Il seme della tirannia

Come riportato dall’emittente televisiva CNN, l’amministrazione Obama ha introdotto una regola che stabilisce che ogni giornalista, reporter, blogger o fotografo che si avvicina nella zona delle operazioni di bonifica della macchia di petrolio nel golfo del Messico commette un reato. Chi verrà fermato potrà essere arrestato, condannato al pagamento di un’ammenda pecuniaria di $ 40,000 e perseguibile dalla legge federale.

Guarda il servizio di Anderson Cooper su http://naturalnews.tv/v.asp?v=203

Tramite la restrizione dell’accesso ai media nella zona interessata dal più grande crimine ecologico mai perpetrato nella storia, si vuole impedire alle televisioni di tutto il mondo di assistere alla tragedia in tempo reale. Sono episodi, questi, di Orwelliana memoria se pensiamo che è in atto il tentativo di mettere il bavaglio alle fonti di libera informazione e di censurare e controllare le notizie per impedire che giungano al pubblico.

La guerra è sempre per il controllo della tua mente

Questa è stata la tecnica utilizzata dall’amministrazione USA durante tutte le guerre. Infatti, la prima vittima della guerra è la verità. Ci sono molte immagini di guerra che il governo USA non vuole che tu veda (come quelle dei piloti di elicotteri militari che sparano sui fotografi della Reuters). Così, le notizie di guerra vengono sempre monopolizzate dai governi per la sola diffusione delle immagini da loro selezionate, mentre tutto il resto viene posto sotto censura.

Ora, lo stesso approccio tipico del GRANDE FRATELLO (mi riferisco a George Orwell e alla sua opera letteraria 1984) viene usato nel Golfo del Messico: criminalizzare i giornalisti, censurare i reportages e cercare di tenere nell’ignoranza l’opinione pubblica su quello che sta succedendo. Il primo emendamento della costituzione americana sancisce la libertà di parola e di stampa. Nonostante ciò, l’aministrazione Obama non si cura del diritto n. 1 dei cittadini e vuole negare loro questo diritto trasformando i giornalisti in criminali.

Facendo sì che nessuno venga a sapere la verità su quanto comesso dalle industrie del petrolio nel golfo, si arriva a un controllo della mente. Vogliono tenerci nell’ignoranza attraverso un black out totale dei mezzi di comunicazione di massa.

La catastrofe che sta avvenendo nel golfo del Messico non è il solo problema perchè è in gioco anche la perdita della libertà di essere informati.