I due nuovi patti

di Miles J. Stanford

Il dispensazionalismo paolino mostra le seguenti relazioni tra, il patto eterno, il nuovo patto di Israele e la Chiesa celeste.

I. Il Patto Eterno: il patto eterno di Ebrei 13:20-21 è stato ratificato nell’eternità passata tra il Padre e il Figlio, ed è stato realizzato con la resurrezione di Cristo.

II. Il Nuovo Patto di Israele: Il nuovo patto di Israele (Geremia 31:31-32; Ezechiele 36:26-27; 37:14) è stipulato solamente tra Dio e il regno di Israele e sarà inaugurato e realizzato nel secondo avvento.

III. La Chiesa Celeste: Dio non ha mai stipulato un patto con la Chiesa.

Mediante la comune, inequivocabile, letterale ermeneutica, noi ora condivideremo i fatti scritturali inerenti alla relazione tra questi tre patti divini.

I. IL PATTO ETERNO

“Or il Dio della pace che in virtù del sangue del patto eterno ha tratto dai morti il grande pastore delle pecore, il nostro Signore Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, affinché facciate la sua volontà, e operi in voi ciò che è gradito davanti a lui, per mezzo di Gesù Cristo; a lui sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen”

(Ebrei 13:20-21).

Il patto eterno non è né tra Dio e la Chiesa, né tra Dio ed Israele, né tra Dio e i gentili. Piuttosto è tra il soggetto della prima parte, il “Dio della pace”, e quello della seconda, “il Signore Gesù”.

Le condizioni di questo patto erano che se il Buon Pastore avesse dato la Sua vita per le pecore, il Padre lo avrebbe resuscitato dai morti.

“Trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce”. “Ma Dio lo risuscitò dai morti”. Egli fu “risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre”

(Filippesi 2:8; Atti 13:30; Romani 6:4).

Il patto eterno venne ratificato nell’eternità e compiuto con la resurrezione. È un patto nuovo rispetto al tempo (Calvario) e al tipo (cioè tra Dio Padre e Dio Figlio). È il compimento di Galati 3:20: “Ora, un mediatore non è mediatore di uno solo; Dio invece è uno solo”.

Il patto mosaico fu stipulato tra Dio ed Israele, con Mosè come mediatore, e Israele lo infranse:

“Patto che essi violarono, sebbene io fossi loro signore, dice il Signore” (Geremia 31:32).

Perciò, il nuovo patto di Israele è incondizionato (Io voglio), ma il patto eterno è interamente di Dio, Dio Padre e Dio Figlio (Dio è uno).

Non essendo né sottoposta ad esso, né parte di esso, la Chiesa è comunque la principale beneficiaria del patto eterno. “Egli […] vi renda perfetti in ogni bene, affinché facciate la sua volontà, e operi in voi ciò che è gradito davanti a lui, per mezzo di Gesù Cristo” (Ebrei 13:21). La Chiesa non ha stipulato il patto, ma essa esiste in unione vitale con il Mediatore di tutti i patti!

Il nuovo patto di Israele è basato sul patto eterno, cioè sul sangue della croce.

 

II. IL NUOVO PATTO DI ISRAELE

 

Questo patto è:

  1. Esclusivo di Israele;
  2. Riferito al futuro Millennio e al Regno eterno;
  3. Eterno;
  4. Costituito da diversi elementi.

 

1. I destinatari

“Ecco, i giorni vengono, dice il Signore, in cui io farò un nuovo patto con la casa d’Israele e con la casa di Giuda”. “Farò di loro una stessa nazione, nel paese, sui monti d’Israele; un solo re sarà re di tutti loro; non saranno più due nazioni, e non saranno più divisi in due regni”

(Geremia 31:31; Ezechiele 37:22).

 

2. Il patto rimane ancora futuro – Osea profetizza:

Quel giorno io farò per loro un patto con le bestie dei campi, con gli uccelli del cielo e con i rettili del suolo; spezzerò e allontanerò dal paese l’arco, la spada, la guerra, e li farò riposare al sicuro” (2:18).

Un secolo più tardi, Geremia profetizza:

“Questo è il patto che farò con la casa d’Israele” (31:33).

