La Chiesa sta morendo!

La chiesa sta morendo. La Bibbia afferma: “se il popolo non ha rivelazione è senza freno”. È ovvio che siamo negli ultimi tempi, la profezia si compie davanti ai nostri occhi e la chiesa tace! In quest’ora finale, la chiesa dovrebbe essere nel suo pieno vigore, ma il silenzio profetico nelle nostre chiese la dice lunga.
I pastori sono muti. È la solita routine: tieni unita la famiglia, non cambiare lo stato delle cose, e i santi vanno avanti in modalità di sopravvivenza, si recano in chiesa animati da senso del dovere ma senza entusiasmo; è la stessa cosa, settimana dopo settimana. Perché è tutto così monotono? Il problema è chiaramente la mancanza di visione profetica. Stiamo ignorando la Parola di Dio! Metà della Bibbia è profetica e fu scritta affinchè le prestassimo attenzione e la comprendessimo. Dio sta parlando a questa generazione: “MIO FIGLIO STA TORNANDO! PREPARATEVI!”, ma nessuno vuole averci nulla a che spartire, così la chiesa ignora Dio e la sua Parola.
Sì, stiamo vivendo per il qui ed ora e abbiamo perso di vista il premio. Non ci sono oggi dei credenti come Abramo che “per fede soggiornò nella terra promessa come in terra straniera, abitando in tende, come Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa, perché aspettava la città che ha le vere fondamenta e il cui architetto e costruttore é Dio” (Ebrei 11:9-10)… cioè viveva con una visione profetica!

O viviamo negli ultimi tempi oppure no. La chiesa sta perdendo la rotta, Israele è tornato nella sua terra ed è accerchiato da un miliardo di musulmani che non desiderano altro che vederlo cancellato dalla faccia della terra e l’economia mondiale è sull’orlo del collasso. La popolazione mondiale è arrivata a quota 7 miliardi mettendo a dura prova la disponibilità di risorse naturali, acqua pulita e aria. Le nostre scuole stanno venendo meno al loro compito e i nostri figli stanno lottando con prospettive buie per il loro futuro formativo e professionale. L’America si divide in due, dove una parte che si avvia lungo la strada del socialismo e di un governo più coinvolto nell’economia, entra in collisione con l’altra, la quale, invece, vuole mercati liberi e un governo più in disparte.
Terremoti, carestie ed eventi meteorologici fuori controllo (estrema calura, freddo, alluvioni e siccità) sono in aumento, poi siamo divenuti testimoni dell’avvio di una nuova guerra,che si distingue per la sua casualità, astrattezza e mortalità, chiamata terrorismo. Vediamo un governo pronto a manipolare la verità, mentire e controllare ogni aspetto delle nostre vite nel nome della nostra sicurezza e un mondo sul punto di cadere in uno stato di guerra permanente, di collasso economico e di disfacimento della società. Sempre più nazioni, alcune non così stabili e affidabili ma dotate di armi nucleari, sono in via di formazione. Il collasso totale è sempre più vicino. Per esempio, che cosa provocherebbe una grande guerra nel Medio Oriente con protagonista l’Iran? Nel migliore dei casi causerebbe un blocco nel trasporto della metà del petrolio mondiale mentre nella peggiore delle ipotesi, scatenerebbe un conflitto nucleare o l’aggressione di un esercito di terroristi improvvisati. La bella vita, la libertà e la prosperità come la conosciamo scomparirebbero per sempre nel giro di un secondo.

Intanto la Bibbia ci ha fornito un piano completo e preciso degli avvenimenti degli ultimi tempi. Basta leggere Matteo 24 e la descrizione sarà molto simile al paragrafo qua sopra. Sappiamo che negli ultimi tempi gli ebrei sarebbero tornati nella loro terra, che avrebbero firmato un trattato di pace (a loro imposto) con l’Anticristo e che si sarebbe scatenata una guerra di proporzioni enormi con i paesi islamici dare l’assalto a Israele. Tutti questi eventi segneranno l’inizio degli ultimi sette anni di tribolazione, di cui parlò il profeta Daniele (Daniele 9:27) e ciò potrebbe accadere in qualsiasi momento. Le nostre chiese non hanno la consapevolezza di tutto ciò, per questo puoi recarti in centinaia di chiese e non ascoltare una singola parola sull’argomento, tranne un messaggio rassicurante sul rapimento pretribolazionista o la bizzarra nozione che Daniele 9:27 sia stato adempiuto da Gesù stesso, il quale, dopo tre anni e mezzo, ruppe il suo “trattato” con Israele attribuendo così l’opera di Cristo all’Anticristo!

