Archive for settembre, 2010

Come le chiese digeriscono le persone

La bocca, le viscere e l’uscita sul retro di una chiesa

Le vignette esagerano nel sostenere un concetto. Non sono abbastanza cinico per credere che questa si applichi a tutti o ad ogni chiesa. Ma si applica a molte. Può essere interpretata come un avviso premuroso per coloro che ancora non hanno subito questo trattamento.Molte persone sono prese dalla chiesa, digerite e completamente sfruttate. Viene succhiato da loro tutto ciò che hanno di buono, la vita. Il resto viene scartato. Quando non c’è più nulla da prendere, sono trattate come feci e scartate. Prima di quel momento, riescono a trovare la forza di reagire, salvo poi sperimentare lo stesso trattamento. In tutto questo, Gesù dov’è? Probabilmente il Gesù umile che non aveva un luogo dove appoggiare il capo è stato scartato prima di tutti gli altri e sostituito da un Gesù più giovanile, che sa godersi la vita, che sa volersi bene.

Tutto inizia quando si vuole aiutare gli altri: alla fine ci si ritrova a manipolare la loro vita. La cristanità diventa il frutto delle nostre mani, della nostra saggezza e inizia a sostenersi sulla brama di potere e sui soldi. La forma esteriore diventa più importante di quella interiore, così come era per i farisei, chiamati da Gesù “sepolcri imbiancati“.

Sapevate che “umiltà” nell’Antico Testamento si riferisce ai poveri, alla gente della terra, ai minimi? L’umiltà non era una dolce virtù da coltivare come oggi, ma una condizione di vita. Quando si parlava di persone umili ci si riferiva alla fascia povera, a chi viveva lavorando i campi. Quindi in teoria non si può decidere di essere umili e non ci si può sforzare per esserlo: si diventa umili come conseguenza di un trattamento subito o di una scelta radicale di vita sulla falsariga di S. Francesco.

La parola latina “humus” si riferisce ai composti organici che arrichiscono il suolo attraverso la decomposizione biologica delle piante e dei resti degli animali.

Queste due cose, umiltà e humus, sono in correlazione. Se senti di non avere alcun valore, sei stato trattato come un escremento, ricorda che ora hai tutti gli ingredienti per l’umiltà. Così come il letame arricchisce il suolo, l’umiltà arricchisce te e le persone che ti stanno intorno.

Ho notato che le persone che hanno un’influenza in positivo sul mondo sono quelle più umili. Tutte le cose terribili che sono capitate a queste persone, spesso veri e propri rifiuti della società, in realtà si sono trasformate in un composto che fa crescere l’umanità.

Sfortunatamente oggi le persone che si ergono a rappresentanti della chiesa sono gonfie, orgogliose e piene di sè, assolutamente non digeribili, anzi, come una sostanza tossica, tendono ad accumularsi nell’organismo.

[Tradotto e adattato da un articolo originale di David Hayward (noto come "the naked pastor") intitolato "The bowels of the church". Alcune parti provengono dai commenti]

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Pace in cambio di territori?

A seguito della due giorni di colloqui bilaterali tra il premier israeliano Netanyahu e il leader palestinese Mahmoud Abbas, il consigliere di Obama per la pace in Medio Oriente, George Mitchell, si è recato giovedì a Damasco per preparare il terreno per una mossa diplomatica di quelle che vuole lasciare il segno, cioè la possibile ripresa dei colloqui di pace tra Siria e Israele.

Come regalo per il presidente siriano Bashar Assad, Mitchell ha portato con sè una mappa ben dettagliata (delineata da Netanyahu) in rappresentanza della proposta di ritiro di Israele dalle altura del Golan (annesse al territorio nel 1967).

Già tre mesi fa il primo ministro israeliano aveva mostrato al presidente Barack Obama una pianta del Golan dimostrando quanto fosse disposto al ritiro delle truppe in cambio di un accordo di pace con la Siria e della promessa di una rottura da parte del regime siriano delle relazioni strategico-militari con l’Iran, Hizballah, Hamas, e la Jihad islamica in generale.

La mappa, qui riprodotta in esclusiva dal sito Debka file mostra le linee di ritiro proposte da Netanyahu.

In termini territoriali, Israele e il suo esercito (IDF) si ritirerebbe da quella che oggi viene conosciuta come la Ridge Line, concedendo alla Siria tutto l’altopiano del Golan e le sue numerose comunità annesse. Geograficamente parlando, le alture del Golan si estendono per una superficie totale di 1,800 kilometri quadrati. La proposta di ritiro di Israele è oltre la linea (vedi mappa) localizzata a 2.5 km dal fiume Giordano, in un area che sovrasta la valle di Hula,il mare di Galilea e il fiume Giordano.

Anche se l’intero territorio venisse concesso alla Siria, la Ridge Line offrirebbe comunque ad Israele due enormi vantaggi.

