descrizione dell’emanazione di questa sentenza. Un giudizio universale di tale magnitudine sulla grande città (centro amministrativo della Bestia e del Falso Profeta) non si sarebbe potuto emanare senza la testimonianza profetica presentata dalla Città Santa, personificata, come si vedrà, attraverso la testimonianza di Giovanni e, infine, attraverso i due Testimoni di Apocalisse 11. Questo iato, posto prima della fine delle sette trombe, è foriero di implicazioni di giudizio, poiché le prove fornite dai testimoni scelti hanno condotto ad un’incriminazione scevra di obiezioni e alla minaccia di morte. Per provare come tutto questo si sia abbattuto sulla grande città, come l’ira della sua fornicazione sia stata esposta a dispetto di tutti i tentativi di coprirla e dissimularla per esonerare il colpevole, sollevati dal vero “accusatore dei nostri fratelli” che li ha accusati, durante il processo, “giorno e notte davanti al nostro Dio” (Apocalisse 12:10). Ma questo non è un processo comune con una semplice giuria che si possa corrompere e ingannare, è un processo davanti alla Corte universale, al Giudice di tutta la terra. Quindi, la sentenza è stata tratta durante i 30 giorni dell’ira dell’Agnello, ma ancora siamo in attesa della sua fine, annunciata dall’ultima tromba.

L’ultimo respiro della sordida prostituta si sta esalando. Due “guai” della natura tripartita di Babilonia si sono verificati, ma un terzo “guai” è in arrivo, poiché la parte politica e amministrativa della grande città, nota come “regno di questo mondo” è destinata alla distruzione totale insieme alla Bestia e al Falso Profeta, alla guida del loro nefasto impero di inganni, furti, omicidi e persecuzione della testimonianza, per coprire la propria fornicazione.

La quantità di prove evidenti portate nel corso dell’ultima settimana e riflettenti tutto il corso della storia, è stata commissionata dall’Angelo potente che le ha presentate in veste di “avvocato” da parte della Città Santa, come una sorta di “arringa finale” fatta utilizzando la testimonianza dei due Testimoni a giustificazione della sentenza resa. La protezione dei Testimoni è stata un successo, perché essi hanno sconfitto l’accusatore e la sua strategia di inganno e dissuasione. L’unico “punto debole” in tutta questa vicenda è la libertà, seppur limitata, che viene accordata al nemico prima della sua esecuzione finale (il lago di fuoco e l’abisso senza fine, due luoghi differenti), analoga alla libertà di azione dei suoi due tirapiedi, la Bestia e il Falso Profeta, che gestiscono i suoi piani e partecipano al tentativo di ridurre al silenzio i due Testimoni.

La Bestia e il Falso Profeta sono a loro volta inseriti nel verdetto del Giudice e condannati, insieme alla “grande prostituta” che si è unita ai re e agli abitanti della terra nella sua fornicazione e che ha fatto soccombere ai suoi inganni le nazioni. Dopo la sua apparente “utilità”, o meglio al suo apice, essa sarà giudicata in modo esemplare, essendole stata riconosciuta da parte di Dio la stessa colpa della Bestia che la domina.

Comprendiamo che, come la Gezabele originaria, essa sarà divorata dai cani e bruciata, sarà talmente odiata, resa deserta e spogliata, che le dieci corna sul capo della Bestia non vedranno l’ora di divorarla e gettare via i resti che saranno distrutti col fuoco (Apocalisse 17:16 documenta bene cosa ne sarà della “madre delle prostitute e delle abominazioni della terra”). Quando tutte le sue obiezioni contro i due Testimoni saranno state respinte, l’accusatore dei fratelli e i suoi complici cercheranno di volgersi direttamente contro la loro testimonianza per ribaltarla e provare che il Giudice è in errore.

Questo tentativo durerà tre anni e mezzo (per questo si specifica che il diavolo “avrà poco tempo”), periodo in cui i Testimoni saranno attaccati per essere distolti dal loro compito. Questo è il “grande furore del diavolo” in cui quest’ultimo cercherà di screditare i due Testimoni.

