Sheeple e l’inganno degli ultimi tempi

Sequenza Profetica

Il termine Sheeple è il frutto di una fusione tra le parole inglesi “sheep” (pecore) e “people” (gente). In pratica in italiano sarebbe traducibile con il termine “gregge umano”. È usato generalmente per indicare quelle persone che credono a qualsiasi cosa venga detta da parte di figure che stanno “in alto” lasciandosi andare alla loro guida, senza però preoccuparsi di sapere dove questa guida li porterà, e soprattutto, senza mai chiedersi chi c’è veramente sotto i suoi panni. Dunque, Sheeple sono tutte le persone che seguono ciecamente le loro guide senza mai metterle al vaglio. Così facendo, consentono alle autorità (in ambito politico o religioso) di insidiare la propria individualità umana.


Agli albori della loro ascesa al potere, personaggi come Alessandro il Grande, Cesare Augusto, Stalin, Mao, Mussolini, Adolph Hitler, erano grandemente amati e riveriti dai loro concittadini per il loro impegno a cambiare il mondo per il bene di tutti. Poi è successo, che una volta ottenuto il potere che desideravano, si sono puntualmente trasformati in dittatori, finendo per ridurre in schiavitù il popolo che così tanto li aveva voluti. Una volta che hanno raggiunto il controllo della popolazione ed estromesso ogni dissidente, ciascuno di loro ha cercato di imporre le proprie regole anche sulle nazioni vicine. Questi dittatori non sono però mai riusciti ad ottenere il controllo mondiale dell’umanità. Il mondo, infatti, non ha ancora sperimentato quella forma di governo mondiale che caratterizzerà l’ultima parte della settantesima settimana di Daniele. Ci riferiamo al periodo conclusivo di tutte le epoche che va sotto il nome di Tribolazione e al governo dell’anticristo.

Ultimo ma non ultimo nella lista dei leader politici per ampiezza del suo seguito è Barack Hussein Obama. Il gregge umano americano ha eletto di sua propria volontà il proprio leader carismatico perchè si pensava che questi potesse cambiare il mondo per il bene di tutti.

Qual’è stato questo bene allora?

1. Che le banche ora esistenti verranno pian piano nazionalizzate e poi riorganizzate in un unico sistema Bancario Mondiale.

2. Che chi detiene il controllo del metallo prezioso (l’oro) detterà le regole della partita in campo finanziario.

3. Che i prossimi eventi che scuoteranno il mondo avranno a che fare ancora con attacchi terroristici.

4. Che a motivo di ciò ci sarà l’esigenza di una Forza di Sicurezza Nazionale speciale (praticamente la legge marziale) a protezione del gregge umano.

5. Che a tutto questo seguirà un sistema nazionale e globale di identificazione. (A proposito, l’ultima volta che venne fatta una proposta del genere fu al tempo del Terzo Reich).

6. Che tutti coloro che non vi aderiranno (perchè avranno identificato l’inganno) verranno etichettati come traditori e nemici della patria.

In 2 Tessalonicesi 2:10 è scritto, ”La venuta di quell’empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, con ogni tipo d’inganno e d’iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all’amore della verità per essere salvati“.

Non è questa la sede per trarre conclusioni frettolose sul “chi sarà l’anticristo?”; lasciamo questo gioco agli amanti delle speculazioni che si fondano solo su presunte rivelazioni apparenti. Noi, che “abbiamo la parola profetica più salda” (la profezia biblica), faremo invece sempre “bene a prestarle attenzione” (2 Pietro 1:19) per non essere trascinati via da ogni corrente di pensiero che muta a seconda del momento. La profezia biblica è molto chiara su questo punto. In Daniele 9: 27 è scritto che “Egli (l’anticristo) stabilirà un patto con molti, per una settimana (per 7 anni – all’inizio del periodi di Tribolazione)”, il chè significa che saremo in grado di conoscere l’identità dell’anticristo solo quando in Medio Oriente ci sarà pace grazie ad un trattato di difesa permanente che un leader internazionale stipulerà con e a favore di Israele. Analizzando la storia geopolitica, l’unico personaggio che più di tutti gli altri è andato vicino alla firma di una pace in Medio Oriente è stato Bill Clinton, il quale, nel 1993 fece da mediatore tra Yasser Arafat e Isac Rabin nel corso dei trattati di Oslo (senonchè Arafat cambiò idea nel giro di poche ore rifiutandosi di porre la firma sul trattato perchè per quelli di “casa sua” avrebbe implicato il riconoscimento della legittimità di Israele ad esistere). Ora però, pur lasciando da parte qualsiasi speculazione puramente occasionale, possiamo con certezza dire che se dovrà verificarsi che “la venuta di quell’empio (l’anticristo) avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, con ogni tipo d’inganno, ciò avverrà perchè dall’altra parte ci sarà un branco planetario di Sheeple che “non hanno aperto il cuore all’amore della verità…..“, ma che preferirà farsi guidare da chi li condurrà dritto per dritto all’inferno, pur di non voler seguire la verità! Che Dio ci scampi. 

