Il cristiano in contraddizione con se stesso

 

 

Ogni cristiano che rassicura se stesso di qualcosa, pur mantenendo dei dubbi, vive uno stato interno di contraddizione. Dicendo a se stesso che il comportamento che ha adottato è giusto, pur sapendo di aver sbagliato, accetta di vivere un senso di disagio che lo tormenterà finché non dovrà decidere se abbandonare le proprie ragioni per la verità, oppure insabbiare la testa sperando che prima o poi il senso di colpa lo abbandoni. Gli esempi potrebbero continuare all’infinito, ma il concetto rimane lo stesso. Ogni volta che un cristiano sceglie di scartare la verità a favore di una menzogna (pur sapendo che potrebbe aver sbagliato) si trova in dissonanza con se stesso (oltre che con la parola di Dio, ovviamente). Un individuo che possiede idee o comportamenti tra loro coerenti si trova in una situazione emotiva soddisfacente detta consonanza cognitiva‘. Al contrario, se ci fosse incoerenza tra pensieri e comportamento proverebbe imbarazzo, vivendo una situazione di ‘dissonanza cognitivaLa dissonanza cognitiva è una teoria della psicologia sociale basata sull’assunto che un individuo mira normalmente alla coerenza con se stesso. Quando i pensieri, le emozioni o il comportamento sono in conflitto tra loro l’individuo prova disagio e tende a eliminare quelli che sono in contraddizione. La dissonanza cognitiva viene evitata dall’individuo quando si riassicura, dicendo a se stesso che la decisione presa è stata quella giusta, anche se non è vero. In altri termini, ogni persona può tollerare soltanto un minimo numero di discrepanze nella sua identità, cercando di ridurre le cognizioni dissonanti e rafforzare quelle consonanti. In altre parole, per minimizzare il proprio senso di disagio interno, l’uomo modificherebbe il suo comportamento.

Il cristiano non è affatto esente dal pericolo della dissonanza cognitiva. Anche il suo modo di pensare potrebbe cambiare conseguentemente al mutamento di atteggiamento verso una o più dottrine bibliche. In presenza di input esterni, avrà come unica possibilità di uscita dalla situazione di contraddizione quella di cambiare ambiente, cambiare comportamento o cambiare addirittura se stesso e le proprie convinzioni.

La tendenza di una mente carnale e immatura è quella di cercare approvazione da altre persone, mentre, la nostra approvazione dovrebbe venire principalmente da Dio (- Sforzati di presentare te stesso davanti a Dio come un uomo approvato, un operaio che non abbia di che vergognarsi, che tagli rettamente la parola della verità – 2 Tim. 2:15; – Badate di non rifiutarvi d’ascoltare colui che parla; perché se non scamparono quelli, quando rifiutarono d’ascoltare colui che promulgava oracoli sulla terra, molto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a colui che parla dal cielo – Ebrei 12:25). La ricerca dell’approvazione dell’uomo che sta “in alto” su ogni area e aspetto della nostra vita cristiana è così forte in questi ultimi tempi, che si rischia di scartare gli insegnamenti biblici per preferire l’approvazione dell’uomo. Questa è la dissonanza cristiana. E’ uno spirito che tende a cancellare la nostra attitudine all’ascolto della voce di Dio, per evitare le scomodità annesse all’ubbidienza a Dio (Atti 5:29, “Ma Pietro e gli altri apostoli risposero: «Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini»”).

La dissonanza congitiva nel cristiano è quel senso di scomodità causato dal vivere due idee contradditorie tra di loro nello stesso momento. Potrebbe verificarsi il caso di colui che sa e che vede che quel pastore pasce il proprio ventre con le pecore del gregge di Dio, ciononostante, per lui quella persona è e rimarrà sempre un simbolo di autorità a cui ci si deve assoggettare, pena la squalifica accompagnata da un senso di colpa perenne. Questa scelta di sottomissione cieca a tutti e a tutto si presenta in quei casi in cui questo tipo di cristiano non ha potuto reggere lo stato di conflittualità interno (dissonanza cognitiva) per molto tempo. Si preferisce rimuovere ciò che si vede e si sceglie di aggiustare il proprio comportamento alla situazione. Altri esempi. Il cristiano (incoerente con se stesso) legge nella bibbia che Gesù ha previsto negli ultimi tempi un periodo intenso di tribolazione così intenso che per amore degli eletti i tempi saranno accorciati (ciò significa che i credenti vivranno questo periodo, no?), eppure, preferisce aderire alla teoria del rapimento della chiesa prima della tribolazione (che in altre parole significa sfuggire per non soffrire) per non dover entrare in conflitto con il pensiero del pastore della propria comunità locale. Questa è pura dissonanza cristiana. Si legge che i cristiani dell’era primitiva hanno sofferto persecuzione e martirio per la loro fedele testimonianza, ciononostante, si respinge l’idea di sofferenza, e così via. Oppure, un cristiano sa bene che è importante mantenere inalterata la sua purezza riguardo al vangelo della “grazia” in Cristo Gesù, ma nonostante tutto accetta che gli vengano imposte regole e usanze tipiche dell’uomo perché “così fan tutti”! Parlando di vera autorità Gesù disse che chi vuole essere il primo deve essere l’ultimo, eppure, molti cristiani, non riuscendo a prendere coraggio per difendere questa importante verità, preferiscono stare dalla parte dell’errore partecipando alle opere delle tenebre per il semplice fatto che combattere è scomodo.

Il frutto della dissonanza cognitiva di alcuni singoli individui si riflette inevitabilmente sulla chiesa. Ecco perché quando era in terra, Gesù insisteva tanto sul fatto che i discepoli dovessero credere solo in Lui che è la Parola di Dio. Molti infatti, rigettano categoricamente l’evidenza di tante cose perché si trovano in gravissimo stato di dissonanza cognitiva. Quanti sono i cristiani che sostengono di dover continuare a soffrire rimanendo in situazioni insostenibili, solo perché insostenibile è il loro stato interiore di incoerenza. Quanti sono i cristiani di oggi che mettono a tacere la voce dello Spirito Santo per paura di essere condotti verso sentieri scomodi!

In questi ultimi tempi, è molto probabile che nel nostro viaggio di ricerca dell’errore che è “fuori di noi”, falliamo nel non riconoscere che uno degli inganni più grandi dei tempi in cui viviamo viene proprio da “dentro di noi”.

Sequenza Profetica – ottobre 2011