Svelare i numeri dell’Apocalisse (II)

I numeri del giudizio

image001La Bibbia non utilizza mai parole in eccesso, sia per numero che per significato, specie quando si parla dei 30 giorni del giudizio. Abbiamo già menzionato il significato e la connotazione negativa del numero 10 nell’Apocalisse, e qui amplieremo ulteriormente il discorso.
Ci occuperemo anche del numero 13, e più in particolare delle 13 volte in cui si ripete la parola “ira” o “furore”, così tradotta da due parole greche distinte: orge, usata 5 volte (Apocalisse 6:16; 6:17; 11:18; 16:19 e 19:15); e thymos, usata 8 volte (Apocalisse 12:12; 14:8; 14:10; 14:19; 15:1; 15:7; 16:1; 18:3). Entrambi questi termini sono connessi alla crescita in intensità della rabbia e 10 volte sono utilizzati in riferimento all’ira di Dio e dell’Agnello, mentre 3 volte vengono utilizzati per esprimere “l’ira della prostituzione di Babilonia” e il “furore di Satana” (Apocalisse 12:12; 14:8; 18:3).

È chiaro che il “sistema del 10” è legato alla descrizione della Bestia e del suo dominio, che giacciono sotto l’ira di Dio e dell’Agnello. Inoltre la natura triplice o “tripartita” di Babilonia (la prostituta, cioè la Babilonia apostata o il Falso Profeta di Apocalisse 17; il re di Tiro, cioè la Babilonia commerciale di Apocalisse 18; la Babilonia politica, cioè la Bestia o re di Babilonia, di Apocalisse 19) viene giudicata secondo Apocalisse 16:19: “La grande città si divise in tre parti, e le città delle nazioni crollarono e Dio si ricordò di Babilonia la grande per darle la coppa del vino della sua ira ardente.” Non c’è dubbio, quindi, che Babilonia sarà giudicata dall’Onnipotente e che “tutto il giudizio è stato affidato al Figlio”.

Il fatto che vi siano due diversi termini greci (orge per 5 volte e thymos per 8 volte) potrebbe avere lo scopo proprio di porre attenzione al giudizio, poiché 5 x 8 = 40, i giorni e le notti del diluvio sulla terra (Genesi 7:12, 17). Di questo numero parleremo ancora in seguito.

Il problema dei 5 mesi è chiaramente risolto considerando il significato del numero 5 (Apocalisse 9, sotto la “quinta tromba”): i terrestri, che si trovano sotto il primo “guai”, sono responsabili (numero 5) del loro comportamento peccaminoso. Essi non possono morire e, durante i 30 giorni di giudizio, che qui appaiono come 5 mesi, tutte le forze infernali vengono scatenate contro di loro sulla terra. Tutte le creature dell’abisso vengono radunate per “il banchetto del sacrificio” (Ezechiele 39:19) “gran banchetto di Dio” (Apocalisse 19:17) durante lo stesso arco temporale, cioè 30 giorni. Cinque mesi corrispondono a 5 x 30 (giorni di un mese profetico) = 150 giorni x 24 ore = 3600 ore x 60 minuti = 216.000 minuti x 60 secondi = 12.960.000 o 1296 /144 (mura della Nuova Gerusalemme) = 9, cioè la Fine, l’Ultimo, l’Omega (infatti, Egli è l’1 e il 9, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine, l’Alfa e l’Omega): con questo, l’ira dell’Agnello è giunta.
Quelli da 1 a 9 (compreso lo zero) sono tutti i numeri provenienti dal subcontinente indiano, tramite l’influenza araba, chiamati appunto “numeri arabi”, che costituiscono tutte le possibili combinazioni numeriche dell’universo.

