Dei due un solo uomo (II)

dei due un solo uomoLui, infatti, è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto uno solo e ha abbattuto il muro di separazione abolendo nel suo corpo terreno la causa dell’inimicizia, la legge fatta di comandamenti in forma di precetti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo facendo la pace; e per riconciliarli tutti e due con Dio in un corpo unico mediante la sua croce, sulla quale fece morire la loro inimicizia. Con la sua venuta ha annunciato la pace a voi che eravate lontani e la pace a quelli che erano vicini; perché per mezzo di lui gli uni e gli altri abbiamo accesso al Padre in un medesimo Spirito. Così dunque non siete più né stranieri né ospiti; ma siete concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio. Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare, sulla quale l’edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per essere un tempio santo nel Signore. In lui voi pure entrate a far parte dell’edificio che ha da servire come dimora a Dio per mezzo dello Spirito. Efesini 2:14-22

Nella prima parte di questo articolo si sottolineava il fatto che il muro di separazione tra giudei e gentili è stato abolito da Gesù. Infatti, il muro di separazione tra Israele e le altre nazioni non c’è più per chiunque entri nel nuovo patto, vale a dire che non c’è alcun muro di separazione nel regno della grazia tra giudei e gentili ed è in questo ambito che giudei e gentili si possono incontrare, non sulla base del patto della legge che li aveva divisi, ma sulla base dell’opera compiuta da Cristo.

Ora, Cristo stesso è divenuto la pace tra credenti giudei e stranieri, avendo fatto, dei due gruppi uno solo e avendo abbattuto il muro di separazione, abolendo la causa dell’inimicizia. Qual’era dunque lo scopo principale di Gesù nel porre fine all’inimicizia? Era quello di creare in se stesso, dei due, un solo uomo. Ecco il frutto della pace, la creazione di un nuovo uomo. Si tratta di un corpo unico inteso come una nuova umanità, piuttosto che in senso di novità recente nel tempo. Questo corpo unico è la Chiesa. In essa, gli stranieri non diventano giudei, nè i giudei diventano stranieri, ma sono inclusi in un’entità completamente nuova, pur mantenendo le rispettive differenze di provenienza e appartenenza (ad. es. geografica, culturale, ecc….). Oltre a questo, Cristo ha compiuto un’opera di riconciliazione tra i due gruppi esistente (giudei e gentili) accogliendoli in un nuovo corpo unico. L’eliminazione dell’inimicizia tra il popolo ebraico e il popolo dei gentili la si ebbe alla croce quando egli riconciliò in un unico corpo nuovo i due, facendo dei due, un solo uomo. I credenti stranieri (gentili) hanno ottenuto un enorme beneficio a conseguenza di questa unione, perchè sono entrati a far parte del numero dei santi di tutte le epoche e membri della famiglia di Dio. In virtù di questo beneficio, i credenti gentili devono saper riconoscere la peculiarità dei loro fratelli ebrei (ora) credenti in Yeshua il Messia di Israele. Così come Paolo esorta gli stranieri a non insuperbirsi nei confronti dei rami naturali (l’Israele etnico), allo stesso modo, la parte credente dei gentili deve saper rispettare e onorare la parte del corpo formata dai credenti di origine ebraica. Questo è un fatto assolutamente determinante per il bene dell’intero edificio, ben collegato insieme, che si va innalzando per essere un tempio santo nel Signore.  

Detto questo, ciò non vuol dire che la Chiesa abbia ereditato le benedizioni promesse ad Israele. Quando un credente in Gesù dice di essere un unica cosa con i credenti ebrei, non significa che egli sia stato incorporato in Israele. Questo è un errore comune che caratterizza i credenti che non hanno ben compreso questo brano di Efesini 2. Poiché, l’esser parte di un corpo unico (un sol uomo nuovo) significa che i gentili, assieme ai giudei, si sono incorporati in una nuova “umanità”, cioè con i santi e i membri della famiglia di Dio. In Cristo, la Chiesa non è mai diventata Israele (nel senso di acquisizione di una cittadinanza israeliana o di origini giudaiche), ma ha ottenuto, grazie all’abolizione dell’inimicizia, un enorme opportunità di svilupparsi tenendo conto del proprio innesto nell’olivo originale, trovandosi insieme a un’infinità di altri rami (originali), di cui non può e non potrà mai più farne a meno. Questo però, meriterebbe un articolo a parte.

 

PARTE I

A cura di Sequenza Profetica