Preparati all’emergenza

Proclamate questo fra le nazioni!
Preparate la guerra!” (Gioele 3:9). 

Il governo israeliano ha raggiunto un punto critico di non ritorno, in cui la domanda che ci si pone non è più se ci sarà una guerra o meno, ma come preparare a dovere i cittadini a fronteggiare un conflitto oramai invevitabile e come riuscire a sopravvivere.   

Alla conferenza di Herzliya, il capo delle forze armate israeliane, Aviv Kochavi, sostiene che ci siano più di 200.000 missili puntati su Israele capaci di colpire obiettivi sensibili su tutto il territorio e di causare danni maggiori rispetto ai conflitti del passato. Secondo lui, “Israele ha già perso la guerra di prevenzione nei confronti dell’Iran per lo sviluppo di ordigni atomici”. 

Ora, Israele sembra costretto a decidere se posticipare la minaccia iraniana mediante un attacco diretto ai siti contenenti i reattori nucleari. Ma ad un attacco israeliano, seguirebbe inevitabilmente un’offensiva a tutto campo, che coinvolgerebbe entità come la Siria, il Libano e Gaza, oltre che a scatenare la rappresaglia iraniana. Secondo un ministro del governo, Matan Vilnai, una risposta armata, a fronte di un attacco all’Iran, causerebbe un totale black out elettrico e pesanti carenze negli approvvigionamenti alimentari.

Vivendo in costante minaccia di attacco, la differenza che distingue gli israeliani da cittadini di altre nazionalità è il fattore preparazione. Si organizzano corsi speciali di sopravvivenza e si fanno esercitazioni civili per testare le reazioni dei cittadini all’emergenza.

Gli israeliani non possono più permittersi di incrociare le braccia. Devono stare in guardia anche durante le feste religiose, da quando, nel giorno dell Yom Kippur (il giorno più sacro per gli ebrei) una coalizione di nazioni arabe attaccarono Israele simultaneamente approfittando della solenne festività, cogliendolo di sorpresa.

Israele vive sotto costante minaccia di attacco. Nel 2011, Hamas ha lanciato 627 missili e mortai da Gaza e 14 solo in gennaio di quest’anno. Questo tipo di pericolo ha prodotto una cultura della preparazione costante. Non c’è da stupirsi perciò se nelle scuole elementari di Israele vengono fatti corsi pratici su come indossare una maschera antigas e venga loro insegnato dove sia il più vicino rifugio anti bomba.