La liberazione di Bosra


L’ESILIO

Per certo, io ti raccoglierò, o Giacobbe, tutto quanto;

per certo io radunerò il rimanente d’Israele;

io lo metterò insieme, come pecore di Bosra,

come un gregge nel mezzo della sua mandria;

vi sarà una gran calca

per la moltitudine di uomini.

LA LIBERAZIONE

Lo sforzatore(*) salirà davanti a loro;

essi sforzeranno gli ostacoli, e passeranno;

sforzeranno la porta, e usciranno per essa;

e il loro re passerà davanti a loro,

e il Signore sarà in capo d’essi.

(Michea 2:12-13, versione di Diodati)

di Gavin Finley

LE PECORE DI BOSRA, L’ESILIO DELLA DONNA-ISRAELE A BOSRA E LA LIBERAZIONE DEGLI ELETTI NEGLI ULTIMI TEMPI.

La liberazione di Bosra è una storia che narra grandi meraviglie, eppure non si racconta. Non la possiamo ascoltare dal pulpito perché gli insegnanti cristiani della Bibbia non ci parlano di questa bella notizia sulla fine dei tempi.

La liberazione di Bosra è davvero un fatto straordinario, è l’apice di una serie di eventi che alcuni cristiani e studenti credono accadrà alla fine di quest’era. Bosra è lo scenario di una straordinaria breccia, dove la liberazione dell’ unico e singolo eletto di Dio verrà realizzata nientemeno che dal nostro Messia. Ma come avverrà questa liberazione? Vediamo prima di ricapitolare gli eventi che la precedono e che vi conducono.

Alla fine di quest’era, il popolo eletto di Dio si troverà in esilio o in prigionia da qualche parte. Questa epica breccia di Bosra è menzionata anche in Isaia 63, quindi l’apice della vicenda avrà luogo alla seconda venuta di Cristo. Questo mitico giorno, di ira e liberazione, segue immediatamente l’ultimo giorno del conteggio, il giorno dell’Espiazione, che è l’ultima delle sette feste di Israele.

Dopo il giudizio degli empi e la liberazione dell’eletto, il Messia giudicherà le nazioni nel giudizio delle pecore e dei capri (Matteo 25). Dopodiché, Egli stabilirà il Suo Regno millenario. Come possiamo vedere, dunque, i dettagli di questi eventi apocalittici a Bosra possono essere messi insieme dai passaggi chiave che li descrivono: le profezie dell’Antico Testamento in Isaia 63 e Michea 2:12-13; e la profezia dell’esilio della donna, cioè il popolo eletto, in Apocalisse 12.

Per comprendere la liberazione di Bosra è necessario esporre alcune informazioni di contesto dalla Bibbia. È fondamentale spiegare, per prima cosa, il significato del termine “Bosra” e le sue implicazioni. “Bosra” significa “ovile”, ed era una città pastorale di Edom, ad est del Mar Morto. Ma c’è di più. Il dominio degli edomiti sulla città è un elemento cruciale, poiché, da quello che vediamo nella profezia di Isacco su Esaù, i figli di Esaù, i ribelli edomiti, giocano un ruolo fondamentale nel dramma degli ultimi tempi. Questa è un’ulteriore importante verità di cui quasi nessuno, nemmeno nei gruppi evangelici, parla mai.

Qui c’è dunque una lezione importante da imparare. Bosra appartiene ad Edom, figlio del ribelle Esaù, e così sarà anche nel dramma degli ultimi tempi. Bosra appare come un paese geograficamente lontano, rimosso dal contesto mediorientale e dalle azioni internazionali che qui avranno luogo quando il Dragone manderà le sue armate occidentali contro Gerusalemme. Sappiamo per certo che Bosra sarà “lontana dalla vista del dragone”: quindi la misteriosa Bosra sarà probabilmente un luogo (o dei luoghi) ai confini della terra.