Come sia arriva a questo? Attendendo il completamento dell’ultima tromba e della distruzione di Babilonia (Apocalisse 11:15), ripercorriamo i passi intrapresi nella testimonianza dei due Testimoni. L’accusatore, nonché imputato (poiché il processo è contro di lui), dopo aver minacciato e in alcuni casi ucciso i Testimoni per sconvolgerne l’opera di testimonianza, ha tentato invano di scampare al giudizio; il Giudice della terra, dopo aver sequestrato la moltitudine di testimoni sopravvissuta al furore del diavolo e preservato una rappresentanza di Israele sulla terra, può ora riversare la Sua ira ardente sulla trinità diabolica (il Dragone, la Bestia e il Falso Profeta) e su tutti i terrestri che con essa hanno cospirato:

Poi vidi un altro angelo potente che scendeva dal cielo, avvolto in una nube; sopra il suo capo vi era l’arcobaleno; la sua faccia era come il sole e i suoi piedi erano come colonne di fuoco. Egli aveva in mano un libretto aperto e posò il suo piede destro sul mare e il sinistro sulla terra; poi gridò a gran voce, come un leone ruggente; e quand’ebbe gridato, i sette tuoni fecero udire le loro voci. 

Quando i sette tuoni ebbero fatto udire le loro voci, io stavo per mettermi a scrivere, ma udii una voce dal cielo che mi disse: “Sigilla le cose che i sette tuoni hanno dette, non le scrivere.” 

Allora l’angelo che avevo visto con un piede sul mare e un piede sulla terra, alzò la mano destra verso il cielo e giurò per colui che vive nei secoli dei secoli, il quale ha creato il cielo e le cose che sono in esso, e la terra e le cose che sono in essa, e il mare e le cose che sono in esso, dicendo che non ci sarebbe stato più indugio. Ma nei giorni in cui si sarebbe udita la voce del settimo angelo, quando egli avrebbe sonato, si sarebbe compiuto il mistero di Dio, com’egli ha annunziato ai suoi servi, i profeti.

(Apocalisse 10:1-7)

Dall’apparizione dell’Angelo potente al suono della voce del settimo angelo si potrebbe perdere di vista il fatto che il prototipo della tromba (costituta da sette trombe) è ben visibile nell’esempio delle trombe del giudizio suonate dai figli di Israele intorno alla città di Gerico, per sette volte durante il settimo giorno, quando, alla settima tromba, le mura crollarono:

E sette sacerdoti porteranno davanti all’arca sette trombe squillanti; il settimo giorno farete il giro della città sette volte, e i sacerdoti suoneranno le trombe.

(Giosuè 6:4)

Ecco qui: 7 sacerdoti che suonano 7 trombe e marciano intorno a Gerico 7 volte nel 7° giorno. Sono tutti segni che parlano del giudizio perfetto (7). Se configuriamo ogni giro di 360° abbiamo 360 x 7 = 2520°, misura che riflette il Cubito Sacro di 25,20 pollici o 252.

Tuttavia, come immagine del giudizio finale di Dio nell’ira dell’Agnello che troviamo in Apocalisse, e che si riflette nel giudizio di Gerico, dobbiamo considerare la ripetizione del 7 per 4 volte trovando: 7 x 7 x 7 x 7 = 2401, che si può leggere sia come 24 (cioè i 24 anziani della Nuova Gerusalemme) sia come 2 + 4 + 1 = 7 e facendo 2401 x 360 = 864.360 che mostra l’864 frattale del diametro del Sole (cioè l’Agnello) e 36 che è il riflesso del Dio eterno. Oppure possiamo vedere sia Dio che l’Agnello facendo: 864.360 = 8 x 6 x 4 x 3 x 6 = 3456, cioè il 45 circondato dal 36 ovvero il Sole della giustizia circondato dal Dio eterno. L’Angelo potente che si vede in Apocalisse 10 è “l’angelo-sacerdote” che troviamo anche in Apocalisse 8:3-5, che offre le preghiere dei santi da sotto l’altare presso il trono di Dio, azione che solo Lui può fare poiché “c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo” (1 Timoteo 2:5). Coloro che dicono che l’Angelo potente è il Figlio dell’Uomo hanno ragione: “Possiamo comprendere subito che questo Angelo non può essere una creatura; Lui stesso è il Creatore di tutte le cose, il nostro Signore Gesù Cristo, vestito con i segni della maestà divina.” (Harry H. Ironside, Ironside Commentaries – Revelation, Loizeaux Publications, p. 119)