L’Onnipotente ha creato l’uomo dotato di intelletto e con una certa abilità di ragionamento. La persona che segue e ricerca la verità ne farà uso e si assicurerà che le sue emozioni siano sempre in linea con il suo cervello. A questo proposito tutti riconoscono all’Illuminismo il merito di aver contribuito all’uscita dell’uomo dal suo stato di minorità mentale in cui si trovava fino a quel momento. Minorità è l’incapacità di avvalersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a sé stessi è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e dal coraggio di servirsi del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Il motto dell’Illuminismo infatti era: Sapere aude! (lett. “abbi il coraggio di conoscere!”). Ne consegue, che dovrebbero essere gli animali (come nel caso delle pecore) quelli che agiscono per istinto e non gli esseri umani. Infatti, nella società umana siamo abituati a vedere il gregge come qualcosa di più basso grado evolutivo rispetto agli umani; quindi, chi parla di gregge umano sottolinea una valenza negativa degli uomini di cui si sta parlando.

Nella Bibbia si parla del Buon Pastore, il nostro amato Signore Gesù il quale ha dato la sua vita per le pecore (il gregge di Dio). Egli le cura, le pasce, le conduce lungo acque calme, le conforta, le consola, provvede ai loro bisogni e con la voce della sua parola le conduce fino in cielo. Gesù disse: “Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore. Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga (e il lupo le rapisce e disperde), perché è mercenario e non si cura delle pecore. Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me, come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. Ho anche altre pecore, che non sono di quest’ovile; anche quelle devo raccogliere ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore“. (Giovanni cap. 10).

Scendendo ora dall’ambito divino di competenza del Buon Pastore al campo della gestione pastorale della vita pecorile (qui ora si parla di vere pecore e non si allude a null’altro), si noterà che (a volte) questa non offre molte possibilità. I punti salienti della vita del gregge sono la nascita, le relazioni sociali e la morte delle pecore; i pastori conoscono benissimo questi fatti e li sanno gestire con maestria. Prima vi è la mungitura, poi la tosatura, e infine, per concludere, la morte per sgozzamento.

Lo scrittore Giovanni Pesce ha detto, “nell’iconografia ufficiale vi sono alcuni particolari delle attività del pastore di pecore quando, ad esempio, era il tempo di portare le greggi al macello. Il pastore sa benissimo che la composizione numerica del gregge va limitata e così opera sul gregge una riduzione numerica (in altre parole una decimazione). Non penso che in questo caso il pastore sia definibile, dal punto di vista “pecorile”, buono. Nell’occasione della transumanza, invece, occorre pianificare la gestione delle pecore e la tradizione consiglia di suddividerle in due gruppi: i leader ed i follower; ed una tecnica di comando sul gregge prevede di forzare il comportamento dei leader in maniera tale che tutti i followers si adattino alla nuova condizione“.

Sembra proprio che le regole di guida di un gregge di pecore valga anche per un qualsiasi altro gruppo sociale: “con un paio di latrati di un cane pastore messo in posizione anteriore sinistra il gregge si muove a destra, se il cane si sposta a destra il gregge va a sinistra; abbastanza semplice. Insomma basta una minaccia operata “in bella vista” e si riesce a far muovere il gregge dove il leader ha deciso“.

Più o meno quello che l’istituto Tavistock ha studiato per il gregge umano. L’istituto in questione studiava il comportamento delle masse ed aveva concluso che “sotto stress” o “con una minaccia” le cose, per il pastore, andavano meglio. In pratica con un caos ben gestito, ci si poteva impossessare delle volontà dello sheeple a tal punto che sarebbero stati loro a richiedere un cane da guardia più “efficace” ed un maggiore ordine sociale“.

La Bibbia ci mette in guardia.