Un altro secolo dopo, Ezechiele profetizza: “Così parla il Signore, Dio: Ecco, io prenderò i figli d’Israele dalle nazioni dove sono andati, li radunerò da tutte le parti, e li ricondurrò nel loro paese” (37:21).

Ancora, sei secoli dopo Paolo dice:

E tutto Israele sarà salvato, così come è scritto: “Il liberatore verrà da Sion. Egli allontanerà da Giacobbe l’empietà; e questo sarà il mio patto con loro, quando toglierò via i loro peccati”

(Romani 11:26-27).

Il nuovo patto di Israele non sarà né inaugurato né compiuto fin dopo la grande tribolazione (l’angoscia di Giacobbe), né fino al ritorno sulla terra del Liberatore, né finché non saranno perdonati i peccati di Israele.

“Ahimè, perché quel giorno è grande; non ce ne fu mai altro di simile; è un tempo di angoscia per Giacobbe [la grande tribolazione]; ma tuttavia egli ne sarà salvato. Ma quelli d’Israele serviranno il Signore, il loro Dio, e Davide loro re, che io susciterò loro” 

(Geremia 30:7, 9)

 

3. Il nuovo patto di Israele è eterno

“Il mio servo Davide sarà re sopra di loro ed essi avranno tutti un medesimo pastore; cammineranno secondo le mie prescrizioni, osserveranno le mie leggi, le metteranno in pratica; abiteranno nel paese che io diedi al mio servo Giacobbe, dove abitarono i vostri padri; vi abiteranno essi, i loro figli e i figli dei loro figli per sempre; e il mio servo Davide sarà loro principe per sempre. Io farò con loro un patto di pace: sarà un patto perenne con loro; li stabilirò fermamente, li moltiplicherò, e metterò il mio santuario in mezzo a loro per sempre

(Ezechiele 37:24-26)

 

4. Il contenuto del nuovo patto di Israele:

Il Perdono“Poiché io perdonerò la loro iniquità, non mi ricorderò del loro peccato” (Geremia 31:34).

La Rigenerazione“Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne” (Ezechiele 36:26).

La Legge del Regno“Io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore” (Geremia 31:33).

La dimora dello Spirito“Metterò dentro di voi il mio Spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni” (Ezechiele 36:27).

Il Possesso della terra“Ecco, li raccoglierò da tutti i paesi dove li ho cacciati. Metterò la mia gioia nel far loro del bene e li pianterò in questo paese con fedeltà, con tutto il mio cuore, con tutta l’anima mia” (Geremia 32:37, 41).

 

SEPARAZIONE O CADUTA – Il dispensazionalismo sia classico che tradizionale si è sempre tuffato nelle relativamente tenui risorse del nuovo patto di Israele, reclamando le sue benedizioni “spirituali” a favore della Chiesa. Questa non giustificata invasione ha condotto alla decadenza del dipensazionalismo classico e all’affermazione del dispensazionalismo progressivo, orientato verso il regno, e del “covenantismo”, incentrato sul regno.

Ma chi tocca il diritto di Israele in qualsiasi punto (passato, presente o futuro), viola la Parola rettamente divisa e il suo dispensazionalismo paolino.

 

GLI EBREI – L’Epistola agli Ebrei venne scritta principalmente per gli ebrei convertiti al cristianesimo. Il suo proposito era quello di concentrare la loro attenzione sul Signore Gesù Cristo glorificato nei cieli e impedire che essi tornassero indietro, al patto mosaico e alla Legge.

Hamilton Smith spiega così il problema:

L’Epistola agli Ebrei venne scritta per gli ebrei [così come per la Chiesa ebraica di oggi]. Il suo proposito era quello di guidarli nella nuova e celeste relazione del cristianesimo, facendoli distaccare dalla terrena religione del giudaismo.

Questi convertiti avevano, naturalmente, connessioni molto forti con la religione dei loro padri. Il legame con la natura, l’amore per il paese, la prospettiva della terra, i pregiudizi dell’educazione, erano tutti elementi cooperanti ad unirli nel sistema che Dio aveva predisposto per il Suo popolo. Ciò rendeva, però, particolarmente difficoltoso per loro inserirsi nel carattere celeste del cristianesimo.