Tuttavia, coloro che dicono che la Sua descrizione qui parli solamente della Sua divina provvidenza verso il solo Israele (in tal caso questa visione rappresenterebbe i 144.000 segnati di Israele che si trovano in Apocalisse 7, poiché la Chiesa è stata rapita prima della settimana profetica), si sbagliano di grosso poiché, come si vede, la profezia viene portata vanti, personificata in Giovanni stesso, a “molti popoli, nazioni, lingue e re”, potenziata dallo stesso Angelo potente che in Apocalisse 11:3-4 dichiara:

Io concederò ai miei due testimoni di profetizzare, ed essi profetizzeranno vestiti di sacco per milleduecentosessanta giorni. Questi sono i due olivi e i due candelabri che stanno davanti al Signore della terra.

Allora quand’è che la testimonianza dei due Testimoni viene resa ai terrestri e ai “molti popoli, nazioni, lingue e re”? Ovviamente, durante l’intera settimana profetica di Daniele. Vorrei ricordare ai miei fratelli pre-tribolazionisti che il sigillo sui 144.000 di Israele viene posto dopo il sesto sigillo, quando sentiamo dire: “Perché è venuto il gran giorno della Sua ira; chi può resistere?” (Apocalisse 6:17). Poi, subito dopo, i sigilli vengono apposti.

I 144.000 di Israele non vengono segnati prima della chiusura della settantesima settimana, ma prima dell’ira dell’Agnello, poiché viene specificato che il giorno dell’ira è giunto. Allora, chi è che viene incaricato dal potente Angelo di portare avanti la Sua testimonianza? A chi viene detto di riferire ciò che viene pronunciato dai sette tuoni? Chi prenderà il posto dell’anziano Giovanni nell’incarico di profetizzare a “molti popoli, nazioni, lingue e re” (Apocalisse 10:11)?

Nell’interpretare letteralmente questa “personificazione del giudizio di Dio” potrebbero esservi di certo molte difficoltà. Potreste dire che il messaggio scritto di Giovanni, cioè il libro dell’Apocalisse, è divenuto il mezzo con cui Giovanni è diventato messaggero del piano di Dio. Sette tuoni vengono annunciati da Giovanni prendendo e mangiando il rotolo scritto. L’Angelo potente “che avevo visto con un piede sul mare e un piede sulla terra, alzò la mano destra verso il cielo e giurò per colui che vive nei secoli dei secoli, il quale ha creato il cielo e le cose che sono in esso, e la terra e le cose che sono in essa, e il mare e le cose che sono in esso, dicendo che non ci sarebbe stato più indugio.

Ma nei giorni in cui si sarebbe udita la voce del settimo angelo, quando egli avrebbe sonato, si sarebbe compiuto il mistero di Dio, com’egli ha annunziato ai suoi servi, i profeti” (Apocalisse 10:5-7). In altre parole, questo avvenimento non è ciò che si è verificato negli ultimi duemila anni, ma è focalizzato sull’Apocalisse, la finalità ultima del giudizio, la settima tromba, così come il settimo giorno portò sette giri intorno alle mura da parte dei sette sacerdoti con le sette trombe. Questa è la vera immagine data in Daniele 12:5-7 che ha a che fare precisamente con la settimana finale:

Poi io, Daniele, guardai, ed ecco altri due uomini in piedi: l’uno su questa sponda del fiume e l’altro sulla sponda opposta. Uno di essi disse all’uomo vestito di lino che stava sulle acque del fiume: “Quando sarà la fine di queste cose straordinarie?” Udii l’uomo vestito di lino, che stava sopra le acque del fiume. Egli alzò la mano destra e la mano sinistra al cielo e giurò per colui che vive in eterno dicendo: “Questo durerà un tempo, dei tempi e la metà d’un tempo; e quando la forza del popolo santo sarà interamente spezzata, allora tutte queste cose si compiranno”.

