I due testimoni di Apocalisse 11 e Daniele 12

PARTE I
di Doug Krieger

“Poi io, Daniele, guardai, ed ecco altri due uomini in piedi: l’uno su questa sponda del fiume e l’altro sulla sponda opposta. Uno di essi disse all’uomo vestito di lino che stava sulle acque del fiume: «Quando sarà la fine di queste cose straordinarie?» […] «Questo durerà un tempo, dei tempi e la metà d’un tempo; e quando la forza del popolo santo sarà interamente spezzata, allora tutte queste cose si compiranno» […] «Questi sono i due olivi e i due candelabri che stanno davanti al Signore della terra […]
E quando avranno terminato la loro testimonianza, la bestia che sale dall’abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà […]
Ma dopo tre giorni e mezzo uno spirito di vita procedente da Dio entrò in loro; essi si alzarono in piedi […] salirono al cielo in una nube e i loro nemici li videro”.
(Daniele 12:5-7; Apocalisse 11:4-5, 7, 10-11) (continua…)
“Siamo disposti a fare concessioni dolorose, saremo generosi sulle dimensioni dello Stato palestinese“, ha affermato Netanyahu al congresso Usa, “ma saremo fermi sul dove fissare i confini“.
Dicendo che Israele è pronto a fare “dolorose concessioni“, il primo ministero israeliano ha di fatto ceduto all’insistenza di coloro che vogliono spingere Israele verso una pace falsa in cambio di territori (più o meno estesi che siano).

di Doug Krieger
Il ruolo dell’America
Dov’è, in tutto questo caos, il “paese dalle ali strepitanti”?
Francamente, l’alleanza strategica tra Stati Uniti e Israele è più che mai viva è vegeta. Nonostante questa complicata relazione tra i due paesi, essi si ritrovano a fronteggiare un nemico comune. A dispetto della profonda somiglianza dei loro rispettivi interessi (militari, economici, religiosi e sociali), non c’è mai stata una vera formalizzazione di un “patto di difesa” in cui, se Israele venisse attaccato, gli Stati Uniti lo considererebbero un attacco a loro danno. Ma il giorno in cui questo accadrà si sta avvicinando. (continua…)
Il presidente Obama dimostra di stare dalla parte dei palestinesi richiedendo a Israele il ritiro entro i confini del 1967. La sua richiesta è stata prontamente rispedita al mittente dal primo ministro Benjamin Netanyahu, il quale ha invece parlato di confini “non difendibili” di Israele.
In sintesi Obama annuncia una serie di proposte stravolgenti …
Walid Phares e Dennis Ross, due rispettabili analisti americani di politica medio orientale hanno reagito con stupore e sgomento a queste proposto. In particolar modo, Walid Phares è convinto che il discorso di Obama rifletta un profondo cambiamento nella politica estera degli Stati Uniti, cioè che alla fine Obama stia cercando di legittimare le sue relazioni con Hamas, Hezbollah, e i fratelli Musulmani – tre dei più acerrimi nemici di Israele.


Nel suo blog, Attilio Folliero scrivem “La notizia di oggi è l’esternazione del segretario generale del FMI, Dominique Strauss-Kahn, il quale in un incontro a Washington ha detto quello che molti pensano, ma non osano pronunciare: è necesario abbandonare il dollaro!”.
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di Doug Krieger
(I PARTE)
Uno schema cronologico delle tre guerre profetiche
Realizzare uno schema cronologico relativo alla settantesima settimana di Daniele non è un vano tentativo di porre delle date precise, ma mira a stabilire una chiara “sequenza profetica”. Ci saranno tre grandi guerre profetiche negli ultimi giorni. L’ascesa dell’Anticristo, la sua definitiva rivelazione e la sua conseguente trasformazione nella Bestia descritta in Apocalisse 11 e 13, la sua ultima “battaglia nel tabernacolo” (così come la vittoria conclusiva di Israele e la chiesa, i due testimoni di Apocalisse 11) necessitano di essere spiegate a dovere ai nostri lettori. I gruppi di nazioni e i conflitti bellici che si stanno disputando oggigiorno sono più che mai rilevanti dal punto di vista profetico. Il proposito del presente articolo è quello di chiarificare la sequenza di queste tre guerre profetiche alla luce della settantesima settimana di Daniele (soprattutto la parte della “diffusione progressiva”), e gli eventi che portano al suo inizio. (continua…)
If Syria’s Assad wants to start a war with Israel to distract from the internal revolt threatening his dictatorship then he just started.
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di Doug Krieger
Il mondo arabo in tormento – Una prospettiva profetica
Potrei azzardarmi a suggerire che quello a cui stiamo ora assistendo è l’inarrestabile ascesa del “Principe di Persia”, lo stesso che ostacolò l’Arcangelo Gabriele nello spiegare la visione profetica mostrata a Daniele riguardo alla “fine dei tempi” (Daniele 12:4).
di Sequenza Profetica

L’obiettivo che si prefigge Sequenza Profetica è senza dubbio quello di aprire una finestra sullo scenario degli ultimi tempi guardando ai fatti di attualità secondo una prospettiva biblica.
La domanda è la seguente: cosa vediamo? Qual è lo scenario che si apre ai nostri occhi? Cosa c’è all’orizzonte?
Attivisti internazionali stanno organizzando da mesi una nuova flottiglia verso la Striscia di Gaza. Hanno in programma di salpare entro la terza settimana di giugno. Nell’ambito di questi preparativi si tiene oggi a Roma (Piazza della Repubblica) la manifestazione indetta dal Coordinamento Nazionale della Freedom Flottila Italia. L’obiettivo è quello di presentare ufficialmente la nave italiana che partirà con la Freedom Flotilla Stay Human, la “Stefano Chiarini”.
D’altro canto Israele è molto preoccupato per i probabili sviluppi che ne potrebbero derivare. Una cooperazione per sventare l’organizzazione di una nuova flottiglia umanitaria verso Gaza – a un anno dalla cruenta intercettazione israeliana della nave passeggeri turca Mavi Marmara - è stata richiesta dal ministro degli esteri Avigdor Lieberman in un incontro informale con i responsabili delle diplomazie di alcuni Paesi affacciati sul Mediterraneo e sul Mar Nero.
Oggi a Roma sventoleranno le bandiere della pace, in un’atmosfera festosa e ballerina (pur determinata nel sostenere la causa palestinese), ma per tutti questi manifestanti il banco di prova del loro pacifismo li attende fra non molto, quando decideranno, contrariamente agli accordi internazionali di invadere le acque israeliane.
Noi preghiamo che non salpino.

di Gavin Finley
Il popolo di Dio, nelle Scritture, non è solo uno spettatore. Esso è infatti descritto come una Donna promessa in sposa a Dio (Osea, Apocalisse 12). Il suo antagonista è il Dragone, che è Lucifero o Satana, e la Donna e il Dragone dovranno fronteggiarsi nella disputa finale degli ultimi tempi. Tale dramma degli ultimi tempi è stato visto perfino dai patriarchi migliaia di anni fa. Essi alzarono gli occhi verso il cielo notturno e videro la storia della redenzione rappresentata davanti ai loro occhi come un quadro formato dalle stelle e dalle costellazioni. La Donna, il popolo di Dio, fuggirà dinanzi al Dragone (Apocalisse 12, Michea 2:12-13) e, alla fine del millennio, il Dragone verrà gettato nello stagno di fuoco (Apocalisse 20).
Cosa darà inizio al “dramma” finale?