Archive for ottobre, 2010

La crisi dei cereali: inflazione a orologeria e nuove rivolte del pane

La decisione della Russia di vietare le esportazioni di grano in seguito agli incendi diffusi nel paese ha spinto alle stelle i prezzi alimentari con un incremento del 19% in appena una settimana, al crescere dei timori sul fatto che la volatilità globale nei prodotti alimentari e nelle materie prime possa portare a una bomba inflazionistica mondiale accompagnata da diffuse sommosse alimentari.

Data: venerdì 29 ottobre 2010 | Archiviato in: Attualità


Verso una gravissima avaria del sistema economico e finanziario mondiale

I mesi a venire riveleranno una semplice, anche se dolorosa, realtà:l’economia occidentale, in particolare quella USA, non è davvero mai uscita dalla recessione.

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Quando l’Agnello aprì il terzo sigillo, udii la terza creatura vivente che diceva: «Vieni». Guardai e vidi un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano. E udii come una voce in mezzo alle quattro creature viventi, che diceva: «Una misura di frumento per un denaro e tre misure d’orzo per un denaro, ma non danneggiare né l’olio né il vino».

Data: venerdì 29 ottobre 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


Iran sempre più accerchiato

Foto di: politicaestera.altervista.org

Aumenta il dispiegamento di forze navali USA nel golfo Persico. E’ il Pentagono ad annunciarlo il 19 ottobre scorso. Con una nuova portaerei militare in stanza nelle acque “calde” di fronte all’Iran diversi potrebbero essere gli scenari futuri. La mossa statunitense potrebbe favorirne almeno due. O esercitare maggior pressione sulle navi iraniane in transito forzandole al ritiro per paura di eventuali ispezioni miranti la ricerca di armi destinate a gruppi terroristici, oppure sortire l’effetto contrario, quello di un’imboscata militare da parte dello stesso Iran.

Data: giovedì 21 ottobre 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


Riedifica Israele, riedifica!

Il governo di Israele ha approvato la costruzione di 238 nuove case nel quartiere ebraico di Gerusalemme est, ponendo fine di fatto a una tacita moratoria che aveva bloccato le costruzioni a Gerusalemme dal novembre scorso (l’accordo ufficiale riguardava, infatti, solo la Cisgiordania e non anche Gerusalemme). L’annessione a Israele è contestata dall’Anp e non è riconosciuta dalla comunità internazionale.

Il dito dei media è puntato contro Israele a causa della politica degli insediamenti su una terra che gli appartiene, perchè donata da Dio.

Il mondo si ritira in silenzio di fronte alle minacce delle fazioni terroristiche di Hezbollah, Hamas, Iran, Libano e Siria e la loro politica di distruzione dello stato sionista. Se si fa sentire, è per chiedere a Israele concessioni e rinunce territoriali (equivalenti a gesta suicida), senza mai osare domandare qualcosa in cambio agli stati arabi.

Le orde islamiche possono contare già su 22 paesi. Ciononostante, la loro intolleranza mista ad ingordigia non gli permette loro di riconoscere agli ebrei il diritto di esistere e di possedere una propria terra.

L’unica nazione al mondo che si trova sotto minaccia o che è intimidita e forzata a non costruire sulla propria terra è Israele. Gli USA, l’Unione Europea e le Nazioni Unite non se la sentono di denunciare i genocidi e i crimini umanitari commessi da Hezbollah, in Iran, da Hamas, dai Sciiti e i Sunniti, nella pulizia etnica di Omar al-Bashir nel Sudan e nel Darfur. Così, si concentrano su un’unico target, Israele. Il mondo intero è contro Israele, ma il mondo perderà perchè il Dio che è nei cieli è dalla parte di Israele.

Data: venerdì 15 ottobre 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


Muovere i primi passi verso la compresione della sequenza profetica (V parte)

 

La presente esposizione delle qui complicate parabole sul tema della preparazione ai futuri tempi apocalittici (le dieci vergini, la parabola dei talenti e il giudizio contro le nazioni) se considerata nell’ambito di tutto il pensiero cristiano della storia della Chiesa (specialmente mentre ci si avvicina alla fine dell’epoca presente) vi sbalordirà per la sua spiccata semplicità d’interpretazione e di profondità spirituale.

Ancora una volta, l’argomento della preparazione cristiana è annunciato come l’essenza della fede incorrotta – se soffriamo con lui, con lui pure regneremo – perchè se dobbiamo dichiarare, “io so che il mio redentore vive”, non vi sgomenti se come Giobbe e Paolo dovessimo perdere tutte le cose e considerarle come spazzatura “al fine di guadagnare Cristo”.

(continua…)

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Tensione in Israele per la visita di Ahmadinejad in Libano

Appena arrivato a Beirut accolto da una folla festante orga- nizzata da Hezbollah, il presidente iraniano Ahmadinejad ha chiarito a cosa mira quando definisce il sud del Libano «la frontiera dell’Iran con Israele», ribadendo che intende distruggerlo.

