21-12: MISTERO SVELATO!

Il 3 dicembre 2012 Mercurio, Venere e Saturno si sono allineati, per la prima volta in 2737 anni sopra la necropoli di Giza. Ma in che modo questo evento si collega al giorno fissato come “termine” del calendario Maya, cioè il 21 dicembre 2012 (il cosiddetto 2112), ossia 18 giorni dopo l’allineamento?

Questa data è stata oggetto di studi controversi ed eventi globali per decenni, portando diverse personalità a studiare i siti antichi ricollegandoli all’annuncio “profetico” di fatti catastrofici ed apocalittici.

Il 16 agosto 1987, ad esempio, ebbe luogo la “Convergenza Armonica”, ossia la prima meditazione globale sincronizzata collegata ad un allineamento astrale basato sul calendario Maya. Tale evento fu annunciato dal dottor José Argüelles, il quale riteneva che la data scelta per la Convergenza marcasse la fine di 22 cicli di 52 anni ciascuno (per un totale di 1144 anni) iniziati nell’843 a.C.

Le conclusioni tratte da Argüelles sul calendario Maya/Tolteco si rivolsero anche alla data del 21 dicembre 2012, che corrisponderebbe al completamento dell’allineamento del solstizio invernale terrestre con il cosiddetto “centro galattico”, insieme al termine del ciclo solare della Precessione equinoziale di 25.920 anni. Egli poneva questa data come inizio di un’epoca di cataclismi sulla Terra.

Tali conclusioni sono state la base della sempre crescente popolarizzazione del mito della “fine del mondo” secondo il calendario Maya.

Un altro misterioso autore, Charles Marcello, nel suo libro 2012 and the Pyramids at Giza, sostiene l’allineamento planetario del 3 dicembre 2012 rispetto al sito di Giza sia la prova ulteriore che “le piramidi di Giza vennero costruite per onorare (o mettere in guardia) uno specifico momento, segnato da una convergenza planetaria”.

A dispetto delle sue teorie sui testi biblici, tendenti al superamento degli schemi teologici, la conclusione di Marcello riguardo alla profezia Maya lascia alcune interessanti considerazioni aperte.

Terence McKennan è stato uno studioso e grande appassionato di tutte le discipline possibili che potessero spiegare l’universo e gli eventi più misteriosi al suo interno. Egli si dedicò anche alla filosofia cinese espressa dal Libro dei mutamenti, o I Ching, dallo studio del quale sviluppò la sua Novelty Theory (“teoria della novità”) basandosi sull’idea che l’universo fosse uno sciame di onde di materia che si muovono a spirale seguendo l’energia più favorevole e possono connettersi in rapporti di mutua interferenza costruttiva (originando così le “novità”). La rappresentazione della sua teoria tramite un programma computerizzato diede origine ad un onda che egli denominò Timewave Zero che sarebbe stata in grado di determinare il flusso e riflusso della “novità”. Il grafico così determinato sarebbe interpretabile in base ai principi delle tessere I Ching cinesi, e mostrerebbe grandi periodI di novità corrispondenti ai periodi di maggiori cambiamenti nella storia umana, sia dal punto di vista biologico che socioculturale.

Il 21 dicembre 2012 costituisce la data descritta dal grafico come “fine” della rappresentazione, lasciando il dubbio su cosa aspettarsi in seguito, poiché l’umanità avrebbe raggiunto, in quel momento, uno dei suoi apici (o se si preferisce, il fondo).

Il gesuita francese Pierre Teilhard de Chardin descrisse nel 1950 questo apice come “Punto Omega”, ossia il livello massimo di complessità e autocoscienza verso cui l’universo si può evolvere. Il più recente autore Peter Russel ha colto tale ipotesi per esporre l’idea che “questo pieno risveglio possa giungere ad uno scopo. Potrebbe esservi un summit evoluzionistico per il quale l’evoluzione stessa si prepara sin dall’inizio del tempo? Potrebbe esservi uno scopo nascosto nella creazione?”

Ma passiamo ora alla nostra analisi del problema. Vi sono tre serie numeriche significative, tre date, da considerare: 3/12/12, 12/12/12, 21/12/12.