Il nome e le caratteristiche edomite di Bosra negli ultimi tempi, sono informazioni cruciali, che non possono non essere enfatizzate. Esaù era il selvaggio e duro cacciatore, fratello del più mite e delicato patriarca Giacobbe. La preoccupazione di Giacobbe era sempre rivolta alla tenda del padre e al nutrimento del gregge. Anche se Giacobbe si comportò alla stregua di un imbroglione, il suo cuore era fermo sulla promessa di Dio fatta alla sua famiglia. Suo fratello Esaù era invece selvaggio e ribelle a Dio, un cacciatore e uno spaccone. La vicenda della liberazione di Bosra è la fine della lotta tra questi due fratelli, il cui apice è narrato nell’Apocalisse.

 

GIACOBBE ED ESAÙ HANNO LOTTATO TRA LORO FIN DALL’INIZIO E LA LOTTA GIUNGE ALLA SUA EPICA CONCLUSIONE ALLA FINE DEI TEMPI.

Giacobbe ed Esaù, figli di Isacco, erano gemelli. Essi iniziarono a lottare tra loro quando erano ancora nel ventre della loro madre Rebecca. Quando questa chiese a Dio la causa di questa terribile agitazione dentro di sé, le fu detto che i due gemelli che portava in grembo  sarebbero divenuti due nazioni.

Giacobbe ed Esaù hanno combattuto tra loro per circa quattromila anni e questa faida giungerà ad un apice in qualche momento della storia sacra. Qui, nella vicenda di Bosra, ci viene detto quando e dove tutto questo avrà termine: la lotta cesserà col ritorno del Messia, a Bosra.

Giacobbe ed Esaù crebbero insieme, ma avevano dei caratteri completamente diversi. Giacobbe era un tipo responsabile, un pastore, ma c’era in lui un lato oscuro, espresso dal suo stesso nome, “Giacobbe”, che significa “imbroglione” o “soppiantatore”. Nonostante ciò, il ruolo adatto a Giacobbe era senz’altro quello di responsabile e padre di famiglia. E proprio a casa, tra i suoi familiari, egli si immerse nella fede dei suoi padri. Alla fine, dopo essere passato attraverso molte prove, il suo pellegrinaggio lo condusse ad una svolta. Con lo svolgersi della profetica storia patriarcale, Giacobbe manifesta un notevole mutamento di personalità, per cui il suo nome viene cambiato. Dopo la morte di Rachele e la nascita del suo ultimo figlio Beniamino, che significa “figlio della mia mano destra”, Giacobbe diventa Israele, che significa “principe con Dio”.

Esaù era assai diverso dal fratello. Era un cacciatore selvaggio, uno spirito libero dei campi, aperto a qualsiasi esperienza. Egli non aveva tempo da spendere per seguire le regole, per la vita in casa e il Dio dei suoi padri Abramo ed Isacco. Esaù era un girovago. Egli prese in moglie una cananea e si mise ad adorare gli déi stranieri, infliggendo grande dolore ai suoi genitori e alla sua famiglia.

Giacobbe iniziò a comportarsi da truffatore rubando al fratello la sua primogenitura. Ingannò anche sue padre e sottrasse con l’inganno ad Esaù le benedizioni a cui aveva diritto come primo nato. Quando Esaù realizzò il vero significato di ciò che era accaduto andò a piangere da suo padre e chiese se ci fosse qualche benedizione rimasta ancora per lui.

Allora Isacco diede al suo figlio maggiore Esaù una benedizione “avanzata”: egli avrebbe condotto una vita errante e avrebbe infranto i legami con la civiltà, la legge e l’ordine, per ottenere, infine, il dominio su Giacobbe. Questo deve essere un riferimento all’esilio di Bosra degli ultimi tempi.

