Dei due un solo uomo

Perciò, ricordatevi che un tempo voi, stranieri di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono nella carne per mano d’uomo, voi, dico, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele ed estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. Ma ora, in Cristo Gesù, voi che allora eravate lontani siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo. Lui, infatti, è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto uno solo e ha abbattuto il muro di separazione abolendo nel suo corpo terreno la causa dell’inimicizia, la legge fatta di comandamenti in forma di precetti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo facendo la pace; e per riconciliarli tutti e due con Dio in un corpo unico mediante la sua croce, sulla quale fece morire la loro inimicizia. Con la sua venuta ha annunciato la pace a voi che eravate lontani e la pace a quelli che erano vicini; perché per mezzo di lui gli uni e gli altri abbiamo accesso al Padre in un medesimo Spirito. (Efesini 2:1-8)

Al tempo di Paolo la differenza tra giudei e pagani influenzava ogni aspetto della vita di entrambi i gruppi di appartenenza. Infatti, tra giudei e gentili esisteva un grande abisso, spirituale e sociale. Ecco che allora, l’apostolo Paolo risveglia negli Efesini il ricordo della posizione che li caratterizzava, di totale estraneità a Dio, essendo privi di alcuna relazione con Lui. Prima, gli Efesini erano stranieri di nascita, chiamati incirconcisi dai giudei (a quel tempo i giudei disprezzavano tutti coloro che erano al di fuori della cittadinanza di Israele chiamandoli incirconcisi). Un’altra differenza sostanziale tra giudei e gentili era nel segno della circoncisione, poiché, il non essere circoncisi nella carne, significava anche essere privi dei privilegi che Dio aveva riservato per la nazione di Israele:

senza Cristo;

esclusi dalla cittadinanza di Israele (non appartenevano allo stato di Israele, erano alienati ed estraniati);

estranei ai patti della promessa. In altre parole, non potevano godere delle benedizioni spettanti a Israele;

senza speranza. Non attendevano il Messia liberatore.

senza Dio nel mondo. Separati da Dio, senza direzione di vita.

Dopo aver elencato gli aspetti che differenziavano i gentili dai giudei, Paolo introduce un nuovo argomento facendo uso di una locuzione congiuntiva molto importante, ma ora. Lo Spirito Santo ha assegnato un enorme valore di contrasto temporale a queste due semplici parole, ma ed ora. Un altro brano in cui una congiunzione segna una svolta è Romani 3:21 dove Paolo introduce il concetto di grazia per fede, “Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti“.

Il concetto è il seguente. Ma ora, in Cristo Gesù, i pagani gentili, che allora erano lontani sia da Dio che dai giudei, sono stati avvicinati mediante il sangue di Cristo. Essi si sono avvicinati a Dio e ai giudei per mezzo della morte di Cristo. Il peccato separa le persone da Dio e solo l’espiazione di Cristo può togliere la barriere di quel peccato.

E’ Cristo la pace tra cedenti, giudei e stranieri, avendo fatto dei due gruppi uno solo e avendo abbattuto il muro di separazione, abolendo la causa dell’inimicizia.

Il muro di separazione tra giudei e gentili è stato abolito da Gesù. Il muro di separazione tra Israele e le altre nazioni non c’è più per chiunque entri nel nuovo patto. Non c’è alcun muro di separazione nel regno della grazia tra giudei e gentili. Gesù ordina di predicare il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, il che significa dare anche alle nazioni la possibilità di entrare nel nuovo patto sulla base del suo sacrificio.

E’ in questo ambito che giudei e gentili si possono incontrare, non sulla base del patto della legge che li aveva divisi, ma sulla base dell’opera compiuta da Cristo.

Parte II

A cura di Sequenza Profetica