Svelare i numeri dell’Apocalisse (VII)

I santi della tribolazione

Siamo ancora al termine del sesto sigillo e all’inizio del settimo, momento in cui facciamo una scoperta meravigliosa. Prima del riversamento delle sette coppe (Apocalisse 16:2-21), prima dell’annuncio dei sette tuoni (Apocalisse 10:3-4), del gran tino dell’ira di Dio (Apocalisse 14:19) e dell’ira dell’Agnello (Apocalisse 6:16), ancora sotto il sesto sigillo, ecco ciò che avviene:

Poi vidi un altro angelo che saliva dal sol levante, il quale aveva il sigillo del Dio vivente; e gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso di danneggiare la terra e il mare, dicendo: Non danneggiate la terra, né il mare, né gli alberi, finché non abbiamo segnato sulla fronte, con il sigillo, i servi del nostro Dio.” E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati di tutte le tribù dei figli d’Israele.

(Apocalisse 7:2-4)

I 144.000 sono la rappresentanza di Israele come uno dei due Testimoni nella Città Santa, la Nuova Gerusalemme, vista attraverso la misura in cubiti delle sue mura, 144 (Apocalisse 21:17). La stessa cosa vale per la Chiesa dell’Iddio vivente chiamata tra i gentili, che è vista in cima al monte Sion dopo essere stata portata via dalla furia dell’ira di Dio in Apocalisse 14:1-4. In tal modo, la preservazione di Israele sulla terra durante il riversamento dell’ira di Dio, come fu al tempo delle piaghe d’Egitto, è assicurata.

Entrambi i gruppi sono divinamente segnati: l’uno (Israele) sulla terra, in attesa della venuta del loro e nostro Messia; l’altro (la Chiesa) risorta e rapita nei cieli, in cima al monte Sion, portata via dall’ira di Dio. Israele sulla terra e la Chiesa nei cieli.

Qui parliamo della preservazione del Signore e della Sua parusia, poiché la terra ora attende i 30 giorni del pronunciamento del Suo giudizio su Babilonia, dopo che la testimonianza dei due Testimoni è stata deposta nonostante la loro persecuzione, come fu per Gesù e la Sua testimonianza.

Vengono annunciate le dodici tribù di Israele e menzionate 12.000 persone per ogni tribù. Ma tra queste non compare la tribù di Dan (Apocalisse 7:5-8). Perché? La descrizione della Città Santa fatta in Apocalisse menziona 12 porte con i 12 nomi dei patriarchi di Israele (Apocalisse 21:12-13), ma quali nomi sono scritti su queste porte? Anche qui Dan viene omesso?

Nelle Scritture vi sono 25/26 casi in cui vengono elencate le tribù di Israele e Dan è incluso in ognuna delle 24 liste dell’Antico Testamento, mentre nell’unica lista del Nuovo viene omesso. Perché? In ogni caso, nell’ulteriore elenco “indiretto” che viene fatto in Ezechiele 48:1-34, riferito al Regno millenario, la tribù di Dan viene menzionata due volte, pertanto è certo che essa sarà preservata durante la settantesima settimana.

Dobbiamo ricordare che Dan viene associato con la peggiore apostasia di Israele e la porzione di paese ad esso assegnata, nella zona più a nord del paese (eredità dovuta alla sua ribellione) è la porta di entrata per la corruzione religiosa della fenicia Gezabele. L’assenza di Dan nell’Apocalisse mostra il giudizio di Dio sull’apostasia finale di Babilonia la grande, la prostituta di Apocalisse 17. La riapparizione di Dan in Ezechiele 48, invece, mostra come Dio abbia depurato definitivamente Israele dalla sua apostasia. Quindi, la presenza di Dan nella Nuova Gerusalemme è certa.

