I confini non difendibili in un Israele ridotto

Il presidente Obama dimostra di stare dalla parte dei palestinesi richiedendo a Israele il ritiro entro i confini del 1967. La sua richiesta è stata prontamente rispedita al mittente dal primo ministro Benjamin Netanyahu, il quale ha invece parlato di confini “non difendibili” di Israele.

In sintesi Obama annuncia una serie di proposte stravolgenti …

  • Completa rinuncia da parte di Israele  di tutta la West Bank. La sua scusa è semplicemente disarmante “ci vive qualche palestinese”, mentre si dimentica propositivamente delle decine di migliaia di ebrei che già ci vivono, i quali subirebbero immediate rappresaglie qualora venisse abbandonato questo territorio. Si è anche dimenticato di dire che con la richiesta di ritiro entro i confini del 1967 Israele sarebbe costretto entro una striscia di terra, in alcuni punti larga solo 11 km. Questo renderebbe Israele militarmente indifendibile.
  • Creazione di confini “contigui” tra Gaza, West Bank e le alture del Golan. Questo significa letteralmente dividere Israele in due parti per dare ai palestinesi una grossa fetta di terra tutta interconnessa. Obama sostiene che da ora in poi Israele deve essere in grado di difendersi da solo senza aiuti esterni. Traduzione? Quando attaccato dagli stati arabi, gli Stati Uniti non verranno più in suo aiuto.
  • Promessa all’Egitto di aiuti finanziari per l’acquisto di nuove armi (quell’Egitto che è sempre più sotto l’influenza dei Fratelli Mussulmani).

Walid Phares e Dennis Ross, due rispettabili analisti americani di politica medio orientale hanno reagito con stupore e sgomento a queste proposto. In particolar modo, Walid Phares è convinto che il discorso di Obama rifletta un profondo cambiamento nella politica estera degli Stati Uniti, cioè che alla fine Obama stia cercando di legittimare le sue relazioni con Hamas, Hezbollah, e i fratelli Musulmani – tre dei più acerrimi nemici di Israele.

Indefensible Borders