Diventare coraggiosi testimoni della grazia di Dio

840Imparare a testimoniare agli altri e superare le paure connesse alla tua testimonianza dovrebbe essere tra le priorità più importanti per questo anno 2013. L’imminenza della Tribolazione e delle doglie di parto ad essa connessa non dovrebbero spaventare noi credenti, poichè non si tratterà solo di un tempo di giudizio, ma anche di un periodo di grazia e di misericordia. Mentre Dio sta per calare il sipario sulla dispensazione su questa età presente esponendo il male rivelandone la sua futilità, i cuori degli uomini verranno meno e migliaia di uomini e donne saranno finalmente aperti al vangelo. Ciò produrrà il più grande raccolto di anime mai visto nella storia.
Preparati fin da ora a prendere parte a questa raccolta. Chiedi a Dio di fortificare la tua fede affinchè tu possa confrontare i non salvati con il messaggio della redenzione e dell’amore di Dio.
 Siamo tutti chiamati ad essere ambasciatori per Cristo, ma per molti di noi non si tratta di una cosa spontanea. Ciò che serve è la disposizione a fare il primo passo verso una fede pratica. Noi cercheremo di mostrarti come.
All’approssimarsi della fine dell’era della Chiesa, Dio sta chiamando i credenti a diventare dei veri guerrieri, non dei semplici membri di chiesa relegati nelle barricate e mai visti a fronte a combattere la battaglia per le anime di uomini e donne di questo mondo.
E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione. Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio. Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.                                                                                                                                                                                    2 Cor. 5:18-21