Gen. 29–30, 35 Gen. 35:22-26 Gen. 46:8-27 Gen. 49:1-27 Es. 1:1-5 Num. 1:5-15 Num. 1:20-54 Num. 2:3-29 Num. 7:1-88 Num. 10:11-28 Num. 13:4-15 Num. 26:5-50 Num. 34:19-28
Ruben Ruben Ruben Ruben Ruben Ruben Ruben E: Giuda [ Levi ] Giuda Ruben Ruben [Ruben ]
Simeone Simeone Simeone Simeone Simeone Simeone Simeone E: Issacar Giuda Issacar Simeone Simeone [ Gad ]
Levi Levi Levi Levi Levi Giuda Gad E: Zabulon Issacar Zabulon Giuda Gad [ Manasse-E ]
Giuda Giuda Giuda Giuda Giuda Issacar Giuda S: Ruben Zabulon [ Levi-G+M ] Issacar Giuda Giuda
Dan Issacar Issacar Zabulon Issacar Zabulon Issacar S: Simeone Ruben Ruben Zabulon Issacar Simeone
Neftali Zabulon Zabulon Issacar Zabulon Efraim Zabulon S: Gad Simeone Simeone Manasse/Gs Zabulon Beniamino
Gad Giuseppe Gad Dan Beniamino Manasse/Gs Gs/Efraim [ Mezzo: Levi ] Gad Gad Efraim Gs/Manasse Dan
Asher Beniamino Asher Gad Dan Beniamino Manasse O: Efraim Efraim [ Levi-C] Beniamino Efraim/Gs Manasse-O
Issacar Dan Giuseppe Asher Neftali Dan Beniamino O: Manasse Manasse Efraim Dan Beniamino Efraim
Zabulon Neftali Beniamino Neftali Gad Asher Dan O: Beniamino Beniamino Manasse Asher Dan Zabulon
Giuseppe Gad Dan Giuseppe Asher Gad Asher N: Dan Dan Beniamino Neftali Asher Issacar
[ Beniamino ] Asher Neftali Beniamino Giuseppe Neftali Neftali N: Asher Asher Dan Gad Neftali Asher
. . . . . omesso: Levi [ Levi ] N: Neftali Neftali Asher omesso: Levi omesso: Levi Neftali
. . . . . . . . . Neftali . . omesso: Levi

Le tribù di Israele vengono menzionate, come abbiamo detto, 24 volte nell’Antico Testamento e 24 x 12 = 288 / 2 = 144, un’altra “coincidenza”. Anche in questo possiamo vedere l’incredibile ispirazione divina delle Scritture, poiché l’Antico Testamento completa la 24ª elencazione delle 12 tribù di Israele, ma spetta al Nuovo Testamento di completare la 25ª, da cui abbiamo due gruppi di 144.000 di Israele e della Chiesa. 25 x 12 = 300 o 3, numero che indica il Dio Trino. Nelle 13 liste sotto elencate contiamo i nomi delle tribù menzionate come 8 gruppi di 12, cioè 96 + 6 nomi aggiuntivi = 102.

Deut. 27:12-13 Deut. 33:1-29 Gs. 13–19 Gs. 21:4-8 Gc. 5:12-22 1 Cr. 2:1-2 1 Cr 2–7 1 Cr 12:24-38 1 Cr 27:16-22 Ez. 48:1-29 Ez. 48:30-34 Ap. 7:5-8
BEN-Simeone Ruben Ruben Giuda Efraim Ruben Giuda Giuda Ruben Dan N: Ruben Giuda
BEN-Levi Giuda Gad Simeone Beniamino Simeone Simeone Simeone Simeone Asher N: Giuda Ruben
BEN-Giuda Levi Manasse-E Beniamino Machir/Manasse Levi Ruben Levi Levi Neftali N: Levi Gad
BEN-Issacar Beniamino Giuda Efraim Zabulon Giuda Gad Beniamino Aronne! Manasse E: Giuseppe Asher
BEN-Giuseppe Giuseppe Efraim Dan Issacar Issacar Manasse-E Efraim Giuda Efraim E: Beniamino Neftali
BEN-Beniamino Zabulon Manasse-O Manasse-E Ruben (neg.) Zabulon Levi Manasse-O Issacar Ruben E: Dan Manasse
MAL-Ruben Issacar Beniamino Issacar Gad/Gilead (neg.) Dan Issacar Issacar Zabulon Giuda S: Simeone Simeone
MAL-Gad Gad Simeone Asher Dan (neg.) Giuseppe Beniamino Zabulon Neftali [ Levi ] S: Issacar Levi
MAL-Asher Dan Zabulon Neftali Asher (neg.) Beniamino Dan Neftali Efraim Beniamino S: Zabulon Issacar
MAL-Zabulon Neftali Issacar Manasse-O Neftali Neftali Neftali Dan Manasse-OE Simeone O: Gad Zabulon
MAL-Dan Asher Asher Ruben . Gad Manasse-O Asher Beniamino Issacar O: Asher Giuseppe
MAL-Neftali . Neftali Gad omesso: Giuda Asher Efraim Ruben Dan Zabulon O: Neftali Beniamino
. . Dan Zabulon omesso : Simeone . Asher Gad omesso: Gad Gad . .
. omesso: Simeone omesso: Levi omesso: Levi omesso: Levi . omesso: Zabulon Manasse-E omesso: Asher . . omesso: Dan