Se consideriamo il numero 45, ossia il “sorgere del Sole della giustizia” (Sole della giustizia = 9), cioè il Messia che verrà portando la “guarigione sulle Sue ali”, ciò è ancora più significativo. Il 45 rappresenta i 45 giorni oltre i 30 giorni di desolazione, cioè 1290 giorni di desolazione meno i 1260 della seconda metà della settimana di Daniele = 30 giorni dell’ira dell’Agnello fino alla fine della desolazione. Ecco la prova:

1 + 2 + 3 + 4 + 5 + 6 + 7 + 8 + 9 = 45
4 + 5 = 9

La somma di tutti i “numeri arabi” da 1 a 9 dà 45. Quest’ultimo, a sua volta, dà il 9 dalla somma delle sue cifre. Che queste siano sia l’ira dell’Agnello che l’ira di Dio è oltremodo descritto nel numero 12.960.000 ricavato dai 5 mesi (cioè il numero dei secondi corrispondenti a 5 mesi), periodo in cui l’umanità sarà esposta all’afflizione degli scorpioni.

1296 / 36 (il Dio eterno) = 36

Questo numero rappresenta l’ira di Dio, non solo l’ira dell’Agnello (45), e il Suo giudizio giusto e perfetto. Inoltre, il giudizio di Dio è a favore e a nome della Nuova Gerusalemme (144) e 1296 / 144 = 9 (ancora, il Sole della giustizia).

Fu loro concesso, non di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi con un dolore simile a quello prodotto dallo scorpione quando punge un uomo. In quei giorni gli uomini cercheranno la morte ma non la troveranno; brameranno morire ma la morte fuggirà da loro. Avevano code e pungiglioni come quelli degli scorpioni, e nelle code stava il loro potere di danneggiare gli uomini per cinque mesi. (Apocalisse 9:5-6, 10)

Poi vidi un angelo che stava in piedi nel sole. Egli gridò a gran voce a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: «Venite! Radunatevi per il gran banchetto di Dio; per mangiare carne di re, di capitani, di prodi, di cavalli e di cavalieri, di uomini d’ogni sorta, liberi e schiavi, piccoli e grandi».
(Apocalisse 19:17-18)

Il numero 150, ossia i giorni corrispondenti a 5 mesi, è presente già nell’episodio del diluvio:

“Le acque andarono via via ritirandosi di sulla terra, e alla fine di centocinquanta giorni cominciarono a diminuire …
Le acque andarono diminuendo fino al decimo mese. Nel decimo mese, il primo giorno del mese, apparvero le vette dei monti. Dopo quaranta giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatta nell’arca.”
(Genesi 8:3, 5-6)

Qui troviamo che, a seguito del giudizio di Dio sulla terra sotto forma di diluvio (40 giorni o 5 x 8 = 40), furono necessari 150 giorni ulteriori perché le acque “diminuissero”. Notare che si specifica “fino al decimo mese”, evidenziando il ritorno del numero 10, certo non casualmente. 10 rappresenta il pieno giudizio, in Genesi così come in Apocalisse, e lo stesso vale per i 5 mesi o 150 giorni di tormento da parte degli scorpioni durante l’ira di Dio e dell’Agnello, nei 30 giorni dopo la fine della settantesima settimana di Daniele 12:11.

Le sette trombe e la donna di Apocalisse 12

Abbiamo visto come le 7 trombe debbano essere viste anche come un’unica tromba poiché, quando esse suonano, si ode un suono singolo in sette diverse manifestazioni. Lo stesso vale per le 7 chiese, che sono una Chiesa unica (Apocalisse 1:12-13), così come un unico Spirito di Dio.
Quando le trombe suonano, si ode insieme ad esse il “suono dell’ultima tromba” (Matteo 24:32; 1 Corinzi 15:52; 2 Tessalonicesi 4:16). Per lo stesso principio, si vedono le 7 chiese, ma in realtà una sola Chiesa, un solo candelabro: una menorah in Zaccaria 4; sette chiese in Apocalisse 1; due candelabri in Apocalisse 11. E la Chiesa rappresenta il Testimone del Signore contro la grande città di Babilonia.

