Vicini alla fine

In vista dell’attuale crisi mediorientale, le seguenti osservazioni registrate da Derek Prince nel suo diario di preghiera (n° 60 del novembre 1990), costituiscono delle ottime indicazioni per l’intercessione a favore del Medio Oriente. Siamo grati del fatto che questi frammenti siano incredibilmente pertinenti alla situazione attuale. Infatti, nonostante l’autore si riferisca in modo particolare all’invasione irachena del Kuwait nell’agosto del 1990, le sue osservazioni sono applicabili perfettamente all’attuale situazione che attraversa tutto il Medio Oriente.

 Uno sguardo indietro

Suppongo che tutti siano d’accordo sul fatto che il punto focale delle notizie dal mondo, oggigiorno, sia il Medio Oriente. Questo fatto è molto significativo, poiché rappresenta il totale cambiamento che ha avuto luogo nelle ultime quattro, cinque o sei decadi.

Essendo cresciuto in Inghilterra tra le due guerre mondiali, ricordo che ai miei tempi si poteva leggere il giornale ogni giorno per una settimana intera senza trovare alcuna menzione dei paesi mediorientali, né alcun nome delle nazioni menzionate nella Bibbia. Ma oggi la situazione è molto diversa e, come ho detto, il fulcro delle notizie e dell’attenzione mondiale si trova nel Medio Oriente.

Questo fatto, di per sé, è molto interessante, infatti si allinea totalmente con il quadro degli ultimi tempi che viene descritto nelle Scritture, il cui centro è appunto il Medio Oriente, l’Europa e il bacino del Mediterraneo. Perciò, questo spostamento del perno dell’attenzione, è un modo che Dio sta usando per dirci che siamo ormai giunti presso la fine dei tempi.

 Comprendere l’Islam

Il potere spirituale dominante in Medio Oriente è l’Islam, la religione dei musulmani, a proposito della quale è importante conoscere alcuni fatti cruciali. Sfortunatamente, la maggior parte dei cristiani occidentali è molto ignorante a proposito della vera natura dell’Islam che rappresenta, senza dubbio, il naturale nemico sia di Israele, che della chiesa di Cristo. La sua ostilità si concentra, in questo momento, principalmente su Israele, poiché quest’ultimo vanta una sconfitta su di esso. Inoltre, esso non prende sul serio la chiesa, poiché la ritiene inconsistente e facile da sottomettere, mentre invece Israele si è rivelato un ostacolo molto duro. In ogni caso, l’obiettivo ultimo dell’Islam è quello di imporsi, con la sua religione, sul mondo intero.

Dobbiamo comprendere un fatto molto importante ed interessante a proposito del dominio e dell’influenza spirituale dell’Islam nel Medio Oriente oggi. Perché? Perché c’è un’importantissima lezione che noi, come cristiani, dobbiamo imparare. Voglio esporla semplicemente, ma senza implicare che sia semplice di per sé. La base del potere spirituale dell’Islam nel Medio Oriente e nel nord Africa è riassumibile in una sola parola: proclamazione. Gli arabi, consciamente o inconsciamente, hanno compreso il tremendo potere spirituale di una persistente proclamazione.

Io credo che questa sia la vera base del tremendo dominio spirituale islamico. È questa costante, inesauribile proclamazione delle forze spirituali che essi tentano di stabilire. Come cristiani, questo fatto costituisce una sfida poiché, personalmente, io credo che la risposta alla proclamazione sia la contro-proclamazione. Credo che noi, nella chiesa cristiana, abbiamo tristemente fallito nell’apprezzare e praticare il potere e il valore della proclamazione.

In Luca 11, Gesù dice: “Quando l’uomo forte, ben armato, guarda l’ingresso della sua casa, ciò che egli possiede è al sicuro; ma quando uno più forte di lui sopraggiunge e lo vince, gli toglie tutta l’armatura nella quale confidava e ne divide il bottino”. Io credo che, in un certo senso, noi possiamo invocare Colui che è più forte dell’Islam, cioè Gesù, a smuovere questa situazione, aprire la fortezza e liberare i prigionieri, mettendoci in grado di conquistare il bottino. Questo è il soggetto delle mie preghiere, e vorrei sottolineare il fatto che io prego serbando nel cuore una profonda pena e compassione per il popolo musulmano.