La nostra generazione è la più ricca e corrotta che sia mai vissuta sulla terra. Quando l’ex segretario dell’Istruzione Bill Bennett era giovane, partecipò a una conferenza internazionale di giovani leader a New York City; studenti coetanei provenienti da Russia e Cina gli chiesero di portarli in un quartiere veramente povero; fu così che si recarono in metropolitana ad Harlem, un quartiere abbastanza povero negli anni ’60, ma in cui ogni casa era comunque dotata di aria condizionata, televisione, frigorifero e mobilio e in cui erano in molti ad avere un’automobile. Gli studenti l’hanno accusato di averli imbrogliati, portandoli in un quartiere modello: in confronto al resto del mondo, la nostra povertà è ricchezza.

I cristiani non sono pronti ad abbandonare la bella vita per la sofferenza e la morte. Essi dicono di sì, ma lo sono davvero? Non abbiamo un po’ troppo da perdere? I predicatori pre-tribolazionisti promettono alle loro congregazioni che Dio li ama così tanto da risparmiarli da tutto e rapirli in cielo prima che la tribolazione cominci. Questa è una realtà molto diversa dalla vita degli eroi biblici che essi studiano. Ebrei 11 elenca tutti i grandi uomini e donne di fede nell’Antico Testamento, da Abele a Enoc, Abramo e Sara e conclude dicendo,“Tutti costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse, ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra.”(Ebrei 11:13). Il capitolo continua fornendo innumerevoli esempi. “Altri furono torturati perché non accettarono la loro liberazione, per ottenere una risurrezione migliore; altri furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia. Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati (di loro il mondo non era degno), erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra. Tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza per la loro fede, non ottennero ciò che era stato promesso…” (Ebrei 11:35-40).

Gli eroi del passato vissero vite straordinarie perché avevano una visione profetica. Ebrei 12:25-28 conclude così,“Badate di non rifiutarvi d’ascoltare colui che parla; perché se non scamparono quelli, quando rifiutarono d’ascoltare colui che promulgava oracoli sulla terra, molto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a colui che parla dal cielo; la cui voce scosse allora la terra e che adesso ha fatto questa promessa. Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo. Or questo «ancora una volta» sta a indicare la rimozione delle cose scosse come di cose fatte perché sussistano quelle che non sono scossePerciò, ricevendo un regno che non può essere scosso, siamo riconoscenti, e offriamo a Dio un culto gradito, con riverenza e timore!”.

Sembra il ritratto della chiesa di oggi? Penso che qui possiamo vedere un paio di cose. Prima di tutto, Dio sta parlando e si aspetta che lo ascoltiamo. Secondo, permette che il mondo sia scosso in modo che possiamo vedere dove i nostri cuori hanno posto la loro attenzione: è questo mondo la nostra casa? Confidiamo nelle nostre abilità, istruzione, intelligenza e ingegnosità? Terzo, il nostro orientamento è verso questo mondo o quello a venire? Ci vuole visione profetica per vivere con un obiettivo più grande di me, del mio lavoro e della mia famiglia.

La vita è una prova. Ricorda la storia di Giobbe. Satana schernì Dio dicendo, “Non l’hai forse circondato di un riparo, lui, la sua casa, e tutto quel che possiede? Tu hai benedetto l’opera delle sue mani e il suo bestiame ricopre tutto il paese. Ma stendi un po’ la tua mano, tocca quanto egli possiede, e vedrai se non ti rinnega in faccia” (Giobbe 1:10-11). Allora Giobbe perde la sua casa e la sua famiglia e nel capitolo successivo la sua salute. Ma nonostante ciò che Dio permise a Satana di fare, Giobbe non volle maledire Dio, ma fece invece una dichiarazione incredibile: “Ma io so che il mio Redentore vive, e che alla fine si alzerà sulla polvere.” (Giobbe 19:25). Queste persone superarono la prova – non a motivo dei loro sforzi e della loro giustizia ma della loro visione profetica, di un Dio che aveva in serbo per le loro vite molto più che vivere e morire. Stiamo vivendo per questo mondo o per l’eternità? Siamo pronti a perdere tutto?
Ogni persona, durante la propria vita, ha perso qualcosa o qualcuno, ma come reagiamo di fronte a queste cose? Con rabbia e amarezza? Oppure vediamo un proposito più grande? Se confidiamo nel mondo e nelle cose che abbiamo raggiunto, saremo delusi. Se pensiamo che ci sia speranza in questo mondo, se siamo convinti che i team Bush, Obama o Romney lo renderanno migliori, allora saremo delusi poiché l’intero mondo è nelle mani del maligno e non troveremo alcun conforto in esso. L’unica cosa che ci aiuterà ad andare avanti è una relazione con Dio, con Gesù ed egli non ci promette un giardino di rose. No.“Nel mondo avrete tribolazione.” (Giovanni 16:33). La tribolazione serve a uno scopo.