Data: giovedì 14 ottobre 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


420 banche chiedono un’unica moneta mondiale

Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome. Apocalisse 13:16-17

Secondo un articolo pubblicato da Jerome Corsi nel suo sito di intelligence finanziaria Red Alert, 420 delle principali banche e istituzioni finanziarie di tutto il mondo e riunite nella piu’ potente lobby del settore, l’Istituto per la Finanza Internazionale (Institute for International Finance – IIF) con sede a Washington, avrebbero fatto circolare una richiesta a favore di un’unica moneta a livello globale.

“Un insieme di banche, le principali in tutto il mondo, hanno bisogno di giungere a una visione comune”, ha spiegato il direttore generale dell’istituto Charles Dallara al Financial Times. L’idea e’ che per evitare una incombente guerra delle valute e’ necessaria una coordinazione valutaria a livello globale … le politiche uni e bilaterali impiegate negli ultimi mesi – incluse le proposte riguardanti il fronte commerciale, gli interventi sul mercato valutario e quelli di tipo monetario – hanno contribuito a peggiorare uno sbilanciamento macroeconomico già esistente”. In una lettera datata 4 ottobre indirizzata dai ministri delle finanze e ai governatori delle banche centrali incontratisi a Washington per il meeting annuale del Fondo Monetario Internazionale (IMF), Dallara scrive, “le politiche impiegate in questi ultimi mesi, incluse le proposte riguardanti il fronte commerciale, gli interventi sul mercato valutario e quelli di tipo monetario, hanno contribuito a peggiorare uno sbilanciamento macroeconomico già esistentetutto cio’ ha portato anche ad un crescendo di azioni protezionistiche alla luce del fatto che i paesi stanno facendo di tutto per spingere sulle proprie esportazioni, considerate il vero motore della crescita economica”.

Dallara sembra volere premere affinche’ in futuro il G20 faccia in modo che il Fondo Monetario Internazionale sfrutti speciali poteri per creare un’unica moneta valida in tutto il mondo e che funga da alternativa al dollaro americano fino a diventare il nuovo standard per le riserve valutarie do ogni nazione.

Queste indicazioni sembrano riecheggiare un report pubblicato lo scorso luglio dall’Onu in cui si invocava la sostituzione del biglietto verde con una divisa unica gestita dal Fondo Monetario Internationale. Il rapporto di 221 pagine, intitolato “United Nations World Economic and Social Survey 2010″ e’ reperibile online sul sito delle Nazioni Unite.

Jerome Corsi ha un ottenuto un conseguito un dottorato in Scienze Politiche alla Harvard University ed è l’autore del No. 1 New York Times best-sellers “The Obama Nation”, oltre che di altri testi quali “America for Sale”, “The Late Great U.S.A.” and “Why Israel Can’t Wait.”. Attualmente è colonnista per WorldNetDaily.

Data: martedì 12 ottobre 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


Muovere i primi passi verso la comprensione della sequenza profetica (IV parte)

L’interpretazione del brano della scrittura che va da Matteo 24:32 a Matteo 25:46 è stata segnata da secoli di controversie. Gli aderenti al pensiero del rapimento parziale sostengono che solo i credenti vittoriosi avranno il privilegio di essere rapiti in cielo prima che la tribolazione abbia inizio, mentre i credenti perdenti (le cui lampade non avranno olio di riserva a sufficienza) non saranno rapiti con la Chiesa, ma dovranno passare per la Tribolazione e soffrire per acquistare nuovo olio. La scrittura va decisamente in direzione opposta alla supposizione di sfuggire di fronte alla gloriosa chiamata a soffrire in qualità di buoni soldati di Cristo.

Il linguaggio trasparente di Doug Shearer e il suo approccio esegetico fanno chiarezza su alcuni dei brani profetici più rischiosi: la similitudine del fico, l’esempio di Noè (l’esortazione alla vigilanza), i due servitori (il fedele e l’infedele), la parabola delle dieci vergini, la parabola dei talenti e la finale separazione tra pecore e capri. Ma ancor prima della fine della lettura sarà tutto più chiaro, le nostre menti verranno rischiarate e la nostra speranza rinnovata.

E’ una chiamata rivolta ai credenti a prepararsi alla venuta di Gesù, per la vita o per la morte.

La nebbia comincia a diradarsi e pian piano intravediamo la differenza esistente tra chi è consacrato a Gesù e chi invece investe in questo mondo e possiamo già riconoscere chi fa parte del “Sistema” di chiesa (senza essere parte della vera Chiesa) o chi è impreparato e disinteressato alla venuta dello sposo perchè non disposto ad investire il proprio talento. Si, Gesù sta tratteggiando una linea nella sabbia e vi scrive: il tempo sta per scadere.

Lo sposo viene, usciamo ad incontrarlo!

(continua…)

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