Passo dopo passo verso il trattato

Secondo il profeta Daniele, in un periodo ancora futuro, l’anticristo stabilirà un patto di difesa con Israele dando così inizio alla settantesima settimana profetica (“Egli stabilirà un patto con molti, per una settimana” – Daniele 9:27). Questo patto si rivelerà nocivo per la sorte dello stato ebraico, infatti, a metà della settimana (dopo tre anni e mezzo, 1260 giorni dalla firma del trattato di difesa) Israele si accorgerà di aver stipulato (a sua insaputa) un vero e proprio patto “con la morte” e “con il soggiorno dei morti” (Isaia 28:18, “Voi dite: «Noi abbiamo fatto alleanza con la morte, abbiamo fatto un patto con il soggiorno dei morti»). Quello del patto tra l’anticristo e Israele è uno dei temi più controversi di tutta la profezia biblica, poiché dalle implicazioni escatologiche da esso derivanti, dipende tutto. Infatti, la collocazione temporale del futuro patto e soprattuto l’identificazione degli attori che vi prenderanno parte, è fondamentale per la comprensione dell’esatta sequenza profetica. Ad esempio, chi è aggrappato (pare ve ne siano tanti) alle antiche convinzioni che l’anticristo provenga dall’Europa (il risorto impero romano), correrà il rischio di perdere il senso degli eventi qualora non si verificasse questa ipotesi. Sequenza Profetica è qui perché si prefigge il compito di aprire una finestra sullo scenario degli ultimi tempi tenendo conto dell’attualità, per aiutare chi, pur cercando la verità, non riesce ancora a vedere con chiarezza a motivo delle semplificazioni e scorciatoie mentali divenute parti integranti del proprio modo di pensare (ad esempio, la teoria del rapimento prima della tribolazione).

In un articolo del Jerusalem Post si legge che la prossima primavera si organizzeranno delle esercitazioni congiunte tra i militari israeliani e americani. Si prevede l’invio di migliaia di soldati in Israele per una esercitazione missilistica a risposta di quella messa a punto dagli iraniani di qualche giorno fa (gennaio 2012). Pur trattandosi di esercitazioni, il Jerusalem Post le definisce un “dispiegamento” di forze congiunte (in cui anche la marina americana prenderà parte). Si tratta di un dispiegamento di forze che per il suo numero è senza precedenti. Gli americani porteranno anche il loro THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) e i sistemi balistici di difesa in Israele per simulare l’intercettazione di missili sparati contro Israele stessa. Fin qui la cronaca. Ma come si inserisce tutto ciò in una possibile sequenza profetica? Qual’è la connessione con il patto della settantesima settimana?

Volendo guardare il presente dispiegamento di truppe americane sul territorio di Israele dal punto di vista degli eventi che condurranno alla fine, teniamo a precisare che quest’avvicinamento non è necessariamente da intendersi come un atto di guerra verso l’Iran, né tantomeno una provocazione, ma deve essere letto nell’ottica di quella cooperazione strategica militare volta alla difesa di Israele da parte dell’America in auge fin dagli anni 80, secondo la quale, gli Stati Uniti sarebbero obbligati a difendere lo stato ebraico in caso di guerra. A questo proposito esisterebbe già una stazione radar militare Usa nel sud di Israele (che potrebbe ospitare dai 500 ai 700 soldati americani). Secondo Abdulaziz Sager, presidente e fondatore del Gulf Research Center di Dubai esisterebbe un “patto di difesa” tra Stati Uniti e Israele. Viene in mente a nessuno il progetto per un nuovo secolo americano? Se la risposta è no, basti sapere che all’atto della sua fondazione (era il 1997) si dichiarò quanto segue,”Mentre il XX secolo volge al termine, gli Stati Uniti restano la prima potenza mondiale”, affermando così i principi fondativi su cui si basava:

  • la leadership americana è un bene sia per l’America che per il resto del mondo
  • questa leadership richiede forza militare
  • troppo pochi leader politici oggi stanno preparando la leadership globale.

Dunque, Stati Uniti come prima potenza mondiale in grado di gestire i conflitti su scala mondiale garantendo la sicurezza e la democrazia delle nazioni con cui si sono sono stretti in un patto di difesa (in particolare Israele).

Daniele cap. 11 getta luce sul futuro dispiegamento dell’anticristo e delle sue forze nel territorio di Israele.

Entrerà pure nel paese splendido (Israele). (Daniele 11:41)

L’invasore venuto contro il re del mezzogiorno farà ciò che gli piacerà, non essendovi chi possa resistergli, e si fermerà nel paese splendido (Israele – nda), il quale sarà interamente in suo potere. (Daniele 11:16)

E pianterà le tende del suo palazzo fra i mari (Mar Morto e Mar Mediterraneo – nda) e il glorioso monte santo (Monte Sion, Gerusalemme – nda)(Daniele 11:45)

Cari amici, in un futuro non molto lontano, a conclusione dell’oracolo di Damasco (Isaia 17:1), queste semplici esercitazioni militari avranno fatto posto a un vero e proprio “dominio” di una potenza straniera nella terra di Israele.

La parte principale sta gettando le carte sul tavolo, proprio di fronte a noi. Chi rifiuta di vedere quanto stia accadendo sotto i nostri occhi, lo fa solo perché ha paura di realizzare che la sua vita sta per subire un cambiamento radicale, a partire dal modo di vivere. A chi piacerebbe, dopotutto. Il crollo dell’intero sistema finanziario mondiale modificherà definitivamente le abitudini. Ma la crisi economica globale farà solo da preludio alla prossima guerra in Medio Oriente, nella quale cambierà tutto di nuovo, anche il modo di intendere la profezia biblica, finalmente.

di Sequenza Profetica

II parte; III parte