La benedizione di Giacobbe al posto di Esaù ha enormi implicazioni per il popolo giudeo-cristiano in relazione ai fatti degli ultimi giorni. Vediamolo nei dettagli. Isacco pronunciò una profezia sul suo figlio maggiore e disse che Esaù avrebbe condotto una vita errante e sarebbe venuto il tempo in cui i suoi figli si sarebbero levati contro il pacifico regno dei figli di Giacobbe. Esaù avrebbe spezzato il giogo che lo tratteneva e rotto i legami col mondo civile. Il giogo di Giacobbe (di pacifica sottomissione) sarebbe stato spezzato.

Cari santi, questa profezia è estremamente significativa. Dio ci sta dicendo quello che accadrà negli ultimi giorni. Se ci guardiamo intorno, nella nostra società e nella cultura popolare, ci rendiamo conto che queste cose stanno già iniziando ad accadere. C’è una selvaggia ed iraconda cultura che nega il Signore. Basta entrare in una libreria o una videoteca e dare un’occhiata ai titoli e alla immagini per capire come questo tipo di cultura abbia guadagnato terreno. È forse la natura carnale dello spirito di Esaù che riaffiora? Non è forse, questo declino della pietà e della civiltà, qualcosa che stiamo vedendo su una scala più ampia ora che ci avviciniamo alla fine di quest’era?

La rinascita degli edomiti alla fine dei tempi è una storia non raccontata. Non dovremmo essere sorpresi né allarmati di questo. Ci dà, anzi, una spiegazione del presente decadimento dei valori morali in occidente e ci provvede le informazioni di contesto necessarie alla comprensione dell’esilio e della liberazione di Bosra. Dio ha detto che Esaù si sarebbe risollevato, quindi noi dobbiamo guardare in faccia la realtà. Ecco il passo biblico in cui Isacco benedice il suo primogenito:

Suo padre Isacco rispose e gli disse:
«Ecco, la tua dimora sarà priva della fertilità della terra
e della rugiada che scende dal cielo.
Tu vivrai della tua spada,
e sarai servo di tuo fratello;
ma avverrà che, conducendo una vita errante,
tu spezzerai il suo giogo dal tuo collo
».

(Genesi 27:39-40)

Questa profezia implica che Esaù avrebbe ricevuto una grande quantità di benedizioni e ricchezze, ma alla fine sarebbe fuggito. I selvaggi e brutali figli di Esaù, gli edomiti, non sono scomparsi dalla storia. Essi devono essere ancora tra noi e con noi dal momento che Dio si confronterà con loro a Bosra. I figli di Esaù riemergeranno dalla storia in modo plateale, talmente tanto che il Messia dovrà giungere in un luogo biblico chiamato Bosra e confrontarsi con loro in modo decisivo, nel momento in cui la storia giungerà al suo apice. Questo venne chiaramente profetizzato nel meraviglioso passo delle Scritture in Isaia 63.

Gli edomiti furono sempre una razza ribelle e violenta. La profezia della benedizione di Esaù ci fa capire che essi risorgeranno all’attenzione della storia con un atto di ribellione, proprio quando la storia stessa si avvierà alla sua epica conclusione. Anche il re Davide allude a questa perdita dei legami di sottomissione con la giusta legge di Dio (ce ne parla nel Salmo 2). Il profeta Daniele lo conferma a sua volta (Daniele 11:41). Egli indica che Edom, figlio di Esaù, avrebbe condotto una vita errante e scatenata e che gli edomiti sarebbero sfuggiti perfino al controllo dell’Anticristo.

 

IL DRAMMA DEGLI ULTIMI TEMPI E IL RITORNO DEL MESSIA COME LIBERATORE CHE VIENE, NELL’IRA E NELLA LIBERAZIONE, A BOSRA.

Un aspetto importante della seconda venuta di Cristo è l’arrivo del Messia nel luogo che l’Antico Testamento chiama Bosra. Questo è un luogo, come si è detto, che rientra nella sfera degli edomiti, figli di Esaù. Il termine “Bosra” significa “ovile” e questo, insieme alla sua connessione con gli edomiti, costituisce la causa principale per identificarlo come luogo di ritorno del Messia. Egli tornerà nell’ira per i Suoi nemici e in liberazione per il Suo eletto. Gli studenti della Bibbia stanno iniziando oggi a discutere le implicazioni di questa profezia.