Mentre il tempio era ancora in piedi, e i sacerdoti leviti offrivano ancora regolarmente dei sacrifici pubblici, c’era sempre il pericolo che coloro che avevano fatto professione di fede cristiana tornassero poi al giudaismo.

James L. Harris, elabora a sua volta:

Mettiamoci nei panni di un ebreo convertitosi in un giorno di festa solenne a Gerusalemme, uno dei tremila convertiti durante la prima predicazione di Paolo. Moltitudini di persone, da tutti i quartieri, si radunavano attorno a lui (poiché Gerusalemme era piena di adoratori) mentre egli si allontanava sempre più da tutto ciò che attirava gli altri.

Non si sarà egli sentito pesante nell’animo mentre si teneva al di fuori di tutte le festività e gli eventi religiosi della tradizione? Non sarà egli apparso come un nemico rispetto alla sua patria e al tempio? Ma era davvero tale?

Pensiamo bene a quale contrasto deve aver visto, nel suo animo, tra la sala al piano superiore di una casa (o qualche altro semplice luogo di riunione) e lo splendido tempio della città. Non deve, forse, essere stata richiesta molta semplice fede nel Signore Gesù per incontrarsi per l’adorazione comunitaria, ad un membro così poco importante come lui, senza la presenza di alcun sacerdote a guidare il culto, nessun sacrificio, nessun incenso e nessun altare?

E la moltitudine che festeggiava il giorno santo non gli avrebbe messo il dubbio, per così dire, che il culto in cui egli era coinvolto fosse una menzogna e non avesse alcun valore? Certamente c’è grande enfasi nelle parole di Paolo: “Non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni sono soliti fare” (Ebrei 10:25).

Inoltre, le cose viste nella religione degli ebrei erano solo le ombre delle cose meravigliose che dovevano venire, laddove le cose non viste del cristianesimo ne sono la sostanza. Essi erano chiamati ad uscire fuori dall’accampamento ebraico per raggiungere Cristo, fuori dove c’era il luogo della vergogna. Una volta usciti, essi venivano ammoniti di non “tornare indietro” (Jewish Bondage and Christian Freedom, pp. 45, 46, 60).

 

BASTA CON MOSÈ! – L’autore dell’Epistola agli Ebrei utilizza il nuovo patto di Israele per dimostrare ai convertiti che il patto mosaico doveva essere sostituito:

“Ora però egli ha ottenuto un ministero tanto superiore quanto migliore è il patto [la grazia] fondato su migliori promesse [‘Io farò’], del quale egli è mediatore. Perché se quel primo patto [mosaico] fosse stato senza difetto [‘la carne lo rendeva impotente’, Romani 8:3], non vi sarebbe stato bisogno di sostituirlo con un secondo”.

“Ecco, i giorni vengono, dice il Signore, che io concluderò con la casa d’Israele e con la casa di Giuda, un patto nuovo” 

(Ebrei 8:6-8)

“Non come il patto che feci con i loro padri il giorno che li presi per mano per condurli fuori dal paese d’Egitto: patto che essi violarono, sebbene io fossi loro Signore”

(Geremia 31:32)

“Dicendo ‘un nuovo patto’, egli ha dichiarato antico il primo. Ora, quel che diventa antico e invecchia è prossimo a scomparire”

(Ebrei 8:13)

William R. Newell dà le conclusioni relative a questi patti:

Le parole chiave relative al primo patto sono: “Egli ha dichiarato antico il primo […] fino a farlo scomparire”. Ed è scomparso, infatti qualche anno dopo, nel 70 d.C., quando il tempio venne saccheggiato e bruciato, e Gerusalemme venne distrutta da Tito.

Mentre i destinatari sono preannunciati nella “casa di Israele e la casa di Giuda”, nell’Epistola agli Ebrei, bisogna tenere a mente anche che il vecchio patto mosaico è terminato (vv. 9, 13) e il nuovo patto non è ancora giunto.

L’autore sta scrivendo ai credenti ebrei, con i padri dei quali Dio ha fatto un patto e con la nazione dei quali Egli vuole, al ritorno del Messia in Israele, stipulare un patto “nuovo”, dicendo:

“Egli allontanerà da Giacobbe l’empietà; e questo sarà il mio patto con loro, quando toglierò via i loro peccati (Romani 11:27).

