La cittadinanza di Israele (parte II)

Politica e religione alla fine dell’era: il vangelo del regno è svelato

Strano ma vero. Abbiamo questa falsa dicotomia sui due presunti diversi piani di salvezza e di resurrezione-rapimento: uno per Israele e uno per la chiesa. Ma Dio ha mai parlato di una cosa simile nelle sue Scritture? Ha mai detto che l’attuale divisione nel suo eletto andrà avanti nell’eternità? Dio non voglia che ci attardiamo ancora su un simile pensiero!

C’è solo un unico patto eterno e un singolo eletto e prescelto popolo. C’è una sola compagnia, composta da persone provenienti da tutte le nazioni, razze e tribù, inclusa la casa di Israele. Tutti costoro, da entrambi i lati del Calvario, i giusti vivi e morti, risorgeranno in gloria alla fine di quest’era. Il patto eterno con Dio deve essere trovato in un solo piano d salvezza. Che sia il giusto Abele, i santi della tribolazione, o qualunque persona si trovi nel mezzo, la salvezza viene solo dalla grazia mediante la fede nel sangue espiatorio dell’Agnello promesso di Israele.

Dopo la salvezza, alla fine realizzeremo che siamo in un patto eterno con il nostro Messia ebreo. Ma questo è solo l’inizio. Una enorme epifania attende i santi di Dio comprati dal sangue, che attualmente si considerano “cristiani gentili”. Tale dicitura significa, letteralmente, “pagani dell’Unto” ed è, di fatto, una contraddizione in termini. Questa verità apparirà, alla fine, ai cristiani nati di nuovo come un’onda collettiva e ciò accadrà quando i principi di questo mondo, in cui essi credono, si rivolteranno contro di loro, così come Gomer venne abbandonata e maltrattata dai suoi amanti. Quest’onda di comprensione spazzerà la chiesa all’inizio della settantesima settimana e delle prove degli ultimi giorni. Finalmente realizzeremo che apparteniamo allo Stato o cittadinanza di Israele, fatto del quale molti cristiani sono, tuttora, allo scuro. Perché?

Sappiamo che i principati e le potestà angeliche sono le gerarchie nascoste che dirigono i passi dei re, dei presidenti, dei mercanti, dei banchieri, degli idoli hollywoodiani e anche della chiesa di stato. Essi e le persone profane di questo mondo non amano Israele né gioiscono all’idea di un Messia ebreo-cristiano che torni a rovinare la loro festa di peccato. I re insistono nel conferire la loro lealtà ad essi soltanto e non ammettono nemmeno per un istante l’identità di Israele.

Ovviamente, i re e i principati di questo mondo permettono un minimo grado di ritualismo religioso nei loro regni e pagano degli ecclesiastici assunti apposta perché rendano loro conto e tengano sotto controllo qualunque risveglio, riforma o revival dei cristiani. La storia del cristianesimo occidentale è molto chiara. I re non vogliono vedere i loro sudditi essere leali nei confronti di altri regni, anche di quello del Re dei re! Per loro questo è troppo e, ai loro occhi, tale “entusiasmo” o “fanatismo religioso” equivale a slealtà o addirittura tradimento nei loro confronti. William Tyndale scoprì queste cose, come fecero molti altri santi e martiri che finirono bruciati sul rogo.

Ma perché i nostri capi di chiesa sono così soggetti a queste influenze del mondo? Di certo questi uomini di chiesa sono più che semplici agenti religiosi assunti da re, mercanti e simili. Perché la segretezza? Perché i cristiani non possono sapere della loro vitale connessione con Israele tramite il Messia? Esiste una “correttezza ecclesiastica”? E chi è che ne tiene le fila? Stiamo forse vedendo solo un’altra parte del più ampio mosaico globale di “correttezza politica”? Questa “cospirazione del silenzio” è forse parte della cospirazione tramata dalle nazioni di cui canta il re Davide nel suo Salmo? È forse l’antisemitismo che alimenta questa negazione teologica e getta un’ombra sulla verità?

Per fare un esempio. Dov’è posta l’israelologia nell’ambito dei vari settori della teologia sistematica? Esiste?

Senza dubbio le potenze mondiali, angeliche e umane, disprezzano e temono la venuta del Messia di Israele. E così il loro atteggiamento, man mano che il tempo si avvicina, non è inaspettato. Essi si sollevano contro di Lui. Quando non ottengono ciò che vogliono con l’ira, essi adottano la strategia di Fabiano, un generale romano che sceglieva il regno che doveva essere abbattuto e si accampava in silenzio alle porte delle sue città. Lì iniziava un “dialogo” con cui tentava di influenzare il commercio e le notizie che arrivavano alla popolazione. Questo è il metodo che le potenze delle tenebre adottano per infiltrarsi nella chiesa. Con esso, riescono a manovrare le informazioni e le comunicazioni delle persone all’interno e, sopra ogni cosa, essi cospirano contro il messaggio del ritorno di Cristo. Essi cercano di bloccare, diluire e distorcere la Parola di Dio e la verità relativa alla seconda venuta e all’unificazione dei santi nello Stato di Israele (congregazione o cittadinanza di Israele). Questo è ciò che chiamiamo disinformazione.