Il profeta Isaia (cap.63), mostra il ritorno del Messia in maniera poeticamente visiva. Egli calpesterà i Suoi nemici nel giorno del Giudizio e il luogo di questa Sua ira divina sarà Bosra, il pascolo e ovile di Esaù. Dunque, un territorio edomita, noto come Bosra, sarà il luogo della visita di Dio per giudicare gli empi e liberare l’eletto alla fine dei tempi. Il Messia punirà qui i malvagi, in modo simile al divino giudizio messianico che Zaccaria profetizza sarà rivolto contro gli eserciti delle nazioni che minacceranno Gerusalemme dalla valle di Armageddon.

Ma i passi su Bosra ci dicono di più della sola ira divina sui nemici di Dio. Lì, infatti, avrà luogo anche una drammatica liberazione. Il Messia che tornerà libererà il Suo popolo eletto dalla prigionia di Esaù, che sarà proprio a Bosra. Il profeta Michea (2:12-13) chiama il Messia che viene “Colui che fa breccia” (nella versione moderna). Ma questo cosa significa?

Non dobbiamo tirare ad indovinare. La scena pastorale è ben nota: quando il Messia tornerà, Egli agirà in pietà e liberazione; il Pastore farà breccia nell’ovile di Esaù e condurrà fuori Israele.

Bosra è descritto come un luogo di esilio. Gli studenti della Bibbia non sono costretti a credere che la Bosra degli ultimi giorni sia per forza da localizzarsi nella stessa area geografica delle rovine dell’antica città a sud-est del Mar Morto. Dalla natura apocalittica dei passi di Isaia 63 e Michea 2, sembra chiaro che il luogo apparirà sulla mappa del mondo negli ultimi tempi. Gli stessi figli di Esaù appariranno sulla scena e imporranno ai figli di Abramo, Isacco e Giacobbe dolore e correzione, così come fecero nei tempi antichi.

Isaia vede il Messia confrontarsi con i Suoi nemici. Egli li abbatterà dal punto di vista militare, come descritto in Isaia 63. Michea pone invece enfasi sull’elemento della liberazione. Egli mostra il Messia nel Suo ruolo di liberatore, dopo aver preannunciato che il Suo popolo eletto rimanente fosse imprigionato nell’ovile di Esaù (per la sua protezione e crescita).

Il Messia non è un Dio assenteista. Qui, alla fine dei tempi, Lo vediamo tornare da coloro che, parte del Suo popolo, sono in esilio sotto il dominio degli edomiti a Bosra.

L’immagine pastorale che viene utilizzata colpisce particolarmente coloro che conoscono bene l’attività del pascolo. Si avvicina l’alba di un nuovo giorno, il Messia/Cristo che torna entra nell’ovile come “Colui che fa breccia” e le Sue pecore si accalcano intorno a Lui. Egli, allora, fa breccia nelle mura dell’ovile e apre una via di uscita. Per un momento, il Messia che fa breccia è la Porta dell’ovile. Egli libera il Suo popolo dalla prigionia di Esaù nello stesso modo in cui un pastore apre una via di uscita in un ovile di pietra. Il pastore, poi, guida le sue pecore al pascolo in un nuovo giorno. Questi sono gli elementi pastorali della storia magnifica della liberazione di Bosra. Il quadro è molto chiaro nella poesia ebraica. È un glorioso, eppure non raccontato, elemento della seconda venuta di Cristo. Perché il Messia, quando tornerà, verrà al Suo ovile come liberatore.