Ogni generazione ha avuto le sue guerre, crisi, carestie, rivolte popolari e nel corso della storia, le vite delle persone sono state sconvolte da circostanze fuori dal loro controllo. I cristiani sono stati talvolta perseguitati, talvolta accettati e quando questo accade, allora è meglio stare in guardia. Quando l’Imperatore Costantino accolse il cristianesimo come religione di stato, la chiesa si spostò in edifici e stabilì una forma di clero sacerdotale per professione, e così, andò incontro alla morte. Gesù diede un avvertimento “Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me.” (Giovanni 15:18) Sappiamo anche da fonti bibliche che ci sarà un tempo, poco prima della fine, che viene chiamato “la grande tribolazione”: “Perché quelli saranno giorni di tale tribolazione, che non ce n’è stata una uguale dal principio del mondo che Dio ha creato, fino ad ora, né mai più vi sarà.” (Marco 13:19) Se stessimo per affrontare la peggiore tribolazione nella storia dell’umanità, che cosa fareste voi?

Ci viene detto in numerosi passaggi che il ritorno d’Israele nella Terra Promessa accadrà negli ultimi tempi. Tutto ebbe inizio con Mosè e in Deuteronomio 30, Dio disse “Quando tutte queste cose che io ho messe davanti a te, la benedizione e la maledizione, si saranno realizzate per te e tu le ricorderai nel tuo cuore dovunque il SIGNORE, il tuo Dio, ti avrà sospinto in mezzo alle nazioni”. Ai figli d’Israle fu detto che sarebbero stati allontanati dalla loro terra se avessero servito altri dei, ma Dio non aveva ancora terminato con loro. Così finirono schiavi in Egitto e in Babilonia, dalla quale furono, poi, riportati indietro e dopo l’epoca di Gesù, si dispersero su tutta la terra. Ma negli ultimi giorni Dio dice: “Io vi farò uscire dalle nazioni, vi radunerò da tutti i paesi, e vi ricondurrò nel vostro paese; vi aspergerò d’acqua pura e sarete puri; io vi purificherò di tutte le vostre impurità e di tutti i vostri idoli. Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne. Metterò dentro di voi il mio Spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni”. (Ezechiele 36:24-27) L’adempimento finale di questa profezia deve ancora verificarsi nel futuro, anche se rimane il fatto che, dopo 2000 anni, il popolo ebraico è ritornato nella sua terra.

Ora non so se accade anche a te la stessa cosa ma ogni volta che guardo il telegiornale, si parla sempre del piccolo Israele. L’Iran e gli altri paesi musulmani vogliono cancellarlo dalla faccia della terra, quella piccola nazione di alcuni milioni di persone, la “zona calda” a livello mondiale! A chi dovrebbe importare quel puntino nel deserto? È possibile che Dio abbia un piano non solo per noi ma anche per la nazione di Israele, dalla quale viene il nostro Salvatore Gesù?
Il tempo sta per finire. Il nostro sito contiene moltissimi articoli che mostrano chiaramente da fonti bibliche e con accuratezza questi eventi, i quali sono accaduti e accadranno mentre ci avviciniamo sempre di più alla fine. Non è necessario essere un genio per leggere e comprendere ciò che la Bibbia dice. Basta guardare i telegiornali per vedere che l’Iran è deciso a distruggere completamente Israele, mentre lo stato ebraico è determinato d’impedirgli lo sviluppo di armi nucleari. Il primo ministro Netanyahu afferma che “l’opportunità” per Israele di eliminare l’opzione nucleare avverrà prima delle elezioni americane nel 2012; intanto, la Siria si sta disintegrando e l’Egitto sta trasportando artiglieria pesante nel Sinai. Il presidente della Siria Assad, il quale è pronto per un conflitto armato, è pericoloso come un leone chiuso in un angolo e ha promesso di eliminare Israele, dovesse anche farlo con il suo ultimo alito di vita. Basta un’altra crisi per indurre l’America a firmare un patto di difesa con Israele, incapace di difendersi, in modo da poterne controllare le sue imprevedibili azioni. Gli sarà imposto un trattato, citato in Daniele 9:27 e del quale abbiamo parlato in maniera esauriente, che secondo molti seri studiosi della Bibbia marcherà l’inizio dei setti anni di tribolazione finali culminanti con il ritorno di Cristo.