Questi credenti ebrei erano chiamati ad affrontare il fatto che il vecchio patto, con il principio di benedizione della Legge, era stato messo da parte. Oggi vediamo una nazione di Israele priva di un patto, “non tenuta in considerazione” da YHWH!

E così torniamo ad Ebrei 13:20 e, “nel sangue del patto eterno” tra il Dio della pace e il Signore Gesù, troviamo noi stessi, insieme ai veri credenti ebrei, tutti “partecipi della celeste vocazione”.

Ed è il sangue di questo patto eterno che celebriamo quando ci raduniamo alla mensa del Signore; così, tutta la speranza riposta nell’uomo è passata per sempre e tutta la speranza nella Legge divina deve essere compiuta dall’uomo come “condizione della benedizione” (Hebrews, Verse by Verse, p. 259).

L’obiettivo e l’impegno del libro agli ebrei è quello di allontanare i credenti da tutto ciò che riguarda l’Israele terreno e renderli fermi nella loro posizione celeste in Cristo, e tutto questo attraverso il “sangue del patto eterno”.

“Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel luogo santissimo per mezzo del sangue di Gesù, per quella via nuova e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne. Avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede” (Ebrei 10:19, 20, 22).

Provate a realizzare ciò attraverso la storia d’Israele, passato, presente o futuro!

Non c’è sangue nel nuovo patto di Israele. Questo, infatti, come tutti gli altri patti è basato sul sangue del patto eterno. Come è scritto:

“Questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati” (Matteo 26:28).

“Poi Gesù disse: «Questo è il mio sangue, il sangue del patto, che è sparso per molti»” (Marco 14:24).

“Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi»” (Luca 22:20).

“Il calice della benedizione, che noi benediciamo, non è forse la comunione con il sangue di Cristo?” (1 Corinzi 10:16).

“Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me” (1 Corinzi 11:25).

 

PAOLO – Quello di Paolo era un ministero celeste, per il celeste corpo di Cristo. Non è possibile che egli abbia utilizzato il nuovo patto, riferito al regno terreno di Israele, per un ministero rivolto alla Chiesa celeste. Il suo ministero era (è) basato sul “sangue del patto eterno”. C’è forse qualcuno che ha problemi riguardo a questo fatto? Se è così, allora è invitato a leggere quanto segue.

Se pensi che Paolo fosse un ministro del nuovo patto di Israele, e se aspiri ad essere tale a tua volta, allora sei legato al regno, insieme al dipensazionalismo progressivo e alla sua controparte, il “covenantismo”. Questa è una visione piatta, orizzontale, terrena ed errata.

“Egli ci ha anche resi idonei a essere ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito vivifica”. “Ma ora siamo stati sciolti dai legami della legge [il nuovo patto di Israele scrive la legge del regno nei loro cuori], essendo morti a quella che ci teneva soggetti, per servire nel nuovo regime dello Spirito e non in quello vecchio [mosaico] della lettera” (2 Corinzi 3:6; Romani 7:6).

 

III. LA CHIESA CELESTE

 

Immagina che uno degli esseri di seguito elencati sia basato sul, o derivato dal, nuovo patto di Israele.

La creazione è stata la prima nel tempo, ma la Chiesa in quanto Sposa è stata la prima nel consiglio di Dio. Nell’eternità passata il Padre ha concepito la Chiesa, il Corpo e la Sposa del Suo amato Figlio, e l’ha tenuta come un segreto e un mistero per l’uomo, nel Suo cuore, fino a Paolo.

“Questo mistero è grande; dico questo riguardo a Cristo e alla chiesa”. “Nelle altre epoche non fu concesso ai figli degli uomini di conoscere questo mistero”, “mistero che è stato fin dalle più remote età nascosto in Dio”, “mistero che fu tenuto nascosto fin dai tempi più remoti”, “il mistero che è stato nascosto per tutti i secoli e per tutte le generazioni, ma che ora è stato manifestato ai suoi santi” (Efesini 5:32; 3:5, 9; Romani 16:25; Colossesi 1:26).

Hamilton Smith ha scritto, a proposito della Chiesa:

La Chiesa è la più vicina al cuore del Padre e la più cara al cuore del Figlio; poiché noi impariamo che il Padre si è curato di assicurare un oggetto che fosse interamente idoneo all’amore del Suo diletto Figlio.

