Sarà il 2011 l’anno dell’inizio della grande crisi globale del cibo?
Nell’articolo “i 14 fatti preoccupanti che portano a domandarsi che la carestia non sia già iniziata” ci si augura e si spera di non trovarsi di fronte all’inizio di un enorme crisi globale del cibo.
Purtroppo, dobbiamo constatare che per la seconda volta nel giro di pochi anni il mondo si trova ad affrontare lo spettro del caro cibo. Significa che non possiamo più illuderci che la crisi del 2007-2008 abbia rappresentato un evento eccezionale. Se oggi alcune delle cause scatenanti sono naturali, perché in diverse aree del mondo i raccolti non sono stati all’altezza delle aspettative, e cause politiche, non si può fare a meno di riconoscere che ci stiamo pian piano avvicinando a quel periodo di tempo in cui il salario di una giornata basterà a mala pena a procurarsi il fabbisogno giornaliero per la sopravvivenza. Il cavallo nero di una crisi economica mondiale senza precedenti avanza inesorabilmente, «Quando l’Agnello aprì il terzo sigillo, udii la terza creatura vivente che diceva: «Vieni». Guardai e vidi un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano.«Una misura di frumento per un denaro e tre misure d’orzo per un denaro, ma non danneggiare né l’olio né il vino». (Apocalisse 6:5-6).
Anche noi speriamo ancora. Non però di evitare l’inevitabile, ma di vedere presto che chi deve farsi avanti e avvisare dei pericoli incombenti cominci, e cominci presto. Coraggio, perchè l’ora migliore per la Chiesa deve ancora arrivare!
Secondo fonti israeliane due navi da guerra iraniane hanno attraversato il Canale di Suez dirette alla volta della Siria (cosa che non succedeva da anni). Il ministro degli esteri Avigdor Lieberman sostiene che questa mossa è l’ultima provocazione di Teran.
Il quotidiano Haaretz scrive che durante una telefonata intercorsa giovedì scorso tra Mubarak e Ben-Eliezer (un ex ministro israeliano e membro del partito laburista), il presidente egiziano avrebbe affermato che il fondamentalismo islamico sarebbe stato il risultato di tutti gli sforzi intrapresi finora dagli USA nel loro tentativo di esportare la democrazia in Egitto.
“Mi ha fatto una lezione sulla democrazia”, dice Eliezer, sostenendo che l’ex leader egiziano avrebbe detto, “si vede come gli Stati Uniti si sono fatti promotori dell’avanzamento della democrazia in Iran, con Hamas e in Gaza…. questo è il fato del Medio Oriente … Potranno anche parlare di democrazia, ma non sanno quello di cui stanno parlando ….il risultato sarà quello di un Islam radicale ed estremo”.
Ben-Eliezer ha riportato ciò che Mubarak gli avrebbe riferito riguardo a quanto sarebbe successo in Medio Oriente dopo la sua caduta. “Egli dice che la valanga della sommossa civile non si sarebbe arrestata in Egitto e che non avrebbe evitato gli altri paesi arabi mediorientali e del Golfo”. “Ha inoltre detto che non si sorprenderebbe vedere in futuro l’avanzamento dell’islamismo radicale, più sommosse, cambiamenti drammatici e sollevamenti di masse”.
L’Egitto è stato il primo paese arabo a firmare un accordo di pace con Israele nel 1979, impegnandosi a sostenere la politica statunitense di cessazione del conflitto israelo-palestinese.