Lasciatemi dire che io non sono contro i musulmani. Io li compatisco sinceramente. Ho vissuto personalmente in vari paesi musulmani e conosco l’oscurità, la miseria e la schiavitù che l’Islam impone su uomini e donne, e soprattutto sulle donne. Il desiderio, il grido e la preghiera del mio cuore a Dio è che Egli intervenga e distrugga la fortezza dell’Islam, che tiene prigionieri gli uomini, e crei una via di liberazione per tutti loro.

 Proclamazione

Mentre osservate la situazione nel Medio Oriente, vi voglio esortare e incoraggiare, come cristiani, a non restare passivi, come semplici spettatori, senza sapere cosa fare. Voglio incoraggiarvi a rispondere con la proclamazione – preghiera, intercessione e lode – in qualsiasi modo riteniate opportuno.

Prima di tutto, proclamiamo il futuro di Israele. Proclamiamo che Israele sarà protetto da tutti i suoi nemici dalla grazia e dal potere soprannaturale di Dio, e che Israele tornerà a Dio. In Geremia 31 c’è un piccolo esempio di questo ed è indirizzato a noi credenti. Geremia 31:7 dice: “Infatti così parla il Signore: «Innalzate canti di gioia per Giacobbe, prorompete in grida, per il capo delle nazioni; proclamate le vostre lodi, e dite: Signore, salva il tuo popolo, il residuo d’Israele!»”.

Si noti il termine proclamare. Quale dovrebbe essere la nostra risposta a ciò che sta accadendo in Israele? Dovremmo pregare, ma dovremmo anche proclamare. Nel versetto 10 dello stesso capitolo è scritto: “Voi nazioni, ascoltate la parola del Signore, e proclamatela alle isole lontane; dite: Colui che ha disperso Israele lo raccoglie, lo custodisce come fa il pastore con il suo gregge”.

Questo è il messaggio di Dio alle nazioni, ma io credo che, in qualche modo, sia nostro dovere proclamarlo. Proclamarlo alla nostra nazione e alle nazioni di tutto il mondo. Quello che dobbiamo proclamare è molto semplice: “Colui che ha disperso Israele lo raccoglie, lo custodisce come fa il pastore con il suo gregge”. È Dio che ha disperso Israele 19 secoli fa ed è Dio che lo sta raccogliendo oggi.

Dio non dice solo che Egli raccoglierà Israele, ma anche che lo custodirà. Egli proteggerà Israele. Questa è una verità che dovremmo proclamare regolarmente. Lo stesso Dio che ha disperso Israele lo sta ora radunando.

Il Dio che ha radunato Israele lo custodirà, veglierà su di lui e lo proteggerà. In un certo senso, Dio garantisce la sicurezza e il futuro di Israele, anche se non privo di minacce, pericoli o tempi di crisi. Eppure, da ultimo, Dio dice: “Io li custodirò”. E noi dobbiamo proclamare queste cose in un’atmosfera spirituale, senza sosta.

È tempo di pregare

Quello che sta accadendo nel Medio Oriente, dunque, è emozionante, drammatico e cruciale. Sulla base di quanto sta accadendo, io voglio spronare i cristiani, come ho già detto, a non restare passivi. A non restare semplicemente seduti a guardare i notiziari dicendo: “Non posso farci molto”; oppure “Speriamo che le cose si sistemino”. Se siete veri cristiani e sapete pregare e conoscete la potenza della Parola di Dio e l’autorità del nome di Gesù, allora potete avere un ruolo decisivo negli eventi che si stanno verificando in Medio Oriente.

Derek Prince è stato un insegnante biblico e un autore di fama internazionale. Viveva a Gerusalemme, dove nel settembre del 2008, all’età di 88 anni, il Signore lo ha richiamato a Sé.

Articolo pubblicato da “Operazione Esodo” (edizione autunno 2011)  e utilizzato con il permesso della Derek Prince Ministries. Ogni riproduzione è vietata.