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L’immagine del passo di Michea mostra un ovile di pietra del tipo che si incontra spesso nei tempi remoti. Qui le pecore vengono chiuse dal pastore nelle ore di buio, per essere protette e all’arrivo dell’alba, il pastore entra nell’ovile, tra le sue pecore ed esse si radunano intorno a lui mentre egli apre per loro la via di uscita verso l’esterno nella recinzione di pietra. Mentre egli apre la via di uscita, le pecore spingono con forza verso l’esterno. Questa immagine è la stessa descritta nel discusso e complesso verso di Matteo 11:12.

Il regno dei cieli è preso a forza

e i violenti se ne impadroniscono.

Quando arriva lo sfondamento, l’intero gregge si riversa fuori dall’ovile attraverso la breccia, insieme al Messia che lo precede. Esso segue i passi del pastore che lo guida verso il pascolo. Questa è la magnifica immagine della “compagnia dell’uomo” che comparirà nella storia sacra alla fine del tempo. Questo cambierà il destino del cielo e della terra. Le stelle e i domini angelici cadranno e qui, sulla terra, il Messia porrà il Suo Regno, che amministrerà e governerà per mille anni.

Questo dettagliato quadro della liberazione dell’eletto da parte del Messia (e non da parte della chiesa dominante) si verificherà al secondo avvento. Questo messaggio di speranza ci viene descritto in Michea 2. Il dramma inizia col raduno di Giacobbe (che include entrambe le case di Israele non ancora purificate). La vera e fedele chiesa, alla fine, realizzerà la sua identità come parte dello stato di Israele e questo raduno condurrà all’esilio di Bosra e culminerà con la liberazione di Bosra.

Si noti, che è la seconda venuta di Cristo a portare la liberazione, non la chiesa dominante e che il nostro Messia è il liberatore ed Egli solo è “Colui che fa breccia”! Nessun uomo di chiesa potrà mai avere la gloria che spetta al Messia, anche se reclama una posizione spirituale superiore, una qualche unzione particolare o pretende di condurre a termine la missione di far avanzare il Regno ora. Né i profeti/apostoli moderni, né i capi cattolici papali/gesuiti possono prendere questo ruolo di liberatori, né possono le autorità politiche puritane o ecumeniche. Simili azioni, nella carne, possono portare solo alla prostituzione ecclesiastica che Giovanni descrive in Apocalisse 17. Nemmeno i più importanti crociati religiosi possono reclamare questa gloria futura. Gesù Cristo/Yeshua Hamashiach è il nostro unico Salvatore e Redentore. Egli è anche il nostro futuro liberatore. L’uomo non può esserlo. Le Scritture dichiarano, senza dubbio, che c’è un solo intermediario tra Dio e l’uomo, Cristo Gesù.

Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo.

(1 Timoteo 2:5)

Lui, e Lui soltanto, è “l’uomo”. Nessun’altro è capace di prendere il Suo posto.

Possiamo vedere la descrizione della liberazione di Bosra, in maniera spettacolare, anche in Isaia 63. Questo passo ci mostra la seconda venuta di Cristo maggiormente sotto l’aspetto del giudizio. Dio ci sta ovviamente dicendo qualcosa nelle scritture relative a Bosra. Ognuna di esse è collegata al ritorno del Messia.

Ma perché queste informazioni preziose sulla liberazione dell’eletto di Dio dalla prigionia edomita alla fine dei tempi sono state omesse dagli insegnamenti escatologici? Non sono forse notizie buone ed incoraggianti? Perché non le abbiamo mai sentite prima?

L’Antico Testamento è pieno di poesia millenaria. La Parola di Dio ci fornisce svariati elementi sullo stesso messaggio della seconda venuta di Cristo. Ci sarà una grande svolta alla fine dei tempi e questa è un’ottima notizia, drammatica ed ispiratrice oltre misura. Eppure, molti cristiani non ne hanno mai sentito parlare. Perché?