1. Israele avrebbe ancora il controllo della sponde (occidentali e orientali) del Giordano garantendosi l’accesso continuo ad una fonte idrica così preziosa. La presenza di truppe militari su entrambe le sponde settentrionali del Giordano renderebbe più semplice il trasferimento di battaglioni militari in prossimità del Golan in una eventuale guerra.

2. La Ridge Line è una barriera naturale in sè, che sbarra il passaggio per e da il Golan. Garantirebbe una certa protezione alle popolazioni della valle di Hula e attorno al mare di Galilea perchè gli israeliani si schierebbero a loro difesa in caso di avanzata siriana dalle alture del Golan.

Secondo fonti attendibili (Debka) il preidente Israeliano avrebbe cercato per ben tre mesi di convincere Obama a considerare la questione “alture del Golan” un elemento di priorità assoluta nei colloqui di pace con i palestinesi. Netanyahu avrebbe dimostrato al presidente quanto fosse pronto a cedere dei territori in cambio della partecipazione di Assad al tavolo negoziale.

Il punto è proprio questo. Una pace duratura basata su consessioni territoriali non sarà mai possibile, perchè il ritiro di Israele dai territori non equivarrebbe ad automatica garanzia da parte dei paesi arabi di non belligeranza verso quest’ultimo. Lo scambio dei territori per la pace, garantirebbe la sovranità, l’integrità territoriale e l’indipendenza politica di Israele entro confini sicuri? Ancora una volta, temiamo che per compiacere la politica di Washington, il leader israeliano continui a mettere a rischio la sicurezza dello stato di Israele. Come è possibile che dopo così tante guerre di conquista e di difesa del territorio non si abbia ancora capita la lezione! E perchè si continua a favorire gli intenti bellicosi dei nemici di Israele?

Cantate con gioia a Dio, nostra forza;
mandate grida di esultanza al Dio di Giacobbe.
Intonate un salmo e fate risonare il tamburello,
l’arpa melodiosa, insieme alla cetra.
Sonate la tromba alla nuova luna,
alla luna piena, al giorno della nostra festa.
Poiché questo è uno statuto per Israele,
una legge del Dio di Giacobbe.
Egli lo stabilì come una testimonianza di Giuseppe,
quando uscì contro il paese d’Egitto.
Io udii allora un linguaggio che non conoscevo:
«O Israele, io ho sottratto le tue spalle ai pesi;
le tue mani han lasciato le ceste.
Nell’angoscia gridasti a me e io ti liberai;
ti risposi nascosto in mezzo ai tuoni,
ti misi alla prova presso le acque di Meriba.

Ascolta, popolo mio, e io ti ammonirò;
o Israele, se tu mi ascoltassi!
Non ci sia in mezzo a te nessun dio straniero,
e non adorare un dio estraneo.

Io sono il Signore, il Dio tuo, che ti fece risalire dal paese d’Egitto;
apri la tua bocca, e io la riempirò.
Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce,
Israele non mi ha ubbidito.
Perciò li abbandonai alla durezza del loro cuore,
perché camminassero secondo i loro piani.

Oh, se il mio popolo volesse ascoltarmi,
se Israele volesse camminar nelle mie vie!
Subito umilierei i loro nemici
e rivolgerei la mia mano contro i loro avversari.
Quelli che odiano il Signore striscerebbero davanti a lui,
e la loro sorte sarebbe decisa per sempre.
Io nutrirei Israele con fior di frumento
e lo sazierei di miele che stilla dalla roccia».
(Salmo 81)


Data: sabato 18 settembre 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


Netanyahu in visita domenica a Washington

Quando diranno: Pace e sicurezza, allora di subito una improvvisa ruina verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno affatto. I Tessalonicesi 5:3
Con l’illusione del raggiungimento di una pace artefatta Netanyahu è caduto sotto il giogo degli Stati Uniti, ma molto presto, le finte strette di mano accompagnate dai sorrisi di falsità, cesseranno!

Data: mercoledì 15 settembre 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


I traditori, le menzogne e la falsa pace

Essi curano alla leggera la piaga del mio popolo;
dicono: ‘Pace, pace’,
mentre pace non c’è. (Geremia 8:11)

Anzichè cercare la pace dal Dio di Israele, essi perseverano ad attingere sempre dalla stessa coppa ripiena di veleno, di inganno e di ipocrisia.
La Road Map tracciata dagli USA è una delle tante politiche destinata al fallimento (vedi Iraq, Afghanistan e la politica interna).

Israele si accontenta di menzogne e di un trattato fasullo di pace stipulato con la morte.
Una nazione che ha voltato le spalle a Dio non ha futuro. Eppure, anzichè seguire il Signore, Israele continua ad affidarsi a guide cieche che lo porteranno dritto per dritto alla rovina.