Questi “altri due” non potrebbero forse essere un’immagine dei due Testimoni e l’uomo vestito di lino un’immagine del Figlio dell’Uomo (poiché chi altro potrebbe giurare per Colui che vive nei secoli)? È senz’altro così e l’uomo vestito di lino è lo stesso Angelo potente di Apocalisse 10, così come gli “altri due” sono gli stessi due profeti di Apocalisse 11. È interessante che il Falso Profeta salga proprio dalla terra (Apocalisse 13:11) e che gli “altri due” si trovino sulle sponde del fiume in Daniele 12. La personificazione di Giovanni della finalità del messaggio è il verdetto dei sette tuoni, che viene subito passato agli altri incaricati dall’Angelo potente, come leggiamo:

Poi mi fu data una canna simile a una verga; e mi fu detto: “Alzati e misura il tempio di Dio e l’altare e conta quelli che vi adorano; ma il cortile esterno del tempio, lascialo da parte, e non lo misurare, perché è stato dato alle nazioni, le quali calpesteranno la città santa per quarantadue mesi.”

(Apocalisse 11:1-2)

L’angelo-sacerdote supplica non solo per l’Israele della carne, ma anche per la testimonianza della Chiesa nella settantesima settimana e si trova in piedi presso il mare da cui giunge la Bestia e presso la terra da cui giunge il Falso Profeta (Apocalisse 13:1, 11). Il Suo piede destro viene descritto presso il mare (da cui proviene la Bestia) e il destro presso la terra (da cui proviene il Falso Profeta).

Carissimi, i 144.000 non vengono segnati finché: “Il cielo si ritirò come una pergamena che si arrotola; e ogni montagna e ogni isola furono rimosse dal loro luogo. I re della terra, i grandi, i generali, i ricchi, i potenti e ogni schiavo e ogni uomo libero si nascosero nelle spelonche e tra le rocce dei monti.

E dicevano ai monti e alle rocce: ‘Cadeteci addosso, nascondeteci dalla presenza di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello’” (Apocalisse 6:14-16) … “Poi vidi un altro angelo che saliva dal sol levante, il quale aveva il sigillo del Dio vivente; e gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso di danneggiare la terra e il mare, dicendo: Non danneggiate la terra, né il mare, né gli alberi, finché non abbiamo segnato sulla fronte, con il sigillo, i servi del nostro Dio.’ E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati di tutte le tribù dei figli d’Israele” (Apocalisse 7:2-4).

Perché segnare i 144.000 “ebrei evangelisti” alla fine della settantesima settimana e prima del riversamento dell’ira di Dio e dell’Agnello, soprattutto dato che, in base ai pre-tribolazionisti, essi sono stati più che attivi durante la settimana, anche nonostante la grande moltitudine uccisa per la testimonianza? Sembra che la Bestia che uccide i due Testimoni abbia in qualche modo ignorato i 144.000 (evangelisti ebrei non ancora segnati) durante tutti i 1256,5 giorni.

Non sto facendo dell’ironia, questo è ciò che i pre-tribolazionisti credono realmente. La confusione, tra i pre-tribolazionisti, dei termini “tribolazione” ed “ira” (per non parlare della confusione riguardo alla parola “eletto” o “prescelto”) rende spesso queste due parole intercambiabili, cosa che non è vera. Gli ebrei hanno tutto il diritto di essere diffidenti verso l’affetto degli evangelici che se ne fuggiranno dalla tribolazione di quei giorni con un “rapimento segreto”, lasciando Israele e il resto del mondo con la proverbiale patata bollente.

La tribolazione non verrà in nessun modo risparmiata ai credenti, laddove invece l’ira divina non è assolutamente destinata a loro. Ma il “furore del diavolo” in Apocalisse 12:12 è il destino della discendenza della Donna che detiene i comandamenti (Israele) e la testimonianza di Gesù (la Chiesa). Alcuni hanno obiettato che l’Israele moderno (Eretz Israel, la terra di Israele, lo Stato ebraico) non sia altro che un’aberrazione dell’Occidente, uno Stato artificiale che non è altro che una “apartheid democratica” per definizione, un “prescelto deserto” che ha poco o nulla a che vedere con l’antico Dio di Israele e ancor meno a che vedere con le faccende divine.