La data del 21 dicembre, cioè 2112, ci dà un prodotto di 12 x 12 = 252, espressione del Cubito Sacro in pollici (25,20). Come abbiamo detto, i giorni che la separano dall’allineamento astrale del 3 dicembre sono 18, il numero della Nuova Gerusalemme, ma se calcoliamo i minuti abbiamo: 60 minuti x 24 ore = 1440 minuti x 18 giorni = 25.920 minuti totali, frattale degli anni della Grande Precessione (25.920 anni) e immagine del Sole della Giustizia (9) circondato dal Cubito Sacro (252). Il Cubito Sacro si integra nella Grande Precessione e nell’ascesa del Sole della Giustizia che viene per la Sua Sposa, la Nuova Gerusalemme (2 + 5 + 9 + 2 = 18).

Il mese profetico (cioè quello del calendario ebraico) è formato da trenta giorni. Se da questi sottraiamo i 18 giorni dal 3 al 21 dicembre, abbiamo: 30 – 18 = 12 x 1440 (minuti in un giorno) = 17.280 minuti. 1728 è il cubo perfetto di 12 x 12 x 12 e il numero di cubiti dell’Arca di Noè, che equivalgono ad un totale di 1728 cubiti x 2.1 (piede) = 3628,8 piedi, frattale del Perimetro della Grande Piramide di Giza in pollici (36.288 pollici).

Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li inabissò, confinandoli in antri tenebrosi per esservi custoditi per il giudizio; non risparmiò il mondo antico ma salvò, con altre sette persone, Noè, predicatore di giustizia, quando mandò il diluvio su un mondo di empi. (2 Pietro 2:4-5)

Quello che le misure dell’Arca e della Grande Piramide ci stanno dicendo qui è che il Giudizio sta arrivando, è già venuto e verrà di nuovo, ma c’è speranza, cioè quella di trovarsi all’interno dell’arca.

A proposito del cubo perfetto, possiamo analizzare le tre date a nostra disposizione:

  • 3/12/12 = 12 x 3 x 12 = 432, frattale del raggio del Sole di 432.000 miglia (e 4 x 432 = 1728, cubiti dell’Arca di Noè).
  • 12/12/12 = 12 x 12 x 12 = 1728, numero dei cubiti dell’Arca di Noè.
  • 21/12/12 = 12 x 21 x 12 = 3024, frattale del perimetro in piedi della base della Grande Piramide (3024 x 12 pollici = 36.288 / 25,20 (cubito sacro) = 1440 cubiti, lato di base della Grande Piramide.

Il nostro primo gruppo di numeri (432 + 1728 + 3024) ci dà una somma di 5184, che mostra il 54 (frattale del numero della cittadinanza perfetta di Platone) che circonda il 18 della Nuova Gerusalemme, come pure la somma delle cifre 5 + 1 + 8 + 4 = 18.

Ci sono almeno tre serie di 1728 che si ritrovano nelle date del mese di dicembre: la prima (3/12/12) deriva da 432 x 4 = 1728; la seconda (12/12/12) deriva da 12 x 12 x 12 = 1728; la terza si trova nei 12 giorni che mancano al completamento del mese profetico (30 – 18 = 12) e deriva da 12 giorni x 1440 minuti (in un giorno) = 17.280 minuti o 1728.

La somma di 1728 + 1728 + 1728 = 5184, che riproduce la somma del nostro primo gruppo numerico (432 + 1728 + 3024 = 5184). Se sommiamo questi due risultati a loro volta, abbiamo 5184 + 5184 = 10.360, che mostra la Nuova Gerusalemme (18) che avvolge il Dio eterno (36). Inoltre, anche in questo caso 1 + 3 + 6 + 8 = 18.

Se consideriamo la piattaforma della necropoli di Giza, con le tre grandi piramidi, abbiamo un quadrato di 3024 piedi di lato x 4 = 12.096 piedi / 2.1 (un cubito) = 5760 cubiti (perimetro di base) x 3 (misura del cubo) = 17.280 cubiti.