«Ecco, vedo un candelabro tutto d’oro, che ha in cima un vaso, ed è munito delle sue sette lampade e di sette tubi per le lampade che stanno in cima; vicino al candelabro stanno due ulivi: l’uno a destra del vaso e l’altro alla sua sinistra» …
Allora egli disse: «Questi sono i due unti che stanno presso il Signore di tutta la terra».
(Apocalisse 4:2-3, 14)

Come mi fui voltato, vidi sette candelabri d’oro e, in mezzo ai sette candelabri, uno simile a un figlio d’uomo …
Le sette stelle sono gli angeli delle sette chiese, e i sette candelabri sono le sette chiese.
(Apocalisse 1:12-13, 20)

Questi sono i due olivi e i due candelabri che stanno davanti al Signore della terra.
(Apocalisse 11:4)

Apocalisse 9 termina con la sesta tromba al “grande fiume Eufrate”, perché Babilonia sta per essere giudicata, e tutto nell’arco dei 30 giorni. 200 milioni è il numero dei soldati a cavallo che appaiono al suono della sesta tromba, quando vengono sciolti gli angeli “legati sul gran fiume” (Apocalisse 9: 14-16).
Perciò, abbiamo 5 mesi di scorpioni corrispondenti al suono della quinta tromba (150 giorni) e subito dopo la vista dei 200 milioni presso l’Eufrate. Cosa accade qui? Ci si può immaginare una folla di 200 milioni di individui? E cosa fa un esercito simile presso l’Eufrate? Non dovrebbe radunarsi in Israele, presso la piana di Armageddon?

Essendo stato nell’esercito, posso dire con certezza che tutto il cibo del mondo non basterebbe a sfamare una simile armata per un solo giorno. È un’immagine del tutto inverosimile! Allora è possibile che questi numeri abbiano qualche altro significato? Ricordiamo che 150 giorni equivalgono a 12.960.000 secondi o 1296. Ora, se togliamo gli zeri a 200 milioni abbiamo 2, ottenendo:
1296 x 2 = 2592
Vediamo qualcosa di familiare? Che ne dite della “corona di dodici stelle” (o costellazioni) sul capo della donna di Apocalisse 12? Qui stiamo assistendo alla grande precessione degli equinozi, poiché 12.960.000 secondi o 1296 x 200.000.000 = 25.920, anni della precessione o Mazzaroth. Ognuna delle 12 stelle o costellazioni rappresenta 2160 anni poiché 25.920 anni / 12 = 2160. Stiamo parlando della fine di un’era e l’inizio di una nuova, secondo il piano divino numericamente orchestrato.

Poi abbiamo Apocalisse 10 e 11, dove si parla della testimonianza, che è responsabilità del popolo di Dio e che avrà un alto costo. Ma alla fine dei tre anni e mezzo, 42 mesi o 1260 giorni, vi sarà la resurrezione e il rapimento, perché arriverà l’ira dell’Agnello. E questo è ciò che viene menzionato in Apocalisse 11:15, quando c’è il suono della settima tromba, subito dopo che i due Testimoni vengono chiamati a salire in cielo.
Apocalisse 12 parla della “donna universale”, da Eva al tempo attuale. Lei e la sua discendenza vengono conservati per via del loro ruolo profetico di testimonianza. Io li identifico con Israele e la Chiesa, che vengono di nuovo personificati in una donna nella Sposa del Messia. Non due spose, ma una sola, la Città Santa, la Nuova Gerusalemme.

Poi un grande segno apparve nel cielo: una donna rivestita del sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo …
Ma alla donna furono date le due ali della grande aquila affinché se ne volasse nel deserto, nel suo luogo, dov’è nutrita per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo, lontana dalla presenza del serpente …
Allora il dragone s’infuriò contro la donna e andò a far guerra a quelli che restano della discendenza di lei che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù.
(Apocalisse 12:1, 14, 17)

E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo … Poi venne uno dei sette angeli che avevano le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli, e mi parlò, dicendo: «Vieni e ti mostrerò la sposa, la moglie dell’Agnello». Egli mi trasportò in spirito su una grande e alta montagna, e mi mostrò la santa città, Gerusalemme, che scendeva dal cielo da presso Dio, con la gloria di Dio.
(Apocalisse 21:2, 9-10)

