Il rapimento dei “suoi eletti”

Rapture(1)A partire dai primi anni del secolo XIX molti insigni predicatori hanno affermato che Cristo sarebbe ritornato “ad ogni momento” per liberare la Chiesa con il rapimento, sostenendo che questo tipo di liberazione sarebbe occorsa prima dell’inizio della grande tribolazione.

Nel corso degli anni queste teorie sono state continuamente presentate alla Chiesa come verità inconfutabili ed hanno trovato largo consenso, catturando l’immaginazione di migliaia di persone, tuttavia, l’intero sistema riguardante queste teorie si regge in modo precario sull’asserzione che il capitolo 24 di Matteo riguarderebbe i giudei (l’Israele etnico) e che il gruppo di persone descritte dal nostro Signore nel verso 31 rappresenterebbe i suoi eletti, gli “ebrei” (l’Israele etnico).

Ovviamente l’intera faccenda del rapimento pre-tribolazione collasserebbe se questo gruppo di persone (che il nostro Signore definì come “i suoi eletti”) fosse effettivamente la Chiesa, dal momento che coloro che sostengono il contrario non hanno mai provveduto nessuna prova biblica per dimostrare ciò che sostengono.

Dagli eventi mondiali dei nostri giorni si fa sempre più evidente che la nostra civiltà sta per affrontare, in tempi molto veloci, una crisi finale di cui ci parla la Bibbia, che culminerà col glorioso ritorno del Signore. Per questo è sicuramente tempo che la Chiesa riveda in maniera corretta queste teorie per essere sicura che questa presentazione di un rapimento prima della tribolazione che essa sostiene, corrisponda realmente a una profezia su fondamento biblico e non un’innovazione non autorizzata dalla Parola di Dio che non potrà mai avvenire.

Come già rilevato, tutto l’impianto di queste teorie cade o si regge su questa domanda vitale: questo gruppo di persone descritte in Matteo 24 è formato da ebrei (Israele etnico) o dalla Chiesa di Cristo (composta di giudei e gentili credenti in Yeshua il Messia)?

In questo passaggio Cristo ha dichiarato esplicitamente che egli “raccoglierà insieme i suoi eletti” durante la sua pubblica rivelazione dal cielo con potenza e grande gloria. Allora perché questa affermazione non può essere accettata per il suo valore nominale anziché stigmatizzarla come riguardante gli ebrei effettuando una forzatura per adattarla alle esigenze di teorie incompatibili? Qualcuno si faccia avanti e risponda.

In Matteo 24 Gesù non ha mai parlato dei “suoi eletti ebrei” (un’ipotetica aggiunta alla sua Parola resa necessaria da queste teorie). Neanche è possibile stigmatizzare questo intero capitolo come messaggio solo per gli ebrei (Israele etnico). Invece, quando Cristo fece questo discorso lo indirizzò ai “discepoli” (v.3) uomini che seguivano Cristo e lo riconoscevano come il Signore e Messia di Israele, da lui scelti come membri fondatori della sua Chiesa (Matteo 16). Egli parlò loro come tali e dette loro un messaggio diretto, facendo uso di pronomi personali come “tu”, “voi”, “vostro” oltre 20 volte solamente in questo discorso. Il punto è che questo suo messaggio non può essere facilmente rubacchiato alla Chiesa e passato strategicamente ai giudei per l’unico proposito di salvare l’intero schema del Rapimento pre-tribolazione dalla rovina! Non è un procedimento corretto di interpretazione.

Cristo descrisse questo insieme di persone mostrate nel verso 31 come “suoi eletti”. Non solo, ma aggiunse che la tribolazione futura sarebbe stata accorciata “per amore degli eletti”. Se prendiamo in esame l’uso della parola “eletti” nel Nuovo Testamento troviamo che è sempre stata applicata alla Chiesa di Cristo.

Ad esempio, Pietro parla della Chiesa come “eletta secondo la prescienza di Dio”, mentre Paolo dichiarava che egli era un apostolo “conforme alla fede dell’eletto di Dio” ed esortava ad avere, “come eletti di Dio”, sentimenti di compassione, bontà, ecc., ed anche la frase stessa “per amore degli eletti” che Gesù aveva usato in Matteo 24, fu da lui ripetuta testualmente ed applicata alla Chiesa (2 Timoteo 2:10).

Per certo Paolo non avrebbe fatto questo se Gesù avesse usato queste parole per indicare un gruppo di persone come “eletti” ebrei, distinto da quello della Chiesa. Le parole del Signore Gesù Cristo non possono essere in conflitto tra di loro, né può la Scrittura essere divisa contro se stessa al fine di stabilire teorie non scritturali. Dio non può mentire e non esiste nessuna autorizzazione a dare una diversa interpretazione a queste due identiche frasi.

Inoltre, nel racconto di Marco, il nostro Signore descrive questo insieme di persone con la frase, “a causa dei suoi eletti” (Marco 13:20). Se poi esaminiamo l’uso della parola “scelto”, troviamo che nella parabola della vera vite, che senza dubbio abbraccia l’intero corpo della Chiesa, Cristo, per due volte, parla di un gruppo speciale di persone che lui ha scelto (Giov. 15:16,19, “Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi”; “ma io ho scelto voi in mezzo al mondo”), che non possono essere differenti da quelli descritti da Marco. Il Signore non avrebbe mai creato confusione attribuendo significati alternativi a questa parola “scelto” o “eletti”, applicandola indiscriminatamente sia a Israele che alla Chiesa. Dio non è un Dio di confusione e tutto ciò che porta confusione non è da Dio.