La grande domanda

Così, se stiamo per entrare in un periodo conosciuto come “la più grande tribolazione che il mondo abbia mai visto”: perché non sentiamo nulla a riguardo? Perché le chiese tacciono? Ciò vale per le chiese liberali, conservatrici, fedeli alla Bibbia, carismatiche, per le mega chiese e per quelle di quartiere. Prova recarti in ogni chiesa della zona in cui vivi e non sentirai niente che riguardi la profezia, ad eccezione dei discorsi senza senso e lontani dalla realtà riguardanti il rapimento prima della grande tribolazione, di cui Corrie Ten Boom dice: “Ci sono alcuni tra noi che insegnano che non vi sarà alcuna tribolazione e che i cristiani la scamperanno. Costoro sono i falsi maestri da cui Gesù ci aveva messo in guardia e che aveva detto si sarebbero manifestati negli ultimi tempi”. Le chiese liberali ed emergenti desiderano rendere il mondo un luogo migliore. Altri, invece, vogliono scappare oppure sostengono che il periodo degli ultimi tempi va avanti dalla venuta di Cristo: niente di speciale.

Non c’è alcuna consapevolezza riguardo alla profezia, né alla tribolazione, solo l’aspettativa che le cose vadano avanti come è sempre stato. Le chiese evangeliche predicano un vangelo di salvezza e di prosperità: due figli, un cane, un gatto, una casa con tutte le bollette in ordine, calcio e balletto, investimenti nell’azienda per cui lavori e una gita a Disney, cene a buffet e incontri casalinghi, scuola domenicale e sermoni. Che cosa c’è di sbagliato in questo?

L’istituzione che chiamiamo “Chiesa” è diventata niente di più che una facciata, un’istituzione morta, opportunista e soffocante che cerca di dare un senso alla vita delle persone attraverso quattro canzoni e un sermone. Il pastore si esibisce, le persone osservano e questo spettacolo è molto lontano dalla comunità vivente e dinamica di persone che era la chiesa primitiva. I pastori sono agli ordini della propria congregazione nel loro servizio, così si sforzano il più possibile di essere divertenti e interessanti, ma non troppo controversi per timore di essere lasciati a casa.
Faccio una distinzione tra l’istituzione e le persone – cioè i veri credenti nati di nuovo (che potrebbero rappresentare un numero inferiore a quello che crediamo) nella chiesa. L’istituzione serve se stessa, deruba le persone di una genuina esperienza di vita nel corpo di Cristo, nella quale si possa vivere, amare e condividere la vita di Cristo reciprocamente. È un’entità artificiale che dà la posizione di “pastore” o “sacerdote” a una persona piuttosto che avere un’entità vivente dove le persone funzionano come pastori, evangelisti, insegnanti e si preoccupano e si amano l’un l’altro.

Le Scuole e i Seminari Biblici perpetuano troppo spesso insegnamenti antiquati, se non sbagliati, che non hanno nulla a che vedere con la chiesa e la situazione geopolitica oggi e che vengono trasmesse per inerzia da una generazione all’altra.

