Il caos che conduce alla guerra e alla pace

 

di Doug Krieger

Il mondo arabo in tormento – Una prospettiva profetica

Potrei azzardarmi a suggerire che quello a cui stiamo ora assistendo è l’inarrestabile ascesa del “Principe di Persia”, lo stesso che ostacolò l’Arcangelo Gabriele nello spiegare la visione profetica mostrata a Daniele riguardo alla “fine dei tempi” (Daniele 12:4).

“Ma il capo del regno di Persia m’ha resistito ventun giorni; però Michele, uno dei primi capi, è venuto in mio soccorso e io sono rimasto là presso i re di Persia. Ora sono venuto a farti conoscere ciò che avverrà al tuo popolo negli ultimi giorni; perché è ancora una visione che concerne l’avvenire”.

(Daniele 10:13-14)

Certamente, Gabriele e Michele furono spinti ad “unire le forze” nella loro lotta contro il Principe di Persia, dato che nella visione profetica leggiamo:

“Allora colui che aveva l’aspetto d’uomo mi toccò di nuovo e mi fortificò. Egli disse: «Non temere, o uomo molto amato! La pace sia con te. Coraggio! Sii forte!» Alle sue parole ripresi forza e dissi: «Parla, o mio signore, perché tu mi hai fortificato». Egli disse: «Sai perché sono venuto da te? Ora torno a lottare con il re di Persia; e quando uscirò a combattere, verrà il principe di Grecia. Ma io ti voglio far conoscere ciò che è scritto nel libro della verità; e non c’è nessuno che mi sostenga contro quelli, tranne Michele vostro capo»”.

(Daniele 10:18-21)

Questi misteriosi passi parlano di duelli cosmici combattuti nei cieli tra arcangeli caduti e fedeli, sulla cui autorità l’apostolo Paolo ha ragguagliato la chiesa di Efeso:

«Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti». (Efesini 6:12)

Questi sono i principati, di Persia e Grecia, con cui Gabriele e Michele hanno conteso e sono gli stessi principati che fino ad oggi sono stati in contrasto con Israele. Perché quello che vediamo in Tahrir Square, al Cairo, sarà reso noto negli ultimi giorni – tanti ancora da venire – fino al tempo della fine.

Tali giorni ebbero un “immediato compimento” al tempo di Daniele e subito dopo, durante l’antico conflitto bellico tra Persia e Grecia (Daniele 7:5-6; 8:3-7) e, ancor di più, con l’ascesa della quarta bestia (Daniele 7:7-8), la cui ultima autorità terrena rappresenta il “piccolo corno” proveniente da uno dei quattro corni dell’Impero Greco; con questi fatti veniamo catapultati nel compimento degli ultimi giorni.

È questo “piccolo corno” che incarna la “potenza mondiale dei gentili”, che comprende le tre bestie che Daniele vide nella sua visione – il leone (la Nuova Babilonia), l’orso (l’impero Medio-Persiano) e il leopardo (la Grecia) – le quali vengono tutte sottomesse dalla quarta bestia, poichè l’apogeo della potenza mondiale dei gentili viene inglobato nell’ultimo impero mondiale e annunciato da lui, l’Anticristo, perché

gli fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie. E gli fu dato potere di agire per quarantadue mesi […] E la bestia che io vidi era simile a un leopardo, i suoi piedi erano come quelli dell’orso e la bocca come quella del leone. Il dragone le diede la sua potenza, il suo trono e una grande autorità […] E tutta la terra, meravigliata, andò dietro alla bestia” (Apocalisse 13:5, 2).

Così, a mettere in ombra gli avari principati di Persia e Grecia (i paesi islamici d’occidente), è lo stesso governatore del mondo, il cui regno diviso è una reminiscenza degli sforzi che fece Hitler per mantenere e consolidare il potere personale tra le SA e le SS e tra le SS e la Wehrmacht (l’insieme dell’esercito regolare tedesco), e non può sussistere.

Ho delineato questo esotico scenario per far capire ai lettori che l’odierno tumultuoso cataclisma socio-politico, che si riflette nelle dittature e nei despoti che si susseguono al potere nel mondo arabo, non farà altro che rafforzare i propositi dei principati maligni dell’aria, particolarmente il Principe di Persia, che ha di recente visitato quell’antica terra, ma è stato contrastato da colui la cui presenza nell’antica Babilonia anticipa le intenzioni dell’Anticristo, simile al Principe di Grecia (cioè l’Occidente). Malgrado ciò, questi principati, i cui inganni non hanno a che vedere con libertà e giustizia più di quanto non ne abbia il Padre della Menzogna a cui essi obbediscono, non sono altro che cani affamati, bestie selvagge, messe fuori per ubbidire al desiderio del “Re Potente” come stabilito dalla seconda bestia, il Falso Profeta. Personalmente, io mi attengo interamente alle profezie che ci sono fornite dalle Scritture in modo palese e terribile riguardo a questi eventi.

Purtroppo, le oltraggiose interpolazioni, che dovrebbero essere messe nel cassonetto della storia apocalittica, commesse da evangelici americani sedicenti esperti di profezia i quali hanno tranquillamente predetto la repentina scomparsa della politica militare, commerciale e religiosa americana a causa di cataclismi, orde selvagge di immigranti, conteggi impazziti, esodi religiosi (come il Rapimento della chiesa che lascerebbe l’America nel completo caos), lascivia morale e narcisismo o rampante apostasia; fino alla nausea e all’infinito – sì, è infinita la lista di modi per annunciare all’America la sua assenza dagli eventi della fine dei tempi – sono divenute un motivo d’impaccio per la cristianità perseguitata in tutto il mondo, alle stregua degli osservatori secolari che declamano le loro sentenze con atteggiamento comico. C’è qualcuno la fuori che realizzi che l’Occidente, guidato dagli USA, è ben più che un casuale osservatore degli avvenimenti odierni in Egitto?