Nella Chiesa in quanto Sposa noi vediamo non solo una compagnia di persone che trovano in Cristo un oggetto soddisfacente ai desideri del loro cuore, ma una compagnia di persone che sono diventati a loro volta un oggetto per il Suo amore.

Questa è la meraviglia e la benedizione della Chiesa vista come Sposa di Cristo: il dono nuziale del Padre al Suo amato Figlio. Fa poca meraviglia il fatto che la Chiesa possa trovare in Cristo un oggetto di amore, ma che nella Sposa possa trovarsi un oggetto interamente idoneo all’amore del Figlio è di certo una cosa meravigliosa (The Bride of the Lamb, pp. 18, 19).

 

ELETTA“In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui” (Efesini 1:4).

 

CHIAMATA“Egli ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall’eternità” (2 Timoteo 1:9).

“Chiamati secondo il suo disegno. Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo” (Romani 8:28-29).

 

NEL SEGRETO DEL CUORE – Dall’eternità passata, attraverso le ere e le generazioni, il Padre ha tenuto la Sposa segretamente nascosta nel Suo cuore d’amore. Come un’immensa corrente a getto, al disopra della storia conosciuta e delle Scritture, del tutto ignota all’uomo, il Padre infine l’ha segretamente fatta discendere nell’evento della croce. Non solo la discesa, ma anche la croce stessa era un segreto:

“Ma esponiamo la sapienza di Dio misteriosa e nascosta, che Dio aveva prima dei secoli predestinata a nostra gloria e che nessuno dei dominatori di questo mondo ha conosciuta; perché, se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria” (1 Corinzi 2:7, 8).

 

I PECCATI PERDONATI – Lì, sulla croce, tutti i peccati mai potuti commettere da un membro del Corpo, furono perdonati. “In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia” (Efesini1:7).

 

IL PECCATO CONDANNATO – Il peccato adamitico non è stato perdonato. Anzi, sulla croce esso fu giudicato, condannato e crocifisso. “Infatti, ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha fatto; mandando il proprio Figlio in carne simile a carne di peccato e, a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne”. “Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui” (Romani 8:3; 6:6).

 

IDENTIFICATI – Ogni membro della Sposa, in Adamo, è stato identificato, nel giudizio, in Cristo sulla croce. Lì, Egli è stato fatto peccato, il nostro peccato, e da ciò noi siamo stati identificati con Lui nella Sua morte al peccato. “Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi”. “Sono stato crocifisso con Cristo” (2 Corinzi 5:21; Galati 2:20).

 

SEPOLTI CON LUI – Nella nostra identificazione con Lui nella Sua morte al peccato, noi siamo stati anche sepolti con Lui. “Siamo dunque stati sepolti con lui” (Romani 6:4).

 

MORTI E SEPARATI – Per essere risvegliati dalla morte, risorti, come nuove creature nell’ultimo Adamo era necessario per noi essere separati dal primo Adamo nella morte. “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie [il primo Adamo] sono passate [rispetto alla posizione]: ecco, sono diventate nuove”. “Così anche voi fate conto di essere morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù” (2 Corinzi 5:17; Romani 6:11).

 

LA SPOSA ELEVATA – Dopo aver separato la Sposa da Adamo e averla ricreata in Cristo, il Padre l’ha fatta salire, in ogni suo membro, al cielo. “Anche quando eravamo morti nei peccati, [Dio] ci ha vivificati [ricreati] con Cristo, e ci ha risuscitati con lui, e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù” (Efesini 2:5-6).

 

IL SANGUE – La Sposa è stata redenta per mezzo del “prezioso sangue di Cristo” (1 Pietro 1:19); è stata “avvicinata mediante il sangue di Cristo” (Efesini 2:13); è stata posta in Cristo, “nascosta con Cristo in Dio” (Colossesi 3:3); e ha ottenuto la “libertà di entrare nel luogo santissimo per mezzo del sangue di Gesù” (Ebrei 10:19).

 

LA PENTECOSTE – Presto, lo spirito di Dio l’ha riportata di nuovo sulla terra, come un vento soffiante impetuoso, per iniziare la sua storia, crescendo nel mondo in incognito, ma non come parte di esso. “Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti. Tutti furono riempiti di Spirito Santo” (Atti 2:1, 2, 4).