Consideriamo alcuni degli insegnamenti errati e fuorvianti.
a. Molte istituzioni evangeliche tradizionali si aggrappano all’insegnamento del rapimento pre-tribolazionista, in cui i cristiani “scappano” prima della Tribolazione. Il risultato di questo insegnamento è che dà ai cristiani un falso senso di sicurezza e li priva della necessità di prepararsi, in quanto sono convinti che non saranno qui durante questo tempo di persecuzione ed è per loro una fonte d’inganno, e probabilmente la cosa più importante è che rimuove la Testimonianza del popolo di Dio sulla terra derubandone così Dio.
C’è sempre stato un elemento di vangelo liberale e sociale nella chiesa. Ora c’è anche “La chiesa emergente”, del cui movimento fanno parte persone che capiscono l’irrilevanza della chiesa in questo mondo moderno e vogliono far si che abbia un impatto sociale. Nel farlo, cadono nella trappola della giustizia sociale o del “dominionismo” e vedono la chiesa coinvolta in politica e nella società come un agente di cambiamento con lo scopo di modificare la linea di condotta del paese.
Inoltre, insegnanti in ogni ambito considerano che l’America non abbia alcun ruolo nella profezia. La Bibbia identifica una grande nazione degli ultimi tempi, la quale è descritta in Apocalisse 16-19 e in molti altri posti. È una nazione cristiana apostata (perduta) con radici spirituali che ha abbandonato e che inquina il mondo con la sua sporcizia (Apocalisse 17). È una nazione molto consumista, una fucina economica che compra i prodotti del mondo (Apocalisse 18) ed è una grande potenza militare ed è anche il difensore d’Israele (Capitolo 19).

Potrei continuare a lungo e fare un elenco esauriente ma il punto cruciale per i cristiani e per la “chiesa” è: sono questi gli ultimi tempi o no? Se sì, come saranno? Abbiamo un ruolo importante da svolgere? Che cosa succederà ai cristiani? Dovremmo fare qualcosa per prepararci? O siamo negli ultimi tempi o non ci siamo. Israele è nella terra promessa ed è una “coppa di stordimento” per le nazioni,¬ quella piccola nazione è la zona calda del mondo oppure una coincidenza fortuita, una profezia che si autoadempie. A qualcuno importa? Siamo così nauseati da ignorare un terzo della Bibbia (che è chiaramente profetica)?

Perché non comprendiamo le profezie

Consideriamo le diverse ragioni per le quali non comprendiamo le profezie. Per prima cosa, noi cristiani “laici” non studiamo le profezie perché sono complicate, confuse e tremende, lasciando questo compito ai professionisti, i quali studiano la Bibbia più dettagliatamente e conoscono il greco e l’ebraico. Quello che mi posso limitare a dire è che la bontà di quest’idea è uguale a quella di un cattolico che confida nei preti per leggere e interpretare la Bibbia al posto loro. Siamo pigri. La maggior parte dei cristiani legge la Bibbia come se leggesse un libro qualsiasi per ricavarne informazioni e non come il Libro vivente che Dio usa per parlarci.

Secondo, c’è così tanta inerzia nelle istituzioni educative cristiane che i seminari e le scuole bibliche tendono a trasmettere gli stessi vecchi insegnamenti da una generazione all’altra, mentre ogni generazione ha il dovere di leggere la Bibbia in una maniera nuova e permettere che Dio riveli cose nuove.

Terzo, c’è il problema della “necessità di sapere”.
Ero un capitano nell’intelligence dell’esercito americano, avevo un nulla osta di sicurezza con livello segretissimo e insegnavo nel centro di formazione dei servizi segreti a Fort Huachuca in Arizona. Se sei mai stato in contatto con persone dell’intelligence saprai che una delle prime cose da imparare è il principio della “necessità di sapere”. Anche se avessi il nulla osta di sicurezza col livello più alto, ma non avessi “la necessità di sapere”, non potresti, qualunque sia la tua identità, avere accesso alle informazioni. Daniele 12:9 dice:“Va’ Daniele; perché queste parole sono nascoste e sigillate sino al tempo della fine”. Perché causare preoccupazione ai santi di tutte le epoche con le profezie sugli ultimi tempi quando la cosa non è rilevante per loro? Sarebbe stato interessante per loro esserne informati, ma essi non avevano “la necessità di sapere”: questa è uno dei motivi principali di confusione oggigiorno. I cristiani erano occupati a comprendere le profezie, così, hanno fatto il loro meglio nelle circostanze geo-politiche della loro epoca. Per questo motivo, erano sicuri di sapere, nei secoli passati, l’identità dell’anticristo (da Napoleone a Hitler, Stalin, Saddam e così via) e certi che l’Europa si sarebbe unita come un unico Sacro Romano Impero risorto dalle ceneri comportando la scomparsa dell’America.
L’intera questione era così confusa e con così tante possibilità diverse che la maggior parte ha semplicemente rinunciato. Creava solo troppe divisioni e paura. Molti hanno anche fatto delle predizioni che sono state contraddette e così la loro credibilità ha toccato il fondo. Le profezie sono divenute d’interesse per i ciarlatani e gli allarmisti e nessuno ha osato occuparsene; a ciò si deve aggiungere il nuovo insegnamento della “beata speranza”, il rapimento pretribolazionista e ora a chi importa davvero? Perché preoccuparsene?
Oggi i cristiani sono svogliati: s’interessano più di football, calcio e della bella vita. A loro basta essere salvati. Quante volte ascoltano lo stesso noioso sermone? Ciò che conta è che siano a posto oggi e per l’eternità. Le profezie sono stupide e umilianti. Perché non rendere il mondo un posto migliore per i nostri figli e confidare in Dio per il resto?