Non è altro che un’insieme di tradizioni e di cultura completamente antitetiche rispetto alla cristianità e all’Islam. Inoltre, virtualmente tutte le nazioni della terra sono ostili ad Israele per via della sua cosiddetta “politica” che costringe tutti gli Stati del mondo ad un continuo confronto con l’Islam, gli arabi, i musulmani sciiti e sunniti e gli ortodossi, così come il cattolicesimo romano e i protestanti “tradizionalisti” che hanno trovato conveniente rigettare gli ebrei d’Europa in quanto “assassini di Cristo”. Ma vi dico una cosa, il Dio Onnipotente li ha radunati, ripescati e raccolti insieme nella loro terra in base a quanto detto dai loro profeti, e lo ha fatto a dispetto della loro incredulità, del loro ateismo, agnosticismo e peculiarità religiosa. Poiché infatti è Lui stesso che dice, tramite Ezechiele, che queste ossa sono molto secche! In quel giorno Egli esprimerà il Suo giudizio:

Io radunerò tutte le nazioni per far guerra a Gerusalemme.

(Zaccaria 14:2)

“Perciò, aspettami,” dice il Signore, “per il giorno che mi alzerò per il bottino; perché ho decretato di radunare le nazioni, di riunire i regni, per versare su di loro la mia indignazione, tutto l’ardore della mia ira; poiché tutta la terra sarà divorata dal fuoco della mia gelosia.”

“In quel tempo, io vi ricondurrò; in quel tempo, vi raccoglierò; perché vi renderò famosi e gloriosi fra tutti i popoli della terra, quando farò tornare, sotto i vostri occhi, quelli che sono in esilio,” dice il Signore.

(Sofonia 3:8, 20)

Prima della guerra Gog-Magog di Ezechiele 38-39 c’è la visione della valle piena di ossa secche (Ezechiele 37): cosa significa? Essa mostra un popolo quasi del tutto secolarizzato, senza speranza, alienato, isolato, circondato da un mare di ostilità. Eppure, solo agli ebrei è stato fatto il dono di profetizzare al mondo: il linguaggio della filosofia sarà anche venuto dai Greci, quello della legge dai Latini, quello degli affari dagli inglesi, quello musicale dagli italiani; i “santoni” dall’India, i maestri dalla Cina, i poeti dalla Russia; il linguaggio bellico dai tedeschi, quello romantico dai francesi e quello della preghiera dagli spagnoli; ma agli ebrei sono stati dati i tuoni rimbombanti delle voci dei profeti. Perciò viene ordinato: “Profetizza su queste ossa!”

Egli mi disse: “Profetizza su queste ossa, e di’ loro: ‘Ossa secche, ascoltate la parola del Signore!’”

Io profetizzai, come egli mi aveva comandato, e lo Spirito entrò in essi: tornarono alla vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, grandissimo.

Egli mi disse: “Figlio d’uomo, queste ossa sono tutta la casa d’Israele. Ecco, essi dicono: ‘Le nostre ossa sono secche, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti!’ Perciò, profetizza e di’ loro: Così parla il Signore, Dio: ‘Ecco, io aprirò le vostre tombe, vi tirerò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi ricondurrò nel paese d’Israele. Voi conoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi tirerò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio! E metterò in voi il mio Spirito, e voi tornerete in vita; vi porrò sul vostro suolo, e conoscerete che io, il Signore, ho parlato e ho messo la cosa in atto,’ dice il Signore.”

(Ezechiele 37: 4, 10-14)

Oggi, Israele è diventato uno Stato paria, uno “stordimento” per tutte le nazioni circostanti (Zaccaria 12:2), che un in quel giorno saranno spinte contro Gerusalemme (Zaccaria 12:3). L’ira e lo sdegno delle nazioni sono vane, ma esse sanno che si stanno radunando contro il Signore e il Suo Messia (Salmo 2) e che “Colui che siede nei cieli ne riderà, il Signore si farà beffe di loro” (Salmo 2:4). E noi possiamo ridere con il Signore o essere contro di Lui, non c’è un’altra via, non c’è fuga. Israele potrà anche essere una valle piena d’ossa essiccate, ma Egli li ha radunati dall’Olocausto e li ha stabiliti nella loro terra e, adesso, intende soffiare in loro lo Spirito della vita!

di Doug Krieger © the Tribulation Network

edizione italiana a cura di Sequenza Profetica