Il nuovo patto di Israele

di Miles J. Stanford

Dobbiamo fermarci un momento e cercare di tamponare la corrente della “teologia del patto”, che sta refluendo nel campo del dispensazionalismo, iniziando dal suo primo fiotto, cioè il nuovo patto di Israele.

Tradizionalmente, tutti i dispensazionalisti credono e insegnano che sarà unicamente Israele a risiedere sotto il nuovo patto di Geremia ed Ezechiele nel futuro Regno messianico. Eppure essi, quasi senza eccezione, abbandonano l’esclusività della Parola giustamente tagliata, convenendo che la Chiesa abbia comunque la sua parte nelle benedizioni “spirituali” del nuovo patto di Israele. Si diminuisce così la separazione scritturale tra Israele e la sua Legge e tra la Chiesa e la sua Grazia.

Coloro che assecondano il nuovo patto e ricercano la partecipazione nelle sue benedizioni “spirituali”, stanno semplicemente ponendo se stessi nelle mani della teologia del patto amillenarista, della sua figliastra, la teonomia, così come della cristianità del giudaismo messianico. Essi hanno evidentemente bisogno del nuovo patto di Israele per potersi legittimare.

F.W. Grant, tempo fa, mise in guardia contro questi insegnamenti:

Prendere ad Israele quello che è suo significa solo diminuire lui e non arricchire noi stessi; no, quello che è stato definito “spiritualizzazionedelle promesse ha condotto molti alla carnalità e al legalismo della Chiesa”.

Non c’è riferimento né illazione nel patto riguardo la Chiesa, né esso verrà stabilito durante la dispensazione della Chiesa stessa. Paolo, a suo tempo, ha dichiarato che il nuovo patto di Israele è un evento futuro: “Tutto Israele sarà salvato, così come è scritto: «Il liberatore verrà da Sion. Egli allontanerà da Giacobbe l’empietà; e questo sarà il mio patto con loro, quando toglierò via i loro peccati»” (Romani 11:26-27).

 

IL PATTO ETERNO – La Chiesa, al contrario, gode al presente dei benefici del patto eterno, secondo Ebrei 13:20-21:

Or il Dio della pace che in virtù del sangue del patto eterno ha tratto dai morti il grande pastore delle pecore, il nostro Signore Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, affinché facciate la sua volontà, e operi in voi ciò che è gradito davanti a lui, per mezzo di Gesù Cristo; a lui sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen”.

 

IL NUOVO PATTO DEL NUOVO TESTAMENTO – Ci sono molti riferimenti neotestamentari che hanno a che fare col nuovo patto di Israele, e altri che hanno a che fare con la Chiesa, alcuni dei quali toccheremo brevemente.

Perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati” (Matteo 26:28).

Poi Gesù disse: «Questo è il mio sangue, il sangue del patto, che è sparso per molti»” (Marco 14:24).

Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi»” (Luca 22:20).

In questi riferimenti sinottici, il Signore Gesù sta introducendo il nuovo patto della Sua Chiesa (a venire). Egli non ne dà spiegazioni, ma lo istituisce da un punto di vista escatologico, sulla base dell’imminente crocifissione.

Egli introduce il soggetto della Chiesa in Matteo 16:18: “Edificherò la mia chiesa”; ma non ne dà spiegazione – poiché l’avrebbe fatto attraverso Paolo – ai membri del Suo corpo. La spiegazione del patto eterno della Chiesa, dunque, è responsabilità di Paolo, la prima fonte di verità della Chiesa.

Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso; cioè, che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito […] prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga»” (1 Corinzi 11:23, 25-26).

Qui Paolo stabilisce il nuovo patto della Chiesa, nell’identico modo in cui fece il Signore Gesù nei sinottici.

Egli ci ha anche resi idonei a essere ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di Spirito” (2 Corinzi 3:6).

Il ministero di Paolo verso la Chiesa celeste non è costituito dal nuovo patto di Israele, neppure contiene suoi elementi. Il nuovo patto della Chiesa consiste nella vita del Figlio, non nella legge del Regno.

Per questo egli è mediatore di un nuovo patto. La sua morte è avvenuta per redimere dalle trasgressioni commesse sotto il primo patto, affinché i chiamati ricevano l’eterna eredità promessa” (Ebrei 9:15).