I principati e le potestà sono la chiave per comprendere queste cose. Questi regnanti angelici hanno un sacro terrore della venuta del Messia e i pagani, le nazioni gentili, sono sotto il loro controllo (vedi Salmo 2).

Ci troviamo in una grande, mondiale, cospirazione ecumenica di “chiesa e stato”, contro il Messia e il suo popolo eletto. Il loro piano principale sembra essere questo: da un lato bloccare i nostri fratelli ebrei dal riconoscere il Messia e non far rendere loro conto che Egli è già venuto una prima volta come servo sofferente, circa duemila anni fa (vedi Isaia 53); dall’altro lato, bloccare i cristiani dal riconoscere la loro responsabilità ed identità nello Stato di Israele (congregazione o cittadinanza di Israele).

Il travaglio della “donna vestita di sole” e l’identità della chiesa della fine dei tempi in Israele

Il libro dell’Apocalisse è la storia di due donne, due gruppi di persone che affermano di conoscere Dio. Giovanni vide la prostituta di Apocalisse 17 e la “donna vestita di sole” del capitolo 12, con le dodici stelle di Israele sulla sua corona. La prima siede come una regina, dicendo: “Io non vedrò sofferenza”; l’altra è in travaglio mentre è avvolta dalla gloria del Padre. Queste due sono i personaggi principali che vediamo sul palco della futura storia sacra.

L’Apocalisse è anche una corte celeste che sarà presieduta, negli ultimi giorni, da Dio. Egli chiamerà i suoi testimoni e alcuni si presenteranno, mentre altri si troveranno a “combattere il sistema” o a nascondersi nelle caverne. I principati e le potestà sanno tutto di questa finale testimonianza dei santi e del fatto che, quando avrà luogo, sarà la loro fine. Per questo tentano di ingannare i cristiani e di tenerli allo scuro sulla loro chiamata in Cristo.

Il profeta Zaccaria ci dice che ci sarà un pentimento nazionale e una salvezza generale della nazione ebraica alla fine dei tempi (vedi Zaccaria 12:9-14). Come cristiani evangelici, spesso pensiamo ai nostri fratelli ebrei e alla loro “parziale cecità” riguardo all’identità del Messia (Romani 11).

Ma un momento! Se la parziale cecità ha colpito Israele e se noi, credenti cristiani, siamo parte dello Stato di Israele e non lo sappiamo, cosa si deve dire di noi stessi? Noi siamo sotto il sangue del Messia di Israele e, in base ad Efesini 2:11-13, siamo nello Stato, nella cittadinanza e nella congregazione di Israele. E non siamo anche noi in stato di “parziale cecità”?

Certo, siamo sotto un incantesimo, soggetti ad una profonda e duratura stregoneria religiosa. Perché non possiamo vedere la nostra vitale connessione con Israele? Siamo certo affetti da amnesia e abbiamo dimenticato a chi apparteniamo. Perché, a dispetto di tutte le evidenze bibliche, siamo così decisamente ciechi di fronte alle nostre radici ebraiche? Le nostre radici spirituali in Israele sono un dato di fatto. Abbiamo visto lo Spirito Santo inondare Israele e il vangelo raggiungere i pagani gentili dal giorno di Pentecoste. Senza contare che le radici familiari di molti occidentali affondano, di fatto, nelle dieci tribù disperse di Israele.

Perciò qual è il problema? Anche noi cristiani siamo affetti da cecità parziale?

Cosa significa realmente la nostra identificazione di cristiani nello Stato di Israele? Ci definiamo cristiani di ogni nazione, sappiamo che siamo sotto il nostro Messia ebreo della casa di Davide, il “leone della tribù di Giuda”, ma che ne è della nostra identificazione con la cittadinanza di Israele?

La chiesa, l’identità nazionale e lo Stato di Israele

Qui sta la domanda cruciale. Nell’identificare noi stessi, come cristiani, con Israele, non ci rendiamo troppo poco patriottici nei confronti della nostra nazione?

Ecco la realtà sulla cristianità occidentale. Dal Concilio di Nicea, nel IV secolo, le nazioni occidentali hanno combattuto e versato sangue per “Dio e la patria”. Per millesettecento anni il Dio della cristianità occidentale non è mai stato messo in questione: Egli è il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe. Perciò anche sotto la persecuzione, la nostra devozione di cristiani alla nostra patria resta ferma. La devozione di tutte le nazioni, pagane e non, è dovuta a Lui.

Perciò in Cristo, il Messia di Israele, la nostra identità nazionale non è in questione. Nella chiesa, la congregazione di Israele, conosceremo un potere sovrano più grande di quanto si sia mai visto. E nello studio della storia scopriamo che Egli è Colui che ha dato alla nostra nazione qualunque gloria abbia mai raggiunto. Perciò se la nostra nazione, attualmente sottoposta ai principati di questo mondo, ci portasse in tribunale come testimoni nella tribolazione, come risponderemmo? Fuggiremmo via? Se la nostra testimonianza di Gesù Cristo ci causerà sofferenza davanti ai magistrati, sarà una “beata sofferenza”, perché la nostra testimonianza del Dio di Israele non sarà invano. Attraverso essa, Dio sta chiamando le nazioni ad un livello più alto. E noi stessi, come credenti cristiani, siamo “chiamati fuori” all’impegno del patto di sangue. Questo è vero patriottismo: portare la nostra nazione ad un livello più alto e a una maggior gloria!