Data: martedì 7 settembre 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


Israele ieri, Israele oggi

GIUDICI 2

1 L’angelo del SIGNORE salì da Ghilgal a Bochim e disse: «Io vi ho fatto salire dall’Egitto e vi ho condotti nel paese che avevo giurato ai vostri padri di darvi. Avevo anche detto: “Io non romperò mai il mio patto con voi”; 2 e voi, dal canto vostro, non farete alleanza con gli abitanti di questo paese e demolirete i loro altari. Ma voi non avete ubbidito alla mia voce. Perché avete fatto questo? 3 Perciò anch’io ho detto: “Io non li scaccerò davanti a voi; ma essi saranno tanti nemici contro di voi e i loro dèi saranno, per voi, un’insidia”». 4 Appena l’angelo del SIGNORE ebbe detto queste parole a tutti i figli d’Israele, il popolo si mise a piangere ad alta voce. 5 Posero a quel luogo il nome di Bochim e offrirono là dei sacrifici al SIGNORE.

6 Giosuè rimandò il popolo, e i figli d’Israele andarono ciascuno nel suo territorio a prendere possesso del paese. 7 Il popolo servì il SIGNORE durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, che avevano visto tutte le grandi opere che il SIGNORE aveva fatte in favore d’Israele. 8 Poi Giosuè, figlio di Nun e servo del SIGNORE, morì all’età di centodieci anni 9 e fu sepolto nel territorio che gli era toccato a Timnat-Cheres, nella regione montuosa di Efraim, a nord della montagna di Gaas.

10 Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri; poi, dopo quella, vi fu un’altra generazione che non conosceva il SIGNORE, né le opere che egli aveva compiute in favore d’Israele. 11 I figli d’Israele fecero ciò che è male agli occhi del SIGNORE e servirono gli idoli di Baal; 12 abbandonarono il SIGNORE, il Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto, e andarono dietro ad altri dèi, fra gli dèi dei popoli che li attorniavano; si prostrarono davanti a essi e provocarono l’ira del SIGNORE; 13 abbandonarono il SIGNORE e servirono Baal e gli idoli di Astarte.
14 L’ira del SIGNORE si accese contro Israele ed egli li diede in mano ai predoni, che li spogliarono; li vendette ai nemici che stavano loro intorno, in modo che non poterono più resistere di fronte ai loro nemici. 15 Dovunque andavano, la mano del SIGNORE era contro di loro a loro danno, come il SIGNORE aveva detto, come il SIGNORE aveva loro giurato; e la loro tribolazione fu molto grande. 16 Il SIGNORE allora fece sorgere dei giudici, che li liberavano dalle mani di quelli che li spogliavano. 17 Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi si prostituivano ad altri dèi e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via percorsa dai loro padri, i quali avevano ubbidito ai comandamenti del SIGNORE; ma essi non fecero così.
18 Quando il SIGNORE suscitava loro dei giudici, il SIGNORE era con il giudice e li liberava dalla mano dei loro nemici durante tutta la vita del giudice; poiché il SIGNORE aveva compassione dei loro gemiti a causa di quelli che li opprimevano e angariavano. 19 Ma quando il giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri, andando dietro ad altri dèi per servirli e prostrarsi davanti a loro; non rinunciavano affatto alle loro pratiche e alla loro caparbia condotta. 20 Perciò l’ira del SIGNORE si accese contro Israele, ed egli disse: «Poiché questa nazione ha violato il patto che avevo stabilito con i loro padri ed essi non hanno ubbidito alla mia voce, 21 anch’io non scaccerò più davanti a loro nessuna delle nazioni che Giosuè lasciò quando morì; 22 così, per mezzo di esse, metterò alla prova Israele per vedere se si atterranno alla via del SIGNORE e cammineranno per essa come fecero i loro padri, o no».
23 Il SIGNORE lasciò stare quelle nazioni senz’affrettarsi a scacciarle e non le diede nelle mani di Giosuè.

Data: sabato 4 settembre 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria


Alla vigilia degli accordi di pace!

Alla vigilia degli accordi di pace che hanno avuto oggi il loro inizio a Washington, quattro sono state le vittime sul fronte israeliano (tra cui una donna incinta). L’attacco, rivendicato dal braccio armato di Hamas, le Brigate Ezzedin al-Qassam, che hanno parlato di “primo anello di una serie di attacchi” da compiersi in futuro, è stato concepito per lanciare un preciso messaggio in vista della ripresa dei negoziati di pace israelo-palestinesi.

Tutto questo è successo perchè Washington ha espressamente richiesto a Israele la rimozione di alcuni blocchi stradali in Cisgiordania come atto di buona fede verso i jihadisti palestinesi. A fare questa richiesta è lo stesso governo che pretende di occupare il seggio negoziale più alto delle trattative, il quale non ha mai domandato nulla ai palestinesi, ma ha sempre fatto pressione su Israele per la concessione di territori, che ha sempre cercato di impedire agli ebrei la costruzione di nuovi insediamenti sulla loro terra e non ha mai voluto rimuovere Hamas. Segni dei tempi.

Data: mercoledì 1 settembre 2010 | Archiviato in: Attualità,Senza categoria