Aggiungiamo alle 102 tribù menzionate nella prima lista le altre 135 della seconda (entrambe le liste sono tratte dall’Antico Testamento) e raggiungiamo un totale di 102 + 135 = 237, a cui vanno aggiunte le altre 12 menzionate nella lista del Nuovo Testamento, per un totale di 237 + 12 = 249 o 2 volte 49, numero che denota l’opera dello Spirito di Dio, cioè Israele e la Chiesa. Inoltre 2 x 4 x 9 = 8 x 9 = 72, il “nome di Dio” o 7 + 2 = 9, il Sole della giustizia.

Ma il Nuovo Testamento menziona anche le 12 tribù nella Nuova Gerusalemme, le cui porte recano i nomi dei patriarchi di Israele. Ciò porta ad un’ulteriore aggiunta al nostro conteggio, in cui 249 + 12 = 261, che riporta l’attenzione sul 12 in quanto: 2 x 6 x 1 = 12, numero che esprime l’intento divino originario, laddove la Città Santa stessa è costituita da due serie di 12, i patriarchi di Israele e gli apostoli dell’Agnello. E questi due gruppi di 12 danno 12 x 12 = 144, le mura della Nuova Gerusalemme.

Ciò che dobbiamo comprendere nel contesto di questo “interludio”, ossia nel momento tra il sesto sigillo (Apocalisse 6:12-17) e il settimo (Apocalisse 8), è l’ambigua descrizione della preservazione di Israele (Apocalisse 7:1-8) tramite il sigillo posto sulle 12 tribù (il primo gruppo di 144.000) sulla terra, prima del riversamento dei 30 giorni dell’ira dell’Agnello e del giudizio di Dio su Babilonia, la cui perversione viene tripartita (Apocalisse 16:17-21), che viene annunciato tramite la settima tromba.

Il sesto sigillo è una scena della resurrezione e del rapimento della Chiesa e di tutti i santi partecipanti alla “prima resurrezione” (Daniele 12:2; Apocalisse 20:5; 1 Corinzi 15:51-54). In essa vediamo, prima dell’apertura del settimo sigillo:

Dopo queste cose guardai e vidi una folla immensa che nessuno poteva contare, proveniente da tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue, che stava in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, vestiti di bianche vesti e con delle palme in mano. E gridavano a gran voce, dicendo: “La salvezza appartiene al nostro Dio che siede sul trono, e all’Agnello.”

Poi uno degli anziani mi rivolse la parola, dicendomi: “Chi sono queste persone vestite di bianco [purificazione] e da dove sono venute?” Io gli risposi: “Signor mio, tu lo sai.” Ed egli mi disse: “Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione [persecuzione e perseveranza]. Essi hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello. Perciò sono davanti al trono di Dio e lo servono giorno e notte, nel suo tempio; e colui che siede sul trono stenderà la sua tenda su di loro. Non avranno più fame e non avranno più sete, non li colpirà più il sole né alcuna arsura; perché l’Agnello che è in mezzo al trono li pascerà e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita; e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi.”

