Il manifesto della leadership americana

In un articolo apparso sul quotidiano La Stampa il 24 dicembre intitolato “La nuova missione degli Usa”, il segretario di stato Hilary Rodham Clinton dichiara apertamente quale sia il manifesto della leadership americana nel mondo.

Oggi”, recita la Clinton, “gli affari internazionali sono sempre più complessi. Gli eventi sono influenzati da nuovi protagonisti: potenze emergenti, nazioni in via di sviluppo, multinazionali e reti di terroristi. In questo panorama in costante evoluzione, alcuni si chiedono se l’America sia ancora in grado di svolgere il ruolo di guida verso la pace e la prosperità globale. Per quanto riguarda il 2011 e i prossimi anni, posso rispondere in modo categorico: gli Stati Uniti sono in grado di guidare il mondo, devono farlo e continueranno a farlo“.

E’ qui, davanti a noi, il manifesto della leadership americana: gli Stati Uniti d’America, guida del mondo! E’ il cavallo di battaglia della politica Usa nelle relazioni internazionali. Questo modello ha favorito l’espansione del potere statunitense in quasi ogni parte del pianeta. E’ a partire dal 1945, con la costituzione delle Nazioni Unite, e dal 1948 con la nascita di Israele che gli Stati Uniti sono entrati in modo preponderante nella scena mondiale con l’ambizione di essere l’unica guida in grado di governare il mondo per la causa della pace e della sicurezza. L’esportazione della democrazia per la prosperità di tutti i popoli è tuttora il punto di forza delle politiche diplomatiche di oltre oceano. Questo cavallo di battaglia ha tutte le caratteristiche di quel cavallo che, secondo il libro dell’Apocalisse, svolge un ruolo profetico molto importante. Quello di Apocalisse è di colore bianco e ricopre un ruolo ben preciso. All’apertura del primo sigillo Giovanni disse: “Guardai e vidi un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli venne fuori da vincitore, e per vincere” (Apocalisse 6:2). Ci troviamo di fronte ad un’autorità vestita col colore della pace che esce allo scopo di vincere il consenso per conquistare. Colui che lo cavalca vince ovunque, ma non con tattiche di guerra perchè l’arco che tiene in mano è senza frecce. Il suo aspetto è quello del conquistatore. Ammalia e seduce. Convince e persuade. Minaccia con il bastone e premia con la carota. Il suo unico scopo è quello di conquistare il più possibile. Se questa interpretazione fosse valida, allora è ormai da decenni che è in giro per il mondo a convincere per conquistare. La cosa più incredibile, se ciò fosse vero, è che per anni nessuno se ne è accorto. Dopotutto, chi sospetterebbe di un cavallo bianco e di un cavaliere che avanza nel nome della democrazia e della pace.

Il cavallo pacifico è ancora qui tra noi. La Clinton prosegue affermando, “Sotto la leadership del presidente Obama, l’America ha inaugurato una nuova era di impegno nei confronti dei popolo di tutto il mondo, in special modo verso le comunità islamiche. Stiamo forgiando relazioni di fiducia e responsabilità che saranno le fondamenta di una capacità di azione comune”.

Cavallo e cavaliere avanzano con l’obiettivo di conquistare il più possibile. “Nel 2011 il presidente Obama prenderà parte per la prima volta ad un East Asia Summit (Eas), come segno inequivocabile del nostro rinnovato impegno in quella regione“.

E’ impiegato in tutti i continenti. In Europa invece, ci stiamo dedicando al rafforzamento di legami tradizionali, radicati nell’impegno condiviso verso la libertà, la democrazia e la dignità umana. I nostri alleati sono al nostro fianco negli sforzi per arrivare alla soluzione di quasi tutte le crisi globali …..Gli Stati Uniti hanno inoltre intensificato il proprio impegno nei confronti di paesi emergenti quali Cina, India e Brasile“. E su tutti i fronti: “….abbiamo trasformato il G20 nel centro nodale di coordinamento delle politiche economiche internazionali, riunendo in quella sede tutte le principali economie mondiali“.

L’ambizione è quella di presiedere il mondo. “…una forte architettura globale può contribuire a gestire interessi in competizione e galvanizzare le nazioni anche quando hanno storie diverse, sperequazioni nelle risorse e visioni del mondo contraddittorie“.

In nome della pace coltiva la sua ambizione. “La leadership americana ha prodotto i suoi migliori risultati quando è riuscita ad unire il mondo a sostegno di impegni comuni e aspirazioni condivise. Per l’anno nuovo e il decennio che inaugura, l’amministrazione Obama è determinata ad attuare le migliori tradizioni della leadership americana sul piano della politica interna ed estera, allo scopo di creare un futuro più pacifico e prosperoso per tutti noi“.

La sequenza profetica degli eventi biblici prevede che prima o poi l’era del cavallo bianco terminerà per lasciare il posto a uno più terribile. “Quando l’Agnello aprì il secondo sigillo, udii la seconda creatura vivente che diceva: «Vieni». E venne fuori un altro cavallo, ROSSO; e a colui che lo cavalcava fu dato di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri, e gli fu data una grande spada” (Apocalisse 6:3-4). La prossima guerra, che toglierà la pace dal mondo, proverà o meno la veridicità di questa sequenza di eventi.