L’Egitto ha un ruolo centralissimo negli eventi della “fine dei tempi”, così come ce l’ha la Siria: l’uno si trova a sud e l’altra a nord d’Israele. L’Egitto è una delle nazioni che assumono, in Isaia 19 così come in Daniele 11:42-43, il ruolo di “Re del Mezzogiorno” nel gruppo Gog-Magog delle nazioni opposte ad Israele: Egitto, Libia, Sudan sono il Re del Mezzogiorno; mentre la Persia (Iran) e l’attuale Turchia sono il “Re del Settentrione”. Ma anche il ruolo della Siria, come leggiamo nell’Oracolo contro Damasco, in Isaia 17 e Zaccaria 9 è primario nel gruppo delle nazioni opposte ad Israele nella fase finale del conflitto arabo-israeliano (Siria, Libano, Gaza), la prima delle tre guerre profetiche successive alla sua creazione/raduno negli ultimi giorni (cioè “la fine della guerra”, Daniele 9:26b).

Queste sconcertanti rivelazioni non sono una distorta mala interpretazione delle Sacre Scritture, come molti affermerebbero, ma il conto servito dal destino umano e la crescente ed ultima evoluzione del “regno di questo mondo” che si avvia a diventare “il Regno del nostro Signore e del Suo Messia, il Suo Cristo!”. L’ultima cortina argentea dietro questa confusione e questo ignobile inganno è il trionfo della verità sulla menzogna e la distruzione delle potestà dell’aria che si annidano dietro agli oscuri eventi che oggi vediamo accadere tra le sventurate masse del Medio Oriente.

Di nuovo, l’ascesa del Principe di Persia, nascosto sotto il mantello dell’integralismo islamico, farà muovere queste forze religiosamente motivate nell’intento di “cancellare Israele dalla mappa”. Ma l’Oracolo di Damasco predice un colossale fallimento di questo intento, così come del sionismo secolare, perché ciò che rimarrà dell’Oracolo sarà la faccia sbiadita di Giacobbe (Isaia 17:4). Oggi l’Egitto si sta preparando, però non verrà trascinato nell’orbita immediata del Principe di Persia, non ancora. Ma la Siria e il Libano, la cui guida è caduta nelle mani dell’Hezbollah, con Gaza (Hamas) e la “fortezza di Efraim” (cioè Ramallah, quartier generale dell’autorità Palestinese), costituiranno il nucleo di quelle nazioni che, incitate dal Principe di Persia, concluderanno la settima e ultima fase del conflitto arabo israeliano. Quello che sta accadendo in Egitto e nel resto del mondo arabo non farà altro che velocizzare questa battaglia conclusiva.

Ma al di là delle organizzate dittature dell’Occidente, militariste e reali, guidate dall’America, giace l’antico conflitto tra i principati di Persia e Grecia. È superficiale e ingenuo da parte della sinistra americana esultare della scomparsa politica dell’America dal mondo Arabo o pensare che la democrazia sia in qualche modo avanzante tra quelle regioni. Che la Siria concluda la sua presente dittatura e “detronizzi” Basher Assad è irrilevante. È interessante invece notare che Giordania e Iraq, insieme alle regioni dell’Arabia Saudita (Seba e Dedan), siano visibilmente estraniate dal Principe di Persia e dal suo piano integralista islamico nello scenario della fine dei tempi. Esse sfuggono al pericolo perché hanno parentela con il Re Potente e, ovviamente, s’identificano interamente con la sua espansione commerciale e con le sue “navi di Tarsis” (quel grande impero commerciale occidentale della fine dei tempi; Ezechiele 38:13), che si opporrà alle forze di Gog-Magog; in tal modo il Principe di Grecia ascese in antico per contendere col Principe di Persia: più i tempi cambiano e più rimangono uguali!

Nonostante tutte le macchinazioni dei principati caduti e i loro piani per distruggere i propositi del Signore per l’Egitto o per la Siria/Assiria, leggiamo queste straordinarie promesse di sicurezza, pace ed espansione di superiori forze spirituali in questa antica terra:

«In quel giorno, in mezzo al paese d’Egitto,
ci sarà un altare eretto al Signore;
e presso la frontiera, una colonna consacrata al Signore.
Sarà per il Signore degli eserciti un segno e una testimonianza nel paese d’Egitto;
quand’essi grideranno al Signore a motivo dei loro oppressori,
egli manderà loro un salvatore e un difensore a liberarli.
Il Signore si farà conoscere all’Egitto
e gli Egiziani, in quel giorno, conosceranno il Signore,
gli offriranno un culto con sacrifici e offerte,
faranno voti al Signore e li adempiranno.
Così il Signore colpirà gli Egiziani:
li colpirà e li guarirà;
essi si convertiranno al Signore,
che si arrenderà alle loro suppliche e li guarirà.
In quel giorno, ci sarà una strada dall’Egitto in Assiria;
gli Assiri andranno in Egitto, e gli Egiziani in Assiria;
gli Egiziani serviranno il Signore con gli Assiri.
In quel giorno, Israele sarà terzo
con l’Egitto e con l’Assiria,
e tutti e tre saranno una benedizione in mezzo alla terra.
Il Signore degli eserciti li benedirà, dicendo:
“Benedetti siano l’Egitto, mio popolo,
l’Assiria, opera delle mie mani,
e Israele, mia eredità!”
».

Pubblicato e tradotto da Sequenza Profetica con il permesso dell’autore: The Tribulation Network