Apocalisse 12 è la visione profetica della donna e della sua discendenza che testimonia attraverso le epoche, ma in modo speciale nel 1260 giorni, che corrispondono a “un tempo, dei tempi e la metà di un tempo”, 42 mesi, tre anni e mezzo. Questa è la seconda metà della settantesima settimana di Daniele, in cui troviamo ciò che si vede in Apocalisse 13, cioè la Bestia e la seconda Bestia, e Apocalisse 14, cioè i 144.000 della Chiesa che si trovano in cielo (poiché sulla terra incombe l’ira dell’Agnello) e che si preparano a tornare sulla terra al seguito del loro Re dei re e Signore dei signori.
Nei capitoli 15 e 16 di Apocalisse troviamo le sette coppe dell’ira di Dio che vengono riversate durante i 30 giorni, che rappresentano il “grande tino dell’ira di Dio” menzionato in Apocalisse 14:20.
I capitoli 17, 18 e 19 parlano di nuovo del giudizio di Babilonia, come già avviene in Apocalisse 16:17-21. Ed essa, la “grande prostituta” (Apocalisse 17:1) viene divisa in tre parti da un grande terremoto, lo stesso più volte menzionato.

Poi il settimo angelo versò la sua coppa nell’aria; e dal tempio uscì una gran voce proveniente dal trono, che diceva: «È fatto».
E ci furono lampi, voci, tuoni e un terremoto così forte che da quando gli uomini sono sulla terra non se n’è avuto uno altrettanto disastroso.
La grande città si divise in tre parti, e le città delle nazioni crollarono e Dio si ricordò di Babilonia la grande per darle la coppa del vino della sua ira ardente.
(Apocalisse 16:17-19)

In Apocalisse 17 viene giudicata la Babilonia religiosa e apostata, la prostituta; in Apocalisse 18 viene giudicata la Babilonia commerciale, cioè il re di Tiro; infine, in Apocalisse 19 viene giudicata la Babilonia politica, cioè il re di Babilonia, la Bestia e la Seconda Bestia. È per questo che l’enigmatico versetto di Apocalisse 16:15 appare appena prima della battaglia di Armageddon, che è il “gran banchetto di Dio”, precedente l’ira dell’Agnello:
“Ecco, io vengo come un ladro; beato chi veglia e custodisce le sue vesti perché non cammini nudo e non si veda la sua vergogna” (Apocalisse 16:15), poiché prima di questi 30 giorni “noi saremo trasformati” (1 Corinzi 15:52). Allora avrà luogo (da Apocalisse 16:16 in poi) la battaglia di Armageddon, dopo che noi saremo stati fisicamente rimossi dalla terra!

“Ecco, io vengo come un ladro; beato chi veglia e custodisce le sue vesti perché non cammini nudo e non si veda la sua vergogna.
E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Armageddon.”
(Apocalisse 16:15-16)

Milleseicento stadi di sangue

“L’angelo lanciò la sua falce sulla terra e vendemmiò la vigna della terra e gettò l’uva nel grande tino dell’ira di Dio. Il tino fu pigiato fuori della città e dal tino uscì tanto sangue che giungeva fino al morso dei cavalli, per una distesa di milleseicento stadi.” (Apocalisse 14:19-20)

1600 stadi (o furlong) equivalgono ad una distesa di 200 miglia (1600 stadi x 660 piedi = 1.056.000 piedi / 5280 piedi = 200 miglia) cosparsa di sangue, da Dan a Beersheba, lungo il deserto di Negev, in Israele. Non è un po’ troppo?
Ho calcolato che tale dimensione equivarrebbe alla larghezza del moderno Israele, circa 90 miglia, che, con una lunghezza di 200 miglia, darebbe un’area di 90 x 200 = 18.000 miglia quadrate. Tale numero non riflette forse le 18.000 miglia lineari della Nuova Gerusalemme?
Inoltre, la distanza da Dan a Beersheba è di circa 144 miglia che, con una larghezza di 90 miglia, darebbe 144 x 90 = 12.960 miglia quadrate o 1296, cioè i 5 mesi o 150 giorni o 12.960.000 secondi, equivalenti anche ai giorni necessari per la diminuzione delle acque dopo il diluvio.
Tuttavia, se il sangue di cui si parla “arriva fino al morso dei cavalli”, bisogna comprenderne, nella nostra stima della sua quantità, anche l’altezza. Ho calcolato che l’altezza media di un cavallo, al morso, è di 5 piedi e, utilizzando la lunghezza di 1600 stadi o 200 miglia, insieme alla larghezza massima di 90 miglia del territorio di Israele, le misure cubiche derivanti sarebbero le seguenti:

200 miglia x 5280 piedi = 1.056.000 piedi
90 miglia x 5280 = 475.200 piedi
5 piedi (altezza al morso dei cavalli)
Quindi:
1.056.000 x 475.200 x 5 = 2.509.056.000.000 piedi cubici

Per calcolare la quantità esatta di sangue consideriamo:
1 gallone (misura americana) = 8 pinte
1 piede cubico = 7,48 galloni
7,48 x 8 = 59,84 pinte per ogni piede cubico
2.509.056.000.000 piedi cubici x 59,84 pinte = 150,141,911,040,000 di pinte

Una persona di più di 13 anni di età ha in corpo una media di 10 pinte di sangue e la popolazione mondiale conta circa 7,2 miliardi di persone, perciò:
7.200.000.000 x 10 pinte di sangue = 70.200.000.000 di pinte di sangue

Dunque, se paragoniamo le pinte di sangue necessarie con quelle disponibili utilizzando tutta la popolazione mondiale, abbiamo:

150,141,911,040,000 di pinte necessarie (in un’area di 200 miglia x 90 miglia x 5 piedi)
contro
70.200.000.000 di pinte disponibili (sangue di tutta la popolazione mondiale)
per un rapporto di 1:2139

Dunque, il sangue di tutte le persone viventi del mondo è 2139 volte minore di quello necessario a ricoprire l’incredibile area descritta in Apocalisse 14:19-20. Ciò dimostra che, così come i 5 mesi o 150 giorni o 12.960.000 secondi del giudizio della quinta tromba, e i 200 milioni di soldati a cavallo presso l’Eufrate, anche i 1600 stadi di cui si parla qui costituiscono dei “segni” la cui interpretazione letterale è un esercizio inutile, poiché è come segni, o simboli, che essi vanno letti.
In Apocalisse 9, i 5 mesi (o 1296) sono combinati con il 2 (dei 200 milioni di soldati a cavallo), dandoci il numero frattale della grande precessione, cioè 1296 x 2 = 2592, a simboleggiare il cambio dell’era.
I 1600 stadi di sangue rappresentano il giudizio di Babilonia e, se sottratti all’unico altro numero espresso in stadi nell’Apocalisse, cioè i 12.000 stadi della Nuova Gerusalemme (Apocalisse 21:16), ci danno:

12.000 – 1600 = 10.400 stadi
10.400 stadi x 660 piedi = 6.864.000 piedi, che possiamo vedere come
6 = numero dell’uomo (Genesi 1:26-31)
864 = frattale del diametro del Sole in miglia (864.000 miglia)
Ossia il Sole della giustizia (864) che giudica l’umanità (6).

