L’importanza di considerare la parola profetica

di Norbert Lieth

Spesso sentiamo affermare: “in fondo, anche la Bibbia è stata scritta soltanto da uomini”. Esistono delle prove sicure che dimostrano che non è così? Sì. La profezia biblica delle 70 settimane è una delle più evidenti, insieme a tante altre.

Ogni lettore sincero e non prevenuto riconoscerà che le affermazioni relative alle 70 settimane in Daniele 9 non possono essere state scritte da un uomo. Dietro tale perfezione può velarsi soltanto qualcuno che conosce così a fondo la storia, ma l’ha anche pianificata e quindi è in grado di descriverla in anticipo. Il senso più profondo della profezia si trova nel fatto che Dio si presenta all’uomo come l’incomparabile, il vero, colui che dà sicurezza e fornisce certezze, presso il quale c’è salvezza. Gran parte delle profezie si riferiscono al Messia Gesù Cristo, perchè in lui Dio è sceso in un’umanità perduta e lontana e in lui egli riporta a sè gli uomini che accettano la sua offerta di redenzione.

«”Quando hai cominciato a pregare, c’è stata una risposta e io sono venuto a comunicartela, perché tu sei molto amato. Fa’ dunque attenzione al messaggio e comprendi la visione. Settanta settimane sono state fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la perversità, per mettere fine al peccato, per espiare l’iniquità e stabilire una giustizia eterna, per sigillare visione e profezia e per ungere il luogo santissimo. Sappi dunque e comprendi bene: dal momento in cui è uscito l’ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme fino all’apparire di un unto, di un capo, ci saranno sette settimane e sessantadue settimane; essa sarà restaurata e ricostruita, piazza e mura, ma in tempi angosciosi. Dopo le sessantadue settimane un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. Il popolo d’un capo che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà come un’inondazione ed è decretato che vi saranno devastazioni sino alla fine della guerra. Egli stabilirà un patto con molti, per una settimana; in mezzo alla settimana farà cessare sacrificio e offerta; sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore. Il devastatore commetterà le cose più abominevoli, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore”» (Daniele 9:23-27).

Dio è preciso! In pochi versetti egli fa il sunto di profezie antiche di secoli. La Bibbia spiega fin nei minimi dettagli quanto siano affidabili le affermazioni di Dio. Essa rivela il decorso della storia della salvezza, il destino d’Israele, la venuta del Messia e l’azione di Dio nella storia delle nazioni. Le informazioni sono talmente precise, che gli scettici le rifiutano affermando che devono essere falsificazioni di tempi più recenti perchè sono troppo esatte ……

Qumran caves_1504

Resta che i rotoli di Qumran, scoperti negli anni 1947 – 1956 presso il Mar Morto e di cui fa parte anche il libro di Daniele, risalgono certamente al II sec. a.C., come è risultato da analisi effettuate dal Politecnico di Zurigo. Inoltre, la Septuaginta (la versione greca dell’Antico Testamento) era stata completata già prima del II sec. a.C.. Se, dunque, l’intero Antico Testamento era completo e già tradotti nel II sec. a.C., com’è possibile che le profezie in esso contenute siano una falsificazione più tarda?

«”Quando hai cominciato a pregare, c’è stata una risposta e io sono venuto a comunicartela, perché tu sei molto amato. Fa’ dunque attenzione al messaggio e comprendi la visione!”» (v 23). A proposito degli ultimi tempi, ci sono quattro elementi che al Signore stanno particolarmente a cuore:

1. preghiera

2. attenzione

3. comprensione

4. conoscenza.

Per questo motivo due versetti più in basso si ribadisce: «”Sappi dunque e comprendi bene….”» (v 25).

Quando determinate espressioni si ripetono in un testo continuo, lo Spirito Santo vuole sottolineare la particolare importanza, un pò come le parole di Gesù nel Nuovo Testamento: «”In verità, in verità vi dico …..“».

La potente rivelazione di Daniele 9 inizia con Daniele che leggeva con attenzione e studiava gli scritti profetici. Nel farlo, egli si soffermava soprattutto su ciò che il Signore aveva profetizzato per bocca di Geremia riguardo al numero degli anni che sarebbe durata la distruzione di Gerusalemme per mano dei Babilonesi, e questo lo spinse a pregare ancora di più. Daniele sapeva che la parola profetica di Dio era assolutamente certa e affidabile e si basò su di essa: «”il primo anno del suo regno, io, Daniele, meditando sui libri, vidi che il numero degli anni di cui il SIGNORE aveva parlato al profeta Geremia e durante i quali Gerusalemme doveva essere in rovina, era di settant’anni. Volsi perciò la mia faccia verso Dio, il Signore, per dispormi alla preghiera e alle suppliche, con digiuno, con sacco e cenere”» (v 2-3). Il risultato delle sue ricerche nelle Scritture fu che Daniele approfondì ulteriormente i suoi studi e ricevette la rivelazione delle settanta settimane. Che l’apostolo Pietro abbia pensato a Daniele quando, dopo la prima venuta di Gesù, scrisse: «”Abbiamo inoltre la parola profetica più salda: farete bene a prestarle attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, fino a quando spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori. Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo”» (2 Pietro 1:19-21).

E’ comunque rilevante quanta importanza la Bibbia attribuisca al fatto che i figli di Dio non trattino con superficialità le profezie sul futuro. Proprio il Nuovo Testamento ci indica con enfasi che è importante studiare approfonditamente la Parola di Dio e il suo insegnamento: «”La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente; istruitevi ed esortatevi gli uni gli altri con ogni sapienza….”» (Colossesi 3:16). E in I Tessalonicesi 5:20 sta scritto: «”Non disprezzate le profezie“».

Pubblicato su Chiamata di Mezzanotte -il giornale della profezia biblica- (Marzo 2010)