(Apocalisse 7:9-17)

Si noti che non c’è dubbio sul fatto che questi santi sono quelli trovati in Apocalisse 6:9-11, che erano tra “quelli che erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che gli avevano resa”, e che sono descritti come “loro compagni di servizio e loro fratelli, che dovevano essere uccisi come loro”.

Questa grande moltitudine è stata ora radunata davanti al trono di Dio e dell’Agnello, coloro che sono stati uccisi nel corso delle ere e coloro che saranno uccisi nella grande tribolazione, uniti attraverso la resurrezione e il rapimento.

Chi sono? Da dove vengono? Il racconto divino che li riguarda è una delle descrizioni più intime date nelle Scritture: “Sono davanti al trono di Dio e lo servono giorno e notte, nel suo tempio … colui che siede sul trono stenderà la sua tenda su di loro … l’Agnello che è in mezzo al trono li pascerà e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita.”

Non sta forse parlando della Chiesa? Si può ancora dire che non c’è menzione della Chiesa da Apocalisse 4 a 19? Dirlo equivale a fare un grande torto alla Parola di Verità.

Essi sono con Lui, radunati assieme: “Rallegriamoci ed esultiamo e diamo a Lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell’Agnello e la sua Sposa si è preparata. Le è stato dato di vestirsi di lino fino, risplendente e puro; poiché il lino fino sono le opere giuste dei santi” (Apocalisse 19:7-8).

Una simile grande moltitudine, raccolta dal Figlio dell’Uomo “che aveva sul capo una corona d’oro e in mano una falce affilata”, in risposta all’angelo uscito dal tempio che ha gridato a gran voce Colui che stava seduto sulla nube: “‘Metti mano alla tua falce e mieti; poiché è giunta l’ora di mietere, perché la mèsse della terra è matura.’ Colui che era seduto sulla nube lanciò la sua falce sulla terra e la terra fu mietuta.” (Apocalisse 14:14-16).

La grande tribolazione ha così prodotto una grande mietitura sulla terra da parte del Signore della vigna e poi: “dal tempio, che è nel cielo, uscì un altro angelo; anch’egli aveva una falce affilata. E un altro angelo, che aveva potere sul fuoco, uscì dall’altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: ‘Metti mano alla tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature.’ L’angelo lanciò la sua falce sulla terra e vendemmiò la vigna della terra e gettò l’uva nel grande tino dell’ira di Dio” (Apocalisse 14:17-18).

Questa scena di esultanza, nei cieli, davanti al trono di Dio e dell’Agnello, questa “mietitura” finale di anime condotte alla presenza di Colui che siede sul trono, risparmia gli eletti come anticipato da Gesù in Matteo 24:31: “E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba per riunire i suoi eletti dai quattro venti, da un capo all’altro dei cieli.” Questa è la resurrezione / rapimento dei santi della Chiesa e avviene, come Gesù stesso qui dichiara, “subito dopo la tribolazione di quei giorni” (Matteo 24:29).

I 30 giorni di desolazione finale, di perversione e pronunciamento del Suo giudizio che inizia “Quando l’Agnello aprì il settimo sigillo si fece silenzio per circa mezz’ora” (Apocalisse 8:1). Questi 30 minuti non possono essere equivalenti ai 30 giorni di tempo tra la fine del 1260° giorno della settimana di Daniele e il 1290° (Daniele 12:11)?

È ferma convinzione di chi scrive che i 30 giorni dell’ira di Dio e dell’Agnello si trovino all’interno del settimo sigillo. Israele, nella sua rappresentanza di 144.000 persone, è miracolosamente preservato e la Chiesa è stata risorta e rapita. Ora il suono delle sette trombe (Apocalisse 8:7-13; 9:1-21; 11:12-18) e dei sette tuoni (Apocalisse 10:1-6) ci porta a: “Ma nei giorni in cui si sarebbe udita la voce del settimo angelo, quando egli avrebbe suonato, si sarebbe compiuto il mistero di Dio, com’Egli ha annunziato ai suoi servi, i profeti” (Apocalisse 10:7); e al riversamento delle sette coppe da parte dei sette angeli “poiché con essi si compie l’ira di Dio” (Apocalisse 15:1).