Così, la Città Santa è giustapposta alla “grande città” di Babilonia durante l’ira di Dio. Allo stesso modo, se togliamo gli zeri a 1600 e 12.000 stadi, abbiamo 16 x 12 = 192 o 9 circondato dal 12: il giudizio di Dio a favore della Città Santa (12) e la venuta del Sole della giustizia (9). Inoltre, 12 + 9 = 21 e 1 + 9 + 2 = 12, cioè 2112, ancora una volta l’avviso che un’epoca sta per volgere al termine, poiché coincide con la fine dei calendari Maya e I Ching: 21 dicembre 2012.
Come abbiamo detto, la misura in stadi è espressa solo due volte nell’Apocalisse, in riferimento alla Nuova Gerusalemme (12.000) e al giudizio di Dio (1600). Nei Vangeli, però, troviamo almeno altre tre misure in questa unità: Luca 24:13; Giovanni 6:19 e Giovanni 11:18.
In Luca troviamo la distanza tra Gerusalemme ed Emmaus descritta come di “60 stadi” o 39.600 piedi o 7,5 miglia. L’episodio è legato all’apparizione di Gesù dopo la Sua resurrezione e il numero 75 può facilmente essere collegato alla Sua venuta in gloria alla fine della settimana di Daniele 12:11-12. Infatti, non ci sarebbe un vero motivo per dare, in questo passo, una così precisa descrizione della distanza tra le due città.
Nel brano in Giovanni 6:19, in cui Gesù cammina sull’acqua, si menzionano “25 o 30 stadi”, la distanza percorsa in barca dai discepoli. Essi corrispondono a 25 stadi x 660 piedi = 16.500 piedi e 30 stadi x 660 piedi = 19.800 piedi.

In Giovanni 11:18, la distanza tra Gerusalemme e Betania, dov’era la casa di Lazzaro, è di “15 stadi”, cioè 9900 piedi o 118.800 pollici, che è il numero 18 (la Nuova Gerusalemme) racchiuso in un altro 18, e 1 + 1 + 8 + 8 = 18.
Ora osserviamo la seguente proposta. Se prendiamo i 30 stadi di Giovanni 6:19 e li sommiamo ai 15 stadi di Giovanni 11:18 arriviamo a 45, di nuovo l’ascesa del Sole della giustizia. Inoltre, se prendiamo i 25 stadi (di Giovanni 6:19) e li sommiamo ai 15 (di Giovanni 11:18), arriviamo a 40, segno del giudizio perché: 40 stadi x 660 piedi = 26.400 piedi x 12 pollici = 316.800 pollici (o 3168).
3168 è un frattale della Nuova Gerusalemme, poiché 12.000 stadi (lato della Città) = 7.920.000 piedi x 4 (Città quadrata) = 31.680.000 piedi o 3168, la somma delle cui cifre dà 18 (misura standard della Nuova Gerusalemme) e il prodotto delle cui cifre dà 144 (le mura della Nuova Gerusalemme).
144 x 25,20 pollici = 3628,8 pollici, frattale della base della grande Piramide di Giza che è: 756 piedi (lato) x 4 (base quadrata) = 3024 piedi o 36.288 pollici, che ci mostra il 36 (Dio eterno) e il 288, o 144 / 2, cioè i due gruppi di 144.000 visti in Apocalisse 7 (Israele) e 14 (la Chiesa). Inoltre, 36.288 / 2 = 18.144, di nuovo i numeri della Nuova Gerusalemme (18) e delle sue mura (144).
Se sottraiamo, infine, 3168 a 38.288 arriviamo a 33.120 o 33 (età della morte del Messia) e 12 (numero dei patriarchi e degli apostoli per cui Egli ha dato Sé stesso). Inoltre, 33 x 12 = 396, che è frattale del raggio della terra in miglia, cioè 3960 miglia x 2 = 7920 miglia, diametro della terra e frattale del lato della Nuova Gerusalemme, che è 12.000 stadi o 7.920.000 piedi.

Come vediamo, nulla è superfluo nella Bibbia! L’uso delle misure in stadi nei Vangeli, soprattutto in quello di Giovanni, che si svela ancora maggiormente nell’Apocalisse, non può forse essere legato alla volontà di farci comprendere appieno il piano eterno di Dio per la creazione tramite i simboli numerici? Un giorno avremo la risposta certa a questa domanda, ma per ora non può esservi nulla di male nel mettere in pratica qualche speculazione su quanto viene in luce dallo straordinario libro dell’Apocalisse, perché ci permette di realizzare quanto ogni minuscola ed accennata misura possa nascondere, a volte, un significato estremamente profondo.
Al prossimo articolo sugli straordinari numeri dell’Apocalisse!

di Doug Krieger © the Tribulation Network

edizione italiana a cura di Sequenza Profetica

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