A Gesù, il mediatore del nuovo patto e al sangue dell’aspersione che parla meglio del sangue d’Abele” (Ebrei 12:24).

Col Suo sangue sparso a compimento del patto eterno tra il Dio della pace e Lui stesso, il Signore Gesù si manifesta come il mediatore del nuovo patto col Suo corpo, la Chiesa; patto del quale la cena del Signore rappresenta il ricordo.

Il sangue di Abele parlava di giudizio: “La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. Ora tu [Caino] sarai maledetto, scacciato lontano dalla terra che ha aperto la sua bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano” (Genesi 4:10-11). Ma il sangue dell’aspersione – il credere per fede al sangue sparso del Signore Gesù Cristo – testimonia del giudizio della croce e della pace eterna con lo stesso Dio della pace.

“E tutto Israele sarà salvato, così come è scritto: «Il liberatore verrà da Sion. Egli allontanerà da Giacobbe l’empietà; e questo sarà il mio patto con loro, quando toglierò via i loro peccati»” (Romani 11:26-27).

Paolo qui parla di una parte della grazia concessa con il nuovo patto di Israele:

“Poiché io perdonerò la loro iniquità, non mi ricorderò del loro peccato” (Geremia 31:34).

“Io vi libererò da tutte le vostre impurità […] il giorno che io vi purificherò di tutte le vostre iniquità” (Ezechiele 36: 29, 33).

Il principale intento dell’Epistola agli Ebrei era quello di ammonire i giudei, salvati e non, a non tornare al giudaismo e alla legge, cioè al precedente patto mosaico. Essi vengono esortati a guardare non al patto in se stesso, ma al mediatore di un patto migliore.

Qui, gli ebrei che hanno ottenuto la salvezza, sono venuti a Gesù (il mediatore del nuovo patto di Israele), non sono venuti al patto con Israele, che è un evento futuro. Essi sono, dunque, parte di una unione vivente con Colui che è il mediatore del nuovo patto della Chiesa, e questo vale molto più del patto del regno terrestre di Israele. Il mediatore attuerà questo nuovo patto con Israele sulla terra nel Suo Regno millenario.

Ora però egli ha ottenuto un ministero tanto superiore quanto migliore è il patto fondato su migliori promesse, del quale egli è mediatore. Perché se quel primo patto fosse stato senza difetto, non vi sarebbe stato bisogno di sostituirlo con un secondo. Infatti Dio, biasimando il popolo, dice: «Ecco, i giorni vengono», dice il Signore, «che io concluderò con la casa d’Israele e con la casa di Giuda, un patto nuovo»” (Ebrei 8:6-8).

Nei versetti successivi (Ebrei 8:10-13), l’autore fornisce maggiori dettagli riguardo al nuovo patto di Israele, e nel versetto 13 afferma: “Dicendo «un nuovo patto», egli ha dichiarato antico il primo. Ora, quel che diventa antico e invecchia è prossimo a scomparire”.

Gli ebrei non dovevano tornare a Mosè, ma rivolgersi a qualcuno maggiore di lui e maggiore di chiunque: “Il Dio della pace che in virtù del sangue del patto eterno ha tratto dai morti il grande pastore delle pecore, il nostro Signore Gesù” (Ebrei 13:20).

La teologia del patto, dunque, è solo il perdono dei peccati e il dono del favore divino; ma tutto ciò che concerne la nuova posizione nel Signore Gesù Cristo viene ignorata o, addirittura, respinta come pericolosa!

“Per gli uomini posti sotto il nuovo patto di Israele, non si va oltre la remissione dei peccati e la legge scritta nel cuore. Ma essere nuove creature in Cristo Gesù, e conoscerlo attraverso lo Spirito Santo, con tutto quel che ne deriva, non è parte del loro credo”. (J.N. Darby)

“Noi siamo venuti a ‘Gesù, mediatore del nuovo patto’ (Ebrei 12:24). Non siamo venuti al nuovo patto, ma a Gesù che ne è mediatore. Siamo associati a Lui, e ciò è assai più importante della semplice accettazione del patto. Egli stringerà questo nuovo patto con Israele sulla terra”. (H.H. Snell)

(Tradotto e pubblicato da Sequenza Profetica con il permesso di www.withchrist.org)