Muovere i primi passi verso la comprensione della sequenza profetica (III parte)

Matteo 10 – Un ulteriore modello interpretativo

di Douglas R. Shearer

Mentre Luca 21 può essere preso come modello di riferimento utile a comprendere quale tipo di protezione Dio garantisce ai credenti che sperimentano la persecuzione (qualsiasi sia il contesto), inclusa la persecuzione descritta in Matteo 24, Matteo 10 può essere considerato come chiave di interpretazione di natura più generale perché racchiude in sé una serie di principi e di aspetti che hanno a che fare con la diffusione del vangelo, tra i quali rientra anche il tema della persecuzione.

Lo scenario in cui Matteo 10 è ambientato è Nazaret, a nord di Gerusalemme, in Galilea, due anni prima del discorso di Matteo 24, quando Gesù prepara i discepoli per il loro primo viaggio missionario. I consigli e gli avvertimenti del maestro possono essere utilizzati nell’interpretazione del discorso profetico.

La persecuzione e la diffusione del vangelo

Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini; perché vi metteranno in mano ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe.

Matteo 10:16-17

Nel Nuovo Testamento persecuzione e diffusione del vangelo vanno di pari passo. Laddove c’è persecuzione è perché il vangelo viene predicato (la persecuzione a cui Gesù si riferisce in Matteo 24 si verifica perché i credenti stanno diffondendo il vangelo fedelmente).

La persecuzione e le opportunità di testimoniare

e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per servire di testimonianza davanti a loro e ai pagani.

Matteo 10:18

La persecuzione futura offrirà ai credenti un’opportunità di presentare il vangelo alle autorità governanti. Il periodo di testimonianza mondiale (di “risveglio”) descritto in Matteo 24 toccherà ogni sfera sociale (elites governative incluse).

Lo Spirito Santo prepara i credenti per una testimonianza efficace

Ma quando vi metteranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come parlerete o di quello che dovrete dire; perché in quel momento stesso vi sarà dato ciò che dovrete dire. Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

Matteo 10:19-20

Se la potenza per essere testimoni di Cristo è un’opera esclusiva dello Spirito Santo, questo vale anche per i credenti a cui Matteo 24 si riferisce, la cui testimonianza produrrà abbonanti risultati.

La diffusione del Vangelo è accompagnata da miracoli

Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Matteo 10:8

I segni, prodigi e miracoli verranno accordati ai credenti per favorire la loro credibilità. Non verranno elargiti per spaventare i non salvati, ma per risvegliare le loro coscienze affinché credano alla potenza salvifica di Dio – per attirare la loro attenzione al vangelo e per favorirne la credibilità. La presenza di segni e prodigi in Matteo 24 attesta che un risveglio è in atto (il risveglio della Tribolazione) per la fedele testimonianza di credenti consacrati.

La diffusione del vangelo produce anche separazione

Il fratello darà il fratello a morte, e il padre il figlio; i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire.

Matteo 10:21

perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua.

Matt. 10:35-36

La diffusione del vangelo sembra andare a braccetto con il tradimento, la separazione e le divisioni all’interno delle famiglie. Anche in questo caso siamo in presenza di un linguaggio figurativo – di una sineddoche – dove una parte della frase serve per rappresentare il discorso nel suo insieme. In altre parole, il vangelo non sarà solo causa di divisioni in famiglia, ma anche all’interno di gruppi sociali di ogni genere, tra amici e colleghi, tra ministri di culto e intere denominazioni. Le divisioni di cui si parla in Matteo 24 sono solo la descrizione della dolorosa ripercussione che accompagnerà la diffusione del vangelo – da una parte ci saranno cristiani che rimarranno fedeli e dall’altra coloro che comprometteranno la loro dedicazione a Cristo ritirandosi dal loro mandato.

Dio promette consolazione e sostegno ai credenti che soffriranno la persecuzione per amore del vangelo

Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi valete più di molti passeri.

Matteo 10:29-31

Qui Gesù non dice che i credenti fedeli saranno salvati dalla sofferenza e/o risparmiati dalla morte. Tuttavia, ai suoi Dio promette conforto assicurando che la sua presenza sarà sempre con loro, sopperendo ad ogni bisogno con la misura di grazia necessaria per sopportare la persecuzione (che la loro fedele testimonianza inevitabilmente avrà prodotto). Nel mezzo della tribolazione, dei patimenti e delle sofferenze, il Signore si rivolgerà a loro con parole di conforto.

Lo stesso concetto ripreso dal vangelo di Luca ci dimostra che è irragionevole aver paura.

Ma a voi, che siete miei amici, io dico: non temete quelli che uccidono il corpo ma, oltre a questo, non possono far di più. Io vi mostrerò chi dovete temere. Temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella geenna. Sì, vi dico, temete lui.

Luca 12:4-5

Perciò, siamo pienamente giustificati ogni volta che solleviamo dei dubbi sul fatto che la chiesa sarà risparmiata dalla Tribolazione, perché né nel Nuovo Testamento, né nei duemila anni di storia della Chiesa si è mai trovata testimonianza che dei credenti siano scampati alla persecuzione derivante dalla predicazione del vangelo.

Dio promette una ricompensa ai credenti che rimangono fermi nella loro testimonianza

Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è nei cieli. Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli.

Matt. 10:32-33

Dio promette una ricompensa ai credenti che testimoniano in suo favore, qualsiasi siano le sofferenze ad essa connesse. Questo verso è quasi una copia di 2 Timoteo 2:12 …..

Certa è quest’affermazione: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo; se abbiamo costanza, con lui anche regneremo; se lo rinnegheremo anch’egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.

2 Tim. 2:11-13

…e può essere usato per spiegare il significato del verso 33 …..

Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli.

Matt. 10:33

2 Timoteo 2:11 ci dice:

  • che tutti coloro che sono stati giustificati in Cristo saranno risuscitati con Lui a vita eterna;
  • che tutti quelli che soffrono per Lui – rimanendo fedeli alla loro chiamata qualsiasi angoscia questa comporti – saranno ricompensati con il privilegio di regnare con Cristo nel regno del Millennio;
  • che a coloro che rifiutano di soffrire con Cristo, avendo scelto di compromettere la propria testimonianza, verrà negato il privilegio di regnare con Lui;
  • che anche se al credente infedele verrà negato il privilegio di regnare con Cristo, pur tuttavia non perderà la sua salvezza. La frase “perché non può rinnegare se stesso” significa che Dio non ritorna indietro sulla sua parola. La salvezza è un dono; il privilegio di regnare con Cristo è una ricompensa.

Questo non è altro che il significato di Matteo 10:32-33  …..

Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è nei cieli. Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli.

 

..… ed anche il significato di Matteo 10:22 …..

Sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.

(qui è inclusa anche la consegna del premio finale)

….. che combacia esattamente con una frase che si trova in Matteo 24:13 e che getta luce sul suo significato …..

… ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.

….. e ciò significa che la perdita della retribuzione è il punto, non la perdita della salvezza. Questo ci dice quanto sia importante in Matteo 24 la retribuzione (il premio) nella testimonianza e nella sofferenza – ma anche che lo status futuro del credente nel regno a venire è deciso dalle singole scelte che si fanno giorno per giorno – se testimoniare fedelmente a favore di Cristo o se tirarsi indietro.

 

2 TIMOTEO 2:11-13

 

Verso 9a – la Tribolazione: Persecuzione

Allora vi abbandoneranno all’oppressione e vi uccideranno …

Matt. 24:9a

….. questo verso ci fa fare un balzo all’inizio della Grande Tribolazione, allorché il trattato con la morte sarà firmato tra l’Anticristo e i capi di Israele,

Egli (l’Anticristo) stabilirà un patto con molti (la maggioranza politica in Israele), per una settimana (gli ultimi sette anni della profezia di Daniele)

Dan. 9:27

……. ponendoci proprio nel mezzo della settantesima settimana di Daniele per descrivere la persecuzione che avrà luogo in quel tempo. È improbabile che la persecuzione qui descritta arrivi sulla chiesa d’improvviso, perché la persecuzione non viene “dal nulla”, ex nihilo, ma richiede uno specifico ambiente sociale che ne prepara la via e la facilita. Perché la persecuzione totale si verifichi, due precondizioni sono in gioco:

  • un collasso delle norme culturali che solitamente tengono a freno l’odio e la crudeltà – un collasso che lascerà le persone così disorientate, confuse e incapaci a distinguere tra il buono e il cattivo; e in concomitanza,
  • qualcosa di razionale che dia legittimità alla situazione di anomia sociale.

È ciò che descrive il verso 12, un vero e proprio allontanamento da quello che una volta era normale …..

Perché l’iniquità aumenterà, l’amore dei più si raffredderà …

Matt. 24:12

Il verso 12 ci dice che il periodo di tribolazione sarà segnato da un rampante aumento (plhqunqhnai) dell’iniquità. Quello che viene qui indicato non è semplicemente un incremento marginale del peccato, ma un collasso totale e pervasivo di norme etiche simile a quello che spinse Dio a giudicare Sodoma e Gomorra, del genere che portò Isaia ad avvisare (invano) Israele prima che venisse preso d’assedio dai Babilonesi …..

Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene,
che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,
che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro!

Isaia 5:20

Un collasso morale del genere non è mai istantaneo, ma ha sempre origine da una lenta erosione dell’ordine morale (che comincia quasi sempre dalla base intellettuale della società). La struttura sociale potrà apparire sana e intatta per un periodo, ma prima o poi l’effetto disintegrazione si moltiplicherà, dalle fondamenta dell’edificio fino ai piani evelati, dall’ avant-garde culturale all’intera comunità che l’abbraccia, dalle università ai giornali e ai mezzi di comunicazione di massa.

Una volta che l’ordine morale non sarà più onorato dalla base sociale, avverrà che chiunque vi aderirà – chiunque oserà ammettere che la sua vita è ancora governata da un codice di condotta biblico – sarà apertamente disprezzato e censurato per intolleranza, bigotteria e ristrettezza mentale. Questo è quello che è cominciato a verificarsi a partire dagli anni 70 con la nascita del relativismo postmoderno (post-relativismo) e il diffondersi della cultura pop.

Il palcoscenico sarà quindi aperto ad una persecuzione “legale” – quella del tipo descritta al verso 9. Tutto ciò che serve è qualcosa per giustificarla e una scintilla per innescarla.

Verso 9b:  la persecuzione: di portata mondiale

e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome.

Matteo 24:9b

La persecuzione qui descritta sarà di portata mondiale. Per quei credenti che già la sperimentano (si pensi alla Cina o all’Asia) all’inizio non sarà altro che una semplice escalation delle sofferenze che normalmente sono costretti a subire – anche se poi raggiungeranno livelli più alti. Questo avverrà dopo l’abominazione della desolazione (24:15) – cioè dalla metà della settantesima settimana di Daniele in poi.

in mezzo alla settimana farà cessare sacrificio e offerta; sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore. Il devastatore commetterà le cose più abominevoli, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore…..

Dan. 9:27

Verso 10 – tradimento

Il verso 10 parla invece di “separazione”….

Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda.

Matt. 24:10

…. che si verificherà tra i cristiani non appena comincerà la persecuzione. Due saranno i gruppi che si formeranno in quel periodo nella chiesa e che si divideranno. Questo è chiaramente preannunciato dal nostro modello interpretativo di Matteo 10.

  • Un gruppo insisterà sulla ricerca di un compromesso con le autorità nella speranza che la persecuzione nei loro confronti venga alleggerita.
  • L’altro gruppo rimarrà fedele al Signore rigettando ogni compromesso e testimoniando con franchezza delle verità storiche della fede cristiana, che Dio ha mandato Gesù Cristo nel mondo per liberare uomini e donne dal potere di satana per affidarli al regno del figlio di Dio …..

Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio

Col. 1:13

….. e che non c’è alcun’altra via per la salvezza se non in Gesù …..

Gesù gli disse: Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Giovanni 14:6

Ancora una volta questo concetto è ripreso esattamente nel modello interpretativo di Matteo 10.

Ora non abbiamo più dubbi del fatto che l’inizio della separazione descritta al v. 10 ……

Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda.

Matteo 24:10

….. possa essere collegata con l’inizio dei dolori descritto in Matteo 24:7-8.

Verso 11 – Inganno: uomini di carisma

Il verso 11 ci dice che …..

Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti.

Matteo 24:11

In un contesto di crisi sociali, morali, economiche e geopolitiche, emergeranno inevitabilmente dei falsi “Messia” che si autoproclameranno promettendo libertà e falsa speranza. Anche se il verso 11 descrive l’ascesa di falsi profeti all’interno della comunità cristiana, questo non vuol dire che non avvenga anche tra i non credenti, allorché personaggi politici e ciarlatani di ogni genere avanzeranno sulla scena mondiale con la promessa di porre rimedio alle piaghe politiche e sociali che avranno afflitto l’umanità.

Uno di loro sarà l’Anticristo – che introdurrà se stesso con una promessa di pace – una pace irresistibilmente allettante per il mondo già nel caos per conflitti militari, crisi economiche, ambientali, ecc… Questi è il cavaliere del cavallo bianco del primo sigillo di Apocalisse 6 – che esce cavalcando portando con sé un arco, ma senza frecce nella faretra – simbolo dell’intenzione a non far uso di mezzi violenti (almeno nella fase di ascesa a leader politico mondiale), almeno inizialmente. Egli si guadagnerà una buona reputazione grazie al successo nelle negoziazioni dei conflitti – che alla fine utilizzerà per stringere il tanto atteso trattato di pace (un vero patto di difesa) in Medio Oriente – o come dice la scrittura, “l’alleanza con la morte” o “il patto con il soggiorno dei morti” (ISAIA 28:15)

Egli (l’Anticristo) stabilirà un patto con molti (i politici di Israele), per una settimana.

Dan. 9:27

Verso 12 – L’assenza di carità

Il verso 12 prosegue dicendo ….

Poiché l’iniquità aumenterà, l’amore dei più si raffredderà.

Matteo 24:12

Qui è necessario sottolineare due cose …

  • che la parola “aumenterà”, come è già stato detto significa che moltiplicherà in maniera non marginale, ma su vasta scale; e,
  • che la parola originale greca (ton) tradotta con “dei più, vuol dire l’amore della maggioranza – il chè significa che la vasta maggioranza dei cristiai comprometterà la propria fede e si ritirerà davanti al compito di testimoniare al mondo la propria fede.

Questo verso ci sta dicendo quello che in pochi vogliono ammettere – ci parla di una tragedia che ci spezza il cuore: che la maggioranza dei cristiani si svierà abbandonando il ruolo di testimoni, rifiutando di combattere per la causa di Cristo.

Verso 13 – Perseveranza e ricompensa

Questo ci porta al verso 13 …..

Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.

Matteo 24:13

Anche qui abbiamo la stessa promessa che troviamo in Matteo 10 ….

Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è nei cieli. Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli.

Matteo 10:32-33

….. un passaggio della scrittura che abbiamo interpretato alla luce di 2 Timoteo 2:11-13, dove Paolo spiega che il punto non è la salvezza o la dannazione, ma la ricompensa o la mancata ricompensa.

Certa è quest’affermazione: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo; se abbiamo costanza, con lui anche regneremo; se lo rinnegheremo anch’egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.

2 Tim. 2:11-13

Siamo in presenza di un vero archetipo culturale (tipico dell’Antico e del Nuovo Testamento, una moneta comune non solo nella scrittura, ma anche nella letteratura secolare) cioè che tutti coloro che servono fedelmente il loro Re in battaglia (quando si schierano con lui mentre gli altri si ritirano) e che giurano lealtà al Re per sempre, vengono elevati allo status di signori del regno (a prescindere dalla loro posizione sociale) ottenendo l’inestimabile privilegio di regnare con lui e di far parte della sua “schiera di fratelli“.

 

Il miglior esempio della Bibbia di quanto sopra esposto lo troviamo nell’episodio dei trentasette uomini valorosi di Davide – i quali, malgrado le avversità, si strinsero attorno al loro condottiero per combattere contro i Filistei – e che regnarono con lui fino a che non venne incoronato Re (2 Samuele 23:8-39 e 1 Chronache 11:10–47).

Invece, l’Enrico V di Shakespeare è uno degli esempi più belli che si trovano nella letteratura secolare. Chi può dimenticare quei mirabili versi che Shakespeare dedica al Re Enrico V nel quarto atto, terza scena?

Felici noi, noi pochi,

schiera di fratelli;

poiché chi oggi spargerà il suo sangue

con me sarà mio fratello,

e per quanto bassa sia la sua condizione

questo giorno la nobiliterà:

molti gentiluomini che dormono ora nei loro letti in Inghilterra

malediranno se stessi per non essere stati qui oggi,

e non parrà loro neanche di essere uomini quando parleranno

con chi avrà combattuto con noi il giorno di San Crispino.

In altre parole, il Re Enrico V sta dicendo che chiunque combatte per la sua causa – cioè chiunque versa il suo sangue assieme a lui in battaglia – sarà nominato Signore del Suo Regno. Questo è lo stesso concetto riportato da Paolo in Filippesi 3:11-14.

Per giungere in qualche modo alla risurrezione (exanastasin) dei morti.
 Non che io abbia già ottenuto tutto questo o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino per cercare di afferrare ciò per cui sono anche stato afferrato da Cristo Gesù. Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta per ottenere il premio (brabeion) della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.

Paolo non sta mettendo in dubbio che la sua salvezza è un pericolo, perché è sicuro di essere pienamente giustificato nel sangue dell’Agnello e che la sua giustificazione è un dono incondizionato, totalmente svincolato da ogni suo merito.

Dov’è dunque il vanto? Esso è escluso. Per quale legge? Delle opere? No, ma per la legge della fede; poiché riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge.

Romani 3:27-28

Ciò per cui Paolo sta combattendo è il premio (brabeion) – la ricompensa che Dio promette a tutti coloro che lo servono fedelmente, che non si ritirano di fronte alle difficoltà e sofferenze. È la stessa parola che usa in 1 Corinzi 9:24.

Non sapete che coloro i quali corrono nello stadio, corrono tutti, ma uno solo ottiene il premio (brabeion)? Correte in modo da riportarlo.

Ottenere un premio implica un impegno da parte di chi lo riceve. Il dono, d’altro canto,

non implica nulla se non accettare quel dono che viene fatto. Qui paolo non sta parlando del dono, ma del premio – di quel premio che Dio riconosce a tutti i credenti che rimangono fedeli – che si schierano con lui nella battaglia spirituale – che non si ritirano di fronte alle avversità: il premio di regnare con lui nel regno che deve venire è quello di diventare parte della “schiera di fratelli” di Cristo, cioè di essere invitati a far parte del circolo più intimo riservato da Cristo ai suoi uomini di valore! Questo lo ripete Paolo in Filippesi 3:11-14.

La parola per risurrezione nel verso 11 non è la parola che Paolo normalmente usa, exanastasin, ma è  anastasin. Il prefisso ex (ek) significa fuori da e implica …

  • la risurrezione dei giusti (risorti a vita eterna – un dono),
  • che c’è una seconda risurrezione dei fedeli allo status di co-regnanti con Cristo (elevati per essere ricompensati).

La tribolazione è il mezzo utilizzato da Dio per risvegliare i sensi dei non credenti, per aprire i loro occhi alla condizione miserabile in cui versano e per far loro capire l’assurdità di vivere una vita senza Dio. E’ anche il mezzo di Dio per spronare i credenti ad un cammino di comunione più intima con lui, perchè riscoprano le giuste priorità e comincino a investire nel regno di Dio. (1) La tribolazione ha inizio e i non credenti ne subiscono la pressione (2) e sono forzati ad operare una scelta. Coloro che si affidano a Cristo (3) sono salvati (4), mentre, chi rifiuta l’offerta di grazia e di perdono (5) è destinato al suo giusto giudizio (6). La tribolazione ha effetto anche sui credenti (7) i quali si trovano a loro volta di fronte a una scelta. Coloro che rimangono fedeli testimoni alla loro fede e chiamata, qualsiasi sofferenza questa comporti (8), riceveranno una giusta ricompensa entrando a far parte della “compagnia dei fratelli di Cristo” per avere il privilegio di regnare con lui (9). Quelli che si ritirano, rifiutando di soffrire per la causa di Cristo (10) si vedranno rifiutare il privilegio di regnare assieme a lui, non potendo entrare a far parte della sua compagnia valorosa di fratelli. Questo sarà per loro una perdita schiacciante (11).

Verso 14 –Tribolazione e risveglio

E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine.

Matt. 24:14

Il “vangelo dei regno” è il “vangelo di Dio” (il “vangelo della salvezza”), anche se per molti anni gli studiosi hanno provato ad operare una distinzione tra le due espressioni. Molti studiosi moderni, tuttavia, confermano che la frase “il vangelo del regno” è niente più che una metonimia, una figura retorica che consiste nel sostituire un termine proprio o una frase con un altro o un’altra che trasmette essenzialmente lo stesso significato. Qualcosa simile a un eufemismo. Perché l’uso di una metonimia nel discorso profetico? Perché i Giudei erano riluttanti all’uso della parola Dio per paura di profanare l’ineffabile nome. Infatti, anziché dire o scrivere “il regno di Dio”, scrivevano “il regno dei cieli”. Qui vale la stessa cosa: anziché dire o scrivere “il vangelo di Dio” – per indicare il vangelo della salvezza, la buona notizia della grazia redentrice di Dio, dicono o scrivono “il vangelo del regno”. E questo è il punto del verso 14, un risveglio di portata mondiale, lo scopo e la natura del quale farà piccoli i risvegli del passato.

Dopo queste cose guardai e vidi una folla immensa che nessuno poteva contare, proveniente da tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue, che stava in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, vestiti di bianche vesti e con delle palme in mano

Apocalisse 7:9

Poi uno degli anziani mi rivolse la parola, dicendomi: «Chi sono queste persone vestite di bianco e da dove sono venute?» Io gli risposi: «Signor mio, tu lo sai». Ed egli mi disse: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione. Essi hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello.

Apocalisse 7:13-14

E’ solo durante la tribolazione che il vangelo verrà predicato a tutta l’umanità. Solo allora ogni uomo, donna e bambino verranno raggiunti con il messaggio della buona notizia.

Durante la tribolazione saranno redente più anime che in ogni altro periodo della storia. La tribolazione innescherà un risveglio di portata mondiale. E perché? La risposta è perché la persecuzione avrà purificato la chiesa dall’impurità che allora si sarà sbarazzata del falso e dell’infedele. Coloro che rimarranno in piedi saranno completamente spesi per Dio e non tratteranno nulla per loro stessi. Lo stesso varrà per coloro che si aggiungeranno alla chiesa in quel periodo, i quali, dopo aver valutato i costi della loro consacrazione, porteranno il loro contributo alla causa di Cristo. Più i martiri saranno, più il vangelo della salvezza si spanderà.

La Tribolazione è l’ultima chiamata di Dio all’umanità; non è un tempo d’ira, ma un periodo di grazia, una chiamata finale al ravvedimento e alla salvezza. Prepariamoci sin da ora per essere pronti quando arriverà la Tribolazione. Che Dio ci dia l’onore di essere insigniti della corona della vita per il nostro fedele servizio e ricompensati con l’accesso alla sua gloriosa compagnia di fratelli.

I parte

II parte

IV parte

V parte

VI parte

VII parte

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