È il momento dei 30 giorni dell’ira di Dio e della sconfitta di Babilonia (Apocalisse 16:1-21), in cui il riversamento della Sua ira viene sottolineato da un grande terremoto come non si era mai verificato sulla terra (Apocalisse 16:18-20). E da questo giudizio “la grande città si divise in tre parti [Babilonia religiosa (Apocalisse 17); Babilonia commerciale (Apocalisse 18); Babilonia politica (Apocalisse 19)], e le città delle nazioni crollarono e Dio si ricordò di Babilonia la grande per darle la coppa del vino della sua ira ardente” (Apocalisse 16:19).

Non ci sono molti dubbi sul fatto che ciò che accade all’apertura del settimo sigillo è l’annuncio della resurrezione e del rapimento così come la fine del “grande furore” del diavolo (Apocalisse 12:12) e la sua caduta sulla terra. L’ira di Dio è introdotta da rumori, tuoni, lampi e un terremoto.

Tale terremoto non è solo il segnale di inizio dell’ira di Dio e dell’Agnello, è l’ira stessa. Per la successiva mezz’ora c’è silenzio nei cieli, ma sulla terra vi sono 30 giorni di rumore dovuti alla mietitura per il gran tino dell’ira di Dio. Questa è la risposta alle anime sotto l’altare del quinto sigillo che hanno chiesto: “Fino a quando aspetterai, o Signore santo e veritiero, per fare giustizia e vendicare il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra?” (Apocalisse 6:10).

Queste “anime uccise per la Parola di Dio e la testimonianza resa”, ricevono ora risposta alla loro preghiera, quando il Giudice della terra prende, tramite il Suo angelo, l’incensiere d’oro e lo riempie del fuoco dell’altare, che è “l’altare dei profumi”, dove “dalla mano dell’angelo, il fumo degli aromi sale davanti a Dio insieme alle preghiere dei santi” (Apocalisse 8:3-4).

La risposta si protrae per tutti i 30 giorni, fino al 1290° giorno di desolazione, iniziato al suono della tromba (1 Corinzi 15:59), quando “il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo” … “Ed essi udirono una voce potente che dal cielo diceva loro: ‘Salite quassù.’ Essi salirono al cielo in una nube e i loro nemici li videro” (1 Tessalonicesi 4:16; Apocalisse 11:12). Non certo un rapimento segreto e silenzioso!

L’angelo che aveva potere sul fuoco, uscì dall’altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: ‘Metti mano alla tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature.’ L’angelo lanciò la sua falce sulla terra e vendemmiò la vigna della terra e gettò l’uva nel grande tino dell’ira di Dio” (Apocalisse 14:18-19).

Ebbene, questo angelo risponde alle preghiere dei santi, al loro incenso, motivo per cui l’ira di Dio è giustificata. L’Onnipotente si limita ad un giudizio definitivo, attendendo le preghiere finali del popolo eletto, i santi: “Se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe; ma, a motivo degli eletti, quei giorni saranno abbreviati” (Matteo 24:22). “E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba per riunire i suoi eletti dai quattro venti, da un capo all’altro dei cieli” (Matteo 24:31). “E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine” (Matteo 24:14).

E i sette angeli che avevano le sette trombe si prepararono a suonare” (Apocalisse 8:6) …

Nel nostro prossimo articolo continueremo da questo particolare momento, cioè l’inizio della Sua ira:

I re della terra, i grandi, i generali, i ricchi, i potenti e ogni schiavo e ogni uomo libero si nascosero nelle spelonche e tra le rocce dei monti. E dicevano ai monti e alle rocce: “Cadeteci addosso, nascondeteci dalla presenza di colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello; perché è venuto il gran giorno della sua ira. Chi può resistere?”

(Apocalisse 6:15-17)

di Doug Krieger © the Tribulation Network