Stiamo parlando degli ultimi giorni, dove il “vangelo del regno” viene predicato, nel libro dell’Apocalisse. Il Signore Gesù (Yeshua Hamashiach) è il nostro sovrano supremo, il Messia. Ricordate che ogni volta che il Messia di Handel veniva suonato in Europa, tutti i re e i nobili si alzavano in piedi!

Perciò, come credenti cristiani noi siamo collegati ad Israele e, di certo, non siamo chiamati a ripetere le sanguinose azioni delle crociate. Piuttosto, siamo chiamati ad essere testimoni del Messia che viene. Questa è l’essenza del nuovo patto di cui parla Geremia (vedi Geremia 31:31-33).

La nostra testimonianza degli ultimi tempi, sarà la prova della legge scritta nei cuori e la vera e pura cristianità del patto di sangue.

Storia futura, cambiamento e una nuova sovranità globale. Ci saranno prove e tribolazioni per Israele e la chiesa: un rapimento permetterà di evitarle?

Non importa se la storia sacra procede e noi vediamo un significativo conflitto mondiale coinvolgere il Medio Oriente. Le potenze mondiali, che si dividono i bottini, si divideranno forse la terra santa di Dio? E tenteranno anche di dividersi la città santa? Se voleranno dei missili nucleari, il mondo sarà gettato nel panico. Ma il nostro orgoglio nazionale sarà forse criticato come politica del sangue e della vergogna? E in questa atmosfera di paura e rabbia, le nazioni occidentali saranno convinte a cedere la loro sovranità? Porteremo i nostri standard a quelli di un nuovo ordine mondiale e di un pacificatore globale che promette “pace e sicurezza”?

E se ci risvegliassimo, in un ignoto futuro, al suono delle trombe? Come reagiremmo se scoprissimo che siamo andati oltre l’attuale schermo protettivo della Pax Americana? E se i sette anni del “patto con molti” ci portassero dritti in un nuovo ordine mondiale? Ci guarderemmo intorno dandoci dei pizzicotti e ci renderemmo conto di non essere stati rapiti.

E allora?

Siamo preparati a questo? Abbiamo l’olio per le nostre lampade, per opporci alla notte che viene? Ci siamo preparati nella devozione e nello Spirito Santo per un eventuale e più tardo rapimento post-tribolazione? Possiamo affrontare questa possibilità a testa alta? I nostri ministri ci hanno dato qualche avviso di queste cose? Ci hanno detto che sarebbe meglio che preparassimo i nostri cuori per la testimonianza durante la futura persecuzione?

La cittadinanza di Israele e la nostra chiamata alla testimonianza, negli ultimi sette anni di quest’era, sotto la doppia unzione di Giuseppe e Giuda

Stiamo ascoltando? E come risponderemo? Stiamo unendo i punti? Oppure siamo ancora legati ai nostri schemi?

“Questo messaggio di avviso ed esortazione alla preparazione spirituale per la testimonianza della fine dei tempi riguarda solo gli ebrei”…

“Questa è roba da Vecchio Testamento”…

“Ci troviamo in una diversa dispensazione”…

“Noi siamo la chiesa del Nuovo Testamento”…

“La preparazione riguarda le opere, noi siamo il popolo della grazia”…

Cari santi, potremmo essere in grave errore e non sappiamo quanto tempo ci rimane prima che giunga la prova. Perciò è adesso il tempo di dare un serio sguardo al nostro comportamento di testimoni cristiani. Dio ci sta dando tempo per una riflessione pacifica e per la preparazione nello Spirito Santo. E quel tempo è ora!

Un vero pastore sa che le pecore bevono solo acqua pura. Dio ci ha dato questo tempo di pace per uno scopo. Questo è il momento di abbandonare il perseguimento dei nostri piaceri e delle cose materiali. È il momento di lasciarci guidare in silenzio nel profondo del cuore del pastore e sentire la Sua voce (vedi Giovanni 10:3-4). Un giorno buio e nuvoloso sta arrivando (vedi Ezechiele 34:12) e i veri credenti avranno bisogno di stare molto vicini al pastore di Israele.

Uniamoci all’apostolo Paolo e confermiamo la nostra fede fino alla fine.

 “È anche per questo motivo che soffro queste cose;

ma non me ne vergogno,

perché so in chi ho creduto,

e sono convinto che egli ha il potere

di custodire il mio deposito

fino a quel giorno”.

(2 Timoteo 1:12)

 La strada per la santificazione conduce sempre avanti e in alto, verso le porte di splendore.

Grazia e pace siano con tutti i santi.

Parte I

di Gavin Finley (www.entimepilgrim.org)

Pubblicazione a cura di www.sequenzaprofetica.org