Ebbene, sembra che i capi cristiani di oggi preferiscano mantenere l’enfasi sulla chiesa come “popolo del Nuovo Testamento”. Questi oscuri eventi degli ultimi tempi sono riferiti agli ebrei, questo è il “lamento di Giacobbe”, quindi è un fatto che interessa solo agli ebrei sapere. Ma questo è forse vero?

Questi sono i fatti esposti dalle Sacre Scritture: Dio libererà, di certo, il Suo popolo dalla prigionia alla fine dei tempi. Egli verrà sulle nuvole, e questo fatto è ben noto agli evangelici di oggi nel contesto del rapimento. Essi sanno anche che il Messia libererà i loro fratelli ebrei quando apparirà sul monte degli Olivi. Quando Gesù tornerà, Egli libererà la nazione ebraica dall’assedio delle nazioni che circonderanno Gerusalemme (Zaccaria 12:7-13:1). I cristiani sanno tutto su Armageddon, ma la seconda venuta di Cristo non è solo questo. C’è di più!

Quello che i cristiani non sanno è che la seconda venuta di Cristo porterà anche la vendetta sui Suoi nemici e la liberazione per i Suoi santi presso un luogo (o dei luoghi) chiamato Bosra. Tutto ciò è parte integrante del “pacchetto” rapimento-resurrezione della fine dei tempi.

Il glorioso millennio del Messia seguirà questa liberazione degli ultimi tempi, precisamente come le Scritture ci dicono.

Il deserto e la terra arida si rallegreranno,
la solitudine gioirà e fiorirà come la rosa;
si coprirà di fiori,
festeggerà con gioia e canti d’esultanza;
le sarà data la gloria del Libano,
la magnificenza del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore,
la magnificenza del nostro Dio.
Fortificate le mani infiacchite,
rafforzate le ginocchia vacillanti!
Dite a quelli che hanno il cuore smarrito:
«Siate forti, non temete!
Ecco il vostro Dio! Verrà la vendetta,
la retribuzione di Dio;
verrà egli stesso a salvarvi».

(Isaia 35:1-4)

A questo punto, ecco la domanda che ci dobbiamo porre. Gli edomiti, questi figli ribelli di Esaù, sono ancora tra noi oggi? Sono stati anch’essi dispersi tra le nazioni come è stato per gli ebrei nella diaspora? E, se essi dovranno riunirsi in una sorta di potenza bellica, tra le nazioni ricche della terra, e dominare i docili figli di Giacobbe, allora quale ruolo dovranno giocare, esattamente, nel dramma degli ultimi tempi?

Ecco ciò che le Scritture ci dicono. Gli edomiti, a quanto sembra, sono ancora tra noi. Sono intorno a noi, concittadini dei nostri paesi. Certamente, essi stanno per rilevare un ruolo chiave alla fine dei tempi. Anche l’Anticristo stesso non potrà dominarli durante il suo regime del 666 (Daniele 11:41). A quanto pare, egli non avrà a che fare con loro nemmeno durante la grande tribolazione, gli ultimi tre anni e mezzo di quest’era. Egli, anzi, permetterà loro di fare quello che gli edomiti devono fare. Esaù si risolleverà alla fine dei tempi e dominerà su suo fratello Giacobbe, così come Isacco ha profetizzato. Questa è l’informazione che viene tenuta nascosta ai santi.

Questa omissione è probabilmente fatta con le migliori intenzioni. È stata tenuta nascosta alla chiesa e ciò è stato fatto per il suo bene. La chiesa occidentale è ancora immatura. I cristiani occidentali sono, per la maggior parte, ancora persone carnali e violente. Secondo Michea, Dio permetterà la prigionia e l’esilio del Suo popolo. Qui, nel passo di Michea 2, esso è ancora in uno stato incompleto e non purificato, per questo lo Spirito Santo si riferisce al popolo chiamandolo “Giacobbe” e non “Israele”.

