Quanti morti farebbe una guerra atomica fra Israele e l’Iran?

Riportiamo alcuni estratti da un articolo pubblicato su Il Foglio del 29 novembre. “La più importante società di intermediazione israeliana, la Clal Finance, dubita che lo stato ebraico possa realizzare un attacco militare contro le infrastrutture nucleari iraniane (visto il costo economico altissimo per un Occidente già in ginocchio per la crisi economica), ma per la prima volta l’ayatollah Ali Khamanei, Guida Suprema dell’Iran, ha pubblicato sul proprio sito internet tre possibilità di reazione in caso di conflitto con Israele. Nel primo si parla di “guerra d’attrito” con forze aeree e terrestri; nel secondo, il più probabile, lo stato ebraico colpirebbe i centri di controllo in Iran, nella speranza di un cambio di regime; nel terzo, Gerusalemme punterebbe a distruggere le installazioni nucleari. l’ayatollah spiega che, in caso di conflitto nucleare, l’Iran sopravviverà anche al costo di centinaia di migliaia di vittime. Uri Milstein, uno dei più celebri analisti israeliani, ha appena fatto una stima che va dalle 50 alle 100 mila vittime israeliane in caso di guerra regionale. “Hanno anche preparato fosse comuni al Bloomfield Stadium di Haifa”, ha detto Milstein ad Arutz Sheva. Ma Israele sopravviverà. Il maggiore giornale israeliano, Yedioth Ahronoth, ha rispolverato il più credibile scenario nucleare. E’ firmato dall’esperto Anthony Cordesman del Center for Strategic and International Studies. La guerra durerebbe tre settimane. Gli iraniani potrebbero avere tra i sedici e i ventotto milioni di morti. Molti “meno” gli israeliani: tra i duecento e gli ottocentomila caduti. Anche in questo scenario, alla fine lo stato ebraico dovrebbe sopravvivere”.