 

LO SPIRITO SANTO – Da quel momento in poi lo Spirito di Cristo dimora in tutti quelli che credono, in tutti i prescelti, eletti, chiamati membri del Corpo di Cristo. Ogni credente viene battezzato dallo Spirito nel Corpo di Cristo, in unione con Cristo. “Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo” (1 Corinzi 12:13).

 

NOI IN CRISTO“Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua”. “Infatti voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo” (1 Corinzi 12:27; Galati 3:27).

 

CRISTO IN NOI – La nostra unione con Cristo è reciproca: noi siamo il Lui e Lui è in noi. “Cristo in voi, la speranza della gloria”. “In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me e io in voi” (Colossesi 1:27; Giovanni 14:20).

 

COEREDI – Ogni membro del Corpo di Cristo è un erede con Cristo. “Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio”. “Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio”. “Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo” (Romani 8:14, 16, 17).

 

IN TOTALE UNITÀ – La nostra vita in Cristo è una completa e totale unità con Lui. “Ma chi si unisce al Signore è uno spirito solo con lui”. “Voi avete tutto pienamente in lui”. “A lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio”. “Poiché siamo membra del suo corpo” (1 Corinzi 6:17; Colossesi 2:10; Efesini 1:6; 5:30).

 

IL RAPIMENTO – Nel tempo stabilito dal Padre, quando avrà completato il Corpo di Cristo, Egli lo riprenderà in alto, stavolta per far incontrare la Sposa con lo Sposo nell’aria. Sarà allora che la posizione eterna della Chiesa diverrà una condizione concreta.

“Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli è”. “Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria” (1 Giovanni 3:2; Filippesi 3:20-21).

 

IL SECONDO AVVENTO – Ben presto lo Sposo-Re condurrà la Sua gloriosa Sposa giù dai cieli per regnare con Lui sulla terra. “Quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in gloria”. “Saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui quei mille anni”. “E regneranno nei secoli dei secoli” (Colossesi 3:4; Apocalisse 20:6; 22:5).

Luis Sperry Chafer commenta:

La Chiesa è la Sposa dell’Agnello. Un momento di meditazione sull’esaltazione del Figlio di Dio e sulla sua posizione rispetto al tempo e all’eternità, alla terra e al cielo, agli uomini e agli angeli, ci obbliga a concludere che la posizione elevata della Chiesa, come quella del suo Sposo, è molto al di sopra di quella di tutti i principati e le potestà.

Della Sua esaltazione ed elevazione è scritto: “Questa potente efficacia della sua forza egli l’ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra nel cielo, al di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro” (Efesini 1:20-21). (Systematic Theology VII:135).

Hamilton Smith commenta:

Sta per venire il giorno in cui la Chiesa sarà presentata a Cristo, “gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile”. Sarà Sua e a Suo piacimento, formata nel Suo amore dall’effetto santificatore e purificatore della Parola, allo stesso modo capace di corrispondere il Suo amore.

Per tutta l’eternità Cristo avrà la Sua amata Sposa, come Se stesso, una che possa pensare come Lui, sentire come Lui, amare come Lui ama. Una che è stata fatta perfettamente idonea ad essere l’oggetto del Suo amore. Allora Cristo sarà soddisfatto. Egli vedrà il frutto del travaglio della Sua anima e sarà soddisfatto (The Bride of the Lamb, p. 24-25).

O giorno di meravigliose promesse!

Lo Sposo e la Sposa

Saranno visti in gloria per sempre;

E l’amore sarà soddisfatto!

(Traduzione letterale della IV strofa dell’inno inglese In heavenly love abiding)

DOMANDA – Come destinatari di “ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo”, “la cui potenza divina ci ha donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà” (Efesini 1:3; 2 Pietro 1:3), brameremmo dunque di far parte del nuovo patto di Israele? Io credo di no.

Il Dio della pace, in virtù del sangue del patto eterno, ha tratto dai morti il grande pastore delle pecore, il nostro Signore Gesù. (Ebrei 13:20)

(Tradotto e pubblicato da Sequenza Profetica con il permesso di www.withchrist.org -copyright-)