E qui veniamo ad una domanda interessante. Questo esilio di Bosra è una notizia così completamente negativa? O può essere inteso come un “dolore utile”? Cosa accadrà, esattamente, nel periodo della tribolazione? E perché potrebbe essere una cosa positiva, per i santi, fuggire verso questo paese misterioso, l’ovile di Bosra? È possibile che l’esilio di Bosra sia più che una semplice prigionia? Non può essere che il recinto che li attende possa costituire anche un rifugio e provvedere nutrimento e cibo spirituale per i figli di Abramo, Isacco e Giacobbe alla fine dei tempi? Non è, di fatto, Bosra un luogo di relativa sicurezza, lontano dal 666, lontano dalla faccia del Dragone?

Ebbene, noi abbiamo delle prove inconfutabili che è così, che l’esilio del popolo di Dio degli ultimi tempi avrà come scopo la sua crescita e nutrimento spirituale. I passi biblici che ci interessano vengono da Apocalisse 12. Nella “saga della donna”, espressa in questo capitolo, noi leggiamo la vicenda di uno straordinario esodo di massa. A giudicare da Apocalisse 7, questa compagnia dei santi della tribolazione conterà probabilmente centinaia di milioni di persone. Qui, nel capitolo 12, troviamo la fuga della donna (immagine del popolo eletto di Dio) durante il regime persecutorio del 666, negli ultimi tre anni e mezzo di quest’era. Ad essa vengono date grandi ali d’aquila (quale grande nazione, associata al simbolo dell’aquila, potrebbe mai essere coinvolta qui?) ed essa fugge lontano dalla faccia del Dragone, verso il suo luogo di esilio. In base alla profezia di Giovanni, in Apocalisse 12:6, ripetuta ancora in Apocalisse 12:14, la donna è in esilio per due ragioni:

  1. Deve essere protetta;
  2. Deve essere nutrita.

Questo esilio di Bosra deve dunque coinvolgere l’aspetto del nutrimento spirituale. Giovanni vede l’immagine di una donna che si dà alla fuga con ali d’aquila verso un luogo di nutrimento. Giovanni ci racconta una storia della fine dei tempi che è perfettamente parallela a quella del raduno di Giacobbe, scritta in Michea 2:12-13. Questo raduno coinvolge i figli di Abramo, Isacco, Giacobbe e Giuseppe alla fine dei tempi. Bosra è il luogo (o i luoghi) dove questo esilio ha luogo, dove Giacobbe sarà nutrito delle cose del Signore per 1260 giorni (Apocalisse 12:14) o tre e anni e mezzo (Apocalisse 12:6). Questo accadrà durante la seconda metà della settantesima settimana di Daniele, che è precisamente il periodo della grande tribolazione.

La vicenda di Bosra, dunque, coinvolge l’eletto di Dio. Durante l’apocalisse, il popolo eletto di Dio sarà radunato da tutte le popolazioni e nazioni giudeo-cristiane. Questo accadrà durante la seconda metà della settantesima settimana. Giacobbe combatterà ancora una volta con Dio, così come fece al tempo dei patriarchi.

 

LA LIBERAZIONE DI BOSRA E L’ANNO DEL GIUBILEO.

La vicenda di Bosra è una storia che comprende un esodo, una prigionia e del nutrimento spirituale e, infine, una gloriosa liberazione. Può un libro umano contenere una simile storia? Può una sceneggiatura riuscire a rendere lo splendore dell’intervento divino alla fine dei tempi? C’è qualcosa che possa mai avvicinarsi alla gloria di questa breccia che sarà provocata dal ritorno del Messia nell’anno del Giubileo?

La storia di Bosra deve ancora verificarsi. Si svolgerà sulla terra, davanti ad angeli e uomini, durante gli ultimi tre anni e mezzo di quest’era, durante il “lamento di Giacobbe” (Geremia 30:7). Geremia ci dice chiaramente che Giacobbe, cioè il popolo eletto di Dio, si metterà in serio pericolo e si comprometterà con le potenze di questo mondo. Eppure, alla fine, ne sarà tratto in salvo.