Chiamo la mia generazione “i quarantottini”. Non dimenticherò mai l’entusiasmo nella chiesa quando abbiamo capito che nel 1948 Israele sarebbe finalmente tornato nella sua terra. Abbiamo seguito ogni guerra col fiato sospeso ed ascoltato Abba Iban nel 1967 prima che le Nazioni Unite facessero un quadro tetro del dilemma militare che stava affrontando Israele e del miracolo seguente nella guerra dei Sei Giorni. I miei figli sono cresciuti chiedendosi se mai si sarebbero sposati e se mai avrebbero cresciuto una famiglia, considerando la prospettiva terribile dei loro figli di fronte alla persecuzione. Il tempo è avanzato, il caro vecchio papà è diventato solo un altro allarmista e quella generazione ha già rinunciato. La chiesa può essere noiosa e irrilevante ma i genitori sentono il bisogno che i loro figli ricevano una buona influenza, così li conducono come bravi soldatini alla scuola domenicale e sopportano quattro canzoni e un sermone. Intanto, però, a causa dell’alto tasso di disoccupazione e dei sempre più frequenti licenziamenti corrono da una parte all’altra presi dalla paura: avranno abbastanza soldi per il college del figlio? O addirittura avranno un lavoro?
Le chiese offrono nutrimento e grande intrattenimento, un pò di sfida e incoraggiamento per andare avanti con il Signore e tenere insieme i matrimoni, ma la maggior parte è in modalità sopravvivenza. Alcune chiese si danno all’attivismo: vota e cambia il sistema. Combatti l’aborto! Difendi il matrimonio! Altri si rinchiudono fra le mura sicure del proprio focolare e della propria famiglia, ma pochi si mettono in ginocchio e lottano con Dio su questioni profetiche.
La triste verità del problema è che se un pastore iniziasse a predicare la pura verità riguardo alla fine dei tempi, sarebbe deriso o buttato fuori dalla propria chiesa – o entrambe le cose! Nessuno vuole sentire più profezie che non si realizzano. Un giorno mi sono seduto nella Calvary Chapel ad ascoltare un pastore che faceva un quadro dello scenario della fine dei tempi, del ruolo cruciale d’Israele, dell’economia mondiale e l’avvicinarsi della fine. Ha fatto un ottimo lavoro andando in crescendo, è arrivato a parlare della “beata speranza”, il rapimento che ci condurrà in cielo lontano da questo caos. È la fuga la nostra “beata speranza”?

Questo è il triste stato delle cose. Se siamo negli ultimi giorni, nessuno ha voglia di parlarne o vuole sentirne parlare. Le chiese sono silenziose e cadono in fretta vittime dell’inganno.
Non c’è da meravigliarsi che le chiese siano morte. Il messaggio più importante per i nostri tempi è completamente ignorato, così se qualcuno osa parlare di profezie, lo fa in modo accademico e probabilmente con la prospettiva rassicuramente che saremo rapiti oppure che esse avverranno in un lontano futuro. Non c’è nulla da preoccuparsi.
Di recente, un nostro buon amico è stato invitato a un raduno di pastori a Fort Worth, Texas – hanno partecipato da tutti gli Stati Uniti al più grande seminario della nazione per tenere una conferenza sulla “profezia”. Il tema era Matteo 24, il discorso sul monte degli Olivi e i versetti specifici in cui Gesù parla degli eventi che culmineranno con la Grande Tribolazione…quelli che lui ha definito col nome di “mini-apocalisse”. È piaciuto a tutti, l’unico problema è stata la consapevolezza da parte dei pastori presenti che non avrebbero mai potuto predicare qualcosa del genere alle loro congregazioni, pena la perdita del loro incarico!