Esaminate ogni cosa ……” (1 Tessalonicesi 5:21)

“Diletti, non crediate ad ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se son da Dio; perché molti falsi profeti sono usciti fuori nel mondo”. (1 Giovanni 4:1)

Nonostante la chiara esortazione al discernimento molti cristiani sembrano proprio esser parte di quell’enorme gregge umano che si fa trascinare da tutto e da tutti senza mai sincerarsi dove stia andando, come e perchè. E’ vero, “il confine tra credente e credulone è molto sottile” (vedi articolo: cristiani, ma con intelligenza).

In 2 Corinzi 12:16 l’apostolo Paolo dice, Ma sia pur così, che io non vi sia stato di peso; però, da uomo astuto, vi avrei presi con inganno!“. Nel suo intervento Paolo ravvisava la possibilità che persone che si dichiarassero apostoli potessero, con le loro astuzie e con inganno, fare di quei credenti che non avrebbero esercitato il discernimento spirituale, le loro prede. Questo vale anche per i cristiani di oggi. Infatti, anzichè riconoscere i manipolatori emotivi si corre il rischio di lasciarsi coinvolgere da chi “circonda di ammirazione le persone per il proprio interesse” (Giuda v. 16). Queste persone fanno discorsi pomposi riempiendosi la bocca di parole gonfie che suscitano negli ascoltatori emozione e perdita di discernimento. Ma il danno più grave è per chi è abituato ad abbeverarsi solo da queste fonti perchè corre il rischio di non apprezzare più il valore della vera fonte della vita che è Cristo Gesù la parola vivente.

Quali sono le caratteristiche spirituali di un vero leader cristiano? Qual’è il temperamento di una vera guida pastorale?

La risposta ci viene direttamente dall’apostolo delle genti. “Perché la nostra predicazione non proviene da finzione, né da motivi impuri, né è fatta con ingannoma come siamo stati approvati da Dio che ci ha stimati tali da poterci affidare il vangelo, parliamo in modo da piacere non agli uomini, ma a Dio che prova i nostri cuori.
Difatti, non abbiamo mai usato un parlare lusinghevole, come ben sapete, né pretesti ispirati da cupidigia; Dio ne è testimone. E non abbiamo cercato gloria dagli uomini, né da voi, né da altri, sebbene, come apostoli di Cristo, avessimo potuto far valere la nostra autorità; invece, siamo stati mansueti in mezzo a voi, come una nutrice che cura teneramente i suoi bambini. Così, nel nostro grande affetto per voi, eravamo disposti a darvi non soltanto il vangelo di Dio, ma anche le nostre proprie vite, tanto ci eravate diventati cari. …. Voi siete testimoni, e Dio lo è pure, del modo santo, giusto e irreprensibile con cui ci siamo comportati verso di voi che credete; sapete pure che, come fa un padre con i suoi figli, abbiamo esortato, confortato e scongiurato ciascuno di voi a comportarsi in modo degno di Dio, che vi chiama al suo regno e alla sua gloria”. (1 Tessalonicesi 2).

C’è ancora tempo per mettersi in salvo!

La voce di Dio chiama ancora. E’ forte ed inequivocabile. La saggezza grida per le vie, fa udire la sua voce per le piazze; negli incroci affollati essa chiama, all’ingresso delle porte, in città, pronuncia i suoi discorsi (Proverbi 1:20-21).

Il suo messaggio è sempre lo stesso.Fino a quando, ingenui, amerete l’ingenuità?” (Proverbi 1:22).

Se saremo disposti ad ascoltare la sua correzione egli ci promette:  “ecco, io farò sgorgare su di voi il mio Spirito, vi farò conoscere le mie parole” (Proverbi 1:23).

Il suo appello continua. “Invocami, e io ti risponderò, ti annuncerò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci” (Geremia 33:3). Cosa farai di fronte all’invito di Dio?

A quanti invece si volgeranno altrove scegliendo di ascoltare voci estranee egli sarà costretto a voltarsi dall’altra parte. “Allora mi chiameranno, ma io non risponderò; mi cercheranno con premura ma non mi troveranno. Poiché hanno odiato la scienza, non hanno scelto il timore del Signore, non hanno voluto sapere i miei consigli e hanno disprezzato ogni mia correzione, si pasceranno del frutto della loro condotta, e saranno saziati dei loro propri consigli. Infatti il pervertimento degli insensati li uccide e la prosperità degli stolti li fa perire” (Proverbi 1:28-32).

Il Buon Pastore “chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori. Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei“. (Giovanni cap. 10).

A tutti quelli che appartengono a Lui e che ascoltano la sua voce, egli rivolge loro le seguenti parole,chi mi ascolta starà al sicuro, vivrà tranquillo, senza paura di nessun male“! (Proverbi 1:33).

Sequenza Profetica 2010