Pietre che parlano

I meravigliosi numeri del Canone Sacro

Cosa hanno in comune l’Arca di Noè, la Piramide di Giza, l’Arca del patto, Teotihuacán, Stonehenge, le Linee di Nazca e Glastonbury con la Nuova Gerusalemme?

Salve a tutti! Questo articolo ha lo scopo di mostrare che la Bibbia non è stata scritta solo da un mucchio di antichi sempliciotti, ma da persone che sapevano esattamente cosa stavano facendo. Lo stesso vale per le persone che hanno edificato, nel corso della storia, i cosiddetti dieci siti antichi del mistero, ovvero le testimonianze archeologiche che la scienza non è in grado di spiegare. In Geremia 32:20 è scritto: “Tu hai posto dei segni fra gli uomini fino a questo giorno”. Nonostante le negazioni da parte di coloro che hanno preferito l’ateismo alla fede, questi “misteri” si stanno ora rivelando a noi con grande chiarezza, e il primo punto da chiarire è che tutti gli oggetti sopra citati non sono stati realizzati a caso.

No, essi sono tutti collegati tra loro da un sistema numerico duodecimale e allineati con precisione astronomica. Ma l’elemento più importante che li caratterizza è il loro significato cosmogonico relativo alla Nuova Gerusalemme e la loro struttura geometrica che ha scosso, e sta ancora scuotendo, la comunità della Geometria Sacra e sta dando noia ad antropologi, archeologi e astronomi, per non menzionare gli ateisti. Ma, senza ulteriori indugi, entriamo subito nel merito.

 I siti del mistero

Come saprà chi ha letto gli articoli inerenti, la descrizione di Teotihuacán mi ha totalmente assorbito e consumato, ma nel mio instancabile perseguimento delle dimensioni del Paradiso, ho scoperto, con piacere, che Stonehenge necessita di un rinnovamento totale, ed è mio dovere staccare questo sito dal suo passato druidico e ricollocarlo nell’ambito della Nuova Gerusalemme.

Permettetemi quindi di introdurre solo alcune misure:

Sir William Petrie (1853-1942), forse uno degli archeologi più famosi del mondo, misurò il cerchio più esterno di Stonehenge, il cosiddetto Cerchio di Aubrey o Cerchio delle “buche di Aubrey”, stabilendo la distanza dal suo punto più esterno (bordo del fossato) al centro del cerchio di pietre Sarsen: 184,5 piedi; per un diametro di 369 piedi. Tale risultato si ottiene sommando la misura del cerchio di buche, equivalente a 288 piedi di diametro e 144 di raggio, con la distanza tra il bordo più esterno del fossato e la fila circolare di buche, che è di 40,5 piedi. La distanza tra il cerchio formato dalla fila di buche e il cerchio di Sarsen è di 90 piedi su ciascun lato rispetto al centro (per un totale di 180 piedi). Il diametro esterno del cerchio di Sarsen è 108 piedi (raggio 54 piedi), mentre il diametro interno è di 100,8 piedi (raggio 50,4 piedi). Il cerchio delle cosiddette “pietre azzurre”, all’interno del cerchio di Sarsen, che circonda le due strutture a ferro di cavallo, misura 78 piedi di diametro e 39 di raggio. Il ferro di cavallo più interno ha un diametro di 40 piedi e un raggio di 20.

Se “squadriamo” il Cerchio di Aubrey, utilizzando il suo diametro come lato del quadrato, ricaviamo una diagonale di 720 piedi che, raddoppiata, ci porta a 720 x 2 = 1440 piedi x 6 (facce del cubo) = 8640 piedi, frattale (o riflesso) sia della Nuova Gerusalemme (12.000 furlong o 12 x 12 = 144 x 6 = 864) che del diametro del Sole (864.000 miglia). In base alle dimensioni calcolate da Petrie, dunque, il Cerchio di Aubrey rappresenta un riflesso assoluto della Nuova Gerusalemme (fonte: George L. Dowell, The Obliquity of the Ecliptic, Royal Astronomic Society, UK).

La scoperta del Cubito Sacro di 25,20 pollici e il suo incorporamento nel sistema del Miglio Imperiale di 5280 piedi, ha mostrato in maniera evidente che questi straordinari siti dell’antichità, insieme agli oggetti sacri menzionati nelle Scritture, sono stati divinamente orchestrati per noi e i nostri posteri, soprattutto adesso che ci avviciniamo alla fine dei tempi.

Così come fu ai giorni di Noè, sarà anche nei giorni della venuta del Figlio dell’Uomo.

L’Arca di Noè e la Piramide di Giza hanno molto in comune e le loro somiglianze sono connesse con le dimensioni del Cubito Sacro, che è basato sul Miglio Imperiale e, di conseguenza, sul piede e sul pollice imperiali.

Perché imperiali? Perché sono stati gli inglesi a riscoprirli e ad includerli nel testo più letto al mondo: la traduzione della Bibbia di re Giacomo. Il furlong (1 furlong = 660 piedi imperiali), a sua volta, non è un’invenzione degli studiosi radunati attorno alla persona della regina Elisabetta I, inserita poi a forza nella versione biblica di re Giacomo, ma è la traduzione inglese data al termine greco stadia, che esisteva già da molto tempo prima dell’epoca elisabettiana.

Ma vediamo nel dettaglio come l’Arca di Noè e la Piramide di Giza si collegano tra loro sulla base del Cubito Sacro da 25,20 pollici o 2,1 piedi:

L’Arca di Noè ha una dimensione di 1728 cubiti (Cubito Sacro), cioè 12 x 12 x 12, che sono anche i pollici cubi in un piede quadrato. Inoltre, 1728 cubiti x 25,20 pollici (dimensione del Cubito Sacro) = 43545,6 pollici o 3628,8 piedi che, diviso per 144 = 25,2, frattale del Cubito Sacro.

Il perimetro di base della Piramide di Giza è 3024 piedi lineari x 12 pollici = 36288 pollici / 144 = 252. Oppure 3024 piedi lineari / 2,1 piedi (Cubito Sacro in piedi) = 1440.

In conclusione, l’Arca di Noè e la Piramide di Giza condividono dimensioni analoghe sotto l’influenza del Cubito Sacro di 25,20 pollici e, pertanto, costituiscono una continuazione del piano divino per il mondo.

Consideriamo anche l’Arca del patto, la vera presenza dell’Eterno, che si conforma, nelle sue dimensioni, alla Stella dei famosi disegni chiamati “Linee di Nazca” che si possono osservare nel deserto peruviano tra le città di Nazca e Palpa. Qui, infatti, troviamo una piattaforma di 21 x 21 quadrati di 26,4 piedi di lato, o 26,4 piedi x 21 = 554,4 piedi lineari.

L’Arca del patto misura 22 cubiti lineari totali x 25,20 pollici = 554,4 pollici lineari, che riflettono le misure della Stella peruviana.

Abbiamo visto che le dimensioni del sito inglese di Stonehenge sono state stabilite già nel 1877 da Sir William Petrie, il quale ha calcolato il diametro complessivo del Cerchio di Aubrey e dalle cui misurazione ne sono derivate altre. Ad esempio il raggio di 1846/2 piedi calcolato dall’estremità esterna del fossato al centro del cerchio di Sarsen, se raddoppiato, ci fornisce il diametro del sito: 1841/2 piedi (6 pollici) x 2 = 369 piedi imperiali. Se consideriamo tale misura come il lato del quadrato in cui il cerchio è inscritto, avremo una diagonale di 720 piedi lineari, che raddoppiata, ci porta a 1440 piedi lineari. Quindi i 144 pollici sulla una faccia del cubo ricavato dal Cerchio inscritto di Aubrey, darà 144 x 6 (facce del cubo) = 864, frattale del diametro solare di 864.000 miglia o 12 x 12 (uno spigolo della Nuova Gerusalemme, cioè 12.000 furlong) = 144 x 6 facce = 864. Quindi, l’864 del Cerchio di Aubrey è uguale all’864 della Nuova Gerusalemme e ne è pertanto un perfetto riflesso!

Chi si reca a Stonehenge in visita, o per un concerto, sappia dunque che ciò che lo circonda non è un luogo per streghe o fattucchieri, ma una riproduzione simbolica della Nuova Gerusalemme, il Paradiso, con tutto quel che ne consegue.

Le misure viste nella Stella di Nazca (piattaforma 21 x 21), tornano in maniera significativa nel sito di Teotihuacán, le cui misure sono state prese da studiosi come Hugh Harleston jr. utilizzando delle unità di misura apposite per il sito. Nel caso di Harleston, l’unità di misura utilizzata è la STU (Standard Teotihuacán Unit) e i calcoli che ne derivano ci convincono che le misure divine (o la “Piattaforma divina” in questo caso) pervadono tale luogo antico.

Le misurazioni GPS di John Allen confermano le straordinarie scoperte legate al Miglio Imperiale/Cubito Sacro per l’area archeologica messicana: dalla Piramide della Luna alla Piramide del Sole abbiamo 2640 piedi o 5 miglia; dalla Piramide del Sole al Tempio del Serpente Piumato, sulla sommità della Cittadella, abbiamo 3960 piedi o 0,75 miglia; il lato della Cittadella quadrata misura 1320 piedi x 4 lati = 5280 piedi, cioè 1 Miglio Imperiale. Tale misura convalida anche il piede sumero di 13,2 pollici che viene considerato da Allen la misura utilizzata per l’edificazione del sito di Teotihuacán.

 

Pertanto, quando consideriamo la lunghezza del complesso di Teotihuacán di 7920 piedi (frattale del diametro della Terra di 7920 miglia) e la sua larghezza di 2640 piedi, troviamo di conseguenza il perimetro del complesso: 21120 piedi, che riproduce chiaramente il 2112 della piattaforma della Stella peruviana. Tali misure sono ben più che coincidenze. Esse rappresentano segni divini della rivelazione, presentata agli uomini in un momento critico della storia. Non sono manipolazioni, ma frutto di ispirazione e legate alla misura del Cubito Sacro di 25,20 pollici.

Gli studi che presenteremo in futuro su Glastonbury e Stonehenge, cambieranno in modo incontestabile la visione e la percezione che finora si è avuta di questi siti antichi. Essi sono infatti, come dimostreremo, espressioni dinamiche delle dimensioni del Paradiso.

La Piramide di Giza ha un perimetro di base di 3024 piedi x 12 pollici = 36288 pollici, che è di nuovo il frattale del valore trovato nelle misurazioni dell’Arca di Noè: 1728 cubiti x 25,20 pollici = 43545,6 pollici / 12 pollici = 3628,8 piedi. Quindi l’Arca di Noè si collega alla Piramide di Giza come la Stella di Nazca si collega al 2112 del perimetro del complesso di Teotihuacán (21120 piedi) e come il 144 e l’864 di Stonehenge si collegano alle misure della Nuova Gerusalemme, un cubo dalle 6 facce: 144 x 6 = 864.

Osserviamo, inoltre, che se dividiamo i 756 piedi del lato di base della Piramide di Giza per 21 (frattale dei 2,1 piedi del Cubito Sacro), abbiamo:

756 piedi / 21 = 36 piedi

o

756 piedi /2,1 piedi (Cubito Sacro) = 36 cubiti sacri

Inoltre, un blocco di quattro facce di 36 piedi di lato (e nella base della Piramide di Giza ne troviamo 441, poiché 21 x 21 = 441, che è l’inverso di 144), dà un perimetro di 144 piedi per ciascuna faccia, frattale della misura della Nuova Gerusalemme. Quindi l’intera base della Piramide rappresenta le misure del Paradiso. È forse una coincidenza?

La compatibilità di tutte queste configurazioni, per elementi come Glastonbury, i Templi di Ezechiele e Salomone, il Tabernacolo nel deserto e gli altri siti dell’antichità, che stiamo riscoprendo in questi studi, sono conferme della Geometria Sacra e del fatto che stiamo vivendo nell’epoca forse più profetica della storia. La verità è vicina a noi, si trova nei testi sacri ed è confermata dai segno della geometria divina.

Vengono i giorni in cui sarà dedicato un altare al Signore ai confini dell’Egitto (cioè Giza) e la sua pietra principale sarà asportata in mezzo alle grida di “Grazia! Grazia su di lei!” (si veda Zaccaria 4). Allora sorgerà il vero “Sole della giustizia”, portando alla terra l’armonia sociale perfetta (si veda Malachia 4:1-2).

Non dobbiamo più pensare che questa numerologia sia opera dei demoni o degli gnostici, anche perché non c’è nessuna Scrittura che afferma cose simili. Concludo questo scritto con uno spirito ardente, perché la Chiesa sia risvegliata nella sua ora più gloriosa nell’ambito della storia umana.

Tu hai fatto nel paese d’Egitto, in Israele e fra gli altri uomini, fino a questo giorno,

miracoli e prodigi, ti sei acquistato un nome qual esso è oggi

(Geremia 32:20).

di Doug Krieger © The Tribulation Network – Edizione italiana a cura di Sequenza Profetica