Il problema non è il tempo in cui avverrà il rapimento, ma dov’è la testimonianza di Dio sulla terra. I teologi della chiesa sembrano decisi a distruggere il piano di Dio; alcuni affermano che la chiesa verrà rapita lasciando il popolo ebraico a soffrire, mentre altri affermano che il popolo ebraico abbia perso la promessa e che solo la chiesa ha importanza. Dio ha una testimonianza sulla terra, sarà giudice e ha bisogno di due testimoni prima di poterlo fare. Questi due testimoni sono i suoi due popoli: Israele e la Chiesa…coloro che “cantano il Cantico di Mosè, il servo di Dio (Israele), e il Cantico dell’Agnello (la Chiesa).”

In Apocalisse 11 nel mezzo della tribolazione, essi testimonieranno a tutto il mondo. Dio ha bisogno di entrambi perché essi sono il suo popolo che dichiara la sua fedeltà; ecco perché in Apocalisse 12 il dragone va a far guerra “al rimanente di quelli che restano della discendenza di lei che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù”…c’è un prezzo da pagare per essere testimoni.

Ti ricordo che quando tutto questo inizierà a verificarsi, la chiesa apostata sarà la prima a perseguitare i veri credenti. Questo è il momento in cui saremo denunciati da amici e parenti. Queste non sono mie parole. Leggi Matteo 24:9-11 dove è scritto “Allora vi abbandoneranno all’oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome. Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda. Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti”.
È sorprendente che la chiesa degli ultimi tempi abbia le caratteristiche di Laodicea, una meravigliosa chiesetta molto impegnata e socialmente utile ma tiepida, sventurata, patetica, povera, cieca e nuda. Questa chiesa è benestante, a dire il vero disgustosamente ricca e pensa di non aver bisogno di nulla. Sanno tutto, hanno tutto sotto controllo ma si sbagliano di grosso quando si tratta di comprendere quale sia la loro condizione. Perciò consideriamo la chiesa di oggi come istituzione.
Gli Stati Uniti si classificano ora al terzo posto dietro India e Cina per il numero di persone che non sono cristiani praticanti, in altre parole, gli Stati Uniti stato diventando sempre di più “una popolazione non raggiunta dal Vangelo”.
Μetà di tutte le chiese negli Stati Uniti non ha acquisito alcun nuovo membro negli ultimi due anni. Ma perché le persone stanno lasciando la chiesa? Uno studio afferma che “le statistiche della ricerca Barna hanno riportato che forse il 50% delle persone che va in chiesa non è nemmeno cristiano!”

Molti stanno abbandonando l’istituzione per incontrarsi a casa con altri amici cristiani per la condivisione, ma un buon numero lascia perché le preoccupazioni e l’irrelevanza della chiesa li scoraggia – NON C’È VISIONE! Non c’è niente per vivere e niente per cui morire.
La chiesa tradizionale è la fonte d’inganno e persecuzione perché non ascolta più Dio e i suoi avvertimenti scritti e si occupa di riassicurare le persone che tutto va bene. Mi azzarderei a dire che novantanove pastori o responsabili di chiesa su cento comprendono poco la profezia. Le chiese sono impegnate a predicare il vangelo, hanno dei credenti neonati e danno loro latte spirituale per il resto delle loro vite, non preparandoli per quello che Matteo 24:11 dice “Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti”. La chiesa istituzionale tace.

Sembra che i cristiani cerchino la verità solo nella chiesa istituzionale, ma la cercano nel posto sbagliato. È invece ora arrivato il tempo di seguire i consigli di Ebrei 13:13 “Usciamo quindi fuori dall’accampamento e andiamo a lui portando il suo obbrobrio”.
Non abbiamo bisogno di più sermoni, insegnamento e studio interminabile, ma abbiamo bisogno di conoscere Dio e di stare con le persone che cercano la stessa cosa: lottare con la Parola di Dio come fece Giovanni in Apocalisse quando gli fu dato “il libretto” per“divorarlo”e poi gli fu comandato di profetizzare.

Se mai fosse esistita una generazione che aveva bisogno di liberarsi dalle catene della religione e dei dogmi, dal falso insegnamento e dall’inganno, è proprio questa. Tu sei responsabile di ciò che fai, non il tuo prete, il ministro, il vescovo, il pastore, l’anziano o il leader dello studio biblico, perché hai bisogno di essere legato a un corpo vivente di credenti e di una sottomissione reciproca in spirito d’umiltà, non solamente perché qualcuno ha una “posizione”. Sfortunatamente, c’è la possibilità che i tuoi leader siano già caduti nell’inganno. Dico questo non a causa di un cuore ribelle, ma con dolore e cinquantanni d’agonizzante esperienza a conferma di questo fenomeno che si sta verificando nella chiesa d’oggi.

Dio è interessato a un corpo dove ognuno funziona e esercita i suoi doni spirituali. Questa è una realtà spirituale, non basata sulla formazione, gli studi o la posizione, mentre noi abbiamo provato a mettere il Corpo di Cristo in una scatola/edificio. Non è un’istituzione ma un organismo composto da persone vere che si relazionano l’un l’altro perché condividono tutti la stessa vita in Cristo. La chiesa di cui si legge in Efesini 3 e 4 non assomiglia al culto a cui ti rechi la domenica mattina. Sfortunamente sono pochi i cristiani che vivono veramente la vita della chiesa come corpo vivente dove tutti sono membra l’uno dell’altro, esaltando il nostro Capo che è Gesù Cristo.

Perciò qual è la risposta a questo problema nella chiesa di oggi? Dove troviamo la chiesa vera? Non è in un edificio all’angolo della strada vicino a casa tua, ma nei tuoi fratelli e sorelle in Cristo!

Inizia con una visione: vedere te stesso come uno di quelli che “l’hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte”(Apocalisse 12:11). Sarà necessaria probabilmente un’altra guerra e un patto di difesa che Israele sarà obbligato a sottoscrivere prima che alcuni lo riconoscano come l’evento descritto in Daniele 9:27 che da l’avvio alla settantesima settimana di Daniele. Alcuni forse non lo vedranno fino a quando il tempio non sarà ricostruito e l’Anticristo non andrà nel luogo Santissimo per un sacrificio e si dichiarerà come Dio. Altri forse non lo comprenderanno fino a quando non gli sarà richiesto di prendere un “marchio” per comprare o vendere.

Una volta che i cristiani saranno abbastanza disperati e inizieranno a scavare nella profezia loro stessi, comprenderanno che la chiesa istituzionale è apostata e non cambierà. Solo allora saranno seri abbastanza da cercare altri cristiani e riscoprire la “vita di chiesa” nel quartiere o nella propria casa. Mi scuso per non essere stato molto incoraggiante di fronte alla prospettiva che i cristiani comprendano questa semplice verità, tuttavia se non la cercano da soli, nessuno lo farà per loro.

Proclamo questo messaggio da quasi 30 anni e pochi sono coloro che si preoccupano. Penso ci saranno più persone che capiranno quando questi eventi ci coglieranno di sorpresa; la ragione, però, per cui sono così critico verso la chiesa istituzionale non è solo perché è passiva. Essa è attivamente contro di noi nel suo compiacimento, i suoi violenti attacchi contro chi vuole cambiare lo stato delle cose e causare problemi e la sua aggressiva abilità nell’anestetizzare i credenti insegnando che “tutte le cose rimarranno come sono sempre state” – Gesù tornerà fra 400 anni…sarai rapito lontano da qui in una qualunque circostanza o, peggio ancora, la seconda venuta di Cristo è la sua venuta in noi ed è già qui – ogni altra cosa che senti è uno sproloquio allarmista, non ascoltare!

“La cristianità formale e istituzionale” non è nostra amica. Essa rappresenta lo status quo ed è parte dell’inganno. I leader di chiesa non comprendono la vera natura della bestia e dell’inganno e sono così pieni delle loro antiquate interpretazioni e del loro desiderio di rimanere in pace con il gregge. Sono il problema piuttosto che la soluzione.

di Dene McGriff

edizione italiana a cura di Sequenza Profetica