Questa parola è, inoltre, applicata ripetutamente alla Chiesa negli scritti successivi del Nuovo Testamento. Pietro disse alla Chiesa, “voi siete una generazione eletta”, e Paolo ha rimosso ogni possibile dubbio circa coloro che il nostro Signore ha scelto, poiché anch’egli ha usato le stesse parole quando assicurava la Chiesa di Efeso che “Egli ci ha eletti in Lui” (Ef. 1:4).

Come la parola “eletto” questa parola “scelto” non viene usata come singolo esempio per indicare un gruppo autonomo di ebrei separato dal gruppo della Chiesa. Il fatto che i discepoli abbiano usato queste parole, più avanti, nei loro scritti del Nuovo Testamento, e le hanno usate coerentemente per indicare la Chiesa, rende testimonianza che esse sono state usate prima dal nostro Signore Gesù. I discepoli hanno dato certamente loro lo stesso significato che aveva dato per primo il loro Signore. Ciò dimostra che essi avevano capito pienamente che queste venivano usate per descrivere la Chiesa e non i giudei (Israele etnico).

Come abbiamo visto, è stata avanzata ampia evidenza per dimostrare che la Chiesa è stata fornita dal suo Signore del diritto di essere quel gruppo identificato come i “Suoi eletti” e, a dispetto di questa testimonianza, il volere persistere ad affermare che questo titolo, quando viene usato in Matteo 24,  appartenga di diritto ai giudei (Israele etnico), è assolutamente assurdo. Questa rivendicazione non può essere accettata sulla mera arbitraria ragione di teorici e, su una simile base, non dovrebbe mai essere stata accettata fin dal principio. Se noi seguissimo l’ingiunzione scritturale del “provare ogni cosa” troveremmo che la Scrittura indica invariabilmente che il diritto di essere chiamata eletta di Cristo è detenuto solo dalla Chiesa, nella quale sono incorporati sia i giudei che i gentili credenti nel Messia.

Da un capo all’altro del N.T. la Scrittura dimostra che l’insieme di persone che vediamo in Matteo 24:31 rappresentano nient’altro che la Chiesa (composta da giudei e gentili credenti in Yeshua re di Israele): affermare che si tratta solo di giudei è semplicemente un’assunzione indimostrabile, che serve come stratagemma per sostenere l’ingegnoso schema del rapimento pre-tribolazione. Se togliete questo puntello l’intero schema collassa.

E l’intero schema collassa di  fronte alle parole non adulterate del nostro Salvatore, perché in questo messaggio ai suoi seguaci, egli ha stabilito una volta per sempre, il giusto atteggiamento verso il programma divino per la fine dell’età, quando avrà luogo la liberazione della Chiesa, e le sue parole ci mostrano come un “rapimento in ogni momento prima della tribolazione” non è altro che una affascinante illusione, una vana concezione della mente, che non potrà mai realizzarsi, poiché fallisce di fronte alla verità della genuina rivelazione biblica.

Come detto precedentemente Dio non mente. La Scrittura non combatte contro se stessa, per cui tutta la Scrittura Profetica successiva, sarà trovata conforme al vero fondamento stabilito da Cristo, che la Chiesa sarà liberata dopo la sua venuta in potenza e grande gloria alla fine della tribolazione.

Se si considerano tutte le parole di Paolo, ci si accorge che egli ha fatto un’esposizione concisa che rivela in parole reali l’esatto tempo in cui Dio darà liberazione alla Chiesa dalla difficoltà e dall’afflizione da cui è stata assillata durante tutto il suo cammino (2 Tess. 1:6-8) “Poiché è giusto da parte di Dio rendere a quelli che vi affliggono, afflizione; e a voi che siete afflitti, riposo con noi, quando il Signore Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù. Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza, quando verrà per essere in quel giorno glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che hanno creduto, perché la nostra testimonianza in mezzo a voi è stata creduta.”

In questa breve e conclusiva esposizione, indirizzata in maniera specifica ai credenti che compongono la Chiesa, Paolo presenta realmente alla prima Chiesa una franca esposizione dei fatti che molti, ai giorni nostri, non riescono ad apprezzare. Nella scrittura c’è sempre stata questa esposizione di fatti, e ci dice con esattezza “quando” avrà luogo la liberazione della Chiesa, e le parole di Paolo sono pienamente in accordo con le parole di Gesù in Matteo 24:31. Entrambi i resoconti descrivono la pubblica rivelazione del nostro Signore dal cielo. Entrambi dipingono i suoi potenti angeli. Entrambi mostrano la liberazione dell’insieme dei santi. Le parole di Gesù descrivono l’adunamento di persone definite “suoi eletti”. Le parole di Paolo ritraggono la liberazione di un popolo ripetutamente definito come eletto di Cristo. Sia Gesù che Paolo descrivono, indubbiamente, lo stesso gruppo di persone, ed entrambi mostrano con molta chiarezza che la sua liberazione avverrà alla gloriosa venuta di Cristo Gesù, immediatamente alla fine della grande Tribolazione.

Cosa c’è ancora da dire? La Parola divina parla da sola, proclamando l’inalterabile verità che non potrà mai essere squalificata da teorie che configgono con essa.

Poiché il meraviglioso ritorno del nostro glorioso Signore si sta rapidamente avvicinando, non vogliamo più saperne di teorie ingannatrici, che non possono avere futuro e non cerchiamo un “mitico” Rapimento pre-tribolazione che non potrà mai aver luogo. Facciamoci trovare nell’attesa di quella beata speranza e della gloriosa apparizione del nostro grande Dio e Salvatore, Gesù Cristo (Tito 2:13). In altre parole, guardiamo ad una unica benedetta speranza e gloriosa apparizione del nostro benedetto Salvatore nella Sua maestà e potenza come è scritto in Matteo 24:30.

Alla Chiesa non è offerta nessun’altra speranza.

A cura di Sequenza Profetica