Ora, possiamo notare che i 1728 cubiti dell’Arca di Noè si trovano per dieci volte nella necropoli di Giza. Il numero 10 rappresenta, nel Canone Sacro, il giudizio imminente di Dio: si vedano, ad esempio, le 10 tribù/nazioni che occupavano la terra promessa in Genesi 15:18-21; i 10 corni e le 10 corone della Bestia in Apocalisse 13:1; i 10 corni e i 10 re di Apocalisse 17:12; e diversi altri esempi possibili dalla Bibbia.

Possiamo dunque chiamare questo fattore, per quanto assurdo possa suonare, il “giudizio del 1728”. Di nuovo, l’Arca, insieme alle altre opere antiche da noi già esaminate qui e in altre sedi (Teotihuacán, Stonehenge, la necropoli di Giza e la grandi piramidi, il calendario Maya e l’I Ching), ci ricorda che il tempo a nostra disposizione è poco, e i numeri non mentono!

I nostri 18 giorni sono dunque il momento cruciale che precede l’esito della storia. L’allineamento della Cintura di Orione rappresenta l’inizio e il 2112 rappresenta la “fine” dell’ultima tappa del ciclo evidenziato dal calendario Maya, che segnerà l’inizio di un ipotetico e temuto conflitto epocale. Gli antichi egizi credevano che questo momento sarebbe stato caratterizzato dal “ritorno” di quello che essi consideravano il loro primo faraone, cioè Osiride (chiamato anche Nimrod). Egli fu, infatti, il primo faraone ad essere mummificato, proprio perché ci si aspettava che in futuro tornasse in vita una seconda volta. L’aspettativa del risveglio di Osiride è menzionata nei mitici Libri di Thot, datati al 300 a.C. circa.

I Maya, invece, credevano che il termine posto dal calendario fosse la data del ritorno dei nove déi guidati dal grande Serpente Piumato (Quetzalcoatl), dagli abissi sulla terra, per riversare la loro ira sull’umanità nel vano intento di soggiogare i “regni di questo mondo”. La leggenda vuole che Quetzalcoatl, scomparso dopo aver conquistato la città messicana di Chichén Itza e aver fondato una nuova cultura dalla fusione di quelle centro-americane, debba tornare nel momento del bisogno. Veniva considerato un grande riformatore e c’è chi attribuisce alla sua opera la fine della pratica dei sacrifici umani tra i popoli del centro America.

Il conteggio del calendario Maya inizia nel 3114 a.C. (anche se Peter Goodgame lo pone al 3100 a.C.), che è il momento della morte di Nimrod/Osiride, che si identifica, pertanto, con Quetzalcoatl, la cui resurrezione è largamente attesa. Goodgame utilizza dei brani biblici per affermare la sua convinzione al riguardo:

La bestia che hai vista era, e non è; essa deve salire dall’abisso e andare in perdizione. Gli abitanti della terra, i cui nomi non sono stati scritti nel libro della vita fin dalla creazione del mondo, si meraviglieranno vedendo la bestia perché era, e non è, e verrà di nuovo […] e vidi una delle sue teste come ferita a morte; ma la sua piaga mortale fu guarita […] Sono anche sette re: cinque sono caduti, uno è, l’altro non è ancora venuto; e quando sarà venuto, dovrà durar poco. E la bestia che era, e non è, è anch’essa un ottavo re, viene dai sette, e se ne va in perdizione […] Il loro re era l’angelo dell’abisso il cui nome in ebraico è Abaddon e in greco Apollion. (Apocalisse 9:11; 13:3; 17:8-11).

Perciò, cosa abbiamo qui? Da un lato il messaggio della Nuova Gerusalemme, chiaro ed innegabile, pieno di speranza e che rappresenta la nostra aspirazione finale: “nuovi cieli e nuova terra”! Ma, dall’altro lato, c’è il confronto con il male, che devia la nostra attenzione su questo “eroe che viene dall’abisso”.

Ora diamo un’occhiata ad alcuni calcoli riferiti alle misurazioni dei pianeti coinvolti nell’allineamento del 3 dicembre (Mercurio, Venere e Saturno):

  • Mercurio: diametro = 3030 miglia o 15.998.400 piedi (somma delle cifre = 36)
  • Venere: diametro = 7521 miglia o 39.710.880 piedi (somma delle cifre = 36)
  • Saturno: diametro = 74.898 miglia o 395.461.440 piedi (somma delle cifre = 36)

Totale: 85.449 miglia (somma delle cifre = 30) x 5280 = 451.170.720 piedi (somma delle cifre = 27)

Dai risultati delle somme delle cifre troviamo: 30 = mese profetico di trenta giorni; 27 = rivelazione del Messia nei 27 testi del Canone cristiano; 36 + 36 + 36 = 108 o 18, la Nuova Gerusalemme.

