Solo il Signore salverà Israele

Siamo disposti a fare concessioni dolorose, saremo generosi sulle dimensioni dello Stato palestinese“, ha affermato Netanyahu al congresso Usa, “ma saremo fermi sul dove fissare i confini“.

Dicendo che Israele è pronto a fare “dolorose concessioni“, il primo ministero israeliano ha di fatto ceduto all’insistenza di coloro che vogliono spingere Israele verso una pace falsa in cambio di territori (più o meno estesi che siano).

A conclusione del viaggio di alto profilo appena concluso, che ha portato Netanyahu a Washington per un discorso al Congresso, dopo aver incontrato Obama e aver parlato di fronte ad una platea di oltre 10.000 attivisti pro-israele alla conferenza dell’AIPAC, qualcuno potrebbe dire che, essendo l’America il miglior alleato di Israele, solo questo è garanzia di protezione futura, anche di fronte alle peggiori minacce.

Ci piacerebbe pensare altrettanto, ma la profezia biblica dice il contrario.

I profeti come Ezechiele, Daniele, Isaia, Geremia e Gioele ci dicono del continuo che negli ultimi giorni Israele si sarebbe trovato solo e che alla fine, tutte le nazioni si sarebbero rivolte contro di lui, cercato anche di dividere il suo territorio. Anche Gerusalemme verrà divisa. Ciononosante, le scritture profetiche ci indicano che l’unica speranza per Israele non è l’America ma sta nel ritornare al suo Dio, in tutto per tutto al Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe. Più ci avviciniamo all’ora dell’angoscia di Giacobbe, la Bibbia ci dice che le nazioni avrebbero tradito il popolo ebraico e che solo il Signore sarebbe rimasto fedele al suo patto.

Il profeta Gioele ci ha anche avvisati dicendo che il Signore avrebbe giudicato le nazioni perchè queste se lo sarebbero “spartito tra di loro” (Gioele 3:2). Eppure Gioele non chiama Israele ad un attivismo politico, alla diplomazia internazionale o a qualsiasi altro tipo di interventismo umano. Il Signore dice così attraverso Gioele,

«Perciò ora», dice l’Eterno, «tornate a me con tutto il vostro cuore, con digiuni, con pianti e con lamentiStracciate il vostro cuore e non le vostre vesti e tornate all’Eterno, il vostro DIO, perché egli è misericordioso e pieno di compassione, lento all’ira e di grande benignità, e si pente del male mandato» (Gioele 2:12-13). Se Israele lo farà, Gioele assicura che il Signore si muoverà a gelosia e avrà compassione per il suo popolo (Gioele 2:18).

Il discorso del primo ministro Netanyahu è stato eccellente in molti modi. Ha propriamente descritto l’epica battaglia in corso nell’epicentro del Medio Oriente e giustamente messo in guardia del fatto che l’Iran, con il suo programma nucleare, costituisce ancora la minaccia più grande per Israele e che Hamas è il nuovo Al Qaeda. Tuttavia, si dovrebbe anche notare che Netanyahu non ha mai citato la Bibbia, nè invocato il nome del Signore, nè tantomento invitato il popolo ebraico ad affidarsi al Dio di Israele. Piuttosto ha fatto promesse per dividere, pur dolorosamente, la terra di Israele come concessione ai palestinesi (pur impegnandosi a non dividere mai Gerusalemme). Non è l’unico primo ministro israeliano ad aver commesso errori del genere in passato, ma li sta commettendo comunque.

La Bibbia è chiara: solo il Signore salverà Israele. E’ tempo per Israele di considerare questa verità attentamente perchè il tempo è poco:

poichè il giorno del Signore viene, perchè è vicino” (Gioele 2:1)