No a riti della memoria, uccidono l’Olocausto

Segnaliamo un interessantissimo articolo pubblicato da Il Foglio nel quale, l’impeccabile Giulio Meotti, censisce un libro dedicato alla “fine dell’Olocausto” scritto da Arvin Rosenfeld per denunciare i rischi derivanti dalla disseminazione della conoscenza dell’Olocausto nella sfera pubblica, cioè, la volgarizzazione e la banalizzazione associata alle iniziative legate alla “memoria”. Secondo quanto affermato dall’autore del libro, più diventa mainstream, più l’Olocausto diventerebbe banale. Infatti, incalza Meotti, “nonostante tutti i musei, i curricula, i libri, i film, i documentari, gli articoli di giornale e le visite guidate ai campi, la memoria dell’Olocausto è diventata pop, una sorta di sacrario laico delle buone intenzioni per ipocrite promesse di -never again-“.

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