La nuova era che ci sta dinanzi vedrà la discesa della Nuova Gerusalemme e non vi sarà posto per il nemico, il Serpente:

E ci fu una battaglia nel cielo: Michele e i suoi angeli combatterono contro il dragone. Il dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero, e per loro non ci fu più posto nel cielo. Il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furono gettati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo, che diceva: «Ora è venuta la salvezza e la potenza, il regno del nostro Dio, e il potere del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte. Perciò rallegratevi, o cieli, e voi che abitate in essi! Guai a voi, o terra, o mare! Perché il diavolo è sceso verso di voi con gran furore, sapendo di aver poco tempo». (Apocalisse 12:7-12)

Guardiamo di nuovo le date prese in considerazione all’inizio e confrontiamone i risultati con quanto appena detto:

  • 3/12/12 = 3 + 12 + 12 = 27 (la rivelazione del Messia)
  • 12/12/12 = 12 + 12 + 12 = 36 (il Dio eterno)
  • 21/12/12 = 21 + 12 + 12 = 45 (l’ascesa del Sole di Giustizia nel gran giorno di Dio e i 45 giorni successivi alla grande desolazione di 1290 giorni)

27 + 36 + 45 = 108 = 18 (la Nuova Gerusalemme).

Il popolo Maya divideva la storia in 5 ere o “soli”. Il 3113 a.C. costituiva l’inizio della loro “quinta era”, la cui fine, come già più volte ripetuto, andrebbe a cadere il 21 dicembre 2012. Graham Hancock, nel suo libro Finger Print of the Gods redige una lista di date in cui, secondo i Maya, sarebbero iniziate e terminate le ere. L’inizio della prima era corrisponde alla creazione della razza umana:

Sole/Era

V

IV

III

II

I

Data di inizio

3113 a.C.

8139 a.C.

12.200 a.C.

16.230 a.C.

20.238 a.C.

Data di fine

2012 d.C.

3113 a.C.

8139 a.C.

12.200 a.C.

16.230 a.C.

Durata in anni

5125

5026

4081

4010

4008

Le prime tre ere hanno una durata di circa 4000 anni, mentre le ultime due di 5000. Queste ultime due insieme coprono circa un quinto della durata della Grande Precessione equinoziale (della durata complessiva di 25.920 anni). Ora, se le prime tre ere rappresentano in totale i restanti tre quinti della Precessione, dovremmo avere una durata complessiva di 15.000 anni, mentre ne abbiamo solo 12.000. Se queste tre ere rappresentano la posizione dell’equinozio invernale lungo l’eclittica, deve essersi verificata ad un certo punto una drastica alterazione nel ritmo precessionale, un “aggiustamento” nel movimento terrestre, che deve aver causato enormi cataclismi. Tale momento potrebbe essere occorso verso l’8100 a.C. e potrebbe aver modificato la nostra percezione della volta celeste. In tal caso, anche la disposizione delle volte polari sarebbe cambiata.

La quinta era, in base alla nostra tesi, riflette circa un quinto della Grande Precessione, o una sezione di circa 5184 anni. Tale cifra era già stata ricavata nei nostri precedenti calcoli, sommando i prodotti ottenuti dalle tre date da noi analizzate, utilizzate come fattori. Se moltiplichiamo 5184 anni x 5 ere otteniamo esattamente gli anni della Grande Precessione (25.920), che ci portano fino al 20.238 a.C. Come vediamo anche qui, se aggiungiamo a questa la data del 2012 d.C., abbiamo 20.238 (a.C.) + 2012 (d.C.) = 22.250 anni, che corrispondono a 3670 anni in meno rispetto a quelli necessari per completare la Precessione. Ma è proprio questo il punto: questi eventi catastrofici da noi ipotizzati avrebbero modificato l’aspetto delle costellazioni determinando la sottrazione di questo numero di anni nel calendario Maya. In sintesi, un ciclo della Grande Precessione deve terminare, in base al calendario Maya, il 21 dicembre 2012, ed è iniziato nel 20.238 a.C.