La liberazione di Bosra, come possiamo vedere, è una storia troppo meravigliosa da gestire per la nostra chiesa moderna e il nostro attuale popolo cristiano così carnale. Nel crogiolo di Bosra, l’argento della redenzione e l’oro della gloria saranno raffinati. Dio raffinerà il Suo popolo “nel crogiolo dell’afflizione/tribolazione” (Isaia 48:10). Nei versetti che seguono, Egli ci dice perché deve essere così. È per portare il popolo di Dio in un luogo di santità, dove esso non inquinerà più il Santo Nome di Dio.

Anche Mosè disse al popolo eletto che questo sarebbe accaduto. Egli dice, chiaramente, che essi avrebbero dovuto affrontare la tribolazione negli ultimi giorni.

Ma di là cercherai il Signore, il tuo Dio, e lo troverai, se lo cercherai con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua. Nella tua angoscia, quando tutte queste cose ti saranno accadute, negli ultimi tempi, tornerai al Signore, al tuo Dio, e darai ascolto alla sua voce.

(Deuteronomio 4:29-30)

Metterò quel terzo nel fuoco,
lo raffinerò come si raffina l’argento,
lo proverò come si prova l’oro;
essi invocheranno il mio nome e io li esaudirò;
io dirò: «È il mio popolo!»,
ed esso dirà: «Il Signore è il mio Dio!».

(Zaccaria 13:9)

E l’apostolo Paolo completa la storia:

E tutto Israele sarà salvato.

(Romani 11:26)

Si, queste sono le meraviglie che dovranno compiersi nella storia del mondo. E si compiranno nel giorno della vendetta che viene, così come il lungamente atteso anno del Giubileo.

 

LA LIBERAZIONE DI BOSRA SCRITTA NELLA COSTELLAZIONE DEL “PICCOLO OVILE”.

La stessa storia di liberazione e uscita dall’ovile è scritta nelle stelle. I cieli raccontano la gloria di Dio e, in questa vicenda, la Sua gloria è nella liberazione ed è narrata dalla costellazione del “Piccolo Ovile” o “Piccolo Carro”, cioè l’Orsa Minore.

Si, la storia di Bosra alla fine sarà raccontata, poiché essa descrive un luogo di grande importanza spirituale in cui Dio proteggerà, preserverà, raffinerà e nutrirà il Suo popolo durante il dramma degli ultimi tempi. Dio stesso pensa che sia una storia importante, tanto che i cieli la raccontano nelle stesse costellazioni che Dio ha disegnato tra le stelle.

Dove sarà localizzata la Bosra degli ultimi tempi? Questo non lo sappiamo ancora. Potrà essere in molti luoghi o in uno solo. Potrà essere un grosso centro di detenzione per i giudeo-cristiani problematici e altri che avranno rifiutato il regime del 666.

Comunque è certo che Bosra non sarà solo un’insieme di rovine, né solamente “storia passata”. Non sarà solo un sito archeologico o l’insieme delle vestigia dell’antica cittadella pastorale di Esaù a sud-est del Mar Morto. Per coloro che saranno lì negli ultimi tempi, essa sarà esattamente il luogo di cui parlano Michea ed Isaia. Bosra sarà un luogo reale, sotto il controllo degli edomiti di epoca moderna. Potrebbe anche rivelarsi un’area geo-politica lontana dalla terra promessa o posta ai confini del mondo moderno.

Il popolo eletto di Dio dovrebbe guardare ai quei giorni futuri e a quel luogo di cui i profeti dell’Antico Testamento hanno parlato più di 2700 anni fa.

E lì, in quel luogo, essi troveranno il loro Dio.

Quell’uomo sarà come un riparo dal vento,
come un rifugio contro l’uragano,
come dei corsi d’acqua in luogo arido,
come l’ombra di una gran roccia in una terra riarsa.

(Isaia 32:2)

(Traduzione a cura di Sequenza Profetica)

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