Amare Dio e discernere gli ultimi tempi (2)

… continua dalla I parte

Cari santi noi siamo pellegrini in un viaggio epico verso il cuore di Dio e la questione centrale non sarà la nostra forza economica, materiale o militare, ma la nostra consacrazione, e a chi siamo consacrati. Il sipario sta per alzarsi sull’avvenimento più avvincente e sulla storia d’amore più accattivante che questo mondo e che gli angeli abbiano mai visto (Eb 12:1).

E questa è la conclusione di questa storia secondo le Scritture: il Messia ritornerà per una sposa senza macchia, ruga o imperfezione (Ef 5:27) e la rifinitura dei santi come oro sarà inevitabile (Apocalisse 3:18). La storia della presente epoca malvagia terminerà con la rivelazione del Messia quale Leone di Giuda che ruggirà da Sion (Gioele e Amos 1:2) e verrà in giudizio contro le schiere di Gog e i suoi alleati mentre queste cercheranno di assalire Israele dalle estremità del settentrione negli ultimi tempi (Ez 38). Egli difenderà Israele con il suo potente braccio e quando le nazioni circostanti si raduneranno con i loro eserciti sulla pianura di Armageddon, Dio esigerà una terribile retribuzione. Isaia, inoltre, vide il Messia ritornare calpestando l’uva dell’ira e Michea lo vide far breccia e liberare gli eletti dall’ovile di Bosra. “Poiché è il giorno della vendetta del Signore, l’anno di retribuzione per la causa di Sion” (Is 34:8).

Il fulcro della seconda venuta del Signore Gesù è la devozione. La liberazione finale dei santi è il giorno dell’ira e sarà anche il giorno del giudizio per gli empi. Dio agirà con amore e rabbia animata dalla gelosia e libererà i suoi santi, i quali saranno provati, dalle mani dei loro carcerieri. In quel giorno gli empi saranno radunati da tremendi angeli d’ira, saranno raccolti come erbacce da bruciare e il loro destino sarà un luogo di tormento eterno (Mt 13:30). Gli uomini, infatti, potranno farsi beffe della promessa della sua venuta, ma Dio non si lascia prendere in giro, né abbandona il suo popolo: egli lo libererà prontamente non appena ogni cosa sarà detta e fatta.

È molto importante sapere che il giusto giudizio arriverà, perché questo ci aiuterà personalmente ad affrontare la grande Tribolazione con pazienza. Questa conoscenza c’è data, infatti, affinché possiamo crescere in grazia e predicare il vangelo a quelle stesse persone che ci perseguiteranno. Ma indovina un pò? Non siamo noi a essere nei guai ma loro perché avranno osato perseguitare il popolo del patto di Dio.

L’ira di Dio non è solo rabbia vuota, nè è diretta al suo popolo in forma di “tribolazione” ma è uno zelo intenso e santo e una rabbia diretta in modo specifico a coloro che perseguiteranno il popolo del suo patto. Questa è una manifestazione del Suo amore.

Pensando all’amore e alla passione per Dio soffermiamoci a ricordare il nostro patriarca Giuseppe. Come vi ricorderete egli fu perseguitato dai suoi fratelli: alcuni di loro volevano ucciderlo. Eppure, in tempo di carestia egli elargì il pane della vita ai suoi fratelli in precedenza ostili e nutrì anche i popoli fuori dal patto e provenienti da vari angoli della terra durante quei terribili sette anni.

La storia di Giuseppe durante quei sette anni è un modello della storia della chiesa futura nella settantesima settimana. Questa grazia e pazienza nella tribolazione che Giuseppe ha esemplificato, saranno gloriosamente visibili ancora durante gli eventi degli ultimi tempi. Negli ultimi tempi tutto il popolo giudeo-cristiano composto da coloro che appartengono a Dio affronterà il tempo di angoscia di Giacobbe ed è al culmine di questa prova che molti si piegheranno finalmente e abbracceranno il Cristo che vedono nella vita dei loro fratelli perseguitati. A tal fine, un elemento chiave sarà la promessa rivolta a Giuda di fare da garante per la vita di Beniamino. La casa reale di Giuda sarà salvata, il trono di Davide stabilito sulla terra per mille anni (Za 12:7-13:1) e le case d’Israele e le dodici porte della città santa saranno destinate ad aprirsi gloriosamente negli ultimi giorni. I due pezzi di legno diventeranno uno nelle mani del Messia (Ez. 37), il quale sarà contemporaneamente re e sacerdote santo come il grande Melchisedec e in Lui essi si uniranno per formare un solo “sacerdozio reale e una nazione santa” (1 P 2:9). Questo sarà il regno/sacerdozio che ristabilirà questo mondo durante il millennio del Messia.

Molti misteri devono ancora essere svelati: una grande avventura ci è posta dinnazi. Questa santa ricerca è destinata a consumare i pellegrini degli ultimi tempi con una storia d’amore in Dio che toccherà ogni parte del loro essere.

Il pellegrinaggio è stato lungo: il percorso di fedeltà al patto è cominciato con il nostro patriarca Abramo. Egli partì ben 4000 anni fa da Ur, una città d’idoli, guidato dalla mano di Dio e 500 anni più tardi la famiglia di Abramo, Isacco e Giacobbe era diventata una nazione di un milione di persone. Questo popolo cantò il Cantico di Mosè mentre usciva dall’Egitto per mezzo di una potente liberazione, e, protetto dalla mano potente di Dio, fu condotto fuori da Mosè in un esodo di massa. Dio lo soccorse dall’assalto delle bighe del Faraone permettendogli di attraversare il Mar Rosso sulla terra asciutta.

Il pellegrinaggio del popolo di Dio va avanti e nel futuro ci aspetta un esodo di proporzioni ancora maggiori (Gr 16:14-15). Alla fine di quest’epoca l’enorme e grandioso esercito dei redenti arriverà nei regni celesti e lì canterà il Cantico di Mosè, nello stesso modo in cui fu cantato quando il popolo d’Israele attraversò il Mar Rosso. Questa volta sarà cantato in ricordo di una liberazione ancora più gloriosa e quell’enorme e glorioso esercito proveniente da tutte le nazioni starà in piedi di fronte al mare di vetro (Ap 15:1-3). Dio libera i suoi!

Il tempo incalza ora che ci stiamo avvicinando al premio della nostra grande chiamata. Gli eletti di Dio sono al centro della sacra storia: come potranno mai essere in grado di affrontare tutto questo? Come continueranno a lottare con l’Angelo durante la “notte oscura dell’anima”? La risposta si vedrà in azione e sarà la grazia divina di Dio che ci condurrà alla vittoria. L’imminente settantesima settimana di Daniele e i suoi tre anni e mezzo di Grande Tribolazione porteranno i santi sulla scena, i quali sopporteranno un periodo di prova senza precedenti nel bel mezzo delle impetuose tempeste della storia. Come mai potranno sopportare tale afflizione?

I santi degli ultimi tempi non saranno soli, né avranno dei corpi interamente corruttibili quando giungeranno “all’ora della tentazione”, ma in quel tempo penetreranno nel mistero della santità e saranno provvisti in maniera soprannaturale della grazia di Dio per le prove; i cristiani perseguitati nel mondo ne sono provvisti già ora. I santi saranno protetti o preservati dalla potenza di Dio in ogni istante dell’“ora della tentazione” (Ap 3:10) e troveranno rifugio nel “luogo segreto dell’Altissimo” (Salmo 91:1). Come Davide nella “valle dell’ombra della morte” troveranno una mensa imbandita apposta per loro, proprio alla presenza dei loro nemici (Salmo 23) sperimentando la meraviglia di una storia d’amore divina che trascende ogni altra.

Nel Cantico dei Cantici la Sulamita conduce finalmente a conclusione la sua storia d’amore dando testimonianza della sua dedizione totale e dell’amore basato su un patto di sangue per il suo sposo:

Mettimi come un sigillo sul tuo cuore, come un sigillo sul tuo braccio; perché l’amore è forte come la morte, la gelosia è dura come il soggiorno dei morti. I suoi ardori sono ardori di fuoco, fiamma potente.”  Cantico dei Cantici 8:6

Dove troveranno i santi la forza per andare avanti in un periodo di straordinarie prove? Da dove verrà la grazia e la pazienza per sostenere tutte queste cose? E come saranno fortificati nel loro uomo interiore per testimoniare del patto fedelmente, anche fino alla morte?

Nell’ora della tentazione scopriranno una forza interiore che viene da dentro, proprio dal Cristo dimorante in noi (Salmo 91) e daranno la loro testimonianza davanti agli uomini, così come avevano fatto i santi di prima davanti a loro. Anche nei giorni cruciali della luna color sangue, la loro testimonianza andrà avanti e sarà essa, durante il quinto sigillo, a concludere questa epoca.

E perché faranno questo?

Lo faranno per Amore.

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Traduzione e pubblicazione a cura di Sequenza Profetica (E’ vietata la riproduzione)