Ma quale evento ha segnato queste date? Cosa è accaduto nel 20.238 a.C. e quali cataclismi si sono verificati nell’8100 a.C.?

Ebbene, verso il 20.000 a.C. si sarebbe interrotta la crescita delle placche polari e sarebbe iniziato il loro lento scioglimento. In base ai miei calcoli, in quell’epoca il polo nord doveva coincidere proprio con la linea costiera dell’Alaska, con Giza (Egitto) e Cusco (Perù) posizionate proprio lungo la linea equatoriale.

Verso il 12.000 a.C. il clima si sarebbe velocemente riscaldato, sciogliendo di nuovo i ghiacci, e la costellazione della Vergine si sarebbe per la gran parte oscurata. In questa fase, il polo nord doveva coincidere con l’est della Groenlandia e Giza trovarsi a 39° di latitudine.

Verso l’8000 a.C. si sarebbe verificato un grande cambiamento geologico che avrebbe posto fine all’era glaciale, determinando lo scioglimento rapido dei ghiacci e l’aumento drastico del livello del mare, causando enormi inondazioni che avrebbero danneggiato gravemente la terra. Poi, verso il 3100 a.C. o poco prima (come afferma Goodgame) ancora un grosso evento avrebbe avuto luogo, forse quello che viene ricordato come il “diluvio universale”, poco dopo il quale potrebbe aver avuto luogo la vicenda della torre di Babele e “l’ascesa” di Nimrod (sempre intorno al 3100 a.C.).

In sintesi, tra 3400 e 3100 a.C., epoca di inizio della quinta era Maya, deve per forza essere accaduto un fatto di immensa portata sia sociale che geologica. Sostenere che in questa fase non sia accaduto nulla è semplicemente assurdo! Così, mentre ci avviciniamo alla “fine dell’era”, all’Eschaton, siamo testimoni della precisione dei calcoli relativi a questi fantasmagorici eventi, riportati sul calendario dell’antica civiltà Maya. Negarne il significato sarebbe non solo inutile, ma anche piuttosto sciocco.

C’è dunque una forte connessione tra la sintesi del calendario Maya visto come riflesso della Grande Precessione (tesi riportata da Graham Hancock) e l’Arca di Noè, insieme alle misure delle altre grandi opere antiche legate al numero 1728 e ai suoi frattali? Io credo proprio di sì.

5 (numero delle ere) x 5184 (anni in un’era) = 25.920 anni (terminanti il 21 dicembre 2012)

25.920 anni / 1728 = 15

1728 x 3 = 5184

15 / 3 = 5 (numero delle ere)

Come vediamo, nei 25.920 anni della Grande Precessione il 1728 dell’Arca di Noè è ripetuto 15 volte. La Grande Precessione è basata sull’anno profetico di 360 giorni x 25.920 anni = 9.331.200 giorni (la somma delle cui cifre dà 18, la Nuova Gerusalemme) x 1440 (minuti in un giorno) = 13.436.928.000 minuti (la somma delle cui cifre dà 36, il Dio eterno).

Questo è ciò che ha avuto inizio più di 5000 anni fa, ma ora non è ancora giunta la fine! Ora possiamo solo intravedere appena la visione della Nuova Gerusalemme che discende dal cielo, che rappresenta la nostra speranza celata dietro al prossimo, inevitabile cataclisma. Per ora, abbiamo raggiunto il punto decisivo prima della fine delle cose.

C’è una folla, una moltitudine, nella valle del Giudizio! Perché il giorno del Signore è vicino, nella valle del Giudizio. Il sole e la luna si oscurano e le stelle perdono il loro splendore. Il Signore ruggirà da Sion, farà sentire la sua voce da Gerusalemme, e i cieli e la terra tremeranno; ma il Signore sarà un rifugio per il suo popolo, una fortezza per i figli d’Israele. «Voi saprete che io sono il Signore, il vostro Dio.» (Gioele 3:14-17)

21-12: MISTERO SVELATO (II)

di Doug Krieger

Edizione